Francesco Totti a Muccassassina.

November 26th, 2011

Ieri sera, Muccassassina, con Ilary Blasi. Si è intrattenuto nel privé: qui è con Vladimir Luxuria. Insomma, il capitano è friendly :-)

(un bel colpo per i ragazzi e le ragazze della festa gay più longeva della capitale)

Soldi, ricordi.

November 25th, 2011

Frequentavo ancora le superiori e mio nonno voleva a tutti i costi farmi un regalo speciale. Non ricordo bene l’anno, ma il pretesto era un compleanno. Me ne faceva spesso, nonostante il suo stipendio da operaio non gli permettesse certo di far follie. Ma ero il nipote unico, quello che amava infilarsi sotto alle coperte di nonna, per svegliarla e farsi spalmare uno strato spesso di nutella sui panini al sesamo. Quell’anno, nonno volle regalarmi qualcosa che sarebbe durato nel tempo. Non la solita banconota, larga e grossa – sempre così, come se lo stampatore che rende felici bambini e ragazzi l’avesse sfornata appositamente per me – e che era destinata a durare qualche giorno. Erano soldi, ma bloccati, sul mio libretto di risparmio, con una formula di investimento. Libretto blu scuro, di carta – niente tessere, niente internet -, con scritte a margine le operazioni dall’impiegata, accompagnate dalla mia firma. Ricordo l’emozione del segno “+” con i numeri grandi. Gli zeri. Il primo milione. 1.000.000. Durò ben poco. Quella volta, nonno mi versò circa cinquecentomila lire. Li bloccò per dieci anni. Poi li avrei potuti ritirare, da maggiorenne. Scegliemmo una parola d’ordine, necessaria a ritirare il gruzzoletto: era il nome di un fiore. Piacevano tanto a nonna, i fiori, fu lei a scegliere la parolina magica e a comunicarla all’impiegata, allo sportello. Non ricordo esattamente il tasso di interesse: so solo che quella cifra raddoppiò, anzi, qualcosina di più. Non c’erano spese annuali, perché si trattava di un conto per minorenni. Arrivò l’euro. Nonno morì. Io non potei andarlo a trovare sul letto di morte, eravamo lontani e al lavoro attraversavo una fase complicata. L’unica immagine che ho, è quella ricavata dalle parole di mia madre, che lo vide con la bava alla bocca. Coi medici che, una volta morto, le sconsigliarono di guardarlo ancora, tanto la malattia e i farmaci lo avevano reso irriconoscibile. Di tanto in tanto, quando andavo a trovare mia nonna, lei mi ricordava di quei soldi: “Quando vuoi, li puoi andare a ritirare”. Ma io, quasi fossero una materializzazione venale del loro amore per il nipote unico – che, nel frattempo, aveva dovuto fare spazio ad altri ‘concorrenti’ affettivi – decisi di lasciarli in banca (che, in questi anni, ha cambiato più volte sede: ricordo che accanto a quella originaria c’era una gelateria). Poi è arrivato il turno di nonna, quest’anno. Seguire il compagno della sua vita, e ritrovare felice quel brontolone che amava mangiare i dolci, nonostante il diabete, e che fino all’ultimo – anche quando era pensionato – cercava di fare qualche lavoretto per la sua vecchia società. Nonna se n’è andata, e quei soldi son rimasti là. Ce li avrei anche lasciati, pur di non andare a tirar fuori dal cassetto del mio passato familiare il fiore di nonna. Incassare e chiudere, tutto. E’ toccato a mia madre, ricordarmi, nelle settimane passate, di questa incombenza. Ho risolto il problema, firmandole una delega. Ho usato la scusa del viaggio – la famiglia di mia madre non vive a Roma. “Vai tu, io non posso venire”. In verità non ci sarei mai andato.

Me li ha messi in una busta bianca, chiusa. Devo ancora aprirla.

Quando mia nonna mi faceva gli auguri di compleanno e di Natale, mi preparava sempre un bigliettino, infilato in una busta bianca. Uno di quelli da nonni, classici. Foto di un albero di natale oppure animali/piante. Ci scriveva sopra il mio nome e la data. E poi c’erano le sue dolci parole. Che, ogni anno, faceva sempre più fatica a riportare sulla carta. Vedeva male, e la mano – con la pelle morbida e profumata di crema alla camomilla – non era più ferma. Ogni parola era uno sforzo, e a leggerla riuscivo a sentire ancora tutto l’affetto che provava per un ragazzone che ormai, nel suo salotto, poteva toccare con la mano il lampadario (“Ma come sei cresciuto”, me lo ripeteva sempre, anche a 30 anni). Quei bigliettini, che ancora conservo, erano per me il balsamo illusorio di un tempo che passava lentamente, conservando intatti, persone e affetti.

Grazie.

Splendido video dell’associazione australiana “GetUp” sull’abbattimento delle discriminazioni che impediscono ai gay di sposarsi. Si intitola “It’s time”. E’ ora.

E’ il racconto di una storia d’amore. Dallo scambio del numero di cellulare (quanti momenti così conservo dentro il cassetto dei ricordi?). Alla prima uscita. La prima spesa insieme. La presentazione ai genitori. Dolce. Caldo. Una carezza in questa giornata d’affanni novembrini.

**** warning: rischio lacrimoni ****

Annaffiando Ryan.

November 24th, 2011

Che hai fatto oggi? “Nulla, ho versato dell’acqua su Ryan Bertroche, che mi guardava un po’ annoiato”.

Era il 2007 quando scrissi, per la prima volta, di Riccardo Cresci. Era l’anno del suo debutto nel ruolo di omino del meteo. Nel tempo, il “meteorino” (definizione che ha sempre respinto) è cresciuto, ha costruito una nutrita platea di fan e si è fatto apprezzare. Romano, classe 1983, dal 2010 è anche giornalista; da gennaio di quest’anno è tornato ad insegnare nei corsi di Conduzione televisiva e dizione presso l’ Accademia della Comunicazione di Stefano Jurgens. Ora la notizia che l’esperienza a Sky si concluderà, e pure a breve. Un fulmine a ciel sereno, del tutto inaspettato. Da lunedì, secondo quanto apprende River-blog, Cresci non farà più parte del gruppo di presentatori del meteo. Non è stata una sua scelta. Anzi, la cosa è arrivata in maniera del tutto inaspettata. Sky Meteo, però, ha deciso di razionalizzare i costi, riducendo il meteo e, soprattutto, “mandando in pensione” i suoi conduttori storici – e poco importa se siano diventati volti familiari per gli abbonati e abbiano contribuito a far affermare una nuova figura professionale, sicuramente più easy di quella degli ingessati conduttori con la divisa dell’Aeronautica. Il primo contratto in scadenza era proprio quello di Cresci. Una doccia fredda, con pochissimo preavviso. E posso immaginare quanto ci sia rimasto male. Su questo lavoro – fatto di turni anche pesanti – aveva investito gli ultimi anni della sua vita.

Chiunque volesse fargli sentire la propria vicinanza (e questo, per lui, non deve essere un momento facile), puo’ contattarlo su Facebook, tramite la sua pagina ufficiale.

Riccardo, che dire? Che ti rivedremo presto, altrove. In bocca al lupo.

Pallanuotisti a riposo/Quindi?

November 24th, 2011

Hollister e Abercrombie hanno fatto sapere, attraverso un’email inviata ai blogger/giornalisti Usa, che, quest’anno, durante le festività, sarà aumentato il personale (senza t-shirt) dei loro negozi. Personale che, recita testuale l’email, “saranno pronti a far festa coi clienti“. A partire dalla mezzanotte di venerdì prossimo, quando in America ci sarà il Black Friday (il primo venerdì dopo il Thanksgiving day, che dà inizio allo shopping natalizio). Ripeto: “faranno festa coi clienti”. Non è specificato se in questa festa sia previsto lo scambio di numeri di cellulare.

Ehm. Varrà anche per noi italiani?

“Prime foto per Succhiami”: con questo oggetto, si è palesata nella mia mail la nota stampa della Moviemax, che annuncia l’uscita, nelle sale italiane, di “Succhiami”, dal 13 gennaio. Non è un porno, bensì la parodia di Twilight. Già. La sinossi a seguire:

“Dopo 3 film e 5 anni di bacetti al chiaro di luna, Edward e Bella si danno alla pazza gioia spaccando spalliere dei letti in luna di miele! Jacob smette di gridare “Al Lupo, Al Lupo” e amareggiato e depresso abbandona anni di palestra per buttarsi sui carboidrati. Tutto sembra finito, ma dei valori del sangue sballati regaleranno nuove sorprese al triangolo amoroso più tormentato della storia”.

E la succhiata?

Questi pazzi, pazzi indiani.

November 23rd, 2011

“India’s Got Talent”, esibizione del gruppo “The Warriors of Goja”. Terribile. Sono fatti d’acciaio?

A confronto il waterboarding è un gioco da bambini.

La Rai ha un ufficio comparse che – da quel che ricordo io – ha un budget per i figuranti. A quanto pare, però, alcuni programmi si affidano ad agenzie esterne. Che trovano gente disposta a “fare pubblico” gratuitamente. In questo caso, si tratta del programma “Italia sul due”, condotto da Milo Infante e Lorena Bianchetti. Il passaggio chiave è il seguente: “Non è previsto rimborso spese ma potrebbe esserci la possibilità, per i più meritevoli, di essere ingaggiati come opinionisti fissi in studio”.

Cosa non si fa per avere una “maggiore visibilità”.

Il coccodrillo e la ceretta.

November 22nd, 2011

Una ceretta e una esfoliazione integrale, in vista della stagione degli accoppiamenti. Per dimostrare ai clienti la bravura delle sue estetiste, un centro estetico si è fatto prestare da un centro studi sui coccodrilli a Darwin un esemplare per organizzare questa scenetta. “La stagione degli accoppiamenti è dietro l’angolo – ha spiegato la titolare del centro estetico – e volevamo rendere questo coccodrillo più bello”.

Twitter sta gradualmente prendendo piede – anche se le cifre di Facebook sono ancora lontanissimi – e sta gradualmente attirando nuovi utenti, bimbominkia inclusi. Nella categoria dei neofiti, ci sono anche i neofascisti. Sì, proprio quelli di “viva il duce”, “si stava meglio nel Ventennio”, ecc.. E non uso il termine in senso approssimativo: no, va inteso letteralmente. Ieri, la popolazione gaya di Twitter (l’80% ?) se l’è presa – a ragione – con una fascia che ha cercato di blaterare qualcosa sulla natura e la tradizione, per attaccare i gay. Una così coraggiosa, che ha subito cancellato la frase in questione, non appena è stata presa d’assalto dai twitteri omosessuali. Oggi è toccato al profilo ufficiale di Forza Nuova Milano. Un partito che non fa mistero della sua linea antigay. Tante le perle omofobe con le quali hanno infettato il sito di social microblogging:

– Toglietevi dalla testa di fare famiglia;
– Uomini non siete, donne neppure. Animali? Vegetali? Oggetti?
– Non è quello che cercate di essere? Donne?? Non so forse sbagliamo noi…
– Tanto per ricordarvi l’ABC della natura! (link a poster abusivo antigay)
– Omosessualità da anomalia a peculiarità… Confini di una società marcia.

Come già scritto sul mio profilo Twitter, ritengo che, in un Paese in cui non esiste il reato di omofobia, si puo’ fare poco contro questi ratti. Esistono la legge Mancino e la Scelba, e dalle parti di Forza Nuova stanno bene attenti a non violarla – a livello di vertici, la base a volte si lascia andare… Ricordiamoci, comunque, che siamo di fronte ad un partito con dati elettorali da prefisso telefonico. Mi preoccupano assai di più i deliri di ormai ex sottosegretari (Giovanardi) o di altri esponenti di partiti di maggioranza.

I normali siamo noi. Get over it.

Facoltà di Medicina, La Sapienza, primo anno del corso di laurea in Medicina. Stamattina, durante la lezione di scienze infermieristiche, per spiegare agli studenti il rapporto con il dolore – ma anche la necessità di essere attenti alla sofferenza del malato – il docente si è servito dell’esempio di Gesù. Riferimento storico, senza dubbio, alla pedagogia cristiana. Anche se il corollario, assai poco laico, mi lascia un po’ perplesso.