In America è da anni che le aziende corteggiano i blogger più influenti (leggi: i più cliccati e linkati), sottoponendo loro prodotti, servizi o garantendo loro un’entrata fissa mensile in cambio di un tot di post. E là si è anche parlato diffusamente di una regolamentazione – di fatto entrata in vigore – che obbliga i blogger a rendere noti eventuali contratti di sponsorizzazione. Insomma, X può parlar bene dell’ultima auto della Toyota, ma è giusto che, in caso, dica che la Toyota lo paga.

Qualcosa del genere sta accadendo anche da noi, se negli ultimi mesi, questo blog ha ricevuto due proposte di “post sponsorizzati”. Insomma, non c’è l’equazione “tu parli bene di X = X ti paga”, ma il senso è quello. I primi a scrivermi sono stati quelli di Liquida, per il lancio, insieme a Sky, di un nuovo magazine, dedicato al My Sky Hd. A ogni blogger selezionato, veniva chiesto di scrivere dei post a tema. “Per consentirti di raccontare la tua esperienza – prometteva la mail – ti verrà offerto per sei mesi un abbonamento gratuito a tutti i contenuti Sky incluso l’innovativo Decoder My Sky HD. Se invece sei già cliente Sky, potrai comunque dare il tuo contributo beneficiando dell’ampliando della gamma dei pacchetti/servizi da te fruiti”. Nello specifico, come blogger avrei dovuto “pubblicare mensilmente, per tre mesi, a partire da fine agosto / inizio settembre, sotto forma di post, un resoconto dell’esperienza di fruizione del My Sky HD”. Liquida garantiva totale libertà, a livello di contenuti.

Seconda mail, arrivata in questi giorni, da una società che fa parte del gruppo Wikio, aggregatore e indicizzatore di blog. “Il nostro scopo è mettere in relazione i blogger con le aziende selezionando i blog che riteniamo più interessanti e realizzando innovative campagne di passaparola online su brand, prodotti o iniziative (aiuterai le aziende che davvero lo meritano a migliorare i propri prodotti o servizi con il tuo passaparola e verrai anche remunerato)”, spiegano. “I blogger che come te parteciperanno alle campagne tramite la stesura di un semplice post sul proprio Blog riceveranno un compenso, ovviamente il post prima di essere pubblicato dovrà seguire un breve iter in cui verificheremo la regolarità del contenuto (il processo di convalida consiste nel controllo della presenza del disclaimer “sponsored conversation” e dei link no follow di modo da assicurare ai lettori del blog la massima trasparenza, cosa che invece la classica pubblicità via web non garantisce. La convalida quindi non prende in cosiderazione la natura dei giudizi espressi nel post nel quale il/la blogger può esprimere liberamente le proprie opinioni sull’oggetto della campagna)”.

River-blog non è interessato a questo genere di contratti, perché non sottopone e non sottoporrà i suoi post a nessuno, prima che questi vengano pubblicati. Scrivo quello che mi pare, quando mi pare, e parlo bene/male di chi voglio. Decidono il mio umore e il senso di roteazione dei miei testicoli. La pubblicità inserita al lato, si aggiorna automaticamente, e indipendentemente da River-blog. Ah, rende pure una miseria, ma quanto basta per pagare server e servizi vari.

E’ chiaro che si sta affacciando, da noi, nuovo trend. I blogger iniziano a fare gola agli uffici marketing. Il punto è: la blogosfera è pronta? Non bisognerebbe prima stabilire delle regole? Insomma: penso che anche i blogger nostrani debbano “svelare” i loro contratti di sponsorizzazione.

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8 Responses to “Post a pagamento, il marketing corteggia i blogger.”

  1. diz Says:

    Non c’è bisogno di regole, il mercato si autoregola.
    Celebre è il caso di un sito di informatica statunitense che ha colto in fallo uno dei suoi collaboratori che riceveva pc portatili per parlare bene delle aziende che facevano il “dono”.
    Cosa c’è di male a parlare di un prodotto dietro compenso se questo è dichiarato? Non è detto che se ne debba parlare per forza bene, ma in questo campo una critica è una consulenza gratuita (o poco pagata), altra cosa è legare il compenso alla libertà, bisogna esser comunque liberi di poter dire che una cosa non piace quando la cosa non piace.

  2. Alessio Says:

    Sono anni che i giornali occultano le loro marchette con i redazionali.
    Forse la regolamentazione dovrebbe partire da li. Quindi non ci sarà mai regolamentazione. ;)

  3. Sfacciato Says:

    Basito. Si presuppone che tutte le persone che lavorano nel campo del marketing siano persone competenti in materia, ma a quanto pare non è così.

    Se non sbaglio “campagne” di questo tipo in America sono nate alcuni anni fa poi (forse con la complicità dei bloggers) non si è saputo più niente.
    Il fatto che stia prendendo piede un “atteggiamento” di questo tipo anche in Italia non mi stupisce, sono “sconvolto” dalla procedura.

    In pratica considerano river-blog un opinion leader, ma invece di trattarlo come tale propongono un contratto.

    Cari “esperti” di marketing, siete proprio degli stupidi! Avete ottenuto l’effetto opposto a quello desiderato: non solo è stata svelata la procedura, ma avete aggiunto un bel segno “meno” alla vostra reputazione.

    Per quanto riguarda la questione blogosfera italiana, i lettori si accorgeranno ben presto della “magagna” e salteranno gli articoli incriminati. I consumatori non sono stupidi.

    Da tutta la questione deduco che chi ha ideato questo porcata non ha capito nulla. Non basta aver studiato dei libri per parlare e fare marketing (e lo dice uno che continua a studiarlo!).

    La cosa che mi diverte è che la soluzione continuano ad averla sotto gli occhi, ma non la vedono.

  4. Michele Says:

    Io sono ben contento di questo mondo invece. da addetto stampa ad addetto web. è giustissimo. le marchette redazionali non hanno quell’aspetto negativo che tanto si sbandiera, dipende da che parte si guarda.
    Ricordiamoci che Dolce e Gabbana hanno fatto una sfilata con i blogger in prima fila seduti affianco alla wintour.
    I giornali (e il web) non sono solo cronata anzi..

  5. Sfacciato Says:

    @ Michele:

    Dal punto di vista di chi ha studiato, studia e vuole lavorare seriamente nel “mondo” del marketing questo è solo un modo per fare (male) della pubblicità.

    So la tua opinione da addetto stampa, ma vorrei sapere quella da consumatore… Mi illumini?

  6. arcere Says:

    io ho trovato bellissima la frase..”Decidono il mio umore e il senso di roteazione dei miei testicoli.”
    AHAHAHHAHAHAHA AHHAHAHAHAHAH HAHAHAHAHAH
    orario o antiorario?sopra o sotto? ahahahah

    cmq rimanendo in tema…
    io penso ch esia sbagliato marchette così spudorate non mi piacerebbero anche se avessero il testo “messaggio pubblicitario spudoratamente a pagamento”

  7. mercuzio Says:

    Ci ho messo un po’ a trovarla, ma eccovi la mail che ho ricevuto qualche mese fa:

    “Ciao, complimenti per il blog, molto personale e davvero spassoso!

    Io mi chiamo Andrea, sono uno dei gestori del sito Melemarce.com che fino al 2006 era uno dei siti umoristici più visitati d’Italia, decine di autori emergenti settimanalmente pubblicavano propri pezzi inediti, che insieme a rubriche originali di ogni genere ci permisero di essere contattati e recensiti da radio e tv. Ora, dopo anni di standby Melemarce ha riaperto, puoi dargli un’occhiata qui: http://www.melemarce.com.

    Ancora non è completo in tutti i suoi contenuti ma contiamo entro settembre di renderlo di nuovo un punto di riferimento del web.

    E quindi arrivo al dunque sperando di non averti già stressato: leggendo i tuoi post mi sono reso conto che avresti tutte le caratteristiche per poter collaborare con noi, cosa che non significa avere impegni ricorrenti o dover per forza pubblicare qualcosa a comando, ma rendersi disponibile a inserire contenuti inediti in maniera totalmente libera e non vincolante.

    Per essere subito chiaro ci tengo a sottolineare che in questo momento l’unico ritorno che ne avresti sarebbe di visibilità, e naturalmente di pubblicità gratuita al tuo blog con tua scheda personale e backlink mirato.

    Melemarce nasce come unica proposta impegnata in Italia di umorismo creativo originale, parteciparvi è una scelta goliardica e magari il presupposto per un ottimo trampolino di lancio (cosa che nel tuo caso so non essere necessaria) ;-)

    Ok, detto tutto, non ti faccio perdere altro tempo e rimango speranzoso in attesa di una tua risposta positiva.”

    Volevo cestinarla e basta, ma questa leccata di culo finale, degna del più ispirato Emilio Fede mi ha convinto a rispondere e mandarli cordialmente a cagare.

  8. dgvictims Says:

    Finalmente si sono accorti che pure i blogger hanno capacità di smuovere l’opinione e quindi ora ne vogliono fare un business. Penso che un vero blogger non dovrebbe mai ne vendersi ne svendersi a simili proposte perchè verrebbe a lungo andare usato e spremuto soltanto per sopperire alle carenze di fantasia dei nuovi “marketing men” che predicano bene ma oramai non prducono più nulla di interessante.

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