L’anno che è stato.

December 31st, 2011

E’ stato l’anno di tante cose. Belle e brutte. Come è sempre la vita. Come lo è stata, e come continuerà ad essere. Mi considero fortunato. Perché ho un lavoro. Perché sono sano. Perché mia mamma e mio papà mi vogliono bene. Perché ho due bestie puzzone che vivono per me – e per le loro crocchette. E’ stato l’anno di tante cose.

Delle quasi 12 ore di trasloco.
Delle scatole di Ikea per impacchettare libri, abiti, oggetti del passato che resistono nel presente e assisteranno ad un pezzo di mio futuro.
Dei tappi per le orecchie, ultima fissa notturna.
Di casa.it, immobiliare.it per trovare un posto in affitto.
Di Adele e delle sue dolci, strazianti poesie d’amore e d’abbandono. Someone like you.
Dell’addio alla seconda nonna. Delle viti della bara osservate per tutta la durata della cerimonia funebre. E del ricordo dell’ultimo abbraccio, all’altra nonna, nella clinica. Di quando sono scoppiato a piangere in bagno per non farmi vedere da lei, perché la sua debolezza mi ha messo di fronte alla verità del tempo che è passato.
Del sushi di Rokko. Una conferma.
Del colluttorio Listerine.
Della fisioterapia alla spalla.
Della delusione.
Della debolezza di mio padre.
Di Roma Est e Ovvio.
Degli Yawwwnnn gridati su Twitter.
Della sensazione che si prova sul Frecciarossa, quando lo vedi sfrecciare per i campi e ami ancora di più questo Paese.
Dell’arrivederci alla palestra. Riprenderò, vicino casa. Forse.
Del primo maglione di David Mayer.
Dei dolci baresi di quel paravento di N., che però ha la giustificazione dell’età.
Della no-fly-alone policy. Non penso di essere pronto per una turbolenza, da solo. E, quindi, in due, per forza. Oppure treno.
Dei calzini multicolor di Calvin Klein alla Coin. Mai più senza.
Del ritorno della filippina. La stessa di quattro anni fa.
Dell’incapacità di far buchi col trapano.
Dei tre gattini dati in adozione a due bei river-lettori, da Firenze ad Aprilia.
Della consapevolezza che non dobbiamo proiettare sugli altri un nostro modo di concepire le relazioni e che, invece, le relazioni si vivono in maniera paritaria, nel nome dell’amore.
Delle giovani tentazioni. Ceduto, a molte. Ad altre no. Evitate delusioni.
Del dentifricio Marvis alla cannella.
Del non-amore. Della scoperta della menzogna e dei sotterfugi.
Della girandola di corpi. Preferibilmente sportivi. Basket e calcio. Coincidenze, non scelte.
Delle domande senza risposta.
Della macchina nuova.
Del dettaglio chiamate, e delle rivelazioni.
Di Barcellona.
Dello scioglimento dei REM.
Dell’Europride. Dell’emozione della folla. Normale.
Del ritorno degli attacchi di panico.
Del micio adottato. Arrivo disastroso. Graduale amicizia con bau. Fino all’amore. Reciproco?
Del calore di Firenze, dove voglio tornare.
Della cattiveria gratuita.
Della rottura con un amico con cui forse un’amicizia non è possibile.
Della cucina di C. abbandonata da tre anni e ritrovata nello stesso posto, con gli stessi sapore e la stessa amorevole cura per i piatti.
Delle serate al Circolo degli Artisti, a sfogliar visi e a chiedermi “che ci faccio qui”.
Dell’assenza di dialogo vero con i miei genitori. Un muro ci divide. Ci scontriamo, con silenzi che ci feriscono. E non riusciamo ad aprire un varco d’umanità.
Del bambino di E., che sancisce il suo ingresso nel mondo dei grandi, dopo tanti cazzeggiamenti, anche comuni.
Del navigatore satellitare.
Di Maisons du Monde.
Degli slip aderenti di Gap.
Dei risvegli ansiosi.
Dei morsi.
Dei dolci e dei cornetti di Duranti.
Della supposta infilata, senza incidenti, dopo tanti anni.
Della cena nella casa nuova, con interazioni di pezzi di vita passata e presente.
Delle giornate a Tarquinia. A guardar giovani studiare sotto l’ombrello.
Delle Hogan (pentito: meglio le Tod’s).
Degli acciacchi del cane. Prima i reni. Poi le articolazioni. Tanti farmaci, ogni giorno.
Di Lady Gaga. Vista e sfiorata, apprezzata e, in fondo, amata nella sua discesa a Roma.
Dei 1400 euro di assicurazione per l’auto. XWKNAFJDKLA.
Della Coca Zero.
Dei 3.134.000 visitatori che sono passati per questo blog. Sempre più famiglia.
Di Grindr. Abbandonato per noia.
Dei Molisani, salvezza serale per gli anti-cuochi.
Della buca colossale al dentista, che ancora mi aspetta per una devitalizzazione. Tanto poi è peggio per me.
Dei due bar River, dietro casa. Vicino piazza Fiume. River. Neanche a farlo apposta.
Del car-sharing: tentato, poi abbandonato (grazie Alemanno che riesci a rovinare un’idea potenzialmente interessante).
Del Tiramisù di Pompi.
Della risonanza magnetica al piede. Superstrizza, nel corridoio dell’angoscia.
Dell’arrivederci alla Fiorentina, dove riesco a tornare ogni tanto per il danese.
Della tappa fissa in farmacia per bau: Fortekor Flavor 20, Cosequin e vitamina B.
Della stampante per il pc (“Che la compro a fare, tanto ce l’ho in ufficio”: basta).
Della consapevolezza che viviamo in un Paese dove ai giovani vengono lasciate le briciole.
Del sole che si fa largo tra i palazzi di via Bergamo e mi accompagna nella passeggiata col cane.

Molti ricorderanno il bel discorso che Hillary Clinton ha tenuto, poco tempo fa, alle Nazioni Unite, sui diritti dei gay (sintetizzabile nel “Gay rights are human rights”). Un discorso che ha rappresentato un momento importante, nella dichiarazione dei diritti basilari delle persone omosessuali nel mondo. Adesso, il Dipartimento di Stato Usa ha deciso di farne una sorta di video-musicale. Per viralizzarlo.

Bellissimo. Mi sento più tutelato (a parole) dalla Clinton che non dai nostri governanti.

Natale in famiglia.

December 29th, 2011

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Sindrome Adele, due risate.

December 29th, 2011

Un river-lettore mi ha segnalato un video che farebbe ridere la stessa Adele. E’ uno sketch, all’interno del Saturday Night Live, in cui si prende in giro chi, di fronte a “Someone Like You”, si è lasciato andare a pensieri malinconici e a qualche piantarello. E’ in inglese, ma si capisce perfettamente (un gruppo di colleghi di lavoro esce, una sera, e invita una loro amica, che però preferisce rimanere al suo posto ad ascoltare la canzone. Alla fine non rimarrà da sola)

Esilarante.

Nel 2012 si terranno, in Iran, i campionati del mondo di calcio per persone che hanno subito un’amputazione. Questo video si riferisce ai campionati africani per le qualificazioni ai mondiali (vincitore finale la Liberia, ai calci di rigore contro il Ghana).

Notevole l’impegno e la determinazione dei giocatori.

L’uomo Givenchy con la gonna.

December 28th, 2011

L’abito è pure bellino, non c’è che dire. Ma su un uomo è la morte del sesso. E del godimento estetico.

(primo scatto della campagna Spring/Summer 2012)

Quattromila tra medici, infermieri e sopravvissute di cancro al seno di Canada e Stati Uniti, insieme per questa danza della speranza dai guanti rosa. Canzone originale, pensata proprio per questo video: “You won’t dance alone”. Perché contro il cancro si vince più facilmente quando non si è soli.

Mi piace pensare che dietro a questo video – con tutto ciò che ha comportato il suo concepimento e realizzazione – ci siano persone che hanno un’umanità ancora più “profonda” e strutturata rispetto a quella del personale sanitario “tradizionale”.

Hope.

Intimità.

December 28th, 2011

Mordersi, assaporarsi, farsi penetrare dal sapore altrui, saliva ricopre il desiderio di lascivia.

Lavarsi no, eh? :-)

Tatuaggi, il peggio del 2011.

December 27th, 2011

Una collezione dei peggiori (oltre a quelli già visti su queste pagine).

Aiuto!

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Bruno Vespa e la scientifica.

December 27th, 2011

Il calendario della polizia, per il 2012, punta sui vip. Scenette con personaggi noti: da Maria Grazia Cucinotta (fermata ad un post di blocco) a Paolo Bonolis (ladro in fuga). Momento topico a maggio: Bruno Vespa indossa la tuta della polizia scientifica, per effettuare i rilievi sui suoi tristemente famosi plastici.

A maggio si cambia mese.

I regali altrui.

December 27th, 2011

L’amico S. ha ricevuto, per Natale, questo bel dono. La rivista “EY”, dedicata ai ragazzi brasiliani (ampio spazio al bel Francisco Lachowski).

Ecco. Questo sì che è un bel regalo.

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Aggiustatine/Davanti.

December 27th, 2011