Da qualche minuto, Lamberto Sposini è ricoverato all’ospedale Santo Spirito, reparto di rianimazione. E’ in coma. Pare abbia avuto un ictus. La notizia non mi interessa tanto per il personaggio in sé. Da ipocondriaco, però, vorrei soffermarmi su un’altra cosa. Che riguarda noi tutti. Il tempo di intervento dell’ambulanza. Secondo il personale della Rai, presente in studio (Sposini si è sentito male prima di andare in onda), il 118 ha impiegato 40 minuti. E stiamo parlando di via Teulada, quartiere Prati. Secondo il 118, invece, il tempo è stato inferiore: 19 minuti. Un’immensità, quando si è in condizioni gravi. La telefonata al 118 sarebbe arrivata alle 14.11, mentre l’ambulanza lo avrebbe prelevato (Sposini già perdeva sangue dalla bocca) alle 14.30. Il motivo di questo ritardo? “Le ambulanze della zona erano tutte impegnate”. E se, invece che a via Teulada, Sposini o Mario Rossi si fosse sentito male in periferia? Mandavano direttamente il carro funebre?

Roma, Italia, 2011.

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35 Responses to “Sposini in coma in ospedale, l’ambulanza in vergognoso ritardo.”

  1. Imma Says:

    40 minuti! E’ assurdo!

  2. river Says:

    Secondo me anche 19…

  3. luca_parma Says:

    River, io mi occupo di Risorse Umane. Lavoro per un’industria e, purtroppo, spesso capita qualche infortunio. Quando sono presente cerco sempre di assistere, gestire la situazione. Noi siamo un poco fuori città, e normalmente l’ambulanza arriva in circa 12-13 minuti dopo la chiamata. Un’eternità. E tu che sei lì ad aspettare di sentire la sirena o vedere il lampeggiante da lontano, ti chiedi perchè non arriva.
    La cosa ridicola è che abbiamo a 2 km una sede di Croce Rossa che appartiene ad altro comune, ma dobbiamo per forza aspettare l’ambulanza che arriva dal nostro comune di residenza……a 12 km di distanza.

  4. Carlo Says:

    Anche con un elicottero sarebbe impossibile meno di 12-16 min….e che si possa atterrare!!!

  5. river Says:

    Ma che dici? L’Ares118 ha degli standard decisamente superiori, idealmente: arrivando a “promettere” l’arrivo di un’ambulanza, in quartieri centrali, anche in meno di 10 minuti.

  6. Davey Says:

    Commento raramente, come vedi, ma leggo regolarmente il tuo blog.

    Io sono soccorritore per il 118 in provincia di Bergamo. E vi dico un po’ come funzionano le cose. Parlare è facile, soccorrere un po’ meno.

    1. Posso ammettere che 40 minuti siano tanti. E’ difficile metterci 40 minuti ad arrivare sul paziente, soprattutto perchè per un malore di questo tipo, SE e solo SE riportato correttamente dagli astanti, almeno un codice giallo l’avranno assegnato. (per la cronaca SOLO il giallo e il rosso consentono utilizzo di sirena e girofari)

    2. Ogni diavolo di volta che esci dalla sede in ambulanza, in sirena, rischi la vita. L’autista deve avere mille occhi per garantire l’incolumità sia delle altre persone in giro, sia dei soccorritori.

    3. In un mezzo come l’ambulanza, una curva NON PUO’ essere presa a 150km/h, salvo ribaltamento.

    4. LA sede di un comitato locale di croce rossa (piuttosto che di una altra associazione di soccorso) può essere anche a 5 minuti dal paziente, ma non è detto che in quel momento l’ambulanza di quella delegazione sia in sede! Potrebbe essere a 30 km dalla sede, in ritorno da un altro servizio!

    5. Considerate che su 100 interventi, 80 sono fatti da VOLONTARI, che investono tempo e risorse per la nostra salute.

    E’ molto facile lamentarsi, ma io, a 25 anni, ogni martedì mattina mi faccio le mie 5/6 ore di soccorso, di vomito asciugato, di pazienti e parenti che piangono, sanguinano, si disperano e si confidano. Mi faccio le ore di pomeriggio con il dubbio di non aver valutato correttamente segni e sintomi e parametri. Mi faccio i pensieri la notte sulle condizioni che vedi in certe abitazioni. Mi tengo per me la paura nel momento in cui un ragazzo semplicemente ubriaco toglie dalla tasca del giubbino 5 siringhe. I nostri errori li faremo sicuramente anche noi. Tutto è migliorabile. Sempre. Ma fatevi avanti! Fatelo voi!

    O meglio, fatelo ANCHE voi!

  7. river Says:

    Davey, post di un qualunquistico spaventoso.

    La Regione, ogni Regione, paga l’Ares – perché vengano garantiti alcuni standard minimi. La poesia che ci metti – vomito incluso – non mi interessa. Dovete salvare vite, e se non siete capaci di farlo – tra 100000 interventi inutili – beh, vuol dire che qualcosa non funziona. Parliamo della capitale d’Italia – che a breve sarà invasa da centinaia di migliaia di pellegrini. Ma il discorso deve valere per ogni città.

    E piantiamola con questa cazzo di storia del “io faccio uno sporco lavoro, vienilo a fare al posto mio”. No. Non lo faccio e non ho intenzione di farlo. Ma non per questo mi autosollevo dal dovere di fare cronaca. Faccio il giornalista, e documento anche lo schifo che porta la gente a morire.

  8. Carlo Says:

    Se è aneurisma, anche 1 minuto non cambia…

  9. Marcolol Says:

    Bisognerebbe stabilire però quale sia la linea di confine tra dovere di cronaca e sensazionalismo: 40 minuti di ritardo sarebbero stati un’assurdità; 19 ci possono stare, verificato il fatto che le ambulanze della zona fossero realmente tutte impegnate altrove.

  10. river Says:

    Ma quale sensazionalismo?

    Quelli che hanno chiamato l’ambulanza parlano di 40 minuti. Il 119 di 19, sempre tanti, a Roma, e in un quartiere centrale come Prati. Fine. Ai pellegrini che stanno arrivando a Roma, cosa diciamo? Che ci sono poche ambulanze? Un pensiero che stanno avendo in molti (se date un’occhiata ai siti di notizie). Ve ne incollo uno. Non è river che parla.

    “Quanto ha impiegato veramente l’ambulanza del 118 per soccorrere Lamberto Sposini a Via Teulada? Le notizie sono ancora frammentarie, e comunque il lasso di tempo sarebbe compreso tra i 19 e i 40 minuti. In entrambi i casi, un’enormità. Tutto questo in una zona centrale della Capitale”. Così in una nota il capogruppo e segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio: “Da tempo segnaliamo disservizi da parte del 118, e anche il comunicato ufficiale di oggi segnala che non erano disponibili mezzi in quella zona. Il fatto che un tale ritardo, che in casi come questo potrebbe essere letale, abbia riguardato un personaggio pubblico, ci deve far riflettere. Quante volte, ogni giorno – conclude Maruccio – ritardi del genere possono costare la vita a normali cittadini, senza destare il minimo clamore?”

    Quindi non trolleggiate, please.

  11. lady anonymous Says:

    dovresti sapere che ogni zona ha un deposito ambulanze (non mi viene il nome esatto) che serve quella zona. non è che se abiti in periferia, per dirti sulla flaminia, ti arriva l’ambulanza da piazza bologna!!

    poi che a volte ci impiegano tanto ad arrivare è innegabile, ma sinceramente tutte e 4 le volte in cui l’ho chiamata io, ho dovuto aspettare non più di 10 minuti!

  12. simone Says:

    con la caciara che ci sta in giro a roma alle 19 del venerdì sera è un miracolo che l’ambulanza sia arrivata punto.

    ma sai le volte che sulla tangenziale c’è un ambulanza con sirene accese completamente ferma nel traffico paralizzato? ci penso sempre a coloro che (dentro o fuori dell’ambulanza) stanno rischiando la vita in attesa di arrivare all’ospedale.

    roma non è una città degna di stare in europa come capitale, rassegnamoci tutti quanti.

  13. grunk Says:

    Se un’ambulanza ci mette tempo di sicuro non è colpa di chi fa tutto il possibile per arrivare nel minore tempo possibile, ma la colpa è del traffico, fatto di auto parcheggiate in doppia fila; di code sulle corsie di emergenza; di tante auto che transitano sulle corsie sbagliate; di gente che guida mentre telefona che non si accorge neppure della sirena ecc..ecc..

  14. Effy Says:

    Io abito a Milano, e ho chiamato l’ambulanza d’estate in piena notte, abitando sui navigli (tutti in vacanza città vuota, locali chiusi, strade liberissime). Ho dovuto chiamare il 118 TRE VOLTE. Avevo 16 anni ed ero terrorizzata, mi hanno risposto, chiedendomi quale fosse il problema, esposti i sintomi mi hanno chiesto se la persona che stava male respirava se era cosciente, sì ho risposto. Ha fatto in tempo a svenire, perdere coscienza e non risvegliarsi più. Con tutto che ci hanno messo più di 20 minuti, quando i volontari sono arrivati mi hanno anche sfottuto e insinuato che mia madre fosse un ubriacona, perchè secondo loro quella che era un emorragia cerebrale fatale era in realtà un bicchiere di troppo. Mi hanno chiesto se aveva bevuto, se soleva farlo, se non l’avessi trovata già svenuta altre volte: no, no, no, no e no. E non mi hanno creduto, e non le hanno prestato attenzione. Hanno minimizzato, hanno insinuato e l’hanno insultata. Se non fossi stata pietrificata dal terrore io giuro, li avrei sbudellati uno a uno. E’ vero, come si è detto nei commenti, che se è un ictus il tempo non fa la differenza, ma non lo fa per la persona malata, per chi ha chiamato i soccorsi lo fa, non potete capire quanto e vi auguro di non poterlo capire mai.

    @Davey, dato che 80 interventi su 100 sono fatti da volontari, permettermi di dirti che non siete capaci, che non dovrebbero esistere persone comuni (e per comuni intendo non infermieri, medici, allievi di medicina)che dopo un training semplice (perchè lo conosco bene e non si può dire altrimenti)possano avere il diritto di avere tra le mani la vita delle persone. Se qualcuno sta male deve essere soccorso (spesso il soccorrimento è il momento più cruciale) da chi è in grado di riconoscerne i sintomi immediatamente, che non si faccia cogliere da nessun dubbio come quelli che ti attanagliano quando tu torni a casa la sera. Se non ci fossero stati dei volontari con la voglia di fare del bene sull’ambulanza quella sera, ma ci fossero state persone competenti, si sarebbero subito rese conto di quel che stava accadendo, come poi i medici hanno fatto subito arrivati in ospedale. Quindi non siamo noi a dover fare i volontari, siete voi a dover smettere.

  15. Marcolol Says:

    Non è questione di trolleggiare, ma di diversi punti di vista, in attesa di sapere come sono andate davvero le cose.

  16. DG_VICTIMS Says:

    Ragazzi c’e’ solo una cosa da dire, Roma è allo sfascio totale, traffico incontrollato, parcheggi in doppia, tripla fila, corsie preferenziali inesistenti. Capitale di che, di un paese che oramai è terzo mondo. Ma fatevi un giro a Roma, e vi renderete conto di persona in che schifo di città viviamo.

  17. Mauro Says:

    Le tue riflessioni sono state anche le mie. E anche io mi sono fatto la stessa domanda tua: se per arrivare da Sposini ci hanno messo (anche fossero) 19 minuti, quanti ne impiegherebbero se avessi bisogno io di loro? Mi fa paura la motivazione che hanno dato: tutte le ambulanze erano impiegate altrove. Dall’altro lato capisco anche Davey e sono cosciente del fatto che è solo grazie ai volontari se ancora esiste uno straccio di pronto intervento. È questa la cosa atroce: la vita messa in mano di ragazzi che sacrificano il loro tempo, ambulanze acquistate con i soldi delle donazioni, medici che quasi mai sono presenti sui mezzi di soccorso. Lo Stato in tutto questo e, non esiste. Io vengo da Firenze e le cose lì vanno un pochino meglio. Anche perché la città è organizzata in maniera diversa: ci sono tante, tante più corsie preferenziali, e le persone le rispettano. Qui a Roma, scusami ma è così, le corsie preferenziali le conti sulle dita di una mano. Forse anche i mezzi di soccorso non sono sufficienti, per la quantità di persone che gravitano in città. Chi dovrebbe governare latita, troppo preso a sistemare parenti nei vari Enti o a fare politica nazionale anziché locale. E di mezzo, ci stanno le persone. Tutte uguali, in questa macabra livella di Totò, appese a un filo mentre chi dovrebbe soccorrerle impreca dietro al camioncino delle bibite o sorpassato dall’auto blu di turno.

  18. Davey Says:

    A me dispiace, ma lo devo ripetere (rischiando nuovamente di non essere pubblicato): non sapete di cosa state parlando.

    Guardate sui siti delle Areu i movimenti in tempo reale dei mezzi. Effy: se davvero smettessimo, nemmeno dopo 20 minuti arriverebbero i soccorsi. E, tanto per la cronaca, anche Umberto Veronesi va a letto la sera temendo che i punti di sutura appena fatti non tengano e con il dubbio di non aver fatto tutto il possibile. (da un suo libro)

  19. Planck89 Says:

    @ Effy: spero che le tue parole siano dettate dalla necessità di sfogarsi, di buttare fuori un po’ di rabbia, perché altrimenti sarebbe davvero un peccato.

    Sono un soccorritore da circa 5 anni e faccio il volontario a Milano: ho visto miei colleghi salvare bambini in arresto cardiaco e io stesso ho tentato di rianimare ragazzi della mia età, mentre i loro genitori mi guardavano, sperando che qualcuno compisse un miracolo che sistematicamente non avveniva.
    detto questo, mi sembra francamente assurdo dover fare un’apologia del soccorritore, così come vorrei evitare di ribadirne l’importanza.
    come in tutte le cose, c’è la mela marcia che fa male il proprio lavoro ( perché anche se non percepiamo stipendio, il nostro è considerabile alla stregua di un impiego, visto il tempo che investiamo ), così come, invece, esistono persone serie che non ridono in faccia a una ragazza spaventata che vede la propria madre incosciente, riversa a terra.

    tornando al post: prima di giudicare, mi limiterei a verificare l’attendibilità di quello che è stato dichiarato. Un genitore incazzato a causa del peggioramento del figlio non ci mette più di tre secondi a dire che i soccorritori sono arrivati tardi e così, non vedo come non potrebbe dirlo anche chi era con Sposini.

    d’altronde ci saranno dei tabulati, no?

  20. river Says:

    I 19 minuti sono il dato ufficiale fornito dal 118. I 40, dai giornalisti e dai colleghi di Sposini presenti sul posto. Altro che parenti.

    Ed ecco la nota dell’assessorato alla Salute della Regione, che aggiunge un altro elemento (almeno i signori che sostengono che ’19 minuti vanno bene’ se ne faranno una ragione) sui tempi di intervento previsti:

    “L’intervento di soccorso prestato al giornalista Lamberto Sposini è stato effettuato nei tempi e nelle modalità previsti dai protocolli dell’emergenza. L’Ares 118, come ogni altra azienda che si occupa di soccorso interviene nel rispetto delle linee guida, entro gli 8 minuti per tutti i codici, fermo restando che il paziente critico identificato con codice rosso ha la priorità rispetto agli altri. Nel caso specifico del giornalista Sposini si è appreso soltanto alle ore 14.27 che si trattava di un codice rosso, e quindi di massima priorità. La centrale operativa, la prima volta è stata allertata per un ‘malorè senza ulteriori dettagli facendo assegnare codice giallo. L’ambulanza è giunta comunque sul posto alle 14,30 e alle 14,34 l’equipe confermava la presa in carico del paziente”.

  21. teogarno Says:

    Mi dispiace per Sposini, ma gli errori e i ritardi esistono per tutte le cose umane. Piuttosto che concentrarsi su episodi specifici, bisognerebbe che il 118 rilasciasse (magari gia’ lo fa) delle statistiche sui dati di intervento magari per fascia oraria o localita’ per capire se ci sono dei difetti strutturali nel sistema e correggerli.
    Anch’io ho fatto tempo fa il soccorritore e devo dire che le persone sul posto, giornalisti o parenti, spesso non sono testimoni affidabili – comprensibilmente, dato il livello di stress. E anche all’arrivo dell’ambulanza a volte non capiscono quello che sta avvenendo e ostacolano il soccorso, ad esempio impedendoti di prendere i parametri per portare via prima il paziente (ma non e’ cosi’ che funziona) o dandoti un calcio dal dietro perche’ metti il paziente incosciente per terra per prepararti al massaggio cardiaco.
    Tutto sommato, 40 minuti sono scandalosi, 19 troppi, ma 8 francamente un po’ ottimistici.

  22. teogarno Says:

    Un’ultima cosa: ci sono soccorritori volontari ottimi, buoni e pessimi. Di pessimi ce ne sono pochi e sempre meno (e cmq equipaggi di tutti soccorritori pessimi non li ho visti mai). In ogni caso l’alternativa ai soccorritori volontari e’ nessun soccorso: e dire “smettetela di fare i volontari” significa perdere il tantissimo che c’e’ di buono per via di casi sfortunati.

  23. etero Says:

    vuoi vedere che, secondo l’ares, adesso la colpa è di chi ha chiamato e non ha detto subito che era grave?? vabbè cmq River non riesco a partecipare alla disputa “19 minuti sono un’enormità” “Roma è piena di traffico alle 19″(by the way, siete mai stati nel traffico di Londra o di Los angeles?)”Si stava meglio quando si stava peggio”…penso solo a quel poveraccio che lotta contro la vita, all’assurdità di tutto, agli sforzi che facciamo per costruire qualcosa per noi, per le persone che amiamo, per metterlo in culo alle persone tristi come Giovanardi, e in un attimo può finire tutto. Periodo un po’ no. Passerà ;-)

  24. aleh Says:

    cazzo come sono d’accordo con simone! alle 19 di sera roma è impossibile e neanche a sirene spiegate riesci a muoverti in quel traffico orribile. non è una città degna di esser vissuta, è un inferno.

  25. Davey Says:

    Ultima cosa, poi taccio.

    Esco dalla polemica. E sarei più felice anche io se a soccorerCI fossero sempre e solo medici e infermieri laureati e non gente come me che ha fatto solo 10/12 mesi di corso. Purtroppo però funziona così per ora.

    Mi fa strano sentire il racconto di Effy e fanno paura le sua parole finali.
    Strano perchè a me non è mai capitato che un paziente venisse deriso in quel modo anzi tipicamente, il paziente, anche quello ipocondriaco con una semplice febbre, viene trattato con i guanti (secondo la MIA esperienza). E, a onor del vero, spesso di riscontro trovi pazienti che ti baciano e ti accarezzano o che addirittura sono preoccupati perchè ci “hanno disturbato”!!

    Mi fanno paura perchè qui in lombardia proprio in questi mesi l’areu rischia di non confermare gli appalti alla croce rossa e io la vedo davvero dura ragazzi. Ho PAURA. Noi arriviamo sui pazienti e a volte non abbiamo a disposizione l’automedica. Dobbiamo fare tutto “da soli”. Oppure noi arriviamo dopo 9/10 minuti e l’automedica dopo 20. Se fanno saltare anche le ambulanze sparse sul territorio, non so quante persone riceveranno soccorso, e in che tempi!

    Ultima cosa, capita che un’ambulanza, come hanno detto altri, resti chiusa in una carreggiata fatta di due corsie allo stesso senso, con da una parte uno spartitraffico e dall’altra il marciapiede. Sirene, girofari, quello che volete. Due chilometri di coda, con codice giallo o rosso, te li fai e basta. Salvo casi particolari. Tempo fa una sospetta emoraggia celebrale in una bambina, fermi in colonna, abbiamo chiamato i carabinieri, hanno fermato le macchine e abbiamo fatto rendez-vous con l’elisoccorso. Avete idea di quanti minuti ci vogliano per queste operazioni? Non parlo di bravura o incapacità. Parlo di tempo materiale.

    Insomma… un augurio a Sposini!

  26. Abenula Says:

    Secondo il manuale del 118, il tempo di soccorso di un codice rosso è 2 minuti.
    Non ho idea se sia questo il caso, ma poco tempo fa ho visto un’inchiesta di Iacona sulla sanità in lazio dove mostrava come a roma molto spesso le ambulanze rimangano ferme davanti ai ps senza andare in soccorso perchè… mancano le barelle. Dopo aver scaricato il paziente soccorso aspettano le ore che gliele ridiano. Neanche ha senso prenderne altre, visto che il problema è proprio che i ps sono fisicamente pieni e sovraccarichi, anche di persone che, stabilizzate, non possono essere spostate nei reparti perchè non c’è posto e non possono essere trasferiti in ospedali privati perchè spesso l’accreditamento è solo formale, quindi non li sanno gestire e li rimandano indietro poco dopo. Da allora ci faccio caso e spessissimo vedo un sacco di ambulanze ferme fuori dai pronto soccorso.
    Ultima cosa, nel Lazio non c’è un solo medico che lavori ufficialmente per il 118. Sono TUTTI volontari di diverse onlus.
    E comunque, un grazie sentito a tutti i volontari (118, come AVAP, CROCE ROSSA, CROCE BIANCA, AVIS, AIDO etc) per il loro senso civico, rendono un servizio impagabile.

  27. zap Says:

    posso esser cattivello…? forse al telefono dovevano dire “pronto? sto chiamando dalla RAI… il giornalista Lamberto Sposini, quello che va in onda ogni pomeriggio, ha avuto un malore prima della diretta….” mi sa che sarebbe bastato per un codice rosso fuoco…

  28. jocksock Says:

    Tutti a focalizzarsi sul ritardo dell’ambulanza ma nessuno che spieghi realmente i motivi di questa incredibile situazione: la sanità romana è allo sfascio, grazie ai tagli di Renata la coatta, votata dalla maggioranza dei romani e degli abitanti del Lazio.

    http://tinyurl.com/5sf5kxy

    A proposito del Santo Spirito (ospedale pubblico), è stato chiuso anche tutto il reparto di ortopedia, i cui pazienti sono defluiti al San Carlo di Nancy, di proprietà dell’I.D.I. (Vaticano & C.).
    Tanto perché tutti lo sappiano, qui a Roma sono già stati chiusi ben due ospedali del centro (il San Giacomo ed il Nuovo Regina Margherita) e si parla dell’imminente chiusura del Forlanini, di cui molte funzioni sono state trasferite al San Camillo, che – detto per inciso – è al collasso, specie il pronto soccorso dove le attese possono essere di parecchie ore); è stato chiuso il pronto soccorso specialistico del C.T.O. per essere trasferito fuori dal Raccordo anulare al Campus Biomedico di Trigoria (di proprietà del Vaticano, attraverso le varie Opus Dei ecc); inoltre, chiuderannno tutti gli ospedali dei Castelli Romani.
    Questà è la fotografia impietosa dello stato della sanità nel Lazio: si taglia il pubblico per dare al privato.
    E poi vi stupite per i ritardi delle ambulanze??? :-O

  29. Marco Says:

    Anche io trovo inutile la questione “io faccio il soccorritore e voi non sapete ecc…”. Io sono un medico e se dovessi sbagliare non è che posso mettermi a lagnarmi di quanto sia faticoso il mio lavoro!
    In merito alla vicenda Sposini 19 minuti sono un’enormità, non so chi l’abbia scritto, ma il tempo in un ictus o emorragia che sia FA la differenza. Al 118 sono comunque richiesti degli standard, non c’entra il volontariato. Inoltre non è che il servizio sia gestito da volontari, ma da medici e quindi eventualmente è responsabilità loro.
    Spero che a Sposini vada tutto per il meglio!

  30. loran Says:

    Un altro problema che con sconcerto ho appreso in un programma televisivo tempo fa è che quando un ambulanza arriva in un ospedale con un malato gli viene requisita la barella che viene utilizzata come posto letto e fino a quando non gli viene restitiuta l’ambulanza non può ripartire per altri soccorsi.

  31. Marcolol Says:

    Okay, forse “l’ho fatta un po’ fuori dal vaso”, lo ammetto. Comunque continuo a pensare che la colpa non sia dei volontari, piuttosto di chi ha ricevuto la chiamata, che dovrebbe approfondire un minimo prima di assegnare un codice a casaccio. Di solito, quando chiami un’ ambulanza, il centralinista ti rincoglionisce di domande quasi al punto di innervosirti prima di smistare la chiamata, proprio per farsi un’idea della gravità della situazione.

  32. Brightside Says:

    “la sanità romana è allo sfascio, grazie ai tagli di Renata la coatta”

    Già, mi pare un aspetto per niente irrilevante; anche la vicenda dell’istituto santa Lucia ne è un esempio.

  33. Giuli86 Says:

    Non mi sconvolge..il io papà è venuto a mancare 2 mesi fà..broncopolmomoite fulminante..si è spento in 20 minuti..i soccorsi sono arrivati dopo 15 minuti dalla chiamata..eravamo disperati..al centralino non rispondevano..assurdo..abito a 5 minuti dall’ospedale della mia città…non è una cosa che succede solo a Roma…purtroppo..io so benissimo che lui sarebbe morto comunque anche se fossero arrivati dopo 2 minuti ma tutto questo fà lo stesso molto effetto..baci..

  34. manuelderossi Says:

    oggi ero a fare il figurante a cinecitta x una trasmissione e mentre si provavano le discese dei concorrenti una ragazza si e fatta male, ma devo dire l’ambulanza e arrivata in meno di 5 minuti… forse era di passaggio li in quel momento.. o a volte
    funzionano..

  35. Iaia Says:

    http://www.giornalettismo.com/archives/124355/un-autista-di-ambulanze/

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