Torrente, il river-lettore che ha iniziato a lottare contro un tumore, è di nuovo a casa. L’operazione è andata bene. Gli hanno rimosso una bestia di cinque chili, che lui ha ribattezzato Osvaldo. Su mia richiesta, Torrente ha scritto la sua testimonianza. Un racconto che intenerisce, che dà speranza, e che dimostra la testardaggine di questo lettore. Sotto, la foto di Osvaldo (se ne suggerisce la visione ad un pubblico no impressionabile). A me ha fatto rabbia. Sembra una creatura vivente. Cattiva. Il racconto è molto lungo. Ma ho deciso di non tagliare niente. Le sue parole ci fanno capire. Cos’è la vita.

Erano parecchi mesi che non stavo granché bene, pochi sintomi e nessuno serio a parte una grande stanchezza: febbriciattola tipo 37 qualche ora la sera, il ferro un po’ basso, una tossettina secca e un po’ insistente, la pancia un po’ gonfia che tutti mi descrivevano come colite. Rimaneva la Ves alta che indicava una qualche infezione. Si comincia ad indagare cercando qualcosa alle vie respiratorie. Le cose vanno per le lunghe tra prelievi di sangue, visite dall’otorino, radiografie ai polmoni che sono sani, cicli di ferro, di antibiotici anche forti associati a cortisone, ma nulla cambia. Finalmente approdo ad un infettivologo che guarda al di là del proprio naso, mi visita e all’addome sente una resistenza che lo insospettisce. Non mi allarma, ma con molto savoir fare stringe i tempi: potrebbe essere una piccola sacca batterica nelle vie respiratorie, non mi parla dei suoi sospetti, che non essendo nel suo campo sono vaghi, comunque preferisce farmi fare, nel giro di pochi giorni, analisi complete e una tac total body.
La mattina della Tac sono tranquillo, mi preoccupa solo l’effetto del liquido di contrasto, la cosa dura un po’; mentre mi rivesto le infermiere mi dicono che la dottoressa mi vuole parlare, penso che abbia trovato ‘sta sacca, ma quando mi dice gentilissima: “Ha mai fatto ecografie? Vede qui c’è una massa, nulla di preoccupante, ma…”. Ho capito e la blocco: “Scusi, mi sta dicendo che ho un tumore?”.
Lei espira togliendosi dall’imbarazzo: “Sì, le sto dicendo che ha un tumore”.
Allora mi spieghi bene.

Mia moglie comincia a piangere, lo farà tutto il giorno e per altri ancora. Io ascolto, mentre la dottoressa mi descrive le caratteristiche inverosimili di questa massa, mi dice che non c’è assolutamente tempo da perdere, al punto da dedicarsi subito alla stesura del mio referto in modo che il pomeriggio stesso vada a parlare col chirurgo dell’ospedale.
A me capita una cosa strana: mi sento scosso fino in fondo, proprio nelle fondamenta del mio animo. Eppure, insieme a questa Immane Batosta mi appare una calma indicibile, mi dico: ecco ora so cosa devo affrontare, forse muoio, ma mi sento una forza che non credevo.

Cerco di consolare, con tutta la tenerezza che posso, mia moglie.
Parlo col chirurgo dell’ospedale, ma non mi convince: non mi visita, dà troppe cose per scontate, e mi descrive un operazione di 8 ore. “Il rene sinistro viene via subito” forse anche la milza se ne va. Per fortuna tramite amici il giorno dopo ho appuntamento con un’altro chirurgo, un “vecchio” di 79 anni. Ma che loro mi assicurano essere il migliore. Il 79enne si presenta con modi bruschi, a tratti quasi arroganti, eppure mi visita, mi descrive subito cosa ho, mi dice sintomi che in effetti ho (tipo un leggero sudore al collo la notte) poi verifica sulla tac, che guarda con attenzione. Lui opera in una clinica privata, gli chiedo se è convenzionata e mi risponde che nella sua carriera di 60.000 interventi non ha mai fatto da pistola per rapine a mano non armata. La clinica è convenzionata. Per tutto il tempo lo guardo dritto negli occhi, che sono quelli spietati di un Sicario, eppure schietti. Mi convince. La settimana successiva si entra in clinica.

Faccio tutti i controlli pre operatori, è la prima volta che faccio un’operazione. Via via appare sempre più chiaro che la cosa è difficile: il chirurgo, notoriamente veloce, vuole la sala operatoria disponibile per l’intera giornata e dice che si comincia la mattina un po’ più tardi perchè vuole essere riposato, i vari medici mi dicono che una cosa come ho io solo quel chirurgo può affrontarla. Ok, sono in buone mani, ma è evidente che rischio molto.
Il giorno prima dell’operazione ho davvero paura, La Paura: quella di morire. Sostituisce qualsiasi altro pensiero. A mio fratello mando un messaggio in cui dico che nel caso voglio essere cremato e la dispersione delle ceneri nello stesso posto del mio babbo, a mia sorella chiedo di tenere il più possibile le mie figlie con lei e mia mamma, perchè la mia famiglia ha fatto per me un buon lavoro e ha i valori che vorrei trasmettere a loro. Ad un certo punto mi succede una cosa strana che poi mi calmerà: mentre sono lì sveglio, mi appare, come se fosse proiettata su un vetro, l’immagine perfettamente nitida di una testa grottesca, una specie di grande pagnotta marrone deforme che però mi sorride. E’ il tumore, come a dirmi: sono un mostro, ma non sono cattivo. Dopo l’operazione mi è venuto in mente di chiamarlo Osvaldo, perchè appartiene ad un mondo di cose inattese e insolite come il personaggio di Stranalandia, anche i dottori e gli infermieri lo chiamano volentieri così.

Il giorno dopo si comincia alle 9,00….l’intervento va nel migliore dei modi: solo un’ ora e quaranta, il tumore non è infiltrato negli organi, lui riesce a toglierlo senza romperlo, è salvo pure il mio rene sinistro che era stato schiacciato orizzontalmente sotto il diaframma. Questo professore, questo chirurgo fuoriclasse, cui devo quantomeno la qualità della mia vita, a vederlo operare sembra lentissimo, in realtà riesce ad essere così veloce perchè, mi hanno spiegato, è essenziale, cioè fa solo i gesti strettamente necessari a compiere un’azione, non fa nulla di superfluo. Quello che altri chirurghi ottengono con 15 movimenti, lui lo ottiene con 3. Ripenso a questo e mi dico che è una cosa che voglio tenere bene a mente, semplificare, essere essenziali è un buon insegnamento per tutte le cose in generale.
Mi hanno raccontato che per portar via il Liposarcoma che mi ha tolto, questa palla da rugby, hanno dovuto prendere un sacco più grande perchè era più di 25 cm e per pesarlo la bilancia della sala operatoria non bastava così uno dei chirurghi è salito su una pesapersone e poi l’ha preso in braccio per vedere la differenza. 5 kg e rotti (in tutto ho perso in ospedale 8kg). Il professore ha fatto scrivere sulla cartella clinica “grande come una testa di vacca”. Voglio rendere onore al merito e dire che il oltre a chi mi ha operato ho trovato nel reparto di chirurgia tutte persone, dai medici agli infermieri, eccezionali. Alla fine gliel’ho scritto: non mi avete solo curato, mi avete voluto bene.

Mi risveglio dall’operazione che sto tremando, sono confuso ma vedo il professore seduto accanto a me, vedo mia mamma, mia sorella , mia moglie. La mia vita ricomincia con delle misure precise: quei 90cm per poco più di due metri del letto dove sono. Ricomincia verificandomi. Respiro. Ho l’ossigeno, ma non ho il sondino gastrico, ho pochissima voce, ma parlo. Osservo le flebo, l’ accesso spinale per gli antidolorifici, la macchina che mi misura l’ossigenazione e i parametri cardiaci. il cuore batte regolare. Con le dita scorro lungo il cerotto che mi copre il taglio che ho nella pancia dallo sterno al pube. Allungo ancora la mano, il varicocele non c’è più! Per uno starnuto scopro un dolore in cui mi sembra che la pancia venga dilaniata. Mi giro verso il professore, lo guardo ancora negli occhi e gli dico “Grazie”. Il pomeriggio cominciano ad arrivare i messaggi, le telefonate, le battutacce degli amici. “Sei sicuro di non essere a casablanca? controlla un po’ quei due etti che ti mancano”. L’infermiera rincara la dose: “c’è tutto e funziona molto bene” (evidentemente l’anestesia ha anche quell’effetto). A proposito di questo i personale ha pochissimi maschi e tutti disarrapanti, solo un giorno è apparso il tecnico a cambiare i filtri del condizionatore, un ragazzotto ben messo coi capelli cortissimi e un po’ di barbetta, dice “Faccio in 5 minuti” e mentre sale sullo scaleo la maglietta troppo corta scopre un happy trail di peletti che si inabissano nei jeans a vita bassissima. (Ma stacci pure 50 di minuti!!) Sconsiglio a tutti un’erezione mentre si ha un catetere, è dolorosa.

IMG_0297.jpg picture by riverblog

Nelle varie tappe del ricovero ho scoperto che il mio organismo ha una soglia del dolore più alta, la pelle e le pareti delle vene sono resistenti, la muscolatura è buona… tutto sommato è sano e mi sta aiutando nel recupero.(anche se adesso dovrò recuperare una dozzina di chili per tornare ai miei almeno 80kg: son diventato una sekka. bleah!). Tolto Osvaldo è sparita la febbre, sparita la tosse che era dovuta alla compressione del nervo frenico, spariti tutti i sintomi. Non dovrò fare nè chemio nè radio, solo ecografie di controllo. Ho la cicatrice lungo tutta la pancia che mi ricorda quel che è successo. Non voglio che scompaia del tutto.
Fin dal giorno della tac, mi è venuto in mente che questa cosa fosse un’occasione da non perdere per dare una svolta a me stesso e alla mia vita, un qualcosa da cui imparare. In effetti oggi ho la sensazione che mi siano arrivate addosso tante cose da assimilare, secchiate di colori che solo piano piano stanno assumendo dei contorni.

I giorni in ospedale sono stati un’immersione nell’amore. Ho ricevuto l’affetto infinito di una quantità incredibile di persone, ho capito che sì, sono solo, ma anche non lo sono, perchè c’è veramente un sacco di gente che mi vuole davvero bene: il pomeriggio stesso dell’operazione arriva da 100km R. amico da pochi anni eppure profondo, di quelli che sanno consolare e correggere, generoso, gli chiedo di darmi la mano, la stringo e la felicità mi commuove. Le sere da solo mi regalano meravigliose, lunghissime chiacchierate con F, questo fuggevole normanno di Sicilia dagli occhi verdi e il cuore pulito. Mi dice che non era necessario che addensassi le difficoltà degli ultimi anni in una cosa così, pensa che questa sia la punta di un iceberg fatto di cose da cui mi libererò e al contempo la base di una piramide per ricostruire la mia vita. Lo so. Non sarà facile, ma è quello che voglio. Viene C., il mio amico da 28 anni, è uomo davvero, così tanto da permettersi una naturale sconfinata tenerezza, basta un abbraccio senza parole a quelle spalle immense per confermare: vuole il mio bene, voglio il suo bene.
Sono già tre giorni che cammino e non ho più tubicini penzoloni quando vengono a trovarmi le mie bimbe, non ci vedevamo da più di una settimana, ma va bene. Entrano trattenendo il respiro, a passi piccolissimi, gli occhi spalancati che gli brillano, illuminano tutta la stanza, illuminano me.
Raggiungono il letto dicendo piano… Ciao babbo… ci abbracciamo, siamo felici. Mi portano una grande busta con tanti disegni di auguri fatti dai compagni di classe. Io avevo intrecciato degli scubidù per fargli trovare un regalino fatto da me. Ma sono tantissimi quelli che vengono a farmi visita, di persona o al telefono, anche persone che non sentivo da anni ed ognuno meriterebbe una menzione d’onore. Col mio antichissimo telefonino riesco rare volte a leggere il blog, sento spesso Carlo, e lo ringrazio davvero per tutto l’affetto che mi ha dato e per aver fatto da tramite per far arrivare le notizie a River. Ho sentito veramente il sostegno di tutti da questo blog, e sono davvero grato ad ognuno, per questo chiedo al proprietario del bar e a tutti gli avventori di alzare un bicchiere, un calice o una tazzina sbeccata fa lo stesso, ma ragazzi, io voglio brindare a tutti voi, vi abbraccio ad uno ad uno. Col cuore.

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87 Responses to “Torrente – “Osvaldo”: 1-0.”

  1. SexPot(Rosa) Says:

    Cin Cin!
    Ho schivato una lacrimuccia con il bicchiere appena in tempo… Sennò sai che schifo il vino?!

    :D

  2. Lk Says:

    chapeau.

  3. manuela Says:

    checcazzo. piango.
    BentorNATO: impara da tutto questo, insegnaci da tutto questo.
    Oggi mi compro una piccola torta, lo faccio sul serio, e ti festeggio.

  4. filippo Says:

    Torrente campeon del mundo!

  5. Abenula Says:

    Alla tua, Torrente!
    Bentornato :)

  6. ross Says:

    una testimonianza che mette i brividi.
    ciiiiin

  7. fraschi Says:

    Immaginavi di avere tanti amici così Torrente? Bentornato e grazie per aver condiviso anche questo.

  8. b.Flow Says:

    ….

  9. Carmen Says:

    Commossa e felice brindo per te e per tutte le persone che ami e che ti amano.
    Buona vita.

  10. Luca Says:

    non so che dire quindi taccio e alzo il calice

  11. Tete72 Says:

    Ciao Torrente,
    sono davvero felice x te, io non sono uno di quegli utenti che commenta i post(salvo rari casi) di River, ma li leggo tutti e quindi virtualmente mi sembra di conoscervi.

    Purtroppo non ce l’ho fatta a leggere la tua lettera…
    ho solo visualizzato la foto di quel bastardo di “osvaldo” e ho pianto.
    Ho pianto di gioia per te e di rabbia per me
    perchè sapevo che un altro “osvaldo” stava per portarmi via una persona a me cara:
    e così è stato..stanotte.. in silenzio.

    Un grossissimo abbraccio
    stefano bg

  12. Paolino Says:

    Torrente… Ho ancora le lacrime agli occhi!
    Mi unisco al brindisi. Una guinness sarà dedicata a questo lieto fine, col cuore :)

    Grazie sempre river! Per renderci partecipi..

    Un abbraccio con affetto

    P.

    PS: fanculo ad Osvaldo e ai suoi 5Kg e mezzo. Sti cazzi.. E pensare che nel mio libro di oncologia c’è scritto che i tumori raramente eccedono i 500g…

  13. ilaria Says:

    Bentornato Torrente! Una buona notizia ogni tanto! Sono contenta che l’operazione sia andata bene. Mi hai fatto scendere una lacrimuccia davanti ai pc dell’università e poi sorridere con la storia del catetere. Porca miseria, di interventi ne ho visti, ma un bestione come Osvaldo mai! Hai dimostrato una forza non comune, quella che solo un cuore grande può avere quando lotta non solo per se stesso, ma per le persone che ama. Ora che la battaglia è vinta pensa solo a rimetterti in forze. Abbi cura di te e dei tuoi desideri. Meriti davvero che si avverino tutti. Un abbraccio.

  14. Cindar Says:

    Mi unisco al brindisi,
    In bocca al lupo per il futuro :)

  15. Rakkaus Says:

    Mi sono davvero commossa! Sei davvero un uomo da ammirare!
    Un grande abbraccio!

  16. Imma Says:

    Che storia. Grazie per averla condivisa con noi.
    In bocca al lupo Torrente, noi stiamo qua ad aspettarti. Un abbraccio forte.

  17. DaviB Says:

    Io invece credo leggerò il racconto tra qualche tempo. Non è il momento ancora per me.

    Intanto mando un grosso abbraccio a Torrente. Non immagini quanto sia felice per te.
    -Davide-

  18. luca Says:

    affondato tra le lacrime e i brividi…..grazie per aver scritto torrente!!!
    Buon inizio da qui……

  19. Orange Says:

    Sono davvero felicissimo per te!
    Ti auguro il meglio.

  20. Pedro DV Says:

    Veramente toccante..solo un consiglio che forse può essere utile a tutti…chi è il professore che ti ha operato?….per il resto Auguroni di cuore

  21. torrente Says:

    appena rientrato dalla visita col chirurgo, tutto ok, a breve controllo dall’oncologa.

    Sono sbalordito e commosso da così tanta gente che mi manda solidarietà e partecipazione, grazie davvero a tutti!!
    qui voglio ribadire un grazie speciale sia a River che a carlo, amico davvero fraterno conosciuto in questo bar.

    vorrei trovare parole di sostegno, qualcosa di utile da dire a chi, come omnibus e tete72, un lieto fine non lo ha vissuto…ma non so dire, mi sento solo umile e rispettoso della sofferenza altrui, e spero che magari riesca a vedere in mezzo al dolore l’affacciarsi di qualcosa di buono, consolante, che può arrivare.

  22. Gioele Says:

    leggero….nel vestito migliore.

  23. nickelbackname Says:

    un abbraccio a torrente.
    un abbraccio ancora più forte a tete72, al/alla quale voglio dire di lasciare andare chi è stato portato via; la morte è un nuovo modo di tenere con noi le persone che amiamo.
    un abbraccio e un grosso in bocca al lupo vanno a omnibus, perchè non ti manchi mai la forza di affrontare la strada sulla quale stai camminando.

  24. Shamsnadir Says:

    Alzo un bicchiere di thé verde e brindo alla tua guarigione e alla departita di Osvaldo! Un’abbraccio dall’oriente con affetto Torrente!
    E grazie Riv per permetterci di condividere queste emozioni e sentirci tutti un po’ una famiglia!

  25. Wasabi Says:

    :’)
    Buona vita Torrente, e grazie per aver condiviso con noi la tua “rinascita”

  26. Luca Says:

    Piango. Bel racconto e soprattutto tanta tanta felicità per la tua VITTORIA!!! In bocca al lupo

  27. nonnonauta Says:

    Non riesco a scrivere dalla commozione, un abbraccio torrente :)

  28. alfadiha Says:

    queste sono le partite che devono essere vinte….in bocca al lupo, torrente!! un grande abbraccio!!

  29. londonluke Says:

    :)

  30. rocambolesque Says:

    ciao caro torrente,
    lo sai che già ti apprezzavo molto, vero? non fosse altro per i tuoi gusti sui bei rugbisti tutti pelosi… ma ora, dopo il tuo racconto, mi rendo conto di quanto tu sia una persona speciale, che riesce a sormontare una prova così difficile, con una serenità che traspare da quello che scrivi, passando dal serio (5 kg di ospite non gradito; rivedere le tue bimbe) al faceto (chiamarlo Osvaldo, il bel tecnico che ripara); insomma, sono proprio contento per te e ringrazio il nostro River, che è riuscito a creare questo bell’ambiente.

  31. torrente Says:

    aggiornamentino: mi è appana arrivata copia della cartella clinica, alla pagina dell’esame istologico riporta così: ricevuta in formalina neoformazione di 40x25x15cm (…) diagnosi:liposarcoma ben differenziato (G1)

    il tessuto adiposo perirenale analizzato risulta sano.

  32. river Says:

    evvai !!!!!!!!!!!!!!

  33. torrente Says:

    eh sì ottimo direi!!!!
    (sai che ho riletto due o tre volte quelle misure e poi ho preso un cuscino per vedre la grandezza reale.. non era solo 25×15 mancava la terza dimensione… i 40cm)

  34. ale Says:

    Grande torrente

  35. B.Rose Says:

    Un sorriso per te Torrente la vita a volte ci prende alla sprovvista ma non tutto il male vien per nuocere.

    Ciao River! finalmente riesco a rileggerti…..

  36. jocksock Says:

    Torrentello birbantello,
    il mio benvenuto te lo avevo già dato qualche post fa ma, a seguito del black-out del blog, non riuscivo più a visualizzare le pagine.
    Con tutto il cuore, ti rinnovo da Madrid, dove sto trascorrendo le ultime ore di vacanza in Spagna, le mie felicitazioni per il tuo ritorno alla quotidianità.
    Un abbraccio forte! :-)

    PS: sono stato sabato scorso al Gay Pride di Madrid e ti posso assicurare che ne valeva assolutamente la pena. Quando troverai il coraggio e la voglia di venirci, fammi un fischio che ti accompagno volentieri. :-)

  37. Dave Says:

    Mannaggia, non riesco a smettere di piangere!
    Mi spiace solo di essere stato assente per troppo tempo e di unirmi al brindisi con questo ritardo mostruoso. Ma ci tengo a farlo, quindi chi se ne frega del ritardo!
    Un abbraccio forte!

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