Reperti in vetrina.

March 26th, 2010

Visto stamattina, nel Rione Monti.

Come lavarsi le mani.

March 25th, 2010

La foto sopra è stata scattata da un river-lettore, oggi, nei bagni degli uffici dell’Unione Europea, a Bruxelles. Contiene un elenco di operazioni da seguire, nel lavarsi le mani. Le leggo e, arrivando agli ultimi due punti, quasi mi prende un colpo. Insomma, si consiglia, una volta lavate le mani (per almeno 30 secondi – io resisto per 10), di asciugarle e, solo successivamente, di chiudere il rubinetto usando il fazzoletto di carta, per evitare di “contaminarle” di nuovo.

In effetti hanno ragione. Io so solo che, una volta lavate, mi impicco sempre ad aprire la porta senza toccare la maniglia.

Davanti alla mucca.

March 25th, 2010

Ah, la noia, foriera di scatti indimenticabilmente trash.

Circola da qualche giorno. Oggi è sul Corriere della Sera. Marca che indossavo alle superiori, circa.

Gli scanner in aeroporto sono inutili quanto i vaccini contro l’influenza A. Ma se ne parla tanto, e quindi c’è chi è disposto a sganciar soldi per comprarli. Peccato che non riescano sempre a individuare le sostanze esplosive. E che, teoricamente, dovrebbero essere gestiti da personale attento a rispettare la privacy dei passeggeri.

In ogni caso, in Gran Bretagna è stato registrato il primo caso di reato-connesso-ad-uno-scanner. Protagonista un dipendente aeroportuale, che evidentemente voleva un ausilio masturbatorio. Il ragazzo, di 25 anni, ha scattato una foto allo schermo sul quale è comparsa la sua collega di lavoro nuda – dopo il passaggio nella macchina. Lei se n’è accorta, ha avvisato la polizia, che ha emesso un avvertimento nei confronti del ragazzo.

La visione dell’immagine sopra – una specie di fantasma asessuato – è la cosa meno arrapante che ci sia, e non solo perché si tratta di una donna. Ché poi, secondo me, i corpi molli (=pene) neanche si vedono bene.

Un allevatore russo ha deciso di allietare le giornate delle sue mucche, facendo installare nelle loro stalle dei televisori. L’idea gli è venuta dopo aver sentito da qualche parte che le mucche diventano più produttive, se si trovano di fronte a film con prati verdi. Le televisioni, quindi, trasmettono sempre la stessa immagine: un prato (qui altre foto).

Lunedì scorso, i due ex presidenti George W. Bush e Bill Clinton sono volati ad Haiti, per verificare lo stato di avanzamento dei soccorsi. Ed è qui che Bush si è reso protagonista di una gaffe, l’ennesima. Dopo aver stretto la mano ad una persona, se la pulisce sulla spalla di Clinton (intorno al secondo 50).

Che sciocco. Non usa l’amuchina gel!

Pulizie di primavera.

March 24th, 2010

Sabato tocca al cagnolo.

Spettegolando in metro.

March 23rd, 2010

Metropolitana. Vagone di testa. E’ quello che, sulla linea A, tende ad essere più vuoto. Come l’ultimo. Ma con quello l’uscita è scomoda. E’ martedì, meglio di lunedì, ma peggio di venerdì. Tremendamente peggio. Il week end è un ancora un miraggio, il baco è ancora lontano dalla trasformazione in falena. Sono seduto sul posto laterale, quello che permette di appoggiare il braccio. Ambitissimo. Ho visto gente attraversare di corsa un vagone intero, pur di cedere un posto stretto, infilato tra due persone, magari puzzose, a vantaggio di questo più comodo. Davanti a me ci sono due signore, sulla sessantina. Sono le classiche casalinghe-pensionate, penso, in trasferta ospedale/amici/uffici. Non vedo altri validi motivi per spostarsi di martedì mattina alle 10. Vengono da Torpignattara, estrema periferia sud-est che per me è un nomelungosullamappa e basta. L’argomento di discussione che cattura la mia attenzione è quello sulla vicina di casa. Quella del piano di sopra. La signora sulla sinistra, capelli bianchi, modi fintamente posati, ce l’ha con lei, per colpa di una confezione di caffè. E non solo. “Veniva sempre da me, il pomeriggio, a farsi fare un caffè”, dice all’amica, avvicinandosi al suo orecchio, anche se il tono della voce è tale per cui riesca a sentire senza troppi sforzi. L’offesa arrecata da questa vicina è tutta in un regalo non ricevuto: “Qualche giorno fa viene da me, e mi fa: ‘Sono stata dalla signora X, al piano di sotto. E siccome mi offre sempre il caffè, gliene ho comprato una confezione'”. Oltraggio, affronto. Non l’avesse mai fatto. “Ma ti rendi conto – fa sconvolta alla compagna di viaggio, che mi pare abbastanza assente – che a me che le ho offerto tutti quei caffè, non ha mai portato nulla? Da allora non le ho più dato nulla. E lei ha smesso di venire”. Ma la frecciata non si è esaurita qui. La vicina in questione aveva anche un’altra colpa: quella di tenere i riscaldamenti spenti. “Vuole sempre risparmiare”, fa la sessantenne, che sembra voler infierire quando esclama: “Pensa, tiene casa sua al freddo, e veniva da me a riscaldarsi. Assurdo. Ma sai cosa ho fatto? Ho iniziato pure io a tenere i riscaldamenti spenti. Così si impara”.

Ecco, quando mi immagino il condominio in cui non vorrei mai vivere, allora penso ad uno abitato da zitellacce acide invecchiate come queste qui. Ma temo che questi esseri siano intrensichi alla definizione stessa di condominio quale luogo deputato allo smerdamento del vicinato.

Per andare a scuola, Daisy Mora deve servirsi dell’unico mezzo di trasporto disponibile. Daisy ha nove anni e vive con la famiglia ad alcune decine di chilometri dalla capitale Bogotà. Il mezzo di trasporto in questione è una corda, piazzata a circa 400 metri d’altezza sul Rio Negro. Un percorso di circa ottocento metri, per raggiugnere la vallata opposta. E tutto ad una velocità di circa cinquanta chilometri orari. Ogni giorno.

La ninna nanna del cane.

March 23rd, 2010

24006_1113609977011_1729798241_222243_3457840_n.jpg Canoisti a riposo/In macchina. picture by riverblog

Isaac, canoista spagnolo.

Picchiato e insultato perché “colpevole” di aver baciato il proprio compagno. Il fatto è accaduto il 13 marzo scorso, nella discoteca Mon Amour di Rimini, e viene denunciato da Arcigay, dopo che la coppia ha sporto denuncia.

La vittima è un ragazzo 26enne marocchino residente in Italia. Il ragazzo, che aveva scambiato un bacio con il suo compagno mentre ballavano, è stato avvicinato da un addetto alla sicurezza che lo ha invitato a seguirlo fuori dal locale e, una volta usciti, lo ha insultato con epiteti come “recchione di merda” e minacce come “non farti più vedere perché se no ti faccio male”. Successivamente il buttafuori ha chiamato un collega e insieme hanno colpito ripetutamente il giovane alla testa, al torace e alla mano, provocandogli tra l’altro un trauma cranico lieve. Solo grazie all’intervento di un terzo collega, i due hanno interrotto l’aggressione, lasciando la vittima a terra.

“La giovane coppia, terrorizzata dall’accaduto, per alcuni giorni si è rifugiata in casa dalla paura, ma è stata determinata a denunciare il fatto alla polizia e a contattare Arcigay per un sostegno – spiega la nota dell’associazione – Quando venerdì scorso si sono recati in Questura per la denuncia, sono stati vittime di una nuova violenza psicologica, in quanto l’agente di polizia gli ha detto se avessi baciato una donna non ti sarebbe successo niente e soprattutto si è rifiutato di scrivere che la causa dell’aggressione è stata un bacio tra due uomini e di definire il fidanzato come compagno, parola sostituita da amico”. “Questa è una storia terribile di omofobia e pregiudizio – dichiara Maura Chiulli, riminese componente della Segreteria nazionale Arcigay – da alcuni giorni siamo vicini alla giovane coppia e daremo loro ogni possibile aiuto psicologico e giuridico per restituire giustizia e per proteggerli dopo quello che hanno vissuto.”

Non so da cosa essere più disgustato. Dal fatto che due gay si possano baciare solo in una discoteca Glbt. O dalle bande di buttafuori che ancora infestano i locali. O, ancora, dall’accoglienza ricevuta dalle forze dell’ordine.