Il mio lavoro mi porta spesso a leggere e vedere la morte. E’ spesso una morte senza nome, oppure, se un nome ce l’ha, cerchi di non ricordatelo. Magari sono solo le iniziali, un’età, un luogo, una dinamica. Poche volte ti affezioni a qualche storia. Non puoi, altrimenti non volteresti pagina, non andresti avanti. Un po’ come il medico che quando si spoglia del camice, riesce a smettere di pensare ai suoi malati. Già. Ma non siamo macchine. Non lo sono io, che guardo la vita con la paura di chi sa che il suo benessere è appeso ad un filo. Meglio non chiedersi quando questo filo sarà tagliato e chi lo taglierà. La ruota gira, e noi non possiamo far nulla per controllarla. Sputiamo spesso nel piatto della vita, senza renderci conto fino in fondo di quanto dovremmo considerare come dono ogni singolo respiro che facciamo. Dovrei credere ad un Dio, forse, ma se davvero ci fosse non saprei come spiegare la storia di Anna staccato Lisa. Aveva 33 anni, era una blogger. Una che aveva scelto la dimensione virtuale per condividere la propria vita. L’aveva scelta per raccontare la sua lotta contro il cancro. Non si lagnava, combatteva, aveva grinta. Anche quando provava dolore, ne scriveva con una dignità da leonessa incazzata. Non ha mai perso la speranza da quando, un anno e mezzo fa, le diagnosticarono un tumore ai polmoni – un anno dopo averne vinto uno al seno. Era di Montecatini Terme, aveva la gioia negli occhi e quando sfoglio le sue foto non riesco a vedere *solo* una persona malata. Anna era una persona che voleva vivere. Il suo mostro lo chiamava la “bestiaccia”. Mi immagino di sentirla, con l’accento toscano, fiero e battagliero. Una battaglia crudele, che l’ha portata, qualche mese fa, a finire in un hospice. Le dicevano: “Ci starai poco”. Ma non è stato così. Non riusciva a respirare da sola, a deglutire, neanche a essere se stessa. Si lamentava di essere stordita, confusa. Colpa della morfina. Sul blog, successivamente ospitato anche dal sito de La Stampa, raccontava la voglia di normalità, di fare le cose che fanno le ragazze della sua età. Aveva una grande dignità e forza d’animo. E così, ad agosto, si era anche sposata, con Andrea. Con l’amore che le è stato vicino, fino all’ultimo. Ha staccato il respiratore e si è alzata dalla sedia a rotelle. Il tempo di andare all’altare, nella chiesa dell’ospedale. Ha detto “sì”, lo voglio, voglio vivere con lui il resto della mia vita. Voleva amarlo, fuori da quell’ospedale. Non ha mai spesso di sperare di poter tornare a lavorare, di andare al cinema, di uscire con gli amici, di fare all’amore, di togliersi il sapore della morte dalla bocca. Sorrideva, anche quando dentro piangeva.

Anna Lisa è morta. La bestiaccia l’ha sconfitta. La scienza ha perso, ancora una volta. E Dio, se c’è, è rimasto a guardare.

La ricordo nell’unico modo possibile per ricordare una blogger che non c’è più. Le sue parole scritte. Le prime, quando aveva iniziato a lottare contro il male…

” continuo a lottare, continuo a condividere, continuo a raccontare la malattia sul mio blog e continuo a considerarmi una malata coccolata, viziata, amata e fortunata. E se la “bestiaccia” è così vivace… beh, io lo sono di più”.

e le ultime, di dolore, del 23 settembre.

“Il fatto è che son giornate difficili. Sono stanca di  tutta questa sofferenza. Non c’è niente che mi vada bene, niente che migliori. E allora piango, mi dispero. Ho dolore. Continuo a gonfiare. Cammino male. Lividi e smagliature. Non riesco a deglutire se non con l’aiuto di millemila litri di acqua. Mi hanno riaumentato la morfina dopo che me l’avevano diminuita. Dormo, dormo e dormo. Dico cose senza senso, vaneggio, parlo a vanvera. E non quando sono in dormiveglia, no! O perlomeno, non solo! Vaneggio quando sono sveglia, sveglissima! Ed è terribile. E’ come se perdessi il controllo di me stessa.  E ci soffro. E in tutto  questo, quindi,  non riesco a fare niente perché o dormo, o piango, o ho dolore. E non è certo questa la vita che vorrei. Voglio scappare”. 

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18 Responses to “Anna staccato Lisa, in memoria di una blogger.”

  1. Mirko Says:

    quando l ho saputo ci sono rimasto di sasso, perche alla fine uno spera sempre che ce la faccia, che una mente forte e la voglia di vivere, riescano a fare tutto, ed invece non è cosi, la vita è dura, brutale, e non possiamo farci niente.

  2. gigi84 Says:

    A parte le lacrime… Ormai quando so di persone che soffrono in ospedale, dopo averlo frequentato per mesi a causa della malattia di Mamma, credimi è come se subissi un pugno allo stomaco. E’ desolante vedere la gente morire, sentire che il prossimo potresti essere tu, il tuo miglior amico o uno sconosciuto qualsiasi. Ma la cosa sorprendente è che certe “bestiacce” purtroppo non si notano. Spuntano all’improvviso e… quando succede devi solo rimanere lì ad aspettare. Chi ne soffre vuole vivere. Vuole tornare a fare le cose più normali. Cucinarsi, farsi un bagno a casa, dormire nel proprio letto. Magari è il malato che da forza ai “sani” he gli stanno intorno… Ma poi… E’ questione di qualche istante e addio per sempre.

    Non c’è molto da dire. Riposa in pace, Anna staccato Lisa.

  3. Imogene Says:

    Ho scoperto il suo blog oggi, leggendo la notizia della sua morte su “La Stampa”. Lo sto leggendo pian piano. E ogni post fa male, perché lei non c’è più.

  4. panina Says:

    toccante..son senza parole…

  5. Allen86 Says:

    E per tutti il dolore degli altri è dolore a metà. (cit.)

    Per quanto possimo essere empatici e sensibili il nostro dispiacere non ha paragoni con quello del marito e familiari.
    Purtroppo però con i tempi che corrono quasi tutti abbiamo questo brutto ospite(il cancro) in famiglia o tra i propri amici stretti. Sappiamo quindi fin troppo bene come si rispecchiano nella vita di tutti i giorni le parole di Anna Lisa.

    P.S. Dio e il suo paradiso, caro River probabilmente non esistono(io stesso ho molti dubbi), però fidati che l’idea di “rivedere” in futuro un proprio caro defunto è una delle poche cose che danno conforto ai familiari in questi momenti.

  6. Dani Says:

    Che ingiustizia perdere una persona come lei. Un bacione.

  7. Rakkaus Says:

    L’avevo scoperta ad agosto, quando si era sposata. Una ragazza forte e piena di vita. La leggevo spesso e speravo veramente che avrebbe potuto farcela.
    Non ci posso credere che la bestiaccia l’abbia sconfitta.

  8. O. Says:

    ciao Anna, alla fine sei scappata, eh? :) hai accelerato il passo e detto a quella bestiaccia “vienimi a prendere ora, se ci riesci!”. Ahahahahha, no no, non ce la farà stavolta ;)
    Anna, chissà se anche lì scriverai su un blog… bè, tu fallo cmq, tanto da quaggiù basta piegar indietro la testa, guardare in su e si legge tutto!
    ciao

  9. RAZZO Says:

    adesso è libera dalla sua schifosissima sofferenza… ma non c’è più purtroppo

  10. Zorro2 Says:

    Piccola grande Donna, vale la pena vivere fino in fondo le nostre vite anche per rispetto a persone come lei, grazie per averlo postato

  11. luca_parma Says:

    di fronte a queste cose mi vergogno di incazzarmi per delle stupidaggini che non valgono nulla.

  12. chopin Says:

    Chiunque perderebbe contro una malattia che ha migliaia di forme. Spero abbia trovato un po’ di pace dalla sofferenza anche se non è certamente quella che avrebbe preferito.

  13. sv Says:

    Storia tiste..ma va ricordata e raccontata.
    La scienza ha vinto e Dio ha voluto portarsela con sè via da questo mondo di merda, Dio ha il potere della vita e della morte, morte che spesso è la liberazione in sè, è la morte che vince sulla vita, è Dio che ha reso Anna staccato Lisa, finalmente un angelo felice..

  14. Naman Says:

    Il fatto è che i muri di ogni ospedale del mondo trasudano di storie come quella di Anna staccato Lisa. La gente purtroppo tende a dimenticare che questa vita è un dono che in un momento qualsiasi può esserci tolto. La gente muore. Ogni secondo. La morte è una certezza.

    Ma io dico: anche la felicità lo è. Anche il primo pianto di un bambino nato pochi secondi dopo la scomparsa di Anna c’è, ed è vita.

    E allora preferisco ricordare Anna staccato Lisa non per la sua sofferenza ma per la sua felicità. La felicità che anche lei ha vissuto. Sorridente. Il giorno del suo matrimonio. Perchè, in quel momento, la sua vita ha vinto sulla morte. E su quella di tutti noi.

    Sorridete il più possibile ragazzi. Sorridete tutti. Sorridete a tutti. Non vale la pena spendersi in altro.
    Siate felici.

  15. Motorhead Says:

    Ci ha insegnato un approccio rivoluzionario al cancro, alla difficoltà, alla condanna a morte prematura.
    Sorridendo ha beffato il male, si è presa gioco di lui, trasformandone le insidie dolorose in forza positiva e propositiva, fino alla fine.

    Ciao grande donna, sit tibi terra levis.

  16. Valentina C. Says:

    Da quando ho conosciuto la sua storia questa estate ho sperato ce la facesse. Trovo dannatamente triste ed ingiusto che questa donna sia morta.

  17. RubinoSegreto Says:

    Mi si stringe il Cuore :(
    ….
    vorrei poter dire qualcosa di bello, di unico. Di importante….. riesco solo a sprofondare nella tristezza……

    ..riposa in pace, meravigliosa creatura….adesso libera………….

  18. vjt Says:

    rip. :°(

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