
Quando, la scorsa settimana, ho letto sul sito Outsports le parole di Hudson Taylor, il campione americano di wrestling (è numero 3 nazionale nella sua categoria), ero rimasto colpito dalla naturalezza con la quale sembrava volesse dire l’ovvio: battersi per i diritti dei gay non può e non deve essere una prerogativa dei gay. Siccome ritengo che il movimento GLBT italiano riuscirà veramente a “sfondare” solo quando saprà coinvolgere nella sua lotta le persone eterosessuali, ho cercato di approfondire il punto di vista del 23enne Hudson. Il ragazzo, fidanzato con Lia (una ragazza la cui famiglia è originaria di Lucca), è stato molto disponibile e mi ha risposto a tempo di record. Quando parla di quelli che dovrebbero essere gli obiettivi da conseguire da parte dei gay – nella prima domanda – usa l’espressione “nostri obiettivi”. (Photo Credits: Amateur Wrestling Photos)
- Dal punto di vista italiano, in America i diritti dei gay sono ad un livello certamente più “evoluto”. Eppure anche i gay americani devono ancora fare molto. Puoi spiegarci cosa manca alle persone GLBT del tuo Paese?
Un obiettivo primario è quello di far sì che tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, dal sesso, dall’identità di genere, vengano trattate nello stesso modo e in maniera giusta davanti alla legge. Tra i nostri obiettivi politici, c’è la legalizzazione, a livello federale, delle unioni tra persone dello stesso, le adozioni gay, e l’abrogazione della disciplina del “don’t ask don’t tell”. Quest’ultima si applica all’ambito militare, ed impedisce a chi è gay, lesbico o bisessuale dichiarato di arruolarsi. Allo stesso modo, penso che anche la comunità transgender si trovi di fronte a sfide importanti in America: in particolare quella di combattere le discriminazioni. Dobbiamo darci da fare per superare questa condizione. Infine, dobbiamo impegnarci perché l’America possa diventare un Paese nel quale le persone GLBT (soprattutto quelle giovani) siano libere e si sentano a loro agio quando fanno coming out. Obiettivi difficili da conseguire, ma sono certo che riusciremo, prima o poi, a cambiare le nostre leggi e strutture sociali.

- Sei un atleta eterosessuale, e ti batti per i diritti GLBT. Come hanno reagito i tuoi colleghi sportivi a questo approccio?
Ho sempre dichiarato il mio punto di vista, a livello politico e sociale, e non ho alcun problema a parlarne con i miei compagni di squadra. Allo stesso modo, i miei colleghi sono abituati al mio impegno per i diritti gay. Molti wrestler hanno una personalità complessa e sono aperti verso nuove idee e approcci alla vita. Molti accettano le mie posizioni. A volte mi capita di ricevere delle critiche da parte di chi non è d’accordo. Inoltre, sono anche impegnato per eliminare le distorsioni bigotte nel nostro vocabolario. Mi arrabbio quando sento espressiono omofobe, sessiste o razziste. Cerco sempre di fare in modo che le persone si trattino con rispetto, dignità e gentilezza. E, per far ciò, penso sia importante scegliere le parole giuste. Un punto che a volte mi trova in disaccordo con alcuni wrestler.
- Il wrestling non sembra uno sport molto aperto, dal punto di vista dei gay. C’è un alto tasso di omofobia?
L’omofobia è diffusa in molti sport maschili. In realtà penso che tutto il mondo sportivo debba fare dei passi in avanti, per dare il giusto peso agli atleti GLBT. Il wrestling è uno sport unico, perché prevede il corpo a corpo, nel quale gli uomini sono a stretto contatto tra di loro. La gente che non conosce questo sport, ti chiede se si tratti di un’attività gay oppure omoerotica. Domande che imbarazzano i wrestler, perché non c’è niente di omoerotico o gay in questo sport. Purtroppo, il tema dell’omosessualità diventa un tabù proprio per una serie di fraintendimenti. In ogni caso, come ho detto prima, molti wrestler sono aperti sul tema.

- Come ti senti quando un ragazzo ti fa i complimenti? La tua ragazza si è mai ingelosita nei confronti di un altro maschio?
Sono una persona defilata, e non tendo ad esibire molto il mio corpo. Quello lo riservo solo per la mia ragazza. Siamo innamorati e la nostra è una relazione monogama. In ogni caso, non vedo alcuna differenza tra gli apprezzamenti di una donna e quelli di un uomo. Rispetto entrambe le posizioni e i tipi di attrazione. E posso dire di essere lusingato da chi apprezza il mio corpo, indipendentemente dal sesso della persona. Anche la mia fidanzata la pensa così. E’ possessiva, perché in fondo sono il suo futuro marito. Ma devo dire che reagisce nello stesso modo quando qualcuno o qualcuna mi fa i complimenti. Cerchiamo sempre di non far dipendere i nostri approcci alle persone dalla classificazione di genere.
- In Italia l’omofobia è diffusa tra i giocatori di calcio. Alcuni sono bisessuali o gay, ma non sono dichiarati. Perché pensi che per loro sia difficile fare coming out?
Questa è una domanda difficile. Da atleta etero non ho mai dovuto affrontare le sfide di un atleta gay. Non ho mai dovuto trovare il coraggio per reagire all’odio e all’ignoranza. Posso solo immaginare quando sia difficile fare coming out. Deve essere una decisione intensamente personale. In ogni caso, non conosco quello che succede a questi giocatori di calcio. In generale, però, penso che gli atleti maschi tendano a mostrare un atteggiamento eterosessuale. E questo rende più difficile il coming out di quelli gay. C’è un’enorme pressione a conformarsi agli stereotipi della mascolinità. Una pressione che deriva dai compagni di squadra, dagli sponsor, ma anche dai fa.

- I gay dovrebbero poter adottare figli?
Assolutamente sì! I gay hanno le stesse capacità di crescere i figli delle persone eterosessuali. Penso che le relazioni gay salutari e positive abbiano lo stesso grado di “validità”, romanticismo e ispirazione di quelle etero. La sessualità non dovrebbe essere mai una discriminante che ci fa giudicare se una persona sa prendersi cura di un altro essere umano. Il matrimonio e la famiglia sono fondamentali per moltissime culture. Impedire ai gay di prendere parte a queste due gioie basilari è qualcosa di devastante. Non riesco a trovare una ragione valida per la quale una persona non possa adottare un bambino per via del suo orientamento sessuale.
- Il papa è contrario ai matrimoni gay. Un tema complesso per i cattolici. Tu cosa ne pensi?
Intanto vorrei chiarire che con la mia risposta non voglio assolutamente mancare di rispetto al papa. Sono certo che il suon fine ultimo sia quello di preoccuparsi per il bene dell’umanità. Allo stesso tempo non penso che quello del matrimonio gay sia un tema complesso. In realtà, è una facceda semplice e scontata. Mi piace credere che il cristianesimo incoraggi i concetti di amore, devozione e impegno. Il vero amore tra due persone, etero o gay, è qualcosa di bello e straordinario. E spero che il papa possa, in cuor suo, riconoscerlo.
Devo aggiungere altro? Hudson mi ha davvero spiazzato. Penso che tutto sarebbe molto più bello se ci fossero più persone come lui.
Tags: hudson taylor


March 2nd, 2010 at 12:13 pm
mmmmmmmmmmmm santo subito?
March 2nd, 2010 at 12:14 pm
La disarmante lucidità di pensiero questo ragazzo mi ha fatto sentire quasi omofono.
Avevo già letto stanotte questo post prima che tu lo togliessi per limarlo, e devo dire che mi ha fatto molto bene andare a letto rinfrancato dalla consapevolezza che la stupidità non sia una regola universale.
Queste parole sono come una boccata d’ossigeno nel gorgo maleodorante in cui siamo costretti.
Grazie River.
Grazie di cuore anche a te per quello che fai. Bella intervista.
March 2nd, 2010 at 12:22 pm
ad avercene in Italia di persone come lui!!!
chissà forse un giorno anche da noi ci sarà un etero intelligente che non si preoccupa di prendere una posizione decisa dalla parte del movimento glbt..
complimenti River per l’ottima intervista.
ciao stefano
bergamo
March 2nd, 2010 at 12:33 pm
Riv, mi scappa, mi scappa, lo devo fare: quando lo lanci un sondaggio tra i riverlettori su come si comportano in determinate situazioni che richiedono un po’ più di fegato e autocoscienza che commentare un blog?
Scusami, mi è scappato. Però ci credo e penso sia importante, molto più di Taylor.
“Be the change you want to see in the world”, diceva qualcuno.
March 2nd, 2010 at 12:34 pm
… accidenti,mentre finivo di leggere mi veniva da pensare: ce la posso fare… mi sono commosso..
grazie riv e, se puoi, recapita il mio grazie a questo ragazzo.
March 2nd, 2010 at 12:40 pm
Io sono commosso, davvero…
March 2nd, 2010 at 1:07 pm
Spero che anche in italia persone rappresentative nello sport e nello spettacolo possano lasciare dichiarazioni di questo genere, non quelle di distacco che siamo abituati a sentire. Se mai dovessi avere un figlio spero proprio che sia come lui e che per allora ci siano tante persone ad accompagnarlo in questo pensiero. Forse davvero il futuro è la cooperazione tra gay ed etero nella lotta alle discriminazioni.
March 2nd, 2010 at 4:18 pm
Ah! The cuteness! E un po’ di coraggio non guasta. E’ di questo che abbiamo bisogno: pochi “amici gay molto sensibili” e più concretezza.
March 2nd, 2010 at 5:45 pm
Bravo Bravo Bis!
Speriamo che possa essere d’esempio per qualcun’altro anche qui in Italia :)
Io per parte mia quando c’è da intervenire in discussioni che riguardino le tematiche LGBT mi espongo sempre e argomento con convinzione (mio moroso mi dice che sembro una matta per la foga che ci metto), anche se ovviamente la risonanza delle parole di un “volto noto” può fare molto di più.
A questo proposito ti segnalo alcune dichiarazioni di Alessandro Preziosi a Deejay Chiama Italia di stamattina… Si dovrebbe riuscire a recuperare il podcast da qualche parte. Mi hanno stupito positivamente :)
March 2nd, 2010 at 5:46 pm
Me ne sono innamorato:)
Mmm… uffa vista la ragazza, non ho speranze:)
March 2nd, 2010 at 7:15 pm
Io lo amo già.
March 2nd, 2010 at 7:17 pm
Io i discorsi più omofobi li ho sentiti fare da gay. Se tutti i gay in Italia avessero la consapevolezza, la sicurezza e la concretezza di questo ragazzo etero, le cose cambierebbero radicalmente.
March 2nd, 2010 at 7:18 pm
OT
Ecco l’intervento di Prezioni di cui ti avevo scritto prima… verso la fine della clip :)
http://www.deejay.it/dj/multimedia/dettaglio/type-V/idMedia-3173/Mine-vaganti?ref=hpstr
March 2nd, 2010 at 7:33 pm
Ogni tanto c’è qualcuno che riesce a difendere cause che non lo coinvolgono in prima persona. E’ una merce rara, ma è confortante sapere che esistono di queste persone…
March 2nd, 2010 at 7:44 pm
Si pensa sempre che i problemi e i diritti negati alle
persone lgbt siano affari loro.
Non si pensa invece che una minoranza subisce da sempre
un’ingiustizia sociale che riguarda proprio tutti.
March 2nd, 2010 at 8:51 pm
Questo è uno scherzo.. Please, dicci che l’intervista in realtà l’ha rilasciata ASB delirante per la febbre.. :(
My most heartfelt congratulations to Hudson Taylor!
March 3rd, 2010 at 1:39 am
bene, allora dirò qualcosa anche io…
non so da dove provenga questo suo innato altruismo verso le discriminazioni, sarebbe curioso saperlo, dato che appunto almeno qui in Italia è un atteggiamento più raro che tutto il resto. raro ma da STIMARE. e spero che sia soprattutto sincero.
Io sono un ragazzo etero, e posso dire di essere una tra le poche persone che rispetta e apprezza, senza finto buonismo, gay e lesbiche.
Gioco in una squadra di basket e gioco a basket da più di 10 anni e vengo spesso preso in giro per il fatto che sono molto sensibile,troppo sensibile.
Sono sempre stato così fin da piccolo, e per questi motivi mi sono sentito dare del “frocio” della “checca”, essere trattato come uno diverso.
Ma di cosa ha paura la gente?della sensibilità, della diversità?di cosa?
io so solo che la sensibilità che ho, è solo un buon pregio, e ne vado fiero, come del resto ognuno di noi dovrebbe andar fiero delle proprie”diversità”.
Io ho pensato al suicidio per causa di coetanei che mi mettevano da parte quando ero adolescente, e grazie all aiuto di non so chi, sono qui ancora a scrivere..
so che forse probabilmente sto andando fuori tema ma questo solo per dirvi che non bisogna per forza essere gay per capire come ci si sente ad essere discriminati, ma solo aver provato cosa significa sulla propria pelle.
Un giorno mi piacerebbe poter aiutare adolescenti che hanno lo stesso problema che ho avuto io alla loro età, che siano gay o etero chissenefrega, l’importante sarebbe aiutarli e convincerli che si può andare avanti nonostante la mattina piuttosto che andare a scuola vorresti magari buttarti giù da un ponte.
La cronaca ha parlato spesso di questi ragazzi, alcuni di loro non ce l han fatta e si son tolti la vita.
Mi unisco a H.T. e spero che un giorno la gente stupida e bigotta possa aprire gli occhi e le orecchie. nel frattempo se mai la mia carriera lavorativa si potesse spostare in quel senso ne sarò più che felice.
buonanotte a tutti.
March 3rd, 2010 at 10:09 am
@Davide G.: soprattutto concretezza e consapevolezza; sono due parole importantissime che hai fatto bene a scrivere, andrebbero sottolineate mille volte.
La sicurezza non si può pretendere, siamo tutti insicuri e, come disse un caro amico, “siamo sempre i terroni di qualcuno”… penso a chi si proclama bisex e per i gay non è nientaltro che un paraculo mentitore irrisolto ecc. ecc… e qui entra la parola consapevolezza: ma di cosa stiamo parlando? Di “ingiustizia sociale che riguarda proprio tutti”, ma per favore; andate a vedere perché vengono reietti gli adolescenti dai gruppi amicali o gli adulti dalle esperienze sociali e scoprirete che la ragione sessuale è minimale.
Quanto alla concretezza, certo, richiede un po’ più di sbattimento che ringraziare (?) uno sconosciuto che abita a migliaia di km di distanza… “aborigeno, ma io e te, che se dovemo di’?!?”.
Viviamo tutti una realtà quotidiana (fuori dal web, intendo) che richiede azione, e non parlo di atti eclatanti e privi di momento sul lungo termine, parlo di piccoli movimenti continui, quotidiani, costanti, che muovono le montagne.
Volete uno slogan: Taylor sei tu.
March 3rd, 2010 at 10:38 am
mi sono commosso…. sono in ufficio e mi son dovuto trattenere per nn far scendere una lacrimuccia..
Questo è l’amico che Polverini, Cuccarini e Clerici dovrebbero avere!!!!
March 3rd, 2010 at 12:15 pm
@Re
non sei andato affatto fuori tema e fai bene a rilevare che le discriminazioni di genere possono (e dovrebbero) trovare corrispondenza in chi viene discriminato per altri motivi.
Ti auguro di trovare nel tuo quotidiano la volontà e la forza per andare avanti senza negare la sua unicità.
Per ora ti abbraccio forte.
March 3rd, 2010 at 1:30 pm
ronin, io ho espresso un ringraziamento verso questo ragazzo, semplicemente perchè mi sono sentito davvero incoraggiato nei miei sforzi.
Sono pieno di limiti e debolezze, ma provo ad agire nella mia quotidianità seguendo un principio che è riassumibile in questo vecchio motto: gettare il cuore aldilà di un ostacolo e andarlo a riprendere.
Non sono una brava persona, ripeto, ho molti aspetti sgradevoli, limiti e debolezze, però ci provo.
March 3rd, 2010 at 2:09 pm
@torrente: sei credo l’ultimo a cui penso di rimproverare qualcosa ;-) però penso ormai si sia capito il mio amore per le parole quando sono strettamente legate alla realtà (e non a idee poetiche che ci facciamo nella nostra testa) e allo stesso modo quanto io tenga all’impegno personale di chi sostiene una posizione, qualsiasi essa sia. Ripeto che nasce tutto da esperienze personali, dal mio vissuto quotidiano, in cui per non inimicarsi il capo lo lasciamo sparlare dei poveri, dei partigiani, degli storpi, dei froci… Viviamo un tempo in cui le parole non valgono niente e se nemmeno chi ha problemi che reputa seri (e rompe i coglioni giustamente, se seri sono) le prende sul serio non c’è speranza, saremo tutti vittime della De Filippi, della Cuccarini, della Clerici…
March 3rd, 2010 at 7:12 pm
il Re
Ti vorrei , ti vorrei , ti vorrei anche se sono ghèi;)
March 3rd, 2010 at 7:56 pm
Ho poco da dire, spero che la sua lotta per i diritti possa andare avanti negli States.
Dice delle semplici verità, come poche persone più o meno celebri hanno il coraggio di fare.
March 3rd, 2010 at 8:11 pm
mi piace un sacco la lucidità e la chiarezza di pensiero di questo ragazzo che dimostra come una persona possa avere un cuore grande e accogliente, lo adoro
March 4th, 2010 at 12:37 am
“La sessualità non dovrebbe essere mai una discriminante che ci fa giudicare se una persona sa prendersi cura di un altro essere umano”.
Certo che no. Poi, magari, facciamo una pensata anche su cosa serve a quell’essere umano cui vogliamo dare delle cure. E non pensiamo solo di voler dare “qualcosa” ad altri due. Amare significa anche saper fare un passo indietro, se è per il bene dell’altro.
March 4th, 2010 at 3:16 pm
O. scusa ma non ho capito.