Nel consiglio regionale del Piemonte, nella commissione competente, si sta discutendo un progetto di legge presentato l’anno scorso da Mercedes Bresso sulle “Norme di attuazione delle parità di trattamento e del divieto di ogni forma di discriminazione nelle materie di competenza regionale“. Nel corso delle audizioni dei soggetti coinvolti (ovviamente le associazioni Glbt si sono dette tutte favorevoli alla proposta), è stata fatta pervenire alla commissione una nota del Centro Cattolico di Bioetica dell’Arcidiocesi di Torino, che mette alcuni paletti. La legge, viene detto, “dovrebbe garantire che non venga discriminato, censurato o ostacolato (anche all’accesso a eventuali finanziamenti) chi, con metodo scientifico coltiva la tesi che l’omosessualità sia curabile”.

E sottolineo con metodo scientifico.

Vergognatevi. Con metodo umano.

No tags for this post.

15 Responses to ““Gay malati”: per l’arcidiocesi di Torino si deve tutelare chi li “cura”.”

  1. Matteo Says:

    Che schifo di Umanità, la nostra piccola umanità italiana. Siamo diventati una minoranza nel mondo, una minoranza minorata mentale. Gli altri Paesi si prendono gioco della nostra manifesta piccolezza di pensiero e di azione.

  2. edelP Says:

    Non vedo la firma: Mengele, Pavlov, Dr. Moreau?

  3. mercuzio Says:

    Se per “chi li cura” s’intende chi ti mette le supposte, sono d’accordo.

  4. lupastro88 Says:

    è totale follia. che senso avrebbe INVESTIRE denaro per un qualcosa che non è considerato patologico da NESSUNA autorità scientifica? allora io da domani decido che essere cattolici è una malattia e propongo come cura una bella lobotomia; vediamo se me la approvano.

  5. Leo Says:

    io se dovessi dare un consiglio a un ragazzo giovane gli direi: vai via dall’Italia se vuoi vivere la tua vita in maniera degna, a costo di fare i lavori più umili nei primi tempi… tanto in Italia non cambierà mai niente!

  6. Franz Says:

    Brividi.

  7. LeleTrevisan Says:

    Ma io posso non essere discriminato se voglio curare gli eterosessuali?

  8. O. Says:

    Ma che ca220 c’entra l’Arcidiocesi con una commissione che sta lavorando a una legge? Ma non deve più esistere una cosa del genere, ma neanche ci doveva arrivare quel parere in commissione, NON E’ LO STATO DEL VATICANO questo. Io di queste interferenze sono stra-stra-stra rotto. Non ci vuole molto a fare delle leggi che permettano l’incontro degli interessi di più confessioni religiose, lasciando il cittadino libero di scegliere. Ma questi caa220 di cattolici la devono far finita di imporre agli altri le loro personali idee e convinzioni!

    Religion is like a penis: it’s fine to have one, it’s fine to be proud of it, but please don’t whip it out in public and start waving it around. And PLEASE don’t try to shove it down my children’s throats!

  9. marco j Says:

    River-blog per me è sempre stato una specie di blog-rifugio.
    Leggere tutto il resoconto del trasloco,la mattina prima di uscire di casa,non so perchè,mi faceva sentire meglio.
    Poi ogni tanto l’incantesimo si spezza e arriva la stilettata,e la cosa che mi fa più rabbia è che vorrei urlare tutto il mio disprezzo e rifiuto verso questa chiesa cattolica sudicia e arrogante,ma intanto nessuno mi ascolterebbe.

  10. Xaver Says:

    Mah, io penso che l’arcidiacono -o come si chiama – sia parte della vera aberrazione. Una vita senza sesso: questo è contro natura.
    (@edelP: che c’entra Pavlov con Mengele e il dr. Moreau? Pavlov è stato uno scienziato serissimo, i suoi studi sull’apprendimento sono fondamentali. Informati almeno su Wikipedia, prima di scrivere cose che non conosci)

  11. m@t Says:

    tanto per cambiare ci si ritrova con queste magnifiche espressioni di avanguardia e modernità… per me da curare sono loro che non riescono a ragionare, non i gay!

  12. OQUIO Says:

    Scusatemi ma como omossesuale penso che la situazione degli omossesuali in Italia nn dipende solo dalla chiesa ,ma degli omossesuali stessi per primi, fin che sapiamo solo sparlare di noi stessi e nn ci uniamo per una causa in comune restando nel buio e accetando di scopare e collezionare uomini come fanno in tanti senza prendere parte della societa e ovvio che si riferiscono cosi su di noi perche in realta anche se nn ci piace noi nn formiamo parte della societa almeno non quella Italiana e non come omossesuali..

  13. Enzo Cucco Says:

    ehi,
    come mai la lettera non c’è più?
    possiamo averl aid nuovo? il coordinamento to pride vuole fare una iniziativa e volevamo citare il testo preciso
    grazie

  14. river Says:

    La lettera è sempre al suo posto.

  15. Giovanni Fogliato Says:

    Qui bisogna pensarla in maniera furba.

    Una bella pubblicità progresso lineare lineare giocata sul filo della non intrusione, tipo: ‘le terapie riparative sono condannate dalla comunità medica mondiale, sono dannose, etc. etc.’ e il dover ribadire per la trecentomilionesima volta che l’omosessualità non è una malattia. Mah.

Leave a Reply