Attacchi di panico reloaded.

April 26th, 2011

Chi mi segue, sa che ho sofferto per un bel po’ di tempo di attacchi di panico. Diciamo che la fase “acuta” – quella durante la quale a malapena riuscivo ad uscire di casa – è durata qualche mese. Fine del 2000, inizio 2001. Poi, siccome dovevo pur lavorare, mi decisi a chiedere aiuto. Terapia farmacologica, e psicoterapia. Qualche mese e ne sono uscito. La cura coi farmaci  è durata svariati anni. Direi che si è conclusa definitivamente nel 2009. Fine.

Ma chi ha sofferto di ADP – acronimo che d’ora in avanti sceglierò, perché scrivere ‘panico’ evoca stati d’animo negativi – sa che è difficile uscirne per sempre. La paura che questi possano tornare, cova dentro di noi. Sempre. E’ una “mirror” dell’ansia anticipatoria, che determina il panico (si sta male non tanto per l’attacco in sé, quanto piuttosto per l’ansia che questo possa tornare: ovvero la cosiddetta ansia anticipatoria), e che prima o poi riesploderà.

E’ risuccesso qualche settimana fa. Due. Si parte da qualcosa di oggettivo: un calo di pressione, la vista che si annebbia (anzi, a voler essere precisi, le strisce luminose, che rendono difficile anche inviare un sms). Ed ecco scatenarsi il panico. La paura che ti manchi il respiro. Che l’ambulanza non arrivi in tempo. Inizi a sudare. Chi ti sta accanto – in quel caso Asb – non puo’ aiutarti, non capirebbe, e allora preferisci liberartene e affrontare il mostro da solo. Come un pesce cerca d’istinto l’acqua, inizia a ragionare sul pronto soccorso a te più vicino. Nella fase acuta, nel 2000, avevo mentalmente suddiviso Roma in quadranti: a seconda della zona, sapevo quale fosse il pronto soccorso al quale dirigermi. Quella domenica, riesco a contenere il tutto. Arrivo fuori il pronto soccorso, ma non entro. Qualche minuto al telefono con un amico, e passa tutto. Ma so che qualcosa sta cambiando.

Oggi è stato tutto più violento. Metropolitana. Fermata Colosseo. La stessa nella quale ebbi uno dei miei primissimi attacchi, a 19 anni: il giorno dopo i funerali di mio nonno. Stamattina stavo leggendo il giornale. Repubblica. Articolo sulle destre ungheresi. Si parte con la tachicardia. Ripiego il giornale, ricordo l’immagine di Giovanni Paolo II, su un’altra pagina. Mi fissa. La fermata successiva mi sembra infinitamente lontana, il tempo di volare da Roma a Milano. Ce la farò a scendere? A Cavour il pronto soccorso più vicino è… minchia, è lontano. Scendo. Risalgo la fermata successiva. Sento le gambe che mi tremano. Penso anche di essere stanco. Non funziona. L’ansia c’è ancora.

La terapia ti insegna a “sezionare” gli attimi precedenti un ADP. Capire cosa stavi pensando. Cosa ti potrebbe aver messo ansia. In genere funziona. Oggi, però, non riesco a trovare pensieri, a parte un’asettica lettura dell’articolo. Ripenso alle luci della metro, la signora accanto a me che sbircia il giornale, la vocina rotta che esce a fatica dagli altoparlanti, il bip delle porte.

Si va avanti. La paura c’è, ovvio. Non è la stessa di 11 anni fa. Qua c’è una consapevolezza diversa. Anche se il panico è bastardo. Ti conosce, e sa come aggirare le tue difese. Se ne va, e se un giorno decide di tornare, non ti chiede certo il permesso di farlo. E’ un verme che ti striscia dentro, e gioca a divorare la tua serenità.

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28 Responses to “Attacchi di panico reloaded.”

  1. kikkoman Says:

    ti capiso , io gli ho avuti e li ho tuttora.. ma niente psicofarmaci . anzi , cercare di capire con l’aiuto di un esperto “e da me” cosa scatenava tutto ciò e usare rimedi naturali quali fiori di bach , checchè se ne dica funzionano .. effetto placebo o meno che sia , bè per me è stato utile.
    oltre che capire è importane anche non fuggire da questo, ma imparare a non averne timore.
    se oggi mi viene una crisi di panico,lo dico tranquillamente ovunque sono , senza il timore di essere preso per pazzo , perche diciamolo.. chi soffre di ADP ha sempre un pò la paura di essere giudicato.
    ad oggi se mai viene uno stato di panico,oltre a sapere le cause scatenanti, sò quali sono le cose che devo fare per alleviare tale attacco ,facendoli fare il suo corso , piutosto che fermarlo del tutto , che è una cosa da non ostinarsi a fare. anzi piu lo vuoi fermare piu lo senti che si fà strada.

  2. barbanera Says:

    … magari è solo uno sfogo dovuto al forte stress dei giorni scorsi… comunque capita anche a me. solo che per via del mio carattere non lo dò a vedere e sebbene le manifestazioni possono essere anche violente riesco a contenerle. magari scappa qualche lacrima asettica… ma nessuno se ne accorge. non piango mai in pubblico, mi vergogno :(

  3. ivan Says:

    Brutta roba… 2005 2008 2010 2011, 3 o 4 mesi di fase acuta ogni volta, crisi che iniziano con il tremore, iperventilazione o asma, rigidità totale, caduta a terra… e finisce con una violenta crisi di pianto… riesco a prevenire a volte con EN, 20 gocce sotto la lingua. Psicoterapia, farmaci ma a piccole dosi, poi finito il periodo critico ne esco e sto benissimo.
    Sicuramente lo stress è scatenante, la stanchezza fisica non aiuta e spesso il cambio di stagione gioca… ma poi devi riuscire ad uscirne. E lunga.
    In bocca al lupo

  4. mewaii Says:

    Ciao, ieri sera ho provato ad inviarti un PM, ma per due volte mi dava errore perchè diceva che il font usato non era compatibile anche se non ho fatto nulla di strano. Forse il PM era troppo lungo (ca. 7.000 spazi)? Non so se magari lo hai ricevuto ugualmente, se così non fosse e ti farebbe piacere riceverlo, l’ ho salvato e sarei contento di potertelo inviare…somehow!!
    :-)

  5. river Says:

    Mewaii, strano, sto ricevendo messaggi. Ti mando mail, così rispondi.

  6. max Says:

    se ci pensi hai appena passato una crisi di coppia e ogni (quasi)abbandono è un lutto proprio come la morte di tuo nonno. Non credo sia una coincidenza

  7. river Says:

    Naaaa. Gli attacchi di panico non hanno MAI un rapporto causa-effetto così spiccio.

    Sono sempre il risultato di nodi interiori. Che bisogna cercare di sbrogliare. Con pazienza.

  8. DG_VICTIMS Says:

    Probabile che lo stress dei giorni scorsi sia la goccia che ha fatto traboccare nuovamente il vaso. Non sottovalutare il problema River, perchè più tempo passa e poi più difficile è rimuovere la causa

  9. rafael Says:

    L’hai detto.
    Se tu pensi che torneranno, che non sei guarito, che prima o poi avverrà… succederà. Molto è dovuto al condizionamento psicologico proprio, se non tutto. Se tu pensi insistentemente, genuinamente che qualcosa ti capiterà molto probabilmente, per vie traverse, similarmente, ti capiterà. Per problemi facili a sorgere come la depresione o il panico poi…

    Riv, pensa che c’è gente che guarisce da brutti mali con il cosiddetto “effetto placebo” creato dalla mente, che si ripercuote positivamente sul corpo. Ma bisogna essere forti. Dopo è tutta una strada tranquilla.

    La mamma della mia migliore amica è guarita (leucemia acuta) grazie anche alla sua forza di volontà. Ancora prima di affrontare la prima chemio, in ospedale si sentiva rinascere, e pensava “io sto guarendo, io sono guarita”. Senza se, e senza ma, banditi i forse.
    Ora sono passati due anni, nemmeno una ricaduta, salute di ferro. E pensa sempre in positivo, vedendo la malattia come un’occasione di rinascita interiore, ed in effetti la sua vita è cambiata in meglio.

    Anche io ho preso spunto da lei, e ora prendo tutto molto positivamente, molto più di prima. Anche per quanto riguarda la salute, pensando positivo non mi sono ammalato da… un anno e mezzo?
    No aspetta, un raffreddore l’ho fatto. ;)
    Effetto placebo? non lo so, però fa star bene.

  10. Giulietto Says:

    Io ne ho sofferto. Sempre in situazioni di “massa”, tra le quali le udienze in tribunale, le feste, i pranzi “sociali”; stesso incipit: sudorazione forte ed incontrollabile, tacchicardia. Poi a volte il collasso, la necessità di stare solo, di bagnarmi la fronte…
    Le ragioni le conosco, sono molteplici: la principale il timore del giudizio altrui.
    Psicoterapia, senza farmaci: quelli li stavo quasi per prendere.
    Un consiglio: parlarne il meno possibile; la soluzione: non esiste.

  11. Goupil Says:

    A me la domanda sorge spontanea : e se ti capita in aereo ?
    Io lo prendo spesso (l’aereo…) e più passano gli anni più mi chiedo cosa succederebbe se mi venisse una crisi di panico a bordo di un volo di 12 ore … Già ho la tachicardia facile grazie allo stress ….

  12. river Says:

    In aereo ti aiuti col Tavor: spesso, averlo dietro, ti basta. Negli ultimi voli non l’ho mai preso. E, comunque, gli Assistenti di volo, sanno come affrontarli. Ci scambi qualche parola, e va tutto bene.

  13. Giulia Says:

    Io ne ho sofferto per un anno intero, praticamente ogni giorno.
    Poi il mio psicologo mi ha salvata con questo ragionamento: “fai come con un bambino che fa i capricci: se smetti di ascoltarlo lui smette di piangere”… insomma quando arriva, cerca di non dargli importanza. Funziona.

  14. marco Says:

    Stai tranquillo, oramai li conosci e sei perfettamente in grado di riconoscere un attacco di panico da un ben più problematico e reale malore!!!!

    Se conosci il tuo “nemico” non può più farti paura. Può essere solo una gran seccatura ma nient’altro che questo!!!
    Secondo me l’importante è accettare ed essere consapevole di avere questo tipo di problema. Una volta che ti rendi conto di questo ed impari a conviverci starai sempre alla grande!!!!

  15. soulboy Says:

    River, credo di poterti capire benissimo: ne ho sofferto fino ad annetto fa e diciamo che ora la situazione, se non del tutto risolta, è nettamente migliorata, per fortuna.
    Stessi sintomi anche per me, o quasi; quando mi accade io mi aiuto in genere col training autogeno, se non passa, col Tavor.
    Posso dire – ne sono ormai quasi del tutto convinto – che, nel mio caso, è stata una nuova – ma già profonda – amicizia con una persona che vive a km da me ad avermi aiutato: dopo mesi che non viaggiavo da solo per più di un centinaio di km al massimo, la voglia di andare a trovare quest’amico, di passare del tempo insieme mi ha dato nuova forza, non è accaduto nulla di spiacevole sia all’andata che al ritorno. ;)

    Ti auguro di riuscire ad uscirne del tutto, e grazie per averne parlato (spesso – sarà stupido – non lo si fa per paura di venir giudicati – mi comportavo anch’io così -, quando poi è l’ADP e l’ansia in genere sono disturbi più diffusi di quanto si pensi.

    Un abbraccio.

  16. Doriano Says:

    Ciao River,

    leggere questo post mi ha dato un colpo al cuore! Quasi tre anni fa (ci siamo anche sentiti per email) ho iniziato la terapia con sereupin e da due mesi ho iniziato, seguito da un medico, a diminuire la dose(da una compressa a mezza). Tutt’ora vivo con la certezza di non esserne uscito del tutto, anzi sono sicuro che prima o poi torneranno! In questo periodo ho seguito il tuo blog e ho letto che comunque avevi sempre con te tavor e/o tranquillanti, ma oggi leggendo il tuo post ho avuto la certezza che non si guarisce mai del tutto da questo “verme che ti striscia dentro”. Capisco ogni tua sensazione, ogni tua paura, so benissimo cosa si prova e di come nessuno amico/familiare possa esserti veramente di aiuto perchè sei solo tu a dover riuscire a combattere questo mostro. Gli altri non possono fare molto se non starti vicino ed aspettare pazientemente.

    Spero tutto vada per il meglio, me lo auguro!

    Alla prox.

  17. gamezaki Says:

    Nella fase più acuta dopo la morte di mio padre senza lexotan non sarei mai uscito di casa, ora è una liberazione tenerlo nell’armadietto dei medicinali e non girarci sempre assieme.
    Stacci attento son sempre lì in agguato

  18. vi0letta Says:

    Leggo cose tipo ”mostro”, ”verme che ci striscia dentro” e vi voglio dire il mio pensiero in merito. Sono una persona ansiosa, ho pensato le stesse cose al secondo round di periodo di ADP, ho pensato che non sarei mai guarita, che tutta la fatica che avevo fatto per uscire una prima volta, non era servita a nulla, che ero una persona malata mentalmente, diversa dagli altri e questo, non è piacevole. Voglio raccontarvi però, quello che mi hanno fatto diventare gli ADP, una persona migliore, che ha imparato ad accettare sé stessa con le sue debolezze. Ho gettato via le paure di essere una persona malata, pazza, non lo sono affatto. Semplicemente un po’ più sensibile degli altri. Sono consapevole che probabilmente l’ansia non mi abbandonerà mai, ma mi sta bene così, fa parte di me, ho imparato a conviverci, a raggirarla, a sfidarla. Non mi fa paura, anzi. Se sento la tachicardia, mi ascolto, mi pongo delle domande, cerco di calmarmi, ma il fatto di non spaventarmi, mi ha evitato gli attacchi di panico. Non so come né perché, un giorno ho detto, sai che c’è, che non mi fate paura, se venite, che sarà mai. Questa è stata la mia medicina, lasciare andare le cose per come devono andare (teoria che ho applicato con successo anche nella vita quotidiana, e che sollievo dire ”sarà quel che sarà!!”, prima 3000 paranoie su tutto), non possiamo decidere tutto, tanto meno la comparsa/scomparsa degli attacchi. Seguendo questa strada, da più di un anno non mi è tornato un attacco. Sembra incredibile scriverlo, contare i mesi, perché ormai ci penso pochissimo. Ripeto che ho dei momenti di agitazione, li hanno un po’ tutti. Il punto è: non farci rovinare la vita da loro. Quando avevo un attacco, cercavo di evitare la situazione che me l’aveva creato Es. una lezione, e da lì si scatenava un circolo vizioso senza fine, per cui non uscivo più di casa. Se mi permetti voglio darti due consigli: 1 ridimensiona la cosa, non è la fine del mondo se torna un attacco..non averne paura,se senti quella sudarella strana, non temere, prova a lasciarlo venire, lasciati andare e vedi un po’ se è davvero così tremendo.:) 2: Affronta di nuovo le situazioni che te l’hanno creato, nella maggior parte delle volte non si ripresenterà. Questo a me fa faceva paura, ma poi quando vedevo che la stessa situazione non mi creava un altro attacco mi dava molta forza. :) Spero di averti un minimo confortato!! Un abbraccio

  19. luca Says:

    Io mi trovo benissimo con la MODALINA gia’ a un mg al giorno sto benissimo….
    gli ADP sono debilitanti

  20. auroratomica Says:

    bologna. periodo della scuola di teatro. una cara amica di famiglia malata di cancro: mi ricorda nonna morta un anno prima. torno a cagliari per dare un esame. la vado a trovare. dò l’esame. il giorno dopo pranzo con i miei. alle 14.00 emiparesi da stress. due settimane di ospedale. torno a bologna .attacchi di panico all’improvviso in ogni luogo con chiunque. un anno di frontal (ne prendevo tre al giorno unita a terapia di supporto) ed ero normale. dopo 6 mesi ridotta la dose fino a non prenderne più. ma per 5 anni ne ho tenuto sempre uno nel portafoglio. a distanza di 18 anni a volte ritornano. durante la tesi. l’inverno scorso. come tanguy (vivo sola) chiamo mio padre e mia sorella che mi tranquillizzano. so che è tutto nella mia testa ma in quei momenti mi sembra davvero di morire e non c’è ragionamento che tenga.non mi abituerò mai. baci felici

  21. m.k.g. Says:

    Ciao river…..capisco anche io soffro ed ho sofferto di attacchi di panico…. e a volte la causa che li scatena è prprio un lutto o una sofferenza improvvisa, almeno a me succede cosi…. dato che sono ricomparsi dopo la scomparsa di una persona che ho amato per 11 anni e a gennaio una malattia l’ha portata via….ed ora sono sotto paroxetina per l’ennesima volta…. a me questa aiuta molto prova a chiedere al tuo medico che ne pensa…. baci

  22. river Says:

    mkg, mi dispiace. il mio dolore non è paragonabile al tuo. ti abbraccio forte.

  23. marco Says:

    @ Doriano

    Doriano ne uscirai, di questo ne sono più ce certo. Riuscirai a farlo solo e soltanto quando imparerai a convivere con questo disagio e a capire come trattarlo, a riconoscerlo e anche ad evitarlo!!!
    Cerca di conoscerlo, di studiarlo, di prevederlo e anche di coccolarlo se necessario!!! Se ti/ci/vi posso dare un consiglio le sole pilloline senza un’adeguata terapia forse non sono del tutto efficaci. O meglio, lo sono, ma con una buona terapia si può affrontare il tutto con lo spirito giusto:)
    Capisco che durante un attacco di panico si perde totalmente la lucidità e da una paura ne scaturiscono altre 100… ma l’importante è rendersi conto che è solo un adp al quale si può sfuggire facendo qualcosa che possa rilassarci/distraci! Che sia un libro, un film, un gelato o una telefonata… Avere la testa impegnata a fare qualcosa di piacevole o cmq di “impegnativo” aiuta a non pensare a ciò che ci ha fatto scaturire l’adp!!!

    Nella vita ci saranno periodi no e periodi sì… ma d’altronde nessuno può pensare e pretendere di stare sempre bene!!! Cominciamo anche a non pretendere troppo da noi e renderci conti che ogni tanto qualche piccolo “acciacco” può capitarci!!!

  24. Aldo Says:

    ultimamente i tuoi post sembrano raccontare me!

  25. Cla Says:

    Carissimo River, concordo con chi associa questa tua crisi ai problemi di coppia. Lo dico per esperienza, ma è vero che ognuno è un caso a parte.
    Comunque, se anche tornassero, sai che la cura c’è…
    Ma perché poi cerchi un PS?? Loro cosa possono farti se non un ECG?? Meglio abbondare di un farmaco di rapido effetto, tipo benzodiazepine, you know!
    Con affetto

  26. Shiver- Says:

    Anche io da circa due anni ho iniziato a soffrire di ansia molto forte con annessi attacchi di panico. Dopo che non riuscivo più a mangiare mi sono deciso a chiedere aiuto e ho iniziato una terapia con antidepressivi per circa un anno durante il quale sono praticamente rinato. Ora ho smesso da un paio di mesi, di mia spontanea volontà, per vedere se da solo riuscivo a stare in piedi. Ma sento che sto per tornare a “sentire” le cose come prima. Sono terrorizzato. A voi com’è andata una volta smessi i farmaci? Non avete sentito la “differenza”?

  27. Cla Says:

    Per Shiver-
    Mai cambiare una terapia farmacologica senza l’intervento di un medico!
    Lo so, la tentazione è forte… l’ho fatto anche io… e i risultati sono stati negativi.
    Per quanto riguarda la reazione al periodo senza farmaci varia da persona a persona. Io li prendo quasi da sempre, quello che cambia è solo il dosaggio: si tenta sempre di riabbassare (ma mica sempre va bene!)
    Se non stai bene senza farmaci, torna dal medico che qualcosa da fare ti trova!!
    Ciao e in bocca al lupo

  28. m.k.g. Says:

    Grazie river….. mi raccomando stammi bene….. in bocca al lupo….

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