Il gran giorno è il 5 luglio, quando, alle 9.30, nella sala delle Colonne di palazzo Marini a Roma, sarà presentato quello che si preannuncia già come un caso editoriale. “Scilipoti Re dei Peones – Perché Berlusconi”, il libro incentrato sulla figura di questo nanerottolo voltagabbana, stampella dell’attuale governo, passato alle cronache per aver tenuto in mano con volto sorridente, la cornetta attraverso la quale stava intervenendo, a un convegno, Silvio Berlusconi (foto sotto). Il coraggio di mandare alle stampe il testo (di cui River-blog pubblica la copertina in anteprima) è di una casa editrice calabrese, la Falzea, che vuole riabilitare la figura del deputato, celebrandone le gesta e la figura di grande spessore. Il testo è stato scritto dalla brindisina Giuseppina Cerbino che collabora, guardacaso, con il gruppo parlamentare di Iniziativa Responsabile. Insomma, un testo super partes scritto da un’autrice super partes. La prefazione è di Silvio Berlusconi (o di chi per lui). Nel comunicato stampa inviato oggi per annunciare il parto, si sottolinea quanto segue:

Nel saggio (viene proprio definito così, ndr), si ristabilisce la verità su un personaggio ampiamente discusso degli ultimi tempi, entrato, suo malgrado, nell’elenco delle vittime della macchina del fango massmediatica. La tesi di fondo è che parlando di Domenico Scilipoti si può usare il termine “peón” nella sua accezione positiva, cioè infaticabile, pragmatico lavoratore, e non in negativo come di solito fa la stampa. Con uno stile asciutto e veloce, sono raccontate le “gesta” dell’onorevole nel campo delle medicine non convenzionali, complementari ed integrative e le sue iniziative parlamentari. In più, l’approfondimento in corso d’opera si concentra sulle grandi battaglie di Scilipoti a sostegno delle vittime dell’usura bancaria, contro l’amianto e la privatizzazione dell’acqua, per la tutela e la salvaguardia dell’essere vivente. Ne esce un quadro confortante di una persona vittima di un ingiustificato pregiudizio negativo, un uomo di grande efficienza ed energia. Un lavoratore vero, frenetico, che non conosce soste. Nel testo si arriva alla radice delle cause di allontanamento dall’Italia dei Valori, spiegando lucidamente l’uscita del politico dal partito dipietrista, dai più ritenuta improvvisa e immotivata. Sono tracciati, inoltre, i principi fondanti del nuovo Movimento di Responsabilità Nazionale, che ha la peculiare prerogativa di esprimere un senso di reale attaccamento alle sorti del Paese. Il libro si arricchisce delle testimonianze di colleghi, amici e collaboratori di Scilipoti, i quali raccontano delle mille battaglie di buon senso apartitico, a favore della salute e della tutela dei cittadini, condotte dal politico come promotore e responsabile di numerosi forum sui più svariati temi d’interesse sociale”.

Insomma, arrivati alla fine di questa Bibbia, dovremo tutti dire: “Scilipoti, grazie di esistere”.

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8 Responses to “Fatiche letterarie, il libro su Scilipoti “re dei peones”.”

  1. chopin Says:

    Manca la testimonianza di sua madre a favore dell’aborto!

  2. Kafka25 Says:

    Mi manca il tempo in cui lavoravo in parlamento prima della legge elettorale porcellum, gente come questa sarebbe stata distrutta dalla stessa partitocrazia…. che elemento! Il bello è che iddu è convinto di quello che fa…

  3. Leo Says:

    dicono che un popolo ha i rappresentanti che si merita… forse è vero… io comunque come italiano mi sento umiliato da una faccia come questa, o come quell’altro, Rotondi… vedrai che tira tira, la corda si spezza… solo che finiremo come la Grecia e ci passeremo tutti…

  4. Fred Says:

    Si, certo re dei peones inteso come pedine!

    In ogni caso è il solito esempio di tassa sulla stupidità.

  5. loran Says:

    A lui e a tutto il gruppo dei “responsabili” andrebbe tolta la carica di parlamentare.

  6. Matteo Says:

    Da tutto questo si conferma sempre la solita cosa…che certe persone non accettano mai chi la pensa diversamente da loro…potrei decantare tutte le oscenità fatte dalla sinistra, ma preferisco evitare, così come tutte le incoerenze che vengono fuori da chi vota sempre “di bandiera” (come il caso del tanto sostenuto conflitto di interessi…ma per caso tutti gli avvocati che esercitano comunque la loro professione di avvocato o i professori universitari che son sempre stati in parlamento…questi non sono in conflitto di interessi? basta vedere le leggi che a suo tempo fecero portando certe professioni ad essere una vera e propria casta e a rendere intoccabili anche gli stessi professori universitari che a 150 anni son sempre all’università…ma passo oltre)…il marcio in politica è ovunque e il 99,999999999999% dei politici è gente marcia e non credo assolutamente che Berlusconi sia tra i peggiori…in ogni caso non vedo che problema ci sia in un libro del genere…ne avete sempre detto peste e corna di lui ci potrà anche essere una voce contraria?

  7. river Says:

    Matteo, il dramma di Scilipoti è che non pensa. E se conoscessi il personaggio, capiresti che il discorso “i politici son tutti uguali”, nel suo caso non vale proprio.

  8. Fred Says:

    C’è solo una cosa che mi lascia atterrito: Come cavolo hanno fatto lui e molta altra gente simile -braccia strappate all’agricoltura- ad arrivare lì?
    Ok, la meritocrazia è un illusione, lo sappiamo, ma che senso ha piazzarlo in parlamento? Questo fenomeno mi altera il ph in maniera devastante…

    Spero “aggiustino” la legge elettorale, almeno.

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