Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha annunciato che manterrà fede agli impegni presi in campagna elettorale: quindi, pari diritti per i gay (per quanto di competenza del Comune). Nulla di che. Ha fatto ciò che ogni primo cittadino di sinistra dovrebbe fare. Tra le tante repliche (pretestuose) che gli sono arrivate, mi ha colpito per ottusità e oscurantismo, quella del coordinatore provinciale del Pdl, tal Romano La Russa, “fratello di”. Il suo comunicato stampa è una summa di banalità demagogiche e sciocche considerazioni omofobe.

- Immagino la gioia delle tante famiglie milanesi che attendono da tempo una casa popolare, nell’apprendere dall’assessore comunale Majorino che a breve qualche coppia gay potrebbe scalzarle e ottenere un’abitazione.

Caro La Russa, le do una grande notizia: anche i gay sono cittadini milanesi. So che lei li immagina come una via di mezzo di ibridi senza cittadinanza e senza diritti, quasi dei rom sprovvisti di permesso di soggiorno. Secondo quale principio parla di “scalzare”? Le graduatorie non si fanno sulla base dell’orientamento sessuale. No. Se una coppia (tradotto: due persone che si amano e convivono) ha un reddito basso, e ha diritto ad avere una casa popolare, è giusto che la ottenga. Senza “scalzare” nessuno.

- Dopo il patrocinio al Gay Pride, mai successo prima a Milano, ora ecco l’apertura alle coppie di fatto e ad eventuali matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Il fatto che non sia mai successo a Milano, non vuol mica dire che non debba mai succedere, no? Le do un’altra grossa notizia: a Roma, il sindaco, Gianni Alemanno, ha patrocinato le iniziative culturali dell’Europride. Alzi la cornetta, e protesti col suo collega di partito. Grazie.

- Non c’è dubbio: se la sinistra di Pisapia vuole trasformare Milano in una sorta di Babilonia, città aperta a tutto e a tutti, dove ognuno può fare quel che gli pare in barba alle più elementari norme etiche e morali, ci sta proprio riuscendo.

Una città “aperta a tutto e tutti”: lo sa che ha appena descritto quell’ideale di città tollerante e democratica (aggiungo: europea) che lei dimostra di non aver neanche mai sognato? Qual è la correlazione tra “città aperta” e “città dove ognuno puo’ fare quel che gli pare in barba alle norme etiche e morali?”. Strano che non abbia definito i gay dei “fuorilegge”. Poco ci mancava.

- È inspiegabile come parte dei cattolici milanesi possa avallare, senza batter ciglio, scelte contrarie alla dottrina della Chiesa. E ciò vale sia per i fedeli, sia per le alte gerarchie della Curia milanese.

E cosa dovrebbero fare mai? Fustigarsi col cilicio, sulle orme di Paola Binetti? Lo sa che una città è amministrata da un sindaco, e NON da un vescovo? Più della metà dei milanesi ha scelto questo sindaco, che ora ha il diritto di governare secondo il progetto illustrato nella campagna elettorale. I cattolici possono criticare: ma dato che quelli realmente bacchettoni come lei sono 4 gatti, la vedo dura che inscenino chissà quali protesta eclatante. Un’altra notizia: molti cattolici sono per concedere diritti ai gay. Accade in Spagna, Francia, e America. Accadrà anche da noi. La avviseremo noi.

- La domanda sorge spontanea: è questo il tanto agognato ‘vento che cambià che si aspettavano da Pisapia e i moderati di sinistra? La delegittimazione della famiglia tradizionale a favore di unioni estranee al nostro ordinamento giuridico e, soprattutto, alla nostra cultura?.

E perché mai concedere pari diritti alle famiglie Glbt, dovrebbe significare “delegittimare la famiglia tradizionale” ? Eh? Tradizionale è un concetto che avete aggiunto voi bacchettoncelli da strapazzo. Esiste la famiglia. I due “modelli” di famiglia coesistono già da tempo, aspettano solo di avere un riconoscimento giuridico che solo l’Italia stenta a concedere loro. Del resto, lo stesso premier, Silvio Berlusconi, ci ha dimostrato che non esiste solo un tipo di famiglia: lui è ancora sposato, ma ad Arcore s’è intrattenuto con tante compagne, no? E non mi venga a parlare di cultura, lei che avrà letto sì e no gli ultimi numeri della Settimana Enigmistica o de Il Giornale.

Invettiva finita. Azionare il cervello prima di premere invio nella casella email. Grazie.

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18 Responses to “Analisi di un comunicato stampa omofobo.”

  1. auroratomica Says:

    vorrei sottolineare che il concetto di famiglia “tradizionale” di questi “signori” è piuttosto “allargato” e spesso include due o tre mogli “ufficiose”(loro non divorziano) altrettanti “amanti” e “amiche” e “conoscenti”. avere una morale significa rispettare le persone e rispettarsi. concetto che è evidente questi signori non conoscono. la famiglia tradizionale è quella dove ci sono due persone che si amano e si rispettano e sono pronte ad amare e rispettare.

  2. auroratomica Says:

    aggiungo: adesso sì ai matrimoni alle adozioni a tutelare questo amore a donarlo a chi ne ha bisogno e non può aspettare troppo a riceverlo

  3. tyoret Says:

    Poi magari gli facciamo anche un corso accelerato di diritto pubblico, per ricordargli che il sindaco non può istituire il matrimonio tra persone dello stesso sesso, essendo necessaria una legge dello Stato?
    Riguardo alla Chiesa di Milano, purtroppo sta per arrivare qualcuno che disferà tutto quello che è stato fatto…

  4. Angel82 Says:

    Meglio non parlare delle graduatorie per trovare casa…

    l’ALER è uno SCANDALO!

  5. Leo Says:

    >>>- Immagino la gioia delle tante famiglie milanesi che attendono da tempo una casa popolare, etc., etc.

    quante case popolari hanno costruito in vent’anni di giunte di destra?

  6. river Says:

    Il sindaco di Milano si è detto oggi «convinto di aver fatto bene a patrocinare il Gay Pride» che si è svolto sabato scorso nel capoluogo lombardo, non ravvisando «alcuna contraddizione» tra il suo impegno per il registro delle coppie di fatto ela sua presenza alle celebrazioni, il giorno successivo, di tre beati in Duomo. «Sono il sindaco di tutti», ha ribadito. «Non c’è contraddizione – è stata la risposta del primo cittadino alle polemiche – tra la mia partecipazione alla beatificazione di tre grande persone e l’impegno per il registro» delle unioni civili. «Il nostro faro sono i diritti», ha quindi proseguito Pisapia che ha poi concluso assicurando che «la nostra Milano sarà sicuramente dalla parte dei più deboli».

  7. Michele Says:

    che in 4 anni in quel di Milano possa iniziare ad andare in giro sorridendo?

  8. francesco Says:

    river, su questi temi dai il meglio di te. grande!

  9. edelP Says:

    Qualunquemente, e per aspetto e per intelletto, fratello di un individuo che è già di per se uno dei tanti Laqualunque che infestano il Bel Paese

  10. Frà Says:

    Ahahahh! Ma è straordinario! Siamo nel 2011 e si parla di Babilonia. In discorsi simili, da parte di altri simpaticissimi personaggi, ovviamente Sodoma e Gomorra non mancano di essere citate.
    Hanno ragione: non lo sanno che se ci si azzarda a passare più di un’ora con un gay, si diventa statue di sale?

  11. Luca Says:

    consola sapere che tale Romano La Russa sarà ascoltato si e no da 7 persone…

  12. edelP Says:

    @ Frà No, non si diventa statue di sale passando più di un ora con un gay, quello succede a voler assistere alla loro distruzione, sai miasmi radioattivi alla Fukushima. Però frequentare i gay ha i suoi pericolosissimi effetti collaterali: pelle bianchissima e ciuffi di peluria verde che spuntano da protuberanze verticali che spuntano dalla testa, ad esempio. Fastidiosamente arcilbondesco direi :-DD

  13. Luca Says:

    non che Buttiglione che dice “Se Dio ti ha dato un corpo da maschio non potrai mai essere donna” nella sua ultima intervista -vedi Corriere- sia meglio, eh… (non che ci sperassi)
    Anzi è più subdolo perché camuffa la propria omofobia e l’ignoranza abissale sull’argomento con discorsi apparentemente ragionati.

  14. The Truth is Out There Says:

    Questo tipo di gentaglia razzista si estinguerà a breve… anche perché ha una certa età.

    Quando saranno tutti six feet under, si respirerà finalmente un’aria diversa.

  15. Doppiomisto Says:

    River, vergogna!
    Gli hai fatto fare una figura di m***a! :-)

  16. grunk Says:

    Come se il problema delle case popolari fosse dovuto ai gay. Se uno paga le tasse regolarmente ed entra in graduatoria è giusto che gli venga assegnata.
    Il vero problema è che la maggioranza delle case le ha chi non ne avrebbe diritto.

  17. rocambolesque Says:

    Tutti a parlare di famiglia e di moralità quando conviene; poi hanno amanti, divorziano, rubano soldi, corrompono e si fanno corrompere. Una bella “rivoluzione araba” farebbe del bene anche qui da noi.

  18. sars Says:

    ci somiglia pure a La Qualunque

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