Di S., il collega che mi ha aiutato con la compagnia del gas, ho scritto qualche giorno fa. Da allora siamo rimasti in contatto. Ci siamo scambiati email, pur nella nostra abissale differenza. Non solo anagrafica, lui molto più grande. Ma anche professionale. Quando era in salute, non ci sentivamo praticamente mai, anche perché lui era circondato da un’aura di “losco”, non proprio da giornalismo british. Dettagli.

Oggi il passato passa in secondo piano. Già. Le sue e-mail sono una lama che ti penetra nello stomaco, senza preavviso. E tu resti là a vedere il sangue che sgorga. Cerchi di capire. Perché a lui e non a te. Vorresti dirgli “coraggio”. Ma ti rendi conto che non puoi dire niente di intelligente. L’intelligenza richiederebbe la presa di coscienza che la battaglia è finita. Persa.

Le sue condizioni di salute sono cattive. Il tumore maligno – una forma rara – si è diffuso ad altri organi. Metastasi. Sinonimo di morte. Mi scrive l’e-mail tra un ciclo di chemio e le sedute a base di morfina. Il dolore è fortissimo. Me lo immagino a trovare la concentrazione per scrivermi le quindici righe. Oro colato. E poi la botta di realtà che non t’aspetti. La vita, quella stronza. Quella di chi non arriva a fine mese. “I ticket sono tanti, e li devo pagare tutti”. Sono a carico suo, anche le cure per sopravvivere. L’America, col suo efficientissimo sistema sanitario a pagamento, è più vicina di quanto non si pensi. Fatta eccezione per l’efficienza.

Alla fine, conclude così la sua e-mail: “Scusa se non ho risposto subito alla tua e-mail, ma come puoi immaginare sono giorni difficili”.

La vita fa paura.

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24 Responses to “Lottando contro il cancro, pagando il ticket.”

  1. du Says:

    questa tua fobia per il cancro si cura con gli psicofarmaci.

  2. river Says:

    La tua idiozia si cura con le bastonate sui denti, dal vivo.

  3. miocuggino Says:

    Ne basta una ben assestata. Auguri.

  4. Iaia Says:

    In questi giorni dove tutti dicono di essere più buoni, non ci si può “inventare” qualcosa per aiutarlo con tutti questi ticket?
    E’ una goccia nel mare, ma quando si può aiutare una goccia, perchè non farlo?

  5. stefano Says:

    ma forse, e non lo dico con certezza, in questi momenti dire qualche cosa di “intelligente”, forse signica dire qualche cosa, parlare di ‘altro”: del tempo che sta paralizzando new york, della benzina che aumenta, della mostra di van gogh che avete a roma, di un bel film appena visto o di quanto sia ancora una volta deludente ultimo woody allen… come dire della vita, quella con la v minuscola ma ugualmente importante… cioe’ non permettere che la Malattia si imponga su tutto e tutti, che azzeri tutto il resto. forse soltanto opponendo queste piccole, “banali” luci di vitalita’, forse
    riusciamo a “trovarci”, noi e loro sofferenti…..
    … scusate poca chiarezza + tono non vuole essere da “mulino bianco da corsia di ospedale”.
    stefano

  6. frederickstudio Says:

    Che storia! E purtroppo ce ne sono tante!

  7. ab Says:

    cancro brutta cosa, ma non ci lamentiamo del nostro servizio sanitario, è forse l’unica cosa che salverei rispetto agli USA.. una mia cara, giovane, amica americana ha debiti per $400,000 per essere stata curata.. in pratica lavorerà una vita intera per le cure che ha avuto.. sistema americano efficiente sì, ma molto caro. altro che i ticket italiani.

  8. Alessandro Says:

    … Piango e mando un abbraccio con affetto a S., è atroce tutto questo, è ingiusto e cinico… mi ricorda il mio babbo e il momento in cui non avevo più bugie da dirgli…Non potevo più dirgli vedrai che andrà bene, vedrai che ti faranno una nuova terapia,… resta solo imbarazzo, dolore soffocato e un sentimento di tradimento che ti annienta…
    Alessandro

  9. Alessandro Says:

    mi fai sapere perchè paga il ticket?
    non dovrebbe pagare assolutamente.

  10. Anandamid Says:

    L’empatia per il dolore altrui ci rende umani e ci permette di saggiare il polso alle nostre certezze. E’ un’utile palestra per le priorità. Provare per credere.

  11. MAx Says:

    Sarà cinismo, insensibilità, o semplicemente il non esserci passato, ma a volte mi coglie il pensiero che tutte le malattie, anche le più brutte e improvvise facciano in qualche modo parte della vita, e che ne evidenzino i colori.

    Quello che non riesco ancora ad accettare, e che quella stessa vita possa essere spezzata e distrutta dall’imbecillità umana travestita da distrazione, che nella breve scia di pezzi di automobile disseminati sull’asfalto spezza e distrugge chilometri di sogni, ricordi, progetti e che scava rughe profonde nel viso e nel cuore, che nemmeno la gioia del miracolo di una vita creduta perduta e poi recuperata ricolmano.

    Niente rimane come prima e a volte persino un cancro sembra più onesto.

  12. etero Says:

    ha ragione iaia, perché non lanciare una sottoscrizione?
    in questo Natale una persona a me cara si è un po’ riconciliata con la madre, con cui aveva un pessimo rapporto, sembrava impossibile…senza fare melassa, SI PUO’ fare qualcosa!
    e magari se avanza qualche spiccio, paghiamo pure uno specialista a du, che ne ha proprio bisogno!

  13. DG_VICTIMS Says:

    La vita fa proprio Tanta paura

  14. blu-1974 Says:

    Il tuo racconto mi rammenta il calvario di mio padre; anche se è un anno e mezzo che non è più tra noi il ricordo dei suoi nove mesi di agonia è un dolore che il tempo non attutisce.

    Quando penso alla sua voglia di vivere, all’amore che – mia madre ed io – gli abbiamo dato in quel periodo (unica cosa che ho potuto fare; avessi potuto dare l’anima al diavolo per salvarlo lo avrei fatto senza pensarci un secondo), i medici e gli ospedali, le cure massacranti a cui lo hanno sottoposto, le giornate passate su una seggiola di un corridoio mentre, in reparto, per sei lunghe ore gli iniettavano porcherie che i medici chiamano “chemioterapia” … niente, tutto inutile, ha vinto il male … e ciò mi fa impazzire!

  15. SteV Says:

    Mi ricollego ad Alessandro…effettuando certi tipi di terapie non si dovrebbe assolutamente pagare il ticket.

    Ma lì nel Lazio, per caso, è successo qualcosa riguardo il mega buco nella sanità? Perchè potrebbe essere quella la causa visto che in Campania, per i malati cronici sono ritornati anche loro a pagare il ticket apposta per coprire il buco.

    Secondo me, parliamo parliamo e parliamo, ma alla fine non sappiamo mai e non ci comporteremo mai adeguatamente davanti a queste persone. L’importante è non impietosirsi, è la cosa peggiore che si possa fare.

  16. miocuggino Says:

    Mi associo all’idea della sottoscrizione.

  17. river Says:

    No, ragazzi, grazie del pensiero.

    Per adesso S. non approverebbe. Sto smuovendo qualcosa io. Vi terrò informati.

  18. rocambolesque Says:

    è in casi come questi che la domanda “qual è il senso della vita” riesce ad essere davvero senza risposta

  19. Marco Says:

    In Italia c’è un esenzione, la 048 per l’esattezza, per le patologie tumorali. Copre farmaci, terapie, visite e accertamenti annesse al tumore.
    Tutta la solidarietà al tuo amico, però il Servizio Sanitario Nazionale Italiano è uno tra i migliori in circolazione

  20. Carlo Says:

    Non mi risulta che i malati di cancro in italia devono pagare qualcosa: se vuoi approfondisco! (la mia email ce l’hai).

  21. Alessandro Says:

    concordo con Marco.
    Mio babbo è stato curato nel migliore dei modi possibile per la sua malattia in Toscana a Firenze e Massa(male a bologna,torino genova, malissimo a milano e pavia).Sono stato anche a boston e Parigi, lì le cose erano diverse, tanti tanti $ , ma per mio padre avrei venduto anche me stesso, ma risultati zero purtroppo
    In ogni caso in Italia, escluse le prestazione private dei medici non ha mai pagato nulla se non la prima visita.

  22. Effy Says:

    Si infatti, perchè paga? Che cosa assurda!
    E tutto questo buonismo natalizio (non di certo riferito alla storia di Riv) non lo sopporto…
    E’ la morte che fa paura, non la vita!

  23. ilaria Says:

    Mi dispiace davvero tanto per il tuo collega, ma in effetti non riesco a capire perchè le spese dovrebbero essere tutte a suo carico. I malati di cancro hanno diritto in italia all’esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami. A meno che non stia seguendo all’estero cure sperimentali non riconosciute dal nostro servizio sanitario proprio non me lo spiego.

  24. Marco Says:

    @ Alessandro

    azz…addirittura male a Torino?Io lavoro proprio lì, ma non sono oncologo (per fortuna)!

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