Posizioni rugbystiche.

February 28th, 2010

Questi sono i ragazzi della nostra nazionale Under 20, durante gli allenamenti per il Sei Nazioni.

Chiedi lumi a chi si intende di rugby: che posizione è? E perchè con le mani tirano la maglietta di quello davanti?

Un canale che mi affascina, per l’alto grado di trash che sprigiona, è Lady Channel: trasmette solo soap. L’altra sera, facendo zapping, sono rimasto catturato da questa bellezza bionda. Una specie di Giorgio Pasotti più giovane. Denti perfetti.

Ah, la soap era atroce.

A “Che tempo che fa” marchettone televisivo al film “Genitori e figli, agitare bene prima dell’uso”, dominato da questo ragazzo, figlio di Ornella Muti. Si chiama Andrea Fachinetti.

Peccato per i capelli lunghi.

Inciviltà cittadine.

February 28th, 2010

Nell’arco di 24 ore, di fronte allo stesso cassonetto.

Manco nei quartieri spagnoli.

Una città giapponese ha adottato una soluzione abbastanza “drastica” per eliminare radicalmente il problema di cani e gatti randagi. Un “camion della morte” gira per le strade e cattura gli animali indesiderati. Questi vengono messi in alcune “camere a gas”, all’interno del mezzo. L’autista parte, e, premendo un bottone, fa rilasciare al loro interno un gas letale. Tempo un’ora e il mezzo raggiunge una struttura dove gli animali vengono cremati.

I camion della morte hanno iniziato a circolare dopo che i residenti della prefettura di Tokushima si sono lamentati della presenza di gatti e cani randagi. Ogni anno si stima che vengano uccisi dai 5mila ai 10mila animali.

Il tribunale di Darwin, in Australia, ha diffuso le immagini choccanti di questa madre che ha gettato in terra il bimbo di 10 mesi. La donna si era indispettita perché il compagno era salito sul bus senza aspettarla. Davanti ai giudici si è detta innocente.

Choc/1. Nudi in chiesa.

February 26th, 2010

Una chiesa della Virginia ha optato per delle funzioni religiose “nature”.I fedeli possono presentarsi nudi. Anche perché il pastore,Allen Parker, è il primo ad officiare la messa senza abiti. “A Dio non importa se siamo vestiti o meno”, ha detto un fedele. Tesi sposata dal pastore, che fa notare: “Gesù era nudo quando è nato; era nudo sulla croce; e quando è resuscitato ha lasciato gli abiti nella tomba”.

Certo che un po’ di palestra la potrebbero fare, questi fedeli.

Andrew Koenig, 41 anni, era Boner, l’amico di Mike (Kirk Cameron), nella serie “Genitori in blue jeans”. E’ stato trovato morto a Vancouver. Il giorno di San Valentino aveva fatto recapitare un messaggio ai genitori: da allora era scomparso. Gli amici avevano anche lanciato una sorta di appello, su Facebook. Il padre ha detto che si è suicidato.

Ok, voglio confessarlo: da giovane mi masturbavo pensando a Kirk Kameron.

Questa foto è stata scattata qualche tempo fa in una terra straniera. Insieme alla sua assistente, c’è un’ex First Lady. Straniera. Simpatica e dal sorriso solare. Lei senza scorta. Lui ancora con scorta.

Chi è? Sotto la risposta.

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Canoa/Flessioni sulla neve.

February 26th, 2010

Quando a Roma ha recentemente nevicato, la nazionale italiana di canoa kayak (in particolar modo i 200 metristi) si trovava a Castelgandolfo, per un raduno. Come accogliere la neve? Con cinquanta flessioni, a torso nudo, sotto lo sguardo compiaciuto dell’allenatore.  Questi in foto sono Daniele (che ringrazio dello scatto), Leon, Leonardo e Francesco.

Adesivi anti-Sensi.

February 26th, 2010

Adesivo fotografato ieri sera, durante passeggiata canina. C’è davvero qualcuno che perde del tempo a fare ‘ste cose?

In un Paese normale, Raffaele Panizza sarebbe semplicemente un giornalista che ha fatto il suo lavoro. Ha incontrato un personaggio, gli ha fatto delle domande, e ha scritto le risposte. That’s it. Niente di più. Ma siccome viviamo nel Paese della fuffa dietrologica, Panizza è diventato, secondo alcuni: il “manipolatore di interviste”, il “mostro che ha estorto dichiarazioni”, lo “scorretto che ha estrapolato frasi ad hoc”. Per la cronaca: Panizza è il collega che ha firmato l’intervista nella quale Morgan confessava di far uso di droghe. Intervista registrata, e, quindi, “vera”. Su internet mi sono divertito a leggere le accuse mosse a Panizza, classe 1974, collaboratore per MAX e consulente del Chiambretti night. Spesso è la solita litania qualuquista anti-giornalisti. Altre volte, schizzi di invidia di tanti colleghi che avrebbero voluto firmare quel pezzo e che, invece, preferiscono schiumar rabbia. Perché – lo dico per chi non frequenta il mondo del giornalismo – chi firma una scoop è visto come un fastidioso rompicoglioni.

Quando è esploso il caso, mi sono messo in contatto con lui. E, oggi, a poche ore dalla puntata di Annozero, che vedrà come ospite Morgan, ecco l’intervista.

Andiamo al dunque: per colpa tua Morgan non è andato a Sanremo. Sintesi giusta?
A non voler essere cervellotici sì, sintesi giusta. Anche se mi pare che la vera causa, oltre ovviamente alle sue dichiarazioni, sia lo strano can can di opinioni che è immediatamente seguito alle prime anticipazioni della mia intervista su Max. Se un giornalista di Repubblica o del Corriere, appena si ritrova in mano l’intervista di un artista che racconta di drogarsi tutti i giorni, si sente in dovere di chiamare come prime persone Giorgia Meloni e Carlo Giovanardi, significa che c’è qualcosa che non va. C’è proprio uno spostamento di piani, dallo spettacolo alla politica, che mi pare piuttosto emblematico del momento che viviamo (non solo in Italia) ultimamente. Credo che se ci fosse stato Nichi Vendola presidente del consiglio, giusto per capirci, al massimo i colleghi che hanno ripreso l’intervista avrebbero cercato Luzzato Fegiz, che in passato ha ammesso di usare coca, per fare una piccola storia del rapporto tra coca e rock and roll. La Meloni avrebbe fatto il suo comunicato stampa, ma non se lo sarebbe filato nessuno.

Morgan dice che hai travisato, frainteso, estrapolato. Insomma, quelle cose che si dicono quando ci si vuol rimangiare un’intervista. Te l’aspettavi, mentre scrivevi il pezzo?
No. Anche perché, vista la delicatezza degli argomenti, non mi sono permesso di fare nessun copia-incolla, nessun montaggio. La conversazione è avvenuta con la stessa scansione in cui l’ho scritta, senza “cose dette prima e messe dopo”, o viceversa. e comunque non credevo certo che sarebbe scoppiato tutto sto casino. Che Morgan potesse essere alle prese con problemi di droga, non me lo sono inventato io. Erano tutte le presone che avevano a che fare con lui, in particolare negli studi di X Factor, che non perdevano occasione per raccontare delle volte che si presentava strafatto alle registrazioni. Io non avevo idea che ciò rispondesse al vero. Glie l’ho chiesto. E lui ha risposto sinceramente.

La cosa che ti ha dato più fastidio leggere di te.
“Leggere” nulla. Durante una trasmissione radiofonica il figlio di un giornalista molto importante ha detto che ‘se si profilasse un nuovo caso Pantani, io dovrei avere il peso di un morto sulla coscienza’. Una roba brutta da sentire.

Tornando indietro, ri-scriveresti lo stesso pezzo?
Professionalmente, sì, lo scriverei tale e quale. Detto questo, vedere la rassegna stampa del mio “caso Morgan” poco più bassa della tragedia di Haiti mi ha fatto schifo.

Hai più sentito Morgan?

No. Solo qualche sms. Spero che il momento dei chiarimenti arrivi presto.

Quando lo hai intervistato, Morgan era lucidamente “consapevole” di ciò che stava dicendo?
Sì. Era lucido, esaustivo, come sempre. Magari un po’ assonnato, vista l’ora (ci siamo incontrati intorno alle 17, orario in cui lui normalmente dorme), tanto che un paio di volte, sdraiato sul divano, si è quasi assopito. Non ho pensato neppure un attimo che fosse sotto l’effetto di droga, anche perché associo la cocaina a stati di eccitazione, non certo a torpore. E’ stato lui a dirmi, a un certo punto, di essere anche in quel preciso istatane sotto l’effetto del crack.

Sul web s’è scritto di tutto, su di te. Dagli insulti alle dissertazioni sulla professionalità. Eppure hai fatto “banalmente” il tuo lavoro. Ma qualcuno ti ha fatto i complimenti?
I complimenti sono stati molto più numerosi che gli insulti. Però mi hanno colpito di più i secondi. Dei primi non so bene cosa farmene. Mi hanno invitato in tutte le trasmissioni possibili, offerto soldi per vendere la registrazione dell’intervista, ma me ne sono rimasto bello tranquillo a casa mia. Ritengo che il caso Morgan sia una scoreggia nell’universo, e come tale lo considero.

Ricevuto minacce, più o meno velate?
Minacce no, discorsi strani però sì. I giornalisti musicali in particolare sembrano non aver gradito. E’ come se avessi rotto qualche equilibrio che regge il gioco tra artisti e stampa. Anche gli uffici stampa sono agguerriti. C’è la targa “io non posso entrare” davanti a un paio di porte. Mi dispiace e contemporaneamente non fa nessuna differenza. Io non sono interessato a diventare amico dei personaggi. Anzi. Credo che offuscare un po’ il loro bagliore, finto, sia un ottimo servizio sociale per chi sta a casa affondato nel divano, cresce i figli, e si chiede come cavolo è che nella vita non gli sia successo nulla di eccezionale.

Sanremo ha sbagliato a impedire a Morgan di salire sul palco?
Su questo non riesco a farmi un’idea. d’istinto dico che hanno sbagliato, perché, ancora una volta, reato e punizione non sono sullo stesso piano. Se fosse stato ancora a XFactor, dove il suo ruolo è misto, da guastatore-educatore, forse una sospensione sarebbe stata legittima. A Sanremo, dove si canta e basta, e in più si gareggia giudicati da un pubbico, no ha senso. Vedrai che alla fine succederà il contrario, e l’anno prossimo tornerà a X Factor sotto il nume tutelare di Simona Ventura. Sarebbe un paradosso. Ma è inutile aggiungere male a male solo per coerenza.

Droga e vip. Morgan, secondo molti, ha detto l’ovvio. Sono (siamo?) tutti degli ipocriti?
Non ha detto l’ovvio. Ha detto che la droga non gli interessa per lo sballo, ma solo per curarsi l’anima. Ha parlato della non violenza della sua scelta, contro l’aggressività di chi si droga in giacca e cravatta per placare le sue frustrazioni e poi si trasforma in un mostro. Ha detto cose tutt’altro che ovvie. E infatti nessuno ha cercato di capirle.

L’esercizio si chiama “Atomic sit up”. Altro non non sono che dei piegamenti fatti con una persona che tiene le gambe e un’altra che usa un asciugamano sul viso per fare resistenza. Peccato che, di tanto in tanto, ci sia la variante “prank”, scherzetto. Molto diffusa nei college e nelle caserme americane, consiste nel rilasciare all’improvviso l’asciugamano, dopo che un ragazzo si è piazzato a sedere di fuori ad altezza viso. Il risultato è che si finisce col viso tra le chiappe. Qui una selezione di video, ma Youtube è una miniera, in tal senso.

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