Stagisti sì, giornalisti no, l’annuncio de “Il Foglio”.
September 27th, 2011

Per il nutrito pubblico di river-lettori aspiranti giornalisti.
(annuncio insolito, ma almeno non illude nessuno e taglia brutalmente la testa al toro: stagisti sì, giornalisti no, ergo, dimenticativi l’assunzione)



September 28th, 2011 at 12:28 am
Piuttosto mando il curriculum allo zoo. -.-
September 28th, 2011 at 2:05 am
E’ come aprire un ristorante e mettere un annuncio: cerco volenterosi che portino i piatti ai tavoli, ma camerieri con esperienza no. In questo si vede la paralisi che sta nel DNA dell’Italia e dell’italiano medio.
September 28th, 2011 at 8:48 am
che schifo. Detesto questo modo di fare. E chi gli concede di applicarlo.
September 28th, 2011 at 10:41 am
Della serie cercano persone che lavorano gratis o quasi, verò devono avere una conoscenza che è propria di una persona che ha già esperienza! Lo schifo dell’Italia è sempre più palese.
September 28th, 2011 at 10:58 am
è il gheiromeo di Ferrara
September 28th, 2011 at 11:55 am
a prescindere dalla qualità del giornale in questione, quest’annuncio di “lavoro” è disgustoso
September 28th, 2011 at 1:10 pm
ma cosa pensi che nelle altre professioni sia diverso?
September 28th, 2011 at 1:53 pm
E’ in tutte le professioni ormai così. Io dividerei il sistema delle offerte di lavoro in 3 categorie:
1) gli stagisti. Giovani che devono fare esperienza per essere sfruttati con l’illusione di essere assunti e poi presi a calci in culo alla fine dello stage;
2) gli esperti. Giovani di età massima 28-30 anni, che devono essere magari laureati. In tal caso anche con esperienza. Ma se hanno trascorso la loro giovinezza sui libri, come possono mai avere esperienza? Sopra i 30 anni, beh meglio andare in Chiesa ad accendere un cero a qualche santo…
3) Figli di papà. Con una spinterella (frutto di amicizie e tanti “euri” avranno pronto un bel lavoro).
Lo so, estremizzo. Ma credetemi, mi sono rotto le balls a furia di leggere annunci assurdi. Detto tra noi, tempo di fa avevo fatto richiesta per un concorso Istat, per il quale la mia laurea era perfetta. Mi è stato detto che non raggiungevo il punteggio minimo per essere ammesso. Per la serie che magari gente con il diploma, che magari ha fatto due fotocopie in una biblioteca, si ritrova ad avere un punteggio più alto del mio. Ci sarebbe da denunciare tutti. Un’offesa agli anni passati sui libri. E tornando indietro, mi fermerei solo al diploma, tanto con quello oggi è più facile lavorare…
Considerazioni di un disoccupato qualunque. :(
September 28th, 2011 at 2:37 pm
Consiglio appassionatamente di informarsi su come funzionano le cose per i giovani architetti.
Concordo al 100% con gigi84, tornassi indietro mi fermerei al diploma.
leggete cosa dicono delle finte p.iva su ivaseipartita.it
September 28th, 2011 at 3:24 pm
Dal 3 (o 4 di ottobre) parte la lotteria per la Green Card americana.
dvlottery.state.gov
http://www.wop98.com
September 28th, 2011 at 3:38 pm
infatti… x gli architetti è BEN PEGGIOre la situazione
September 28th, 2011 at 7:11 pm
Vedo tanti che si trovano di fronte a datori di lavoro simili… Io mi son fatto il culo quadro da subito, ho scelto di non proseguire gli studi (anche se non mi sarebbe dispiaciuto) ma di fronte a tantissime situazioni che vedo in ‘sta società mi sento davvero un privilegiato.
Ho visto perfino qualche amico che non poteva essere assunto perché troppo preparato quindi con uno stipendio base “troppo alto”, tra mezzo milione di virgolette.
September 28th, 2011 at 9:18 pm
Niente di nuovo, credo di aver fatto lo stagista per sei anni, illuso dall’idea di poter un giorno diventare giornalista. Mi sono divertito, non lo nego, ma a tutto c’è un limite, specialmente quando devi pianificare seriamente il futuro. Ho trovanto una variante del mestiere di giornalista, in una multinazionale americana. Beh, tempo indeterminato dopo un solo mese di stage: questa è onestà, secondo me.
September 29th, 2011 at 12:28 am
Ciao River, e ciao a tutti. Mi permetto di dire che probabilmente chi commenta sul giornale e i suoi contenuti non l’ha mai letto, e probabilmente non ha idea che già chi si occupa di esteri c’è, come specificano d’altronde, hanno anche una parte della redazione che se ne occupa. Quindi palesemente non hanno bisogno. Aldilà, vabbé, della scarsa conoscenza di alcuni commentatori che evidentemente non hanno idea che cosa significhi stage e in cosa consiste e non sanno com’è la situazione negli altri settori. Tutto qui.