Assassino virale.
November 24th, 2010
Emilio Eduardo da Rocha Deveza, di Cerro Azul, è stato arrestato per aver assassinato la madre. Il tipo si era infastidito per il fatto che la mamma avesse usato una delle sue carte di credito. Il video è diventato virale, raccogliendo quasi due milioni di contatti.
Il sogno di ogni “nerista” è quello di poter intervistare un assassino. Ma non a distanza di anni, quando l’attenzione dei media scema sistematicamente. Il top è sentirlo con le manette ai polsi e le mani ancora sporche di sangue. Una cosa, di fatto, impossibile. Per chi non frequenta i giornali: quando si vedono interviste a killer, queste sono quasi sempre “farlocche”. Nel senso che il le parole dell’assassino sono state riferite al giornalista dal poliziotto, dal magistrato che lo ha interrogato o dal suo avvocato, e rivendute al pubblico come botta e risposta. Ovvio, ci sono le eccezioni. Ma la regola è quella sopra esposta.
Ballerini ritornano, seni si consolidano.
November 23rd, 2010
Solo stasera ho scoperto che Santo Giuliano, ex ballerino di Amici, era del corpo di ballo di XFactor.
Era l’edizione in cui io ed L. siamo andati a fare le poste ai ragazzi fuori dal residence, inculoalmondo alla Romanina. Fieri di essere trash. C’eravamo pure convinti che fosse della parrocchia. E, invece, nada. Bravissimo ballerino.
Postilla. Ma il seno della Tatangelo è vero? Se sì, è perfetto. Da manuale chirurgico. (Qua formato gigante).
Postilla/2. Davide, il viso più fotogenico di questa edizione di XFactor. Sweet seventeen.
Fette biscottate in lattina.
November 23rd, 2010

Già le fette biscottate mi fan senso (fanno tanto febbre alta e diarrea), ma trasformate in purè…
Adagiati tra le ciliegie.
November 23rd, 2010

Chi è l’art director di questo scatto? Qual è la sua genesi mentale?
Mara Carfagna e la memoria corta.
November 22nd, 2010
Poche righe, giacché l’argomento offre la solita dimostrazione di quanto la memoria degli italiani sia corta. Mara Carfagna e la sua intenzione di lasciare il Pdl, in favore di Fli, ha provocato una netta “sterzata” nel modo in cui la blogosfera gaya e sinistrorsa percepiva il ministro delle Pari Opportunità. Val la pena ricordare che la ministra – tralasciando il suo curriculum e i suoi meriti, reali o presunti, sul campo – ha avuto un rapporto travagliato con le associazioni Glbt. Prima ha trattato i gay come appestati (circa), tanto da rifiutarsi di ricevere per molti mesi le associazioni. Poi ha fatto marcia indietro: “ho capito, siete uguali a noi”. Unico dato oggettivo del suo ministero a favore della causa: uno spot (mediocre) contro l’omofobia. Bene.
Sintesi: non mi sento di definire Mara una paladina dei diritti delle persone Glbt. Neanche sforzandomi.
Per questo non riesco a capire come sia possibile che molti attivisti, ora, lodino la ministra. La deputata Paola Concia l’ha definita “coraggiosa” (in parte ha ragione, ma secondo alcuni, più che coraggio potrebbe essere paraculismo). Altri chiedono che resti al ministero. Aurelio Mancuso dice che ha avuto il merito di aver chiesto scusa ai gay. Sarà.
Avrà fatto pure dei passi in avanti. Giova ricordare che è un ministro delle Pari Opportunità. Certe cose – il fatto che i pari diritti siano pure quelli dei gay – dovrebbero essere scontate, e non andrebbero conquistate a suon di proteste e comunicati stampa.
La ragazza (ubriaca) nell’asciugatore.
November 22nd, 2010
Post pretesto: mi sono ufficialmente stancato di stendere panni, aspettare che si asciughino, fare uno studio settimanale del meteo, ecc. Quindi mi compro un asciugatore. In America sono la norma: mi ricordo lo stupore del mio ex B., quando veniva a Roma e si trovava davanti ai panni stesi dalle finestre. Unico dramma: sono cari. Molto cari. Lo “spartiacque” economico è dato dalla classe energetica. Quelli di fascia B costano mediamente 500 euro. La fascia A parte da 750 euro. Sigh.
Decisione entro Natale. Si accettano consigli.
3 Italia, pagare di più? Sempre. Di meno? Mai.
November 22nd, 2010
Domani si chiude ufficialmente il mio rapporto con la Tre. Rapporto partito bene, decisamente, visto che il contratto stipulato non aveva eguali. 79 euro al mese, con 8 ore settimanali di conversazioni verso tutti (sempre esaurite), internet praticamente illimitato, e 600 sms al mese. I primi problemi sono arrivati quando la Tre mi ha cambiato il piano, appellandosi a delle clausole vessatorie – usate anche da altri operatori, ma che poggiano su basi giuridiche molto fragili – che mi imponevano di conteggiare i minuti di conversazione verso cellulari Tre, e di far sì che questi rispettassero una data percentuale.
La seconda beffa è arrivata nelle scorse settimane. Per evitare la trafila del cambio operatore, punto su un piano da 29 euro mese. Meno minuti, ma alla fine il traffico internet incluso continua a soddisfare le mie esigenze. Intanto bisogna scontrarsi: 1) con un servizio clienti che risponde, via e-mail, anche dopo 48 ore ma, soprattutto, in maniera confusionaria e contraddittoria; telefonicamente è ancora peggio, con operatori che quando si stancano di starti a spiegare le cose di attaccano il telefono in faccia (giuro); 2) la disorganizzazione dei negozi Tre, affollati e popolati da gente spallata (vedi quello di Termini: commessa perennemente scoglionata, anche verso la sua azienda, terminali che funzionano un giorno sì e uno no). Alla fine, il servizio clienti, via e-mail, mi comunica che posso cambiare piano. Bene. Alla terza visita in un negozio Tre, mi sento rispondere che NON è possibile passare ad un piano più economico. “Se vuole pagare di più, non c’è problema. Non è permesso il contrario”, la sintesi dell’impiegato. La mia risposta non la riporta, ma è facilmente immaginabile.
Da qui il passaggio a Wind, che sta lanciando una promozione. Intanto ricaricabile (basta addebiti diretti sul conto), tariffa Noi tutti per 3 scontata del 50% per 12 mesi: con 11,5 euro mese (invece di 23) si hanno 360 minuti al mese verso tutti. Internet No Stop è incluso e free per i primi sei mesi.
Dopo ampie peregrinazioni mi sono reso conto che la concorrenza è relativa, e che le compagnie si sono messe d’accordo su un punto: inculare sempre e comunque il cliente.
Il duo Bergamasco, backstage Dieux du Stade 2011.
November 22nd, 2010
E’ un tripudio di chiappe al vento. Protagonisti gli italiani Mirco e Mauro, sempre più piacioni.
E per chi ne volesse di più, si rimanda al canale del calendario, con molti altri video monotematici.
River consiglia quello di Romain Raine.
L’uomo con la testa mozzata.
November 22nd, 2010

Carlos Sosa, arrestato a Miami per favorreggiamento della prostituzione. La foto è stata riportata dal Miami New Times, che garantisce sull’assenza di manipolazioni con photoshop. Qua altre foto di un altro arresto di Sosa.
Aeroporti Usa, perquisizioni ai pacchi.
November 18th, 2010

Le misure di sicurezza negli aeroporti americani si sono fatte sempre più stringenti. Al di là degli scanner, le perquisizioni sono diventate invasive. Le autorità americane sono ancora ossessionate dall’11 settembre. Il Denver Post in un pezzo raccoglie molte voci di passeggeri stufi di “pat-downs” (la perquisizione) con toccatine qua e là. Toccatine professionali, un po’ come quelle dell’andrologo e del ginecologo. Ma tant’è. Alcuni passeggeri parlano di veri e propri massaggi, con le mani degli agenti che vanno su e giù.
A Fiumicino la perquisizione è iperveloce, anche quando il metal-detector suona.
Yahoo answers/Safe sperma.
November 18th, 2010

Da girare all’Anlaids, per una consulenza.
Differenze, canoisti-canottieri.
November 18th, 2010
Dopo innumerevoli post dedicati al variegato mondo della canoa, nessuno (!) mi aveva sapute spiegare in maniera easy la differenza tra canoisti e canottieri. Differenza che deve pur esserci, se alcuni di loro si indispettiscono quando sbagli definizione.
In ogni caso, eccola:
I canoisti usano le pagaie, formate da un manico con all’estremità due ‘pale’;
I canottieri hanno due manici con due pale, e le usano facendo leva sulla barca.
A livello di velocità vicino i canottieri. Diverso il movimento, ovviamente: basta pensare alla loro vogata, la forza parte dalle gambe, potendo contare sul seggiolino che arriva fino in fondo a gambe distese e poi su due braccia ogni colpo. I remi nel canottaggio sono fissati alla canoa, mentre nella canoa il remo è libero. (grazie a Michele!)


