Il lip dup dei nuotatori di Princeton.

Universitari + nuotatori + lip dub: questi i tre ingredienti magici di questo video. Come lip dub di “Teenage dream” di Katy Perry non è il massimo (si tratta di un collage montato di varie scene, mentre in quelli tosti la telecamera non stacca mai dai protagonisti), ma va bene così. Il clou è da 2:54, quando tutti ballano e cantano sotto la doccia.

Annuncio apparso nei giorni scorsi per le vie milanesi, e prontamente fotografato da G. La curiosità era tale che ho chiamato uno dei due numeri. Conversazione surreale (dall’altro capo del telefono c’era una donna straniera, penso dell’Est): ma penso di aver capito che si sia trattato di un errore. Al posto di “ed” doveva esserci un “ad”. Anche se lei sembrava volersi giustificare: la casa è sua e del marito, ma nell’appartamento vive lei. Forse il marito voleva intendere che si affittavano la casa con una moglie dentro?

Ninne/Commilitoni stanchi.

February 28th, 2011

Ninne/Commilitoni stanchi.

Christopher Daniel e il collega-medico Joshua Chamberlin si riposano (grazie a Giampietro!).

Pausa e grazie.

February 25th, 2011

IOSpio.

Un grazie a Mariano Sabatini per la citazione nella sua frizzante rubrica su IoSpio, il free-press sul gossip distribuito il venerdì a Roma e Milano.

Pausa e grazie.

(post pretesto per dire che River è vivo, ma che c’ha così tanto da fare da non aver potuto più aggiornare il blog: la presente vale come risposta ai messaggi allarmati di chi aveva già contattato la redazione di “Chi l’ha visto?”)

Se James Franco fa rivivere River Phoenix e "Belli e dannati".

Prendi uno degli attori river-preferiti, James Franco. Prendi un mito della storia riveriana, pilastro fondante della sua esistenza virtuale (e di un pizzichino di quella reale): River Phoenix. Mettili insieme, e ne ottieni un personalissimo orgasmo cinematografico e artistico. Tutto parte da un tweet di James Franco, che fotografa un cartellone con il suo nome, quello di Gus Van Sant, pluriacclamato regista di “My Own Private Idaho” (Belli e dannati, anno 1991), e il titolo “Unfinished”. Si tratta di una “mostra” cinematografica,organizzata da Van Sant e Franco, nel corso della quale saranno proiettati due film: “Endless Idaho” e “My own Private River”, entrambi il risultato della collaborazione tra l’attore e il regista.

Poco dopo aver lavorato insieme in “Milk”, Van Sant ha mostrato a Franco ore e ore di filmati tagliati dal mitico “Belli e dannati”: fu in quell’occasione che a Franco venne in mente di sfruttare quel materiale per realizzare due nuovi film-documentari. Per “Endless Idaho” si sono usate scene cancellate (anche per gli errori) ma anche riprese backstage: il risultato sono 12 ore di pellicola. Ci sono anche interviste a marchette (River e Keanu Reeves interpretano proprio il ruolo di due prostituti). “My own private River”, invece, si concentra soprattutto su Mike, il personaggio interpretato da Phoenix. Franco, in uno dei film, dice di essere rimasto colpito dalla recitazione “priva di inibizioni” di River. La musica è di Michael Stipe, che di River è stato amico (e forse dell’altro). I due film saranno accompagnati da otto quadri di Van Sant.

L’appuntamento è per il 26 febbraio a Beverly Hills, alla Gagosian Gallery: la mostra dura fino al 9 aprile.

P.s. Franco ha deciso di farsi amare da quanti han lasciato un pezzo di cuore nella bara di River.

Un letto per il bunga bunga.

February 23rd, 2011

A San Vito dei Normanni si sono inventati questa pubblicità attualissima per pubblicizzare i mobili (grazie a Miky per la segnalazione!).

Ragazzi Converse per il Giappone.

February 23rd, 2011

Potevo trascurare questa giovane e fresca pubblicità per le Converse, in Giappone? I modelli sono Tomek Szczukiecki, Rob Rae, e Lasse Pedersen.

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Le dure regole del mercato (questa è informazione agli investitori e al mercato finanziario, non gossip) hanno spinto i grandi colossi del gossip Usa, a pedinare Steve Jobs. Così facendo, quelli del sito “Radar” hanno realizzato questo video – in esclusiva mondiale – che sbriciola lo scoop di qualche giorno fa del National Enquirer (basandosi su una foto di Jobs – era lui? – gli diedero sei settimane di vita). Jobs è in compagnia da una donna, e sta uscendo da un bar, vacilla e sembra avere problemi di equilibrio.

La popolarità, l’essere uno degli uomini più influenti al mondo, nel settore della tecnologia (con conseguente esercito di fan maniacali, e a tratti ossessivi, pronti ad idolatrare ogni suo peto) spiega questo macabro stalking di una persona malata. Posso capirlo, ma mi spaventa lo stesso.

(il video non si puo’ embeddare, lo si vede qui).

Sottile come una piuma.

February 22nd, 2011

“Zero degrees of separation” è lo slogan di questa campagna della Durex, realizzata a Singapore. Tre gli atti sessuali che si lasciano immaginare al pubblico: anal, oral e vaginal (il target sono gli etero).

Non mi entusiasma, anche se ormai pubblicizzare condom è sempre più difficile, senza scadere nel banale e/o volgare.

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Nella bacheca della Facoltà di Fisica, all’università di Pisa, è apparso ieri questo messaggio, fotografato da una river-lettrice (grazie Ilaria!).

Vista la presentazione e il curriculum di chi lo organizza, direi che è un simpatico scherzo.

Il modello influenzato.

February 22nd, 2011

Il modello influenzato.

Parker Hurley, modello e personal trainer, è influenzato. Ma, a differenza dei noi comuni mortali, ha un suo perché anche quando ha la febbre.

Sotto, senza febbre.

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Correva l’anno 2007 (quanto mi piacciono gli incipit enfatici?), e quel ragazzo mi colpì per la leggera effervescenza con la quale annunciava acquazzoni e giornate soleggiate. Non sapevo neanche come si chiamasse. Il fenomeno “meteorini”, come li hanno ribattezzati quelli che li vorrebbero assimilare a delle sorridenti vallette (un po’ cretine), sarebbe arrivato qualche anno dopo. Oggi la squadra si è allargata, ma il nucleo storico è sempre là. Ne fa parte a pieno titolo Riccardo Cresci, classe 1983, romano. Al di là del meteo, il ragazzo, che, dallo scorso anno è anche iscritto all’ordine dei giornalisti, è docente di ruolo per i corsi di Conduzione televisiva e dizione presso l’Accademia della Comunicazione e dello Spettacolo – grazie anche al rapporto di stima reciproca che lo lega a Stefano Jurgens, autore televisivo fondatore dell’accademia, e che già lo aveva visto incaricato di seguire la nascita della scuola. Coltiva anche la passione della recitazione. A Sky è arrivato nel 2007, scelto dal superdirettore di SkyTg24, Emilio Carelli. Da qualche tempo, Riccardo e i suoi colleghi del meteo sono al centro di una parodia, andata in onda durante la trasmissione “Quelli che il calcio…”: in “SgayMeteo24″ Ubaldo Pantani porta in scena un presentatore gayo e frivolo. Una parodia che mi ha fatto ridere, non lo nego, anche se poi ho pensato che la caratterizzazione (gaya) potesse anche urtare la sensibilità di chi, magari, non si sente così frivolo. Luca Ciceroni, qualche tempo fa, in un’intervista si è detto divertito dello sketch. E così ho deciso di chiedere direttamente a Cresci un parere, in questa intervista che gentilmente ha concesso a River-blog.

Siete diventati, nel tempo, l’alternativa ai seriosi tenenti colonnelli in divisa dell’aeronautica: giovani, effervescenti, insomma, “meteorini”. Non vi sentite un po’ la versione meteorologica delle vallette, molto belle e un po’ sciocchine?
ALT. Alternativa ai seriosi colonnelli vestiti in divisa ci può anche stare, giovani ed effervescenti anche, ma ti prego River, non meteorini, neanche tra virgolette! Io parlo per me e non per alcuni miei colleghi che sono meteorologi con laurea nel settore, ti posso affermare che non mi sento un “meteorino”. Se per “meteorino” si intende la versione meteo di una valletta, bella e sciocchina quello non sono io. Chi mi conosce lo sa. Dietro al lavoro del conduttore meteo c’è un impegno di ore, non siamo chiamati solo a girare delle caselle e a leggere un gobbo già bello che scritto. Con tutto il rispetto per chi fa la valletta o il valletto, ci mancherebbe. Non è questo il caso però. E poi non mi sento né bello né sciocco.

Quali sono i vostri turni di lavoro?
Turni di lavoro al massacro la mattina, con sveglia alle 5, all’alba. Nel momento in cui vorresti essere ancora abbracciato al cuscino o a quel che meglio hai a disposizione, ti ritrovi a sbarrare gli occhi al suono di una dolcissima melodia intonata dalla tua sveglia preferita e sei pronto per sobbalzare dal letto come una molla. Per me è un incubo e credo che non mi ci abituerò mai, pensa fino a qualche tempo fa ci dovevamo svegliare alle 3 del mattino! Almeno ci hanno regalato due ore di sonno in più. Questo accade per circa due settimane al mese, le altre due settimane lavoriamo alle 9 e alle 14. Orari più fattibili per l’essere umano, ma noi amiamo il lavoro che facciamo e quindi ben venga il sacrificio. Ammiro e stimo però chi si sveglia tutti i giorni all’alba e sono pronto a stringergli la mano. E’ davvero difficile.

Interviste/Riccardo Cresci di SkyMeteo24: "La nostra parodia? Troppo macchiettistica, non siamo valletti".

Come vi preparate per una trasmissione?
Ci sono nove ore di dirette giornaliere, quindi siamo presenti in tempo reale a commentare livecam, satelliti, tempo e temperature; dietro la telecamera c’è una regia, una redazione, i grafici, i montatori, una squadra sempre presente, h24, quando non siamo in diretta ci sono le differite registrate poco prima, ma sempre e continuamente aggiornate. C’è una redazione open space dove siamo tutti riuniti per ore a studiare la situazione meteorologica, arrivano i dati, elaboriamo i testi, ci informiamo sulla situazione tra mappe, grafiche e modelli, ci confrontiamo, ci vestiamo, trucco, parrucco, entriamo in studio ed eccoci a voi. Come vedi dietro l’apparenza c’è sempre altro. A Sky Meteo24 regna il clima familiare, dal sapore di altri tempi, soprattutto per un ambiente televisivo, siamo molto uniti.

Sul web avete gruppi e scalmanatissime fan, piccole e grandi. Come state messi a proposte indecenti ricevute?
Come sempre non posso parlare a nome dei miei colleghi, anche se qualche proposta indecente, a volte, arriva in redazione. Nel mio caso in tanti mi scrivono, donne e uomini, soprattutto su facebook, dall’inizio della mia iscrizione al social network ho sempre accettato tutti i contatti che mi richiedevano amicizia e quindi di proposte strambe ne continuano ad arrivare. Addirittura una volta mi hanno chiesto di far vedere i miei piedi, per non parlare di notti focose o incontri clandestini. Se ti esponi, soprattutto in video, è giusto così. Però rispondo sempre a tutti anche a chi mi indispone. E’ la mia politica.

Nei corridoi dei meteorini se ne parla molto: la parodia che di voi è stata fatta a Quelli che il calcio. A mio avviso, molto macchiettistica. Tu come l’hai presa?
Davvero? Se lo dici tu. Quali corridoi? Spero non quelli dei bagni! La parodia di Ubaldo Pantani in un primo momento mi ha fatto molto ridere, man mano che passavano le domeniche l’ho trovata un po’ ripetitiva e scarsa di appeal. Lui è un grande, mi è sempre piaciuto e l’ho sempre seguito, dall’inizio con la Gialappa’s, però questa visione così “gaia” del nostro essere la vedo molto forzata. Un po’ troppo macchiettistica, se dovessi non conoscermi e rivedermi a casa, non penserei di me stesso o degli altri: “ Guarda sti frocetti improvvisati che prevedono il tempo”, anzi gli farei i complimenti per il modo nuovo di rapportarsi al pubblico in un contesto scientifico quale è la meteorologia. Facciamolo un sorriso, siamo in onda 24 ore su 24! Quindi condivido a metà lo sfottò, ma anche questo ci sta in televisione, fa parte del gioco.

Non pensi che, di fatto, con quella parodia vi sia stato detto, sostanzialmente: “siete delle simpaticissime finocchie?” Il tuo collega, Luca Ciceroni, dice che ne avete riso molto. Risate sincere?
Le risate sono state sincere, indubbiamente fa ridere, la previsione di San Valentino è stata davvero divertente, per le simpaticissime finocchie, non saprei, troppo facile dare delle ”frocie” a persone che si pongono in maniera elegante, educata, garbata, simpatica, pulita e gioviale in tv. Non abbiamo i gradi e la divisa, ma non per questo siamo dei valletti infiocchettati senza studio. Anzi, voglio difendere i miei colleghi più che me stesso, loro hanno studiato per essere meteorologi, io ho appreso da loro studiando al mio arrivo a Sky. Quindi finocchie o meno, simpaticissimi o non, basta essere preparati e rispettosi verso il pubblico. Questo è essenziale. E poi lo dice anche Enrico Maria Boccoli, i tristoni non li vuole nessuno!

Era il 2007 quando scrissi il primo post su di te. Quasi quattro anni dopo, cosa è cambiato nel modo di lavorare della redazione di Sky Meteo?
E’ cambiato quasi tutto in quattro anni, prima eravamo sempre in differita o registrati, adesso siamo in diretta, commentiamo live quello che succede sul momento. Possiamo essere visti in formato 16:9, prima eravamo estesi in 4:3, da un po’ di anni è nato Sky Tg24 mattina e quindi potete vederci anche nel nostro vero formato, ovvero in figura intera e non fino al busto o in tre quarti e poi è arrivata la tecnologia touch screen, (il super Iphone gigante) che ci consente di interagire di più con colori e penne virtuali per spiegare meglio la situazione meteo al posto delle mani per aria. Non ultimo è cambiato Riccardo, quello che ero nel 2007 non sono più ora. Lo guardo con affetto e innocenza, ma non mi manca per niente. Si guarda al presente.

Dallo scorso anno, sei iscritto all’albo dei giornalisti. Ti interessa una carriera in quel senso? Riccardo Cresci tra 10 anni. Dove ti vedi?
Lo volevo fare da quando ero all’università, avevo scelto un ramo differente perché volevo proseguire l’attività di famiglia, poi invece la strada ha curvato in un’altra direzione, quella che preferivo, intendiamoci. Sono diventato giornalista lo scorso marzo, iscritto come pubblicista, ma una carriera solo giornalistica non è propriamente il mio sogno. Chi mi conosce lo sa, vorrei continuare ad essere principalmente un buon conduttore e dopo anche giornalista. Il mio curriculum è estremamente vario, non riesco a stare fermo, per questo provo e mi butto in mille situazioni differenti, mi piace sentirmi vivo, non perdere un momento dell’esistenza.
Tra 10 anni Riccardo Cresci si vede sempre in tv, magari con un suo programma, scritto e ideato per lui, forse chiedo troppo, mi accontenterai di lavorare, poi fare quello che mi piace. Tra 10 anni l’Italia sarà cambiata no? Ci sarà un ricircolo nuovo tra i conduttori! E dai. Il mio animo un po’ folle non esce fuori nel rigido costume del conduttore delle previsioni del tempo, mi piacerebbe mettermi in gioco e far sorridere le persone. Un talk show, un quiz o un programma di intrattenimento, una trasmissione per ragazzi, questo vorrei mi accadesse tra dieci anni. Chi vivrà, vedrà.

Baptiste Giabiconi fa l’etero.

February 21st, 2011

Baptiste Giabiconi, la musa (per altri la marchetta) di Karl Lagerfeld viene intervistato dal London Evening Standard.0, e si diverte a interpretare la parte dell’etero. In verità, è la giornalista a scrivere: “Il modello più pagato al mondo, l’uomo che viene spesso definito l’amante, la musa e il boy toy di Karl Lagerfeld, è in realtà per le sole donne”. Per come si sviluppano queste interviste – concordate a tavolino, spesso nei minimi dettagli – immagino che l’affermazione sia stata suggerita dal ragazzo stesso. Ma tant’è. Magari è vero, re Karl s’è limitato a contemplare la sua nuda bellezza, senza mai sfiorarlo. Già.