Il caso del registro delle unioni civili, e del voto contrario del Pd alla sua istituzione, nella città di Pesaro, ha fatto, in poche ore, il giro del web (i primi a riprenderla sono stati gli amici di Gay.tv). Esempio classico di notizia part-or-ita “dal basso”. River ne è venuto a conoscenza tramite Facebook, si è seguito la seduta del consiglio comunale usando un video diffuso sempre sul web, e ha scritto il post, denunciando il caso. La notizia è arrivata anche alle orecchie delle associazioni Glbt. Il primo a costruirci un comunicato stampa è il circolo di cultura omosessuale, Mario Mieli, che, ovviamente, critica il voto contrario del Pd. L’Ansa attribuisce al Mieli la “paternità” della notizia (vecchia strategia: quando un giornalista non vuol fare la fatica di verificare una notizia per conto suo, la fa dare a qualcun altro). Infine, ecco che stasera arriva una dichiarazione nientepopodimeno che di Massimo D’Alema. Sicuramente importante. Forse un po’ ipocrita, vista la posizione schizofrenica del “suo” partito sul tema dei diritti dei gay.

“Quanto successo oggi a Pesaro è un episodio non positivo, perchè è un errore e credo il nostro partito debba spiegare, questo ai suoi militanti”. Massimo D’Alema lo ha detto a margine della festa dei Giovani Democratici organizzata a Torre del Lago (Lucca) ai giornalisti che gli chiedevano un commento su quanto avvenuto oggi nelle Marche. “La nostra linea è il riconoscimento degli italiani che si uniscono in coppie di fatto, i cui diritti devono essere riconosciuti”, ha aggiunto sottolineando poi come l’affermazione fatta da qualcuno che ha definito l’omosessualità una malattia, “sia una vera aberrazione”. D’Alema però è convinto che quanto avvenuto oggi a Pesaro “non sia rappresentativo del nostro partito”.

A D’Alema direi, intanto, di farsi una chiacchierata col capogruppo del Pd in consiglio comunale, a Pesaro, che, sul tema delle unioni civili, si è pubblicamente “detto d’accordo” con quanto “dichiarato dai colleghi del centrodestra”.

P.s. E River se ne va a letto soddisfatto.

Al peggio, si sa, non c’è mai fine. Neanche all’anima cattolica del Pd c’è mai fine. Un’anima i cui rigurgiti sono uno dei motivi per il quale uno come Nichi Vendola rischia di pisciar via, con la virulenza degna di chi è stufo di vivere in un’Italia sempre meno europea, i giochini dei vecchi politicanti pd-ellini.

La notizia, secca: il consiglio comunale di Pesaro, da quel che risulta a River, ha bocciato, ieri, una mozione che proponeva l’istituzione del registro delle unioni civili (qui il suo testo). Un atto certamente simbolico, ma sicuramente importante. La mozione è stata presentata da Mirko Ballerini, della lista civica collegata a Beppe Grillo (“Pesaro a 5 stelle”). Una mozione in cui si dice l’ovvio, si chiede l’ovvio, non si pretende nulla di scandaloso: pari diritti per persone conviventi, legate da un vincolo affettivo. E, si badi bene, non si parla di gay. Ma di persone. Quindi, anche eterosessuali. Val la pena sottolineare che Pesaro ha un sindaco del Pd, ed è, quindi, governata dal centrosinistra. Lo stesso Comune di Pesaro ha reso possibile, neanche troppo tempo fa, la cacciata del coro omofonico Konos (prima invitato a cantare ad una rassegna promossa da Curia e Comune, salvo poi vedersi cancellato lo stesso invito).

Il dibattito. Imbarazzante, quanto a motivazioni. Sentire il Pd che si dice d’accordo col Pdl è stato un punto basso, bassissimo. Caterina Tartaglione (Pdl), ha sostenuto che il registo è inutile: “In vari comuni è stato già accolto , ma il numero delle persone iscritte è irrisorio. In alcuni comuni è stato eliminato. Non è un bisogno sentito dalle persone conviventi. Invece di pensare ad un’azione di svalutazione della famiglia, è più urgente affrontare politiche a favore della famiglia“. Ma la posizione più vergognosa è stata quella di Silvano Ciancamerla, capogruppo Pd, che ha parlato dopo l’opposizione: “Su molti temi mi trovo concorde con l’opposizione, come formazione e cultura. Ma non vorrei toccare queste corde. Anche perché milito nel Pd“. “Un partito di sinistra, in questo momento – ha continuato – non puo’ non riflettere attentamente sulle vere urgenze da affrontare, come la disoccupazione. Il governo Prodi è stato impantanato per due mesi sui Dico: è stato l’inizio della fine. E questo mentre il popolo di sinistra voleva delle riforme strutturali“. Ancora: “I Dico cosa hanno prodotto? Lo abbiamo ben visto“. Infine, sulle coppie conviventi: “Queste sono problematiche che affrontano persone che scelgono questo tipo di vita“. Tutto documentato in un video che sta circolando sul web.

Il voto: 16 contrari, 4 astenuti, 2 favorevoli. Duro il giudizio di chi ha presentato la mozione: “Dov’è finito il centrosinistra?”.

Me lo chiedo anche io. Il Pd nazionale, a lungo, ha cercato di scaricarsi di dosso la responsabilità di questi “no” locali ai registri. Come? Sostenendo che la questione delle unioni civili debba essere regolamentata a livello nazionale. Gran presa per i fondelli. Perché il mondo si cambia a piccoli passi. E grandi passi, sui diritti civili, ormai non me li aspetto più. Non dal Pd. 

Ingredienti di uno sputtanamento global-virale:

1) Rimozione dei denti del giudizio;

2) Anestesia potente;

3) Lenta ripresa da anestesia, condita da chiacchiere e deliri;

4) Il tutto ripreso da un’amica/parente un po’ stronza;

5) Youtube, upload, share.

Questo è Andrew. Il video val la pena di essere visto per gli ultimi 10 secondi.

Anticipo i soli de-mistificatori della realtà virtuale: questione di prospettiva. Ma a me lo scatto ha fatto comunque sorridere. (Ringrazio Salvatore Contino per la concessione dello scatto)

La festa dell’Unità, di Roma, è finita domenica scorsa. Francamente m’è dispiaciuto. E non capisco perché, visto il buon successo di pubblico (tutte le sere che ci sono stato, gli stand della ristorazione erano affollatissimi), abbiano chiuso ora. Pazienza. E ora, dove si mangiano le salsicce?

Faggots, ovvero “froci”, entra nell’elenco delle parole bannate da Facebook. Non è più possibile creare gruppi o pagine che usino questo insulto nel titolo.

Da noi siamo ancora indietro. Ma i signori alle dipendenze di Marck Zuckerberg, che in Italia non hanno neanche un ufficio di “corrispondenza”, hanno già dato segno, in passato, di muoversi solo su sollecitazione diretta del governo italiano, per questioni “politiche”. Speriamo che intervegano in maniera strutturale contro le pagine omofobe.

longest-tongue

Nick Afanasiev, 20 anni, ha la lingua più lunga degli Stati Uniti. Immagino io, del mondo. Nel video, di fronte ad una intervistatrice vagamente imbarazzata, la mostra in tutta la sua lunghezza. Nick gira abitualmente le trasmissioni televisioni – Oprah Winfrey Show incluso – per esibire la sua dote.

Chissà se, sulla base dell’equazione “piedi lunghi = tutto lungo”, si possano trarre conclusioni analoghe sulla lingua.

P.s. Confesso un river-talento (!): con la lingua riesco a toccare la punta del naso ma anche le tonsille.

A quanti hanno chiesto informazioni e aggiornamenti sulle condizioni di salute di Torrente, eccole. Il check ecografico post intervento è andato benissimo, e non dovrà sottoporsi alle chemio.Condivido anche alcune sue considerazioni esistenziali sulla vita, adesso. Sulle quali, forse, bisognerebbe riflettere.

“Oggi ho fatto la visita con l’oncologa e la prima ecografia di controllo. E’ tutto a postissimo, mi hanno ribadito che mi è stata fatta una operazione eccellente e che se non fossi stato operato così sarei probabilmente già morto o comunque spacciato. Confermato anche niente chemio, niente radio! Solo controlli: seconda ecografia a fine agosto e tac di controllo a fine settembre. Mi avevano detto che potevo essere abbastanza tranquillo, ma sinceramente avevo paura di brutte sorprese… sono stato teso finché non ho sentito l’ecografista che ripeteva: ‘La milza è bella, il rene sta bene ed è bello, i condotti spermatici sono bellini a posto, il pancreas è lì bellino’. Beh, così so che almeno dentro non sono brutto”.
“E’ un bene che mi sia affidato al medico giusto, ieri mi sono fatto leggere a voce alta il resoconto dell’operazione e raccontare le varie fasi,  l’oncologa me l’ha detto chiaro e tondo: ‘se non ti operavano così a quest’ora non c’eri più’. Questo mi dà una sensazione diversa verso le cose,  a volte su cose banalissime mi viene da pensare, ecco magari oggi io questa cosa non c’ero a farla, e invece… a quel punto succede che  non  più vedo/sento/tocco, ma respiro, si respiro le cose:  i colori  di un oggetto, un’ombra, oppure un odore, il sapore del panino col prosciutto a colazione, le punture delle zanzare…  le sento proprio dentro, me le gusto, eppure allo stesso tempo con un certo distacco, come cose non dovute,  come cose in prestito,  regalate… e succede che da questi due opposti,  che però stanno  insieme,  viene  un senso di tranquillità e di calma proprio buono”.

Un messaggio così, in segreteria telefonica, dovrei metterlo per scherzo. Grrrrrr. (grazie Mauro!)

300 euro a botta. Molto selettiva. Pure un po’ snob-razzista vers i trans ” schiavi africani”, con “pelle scura affumicata”, che sanno di valere “meno della merda”.

I Mcfly nudi per Attitude.

July 24th, 2010

Nel Regno Unito i McFly sono, da tempo, un fenomeno, soprattutto tra gli adolescenti. Aggiungo: tra i gay, viste le loro esibizioni anche in locali gay (una, celebre, al GAY di Londra). Uno di loro, Danny, sarebbe gay. In ogni caso, sono friendly. Sono soliti spogliarsi sul palco, e anche in questo servizio fotografico per la rivista gay Attitude, han deciso di mostrarsi con le chiappe al vento. Come cantano? Non saprei, ma sinceramente non importa.

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Esami-nando il piede.

July 23rd, 2010

 

Continua la trafila di esami, per capire cosa cacchio è successo al mio piede sinistro e a qualche articolazione vagamente arrugginita. Da qualche tempo, infatti, quando cammino ho un forte dolore nella regione metatarsale (sotto alle dita; anche se altre volte il dolore è ai tendini sul dorso del piede). L’idea è come se si fosse rotto qualcosa di minuscolo all’interno, ma è un dolore assai più diffuso e non costante. In più, mi sento un po’ anchilosato. Da qui la decisione di rivolgermi ad un reumatologo. Anziano, circa 60 anni, due specializzazioni (reumatologia ed ematologia), paffutello e simpatico, anche se a volte dà l’impressione di essere un po’ sbrigativo. Ma è la sindrome da professore (che poi io i prof li chiamo sempre dott, perché in fondo restano dei medici). Odia il computer, e il dover obbligatoriamente inserire tutti i dati in una scheda, al pc, lo fa imprecare ogni volta. Mi ha prescritto tutte le analisi per trovare malattie reumatiche, più o meno serie. Dall’artrite reumatoide ad altre dai nomi ancora più strani e brutti. Gli chiedo, subito, qual è la peggiore delle ipotesi – sono una drama queen. E lui, senza girarci attorno – e avendo capito quale ipocondriaco sono – mi fa: “Guardi, in 30 anni di carriera, posso dirle di non aver mai diagnosticato un tumore alle articolazioni. Quindi stia tranquillo”. A dire il vero non pensavo a quello. Comunque, analisi del sangue negative. C’è una mini-infiammazione segnalata dalla proteina C reattiva, ma è così impercettibile, che non la degna di grande attenzione (anche un brufolo, mi spiega, puo’ provocare una minima alterazione: quelle più significative sono di svariati punti percentuale). Tocca poi all’ecografia, al piede e, già che ci siamo, alla spalla: quest’ultima mi fa male da mesi, penso per via di qualche esercizio fatto male in palestra. Per l’eco al piede, quasi provoco uno scontro tra professori: “E’ difficile che io con un’eco riesca a vedere qualcosa al piede”, mi dice il medico, secondo il quale dovrei fare solo una risonanza. Controreplica del professore reumatologo alla visita seguente: “Un bravo ecografista vede anche le articolazioni. Io tanti anni fa, mi occupavo anche di ecografie, e le vedevo benissimo”. L’ecografista, inoltre, suggerisce visita ortopedica. Bocciata dal reumatologo: “Guardi che l’ortopedico poi la rimanda da me”. Comunque, morale della favola: il piede è formalmente a posto (secondo l’ecografista), mentre ho una tendinite alla spalla destra. Per quest’ultima, mi prescrive un ciclo di ultrasuoni. Non so cosa siano: lunedì vado al centro medico del Coni e mi faccio seguire da loro. Ho sentito parlar molto bene di quella struttura. Quanto al reumatologo: mi fa prendere un anti-infiammatorio (Seractil). Il dolore passa, quasi tutto – anche se ogni tanto mi ritrovo la bocca impastata. Prossima settimana: risonanza al piede + visita da un internista per seconda valutazione.

E poi, direi, sto alla larga dagli studi medici per un bel po’.

La serie “piscine cinesi” m’ha appassionato. Ma penso che questa foto sia insuperabile. Mi fa venire caldo a guardarla.