Haydem al mare.

September 30th, 2011

Dei gemelli Guerra – i cubani Haydem e Raul – avevo scritto qualche tempo fa. La loro esplosiva freschezza penetra l’obiettivo con forza e determinazione.

Ora una serie*astonishing* di Haydem, al mare.

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Stanotte – alle 20 ora americana, le 2 di notte in Italia – sul sito di Mtv, verrà diffuso l’atteso video del singolo “Someone like You”, tormentone river-iano al quale questa famiglia virtuale ha dimostrato di essere particolarmente attaccata. Arriva un anno dopo l’uscita della canzone. E così, nell’attesa del release (l’anteprima mostrata qualche giorno fa lascia presagire lacrimoni a go-go), questo post è per i pensieri dei river-lettori. A cosa associano questa canzone. Quali ricordi evoca. A cosa pensano. A cosa non vorrebbero pensare. La mia linea l’ho già spiegata: “Adele, datte ‘na mossa e volta pagina”. Anche se, visto quanto ha dichiarato nel recente concerto londinese (“ho iniziato a risentirmi col mio ex”), dubito che ci sia riuscita. ;-)

Note sul video (sopra): E’ stato girato a Parigi, con la regia di Jake Nava (già regista di Kanye West, Britney Spears e Shakira). In bianco e nero, mostra un’ Adele a spasso, le prime ore della mattina, meditando sull’amore che è stato. Le riprese sono state effettuate all’alba, ha spiegato Nava, “per concentrarmi su Adele in questo spazio solitario ed emotivo”. Essenziale, il suo viso, le parole, emozioni.

Con gli uccellini nei pantaloni.

September 29th, 2011

Stava cercando di imbarcarsi su un aereo, a Cayenne, nella Guyana francese, con dodici colibrì cuciti nei pantaloni. L’uomo, un olandese, è stato però bloccato dalla dogana. Gli uccellini erano stati bloccati con tessuto e scotch, e poi attaccati al pantalone.

(ok, ho scritto questo post solo per togliermi lo sfizio di scrivere un titolo come sopra)

Rapporto orale in sintesi.

September 29th, 2011

Si legge dal basso verso l’alto.

(e lo voglio sulle scale del nuovo palazzo)

Con l’avvicinarsi della fine del mese – anche se il padrone di casa mi ha gentilmente concesso una decina di giorni extra per il trasloco – iniziavo ad andare nel panico e mi vedevo non proprio sotto ad un ponte, ma quasi. Alla fine la casa l’ho trovata. Scelta d’impulso. Ho dovuto cedere su alcune cose (terrazzo  piano attico), ma alla fine sono stato ampiamente ricompensato (fronte dimensioni). Andrò a vivere nella zona di piazza Fiume, bye bye piazzale degli Eroi, sono stati otto anni intensi. E’ una zona universitaria, in parte, ma non solo. Diversi uffici. Comunque una zona viva, piena di ristoranti e locali (vogliamo parlare dei due bar River?), con un mercato (ancora non ho visto supermarket grandi però), dove l’unico dramma è quello del parcheggio. La casa l’ho notata su un sito di annunci intorno alle 11 di mattina. Visita alle 14 del giorno stesso. Alle 19 ho firmato la proposta. Ho raggiunto il tetto massimo previsto dal mio budget, ma le spese condominiali non sono altissime, non essendoci il portiere (purtroppo l’agenzia m’ha svenato con la commissione, quasi due mensilità). Però potrò contare su circa 75 metri quadrati, un salone molto grande, camera da letto spaziosa, una zona lavatrice, soppalco. Casa appena ristrutturata, con soffitti alti 3.42 metri. Silenziosissima, al terzo piano, in un palazzo storico. C’è un balcone, quanto basta per i panni e la lettiera del gatto. Muri spessi (ho il terrore dei vicini), che ti fai male a bussarci contro. Cucina nuova di zecca. Dovrò arredarla. Mi sono già svenato da Ikea (1000 euro, tondi tondi, di guardaroba). La nuova padrona di casa è una persona anziana, molto a modo. Ha capito la mia filosofia: “io non rompo a voi, voi non rompete a me”. Del cane è stata informata – diciamo all’incirca (il Labrador è stato trasformato in un “cagnolino”), del gatto no.

Ora devo organizzarmi col trasloco. Iniziare a fare pacchi e pacchetti e scatoloni. Anche mentali.

Così, un aggiornamento tanto per gradire. Con le sue malefatte. Cane sempre più martire. Ormai devo intervenire io, quando si ostina a cavalcarlo e a morderlo in ogni dove. Quando sto al lavoro, non oso immaginare cosa gli possa fare.

– Ha fatto cadere un vaso (di vetro), sopra alla base (in vetro) di una lampada, manco economica. Rotti vaso e base in vetro.

– Morso, tagliuzzato, smaciullato due cavi caricatori di Blackberry, uno di iPhone.

– Ha usato lo schermo dell’iPod nano come un tiragraffi o topolino da mordere. Graffiato. Dovrò cambiarlo.

– Ha ciancicato – per fortuna non fino alla fine – il cavo di alimentazione del forno. Intervento tecnico, cavo sostituito (8o eu). Da allora, prima di uscire di casa chiudo la manopola generale del gas.

– E’ riuscito a RUOTARE la manopolina per accendere il gas e ha PREMUTO la stessa manopolina per far partire la scintilla. Fiamma non s’è accesa perché nel frattempo sono arrivato io a rompergli il giocattolino.

– E’ riuscito a sollevare la levetta dell’acqua del bidet, facendola scorrere. Per fortuna quando ero in casa. Da allora: porta del bagno chiusa. Rubinetto in cucina fissato con lo scotch da pacchi.

– Ha sfilato un cavetto dalla porta USB – ma grazie al cielo non se l’è mangiato.

Prossimo week end lo riporto dal veterinario. Mi hanno detto che bisogna fargli fare delle vaccinazioni.

Foto ricordo al parco acquatico.

September 29th, 2011

Tra i calendari amatoriali – il 2012 si avvicina, già – segnalo quello dei canottieri dell’università di Warwick. In vista del release della terza edizione del loro calendario, previsto il 1° ottobre, i ragazzi si sono inventati un simpatico count-down, via Twitter e Facebook. Una foto al giorno, in attesa dell’inizio delle vendite.

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Scivolone telematico per il segretario cittadino del Pd di San Miniato, Massimo Baldacci. Commentando la pubblicazione della “lista outing” e, in particolare, l’inserimento di Maurizio Gasparri, aveva scritto uno status (sopra) in cui definiva l’omosessualità un difetto. Dopo le critiche ricevute, anche sul suo profilo, Baldacci, che di professione è insegnante, si è corretto, con un altro status. In cui, però, commette l’errore di paragonare l’omosessualità a qualcosa di criticabile (sotto).

Insomma. Sarà pure stata una leggerezza, ma sinceramente certi commenti non me li aspetto da chi ha un ruolo di responsabilità nel Pd (men che meno da un insegnante). E bene ha fatto l’Arcigay, oggi, a sollecitare, all’interno del Pd, un dibattito aperto e onesto sul tema dell’omosessualità e dei diritti dei gay.

Dichiarazione d’amore nature.

September 28th, 2011

 

Per il nutrito pubblico di river-lettori aspiranti giornalisti.

(annuncio insolito, ma almeno non illude nessuno e taglia brutalmente la testa al toro: stagisti sì, giornalisti no, ergo, dimenticativi l’assunzione)

“My own private River”.

September 27th, 2011

Ne avevo parlato un po’ di tempo fa: la collaborazione tra Gus Van Sant e James Franco, nel nome di River Phoenix. Domenica scorsa, all’Hollywood Theatre di Portland, si è tenuto un incontro (video) tra il regista e l’attore, prima della proiezione di “My Own Private River”, l’omaggio di Franco all’attore scomparso nel 1993. Omaggio realizzato usando spezzoni inediti e non montati forniti proprio da Van Sant. La location ella proiezione era particolarmente significativa, visto che il mitico “My Own private Idaho” (da noi tradotto in “Belli e Dannati”) era ambientato proprio a Portland.

Quello che propongo sopra è un video di tre minuti dell’omaggio di James Franco, dominato da un inquietante silenzio. Nella prima parte, un River stordito si aggira tra campi popolati di pecore e cavalli, salvo poi fermarsi per fare pipì (con quello che sembra essere un idrante). Nella seconda – che io trovo tremendamente angosciante – Keanu Reeves amoreggia con l’amata Chiara Caselli, di fronte ad un River arrabbiato e deluso.