Oggi, 20 anni fa, moriva Pier Vittorio Tondelli. Lo scrittore pop-rock libertino, innamorato della musica, dell’amore, dei corpi e delle strade, che ha contribuito a colorare l’immaginario letterario finocchio di tanti. Portato via dall’Aids, a 36 anni, ci ha lasciato i suoi amori. Letto quasi tutto (Pao Pao, Camere Separate, Dinner Party, Altri Libertini, Rimini, Weekend Postmoderno). Verso la fine degli anni Novanta – non credo di averlo mai scritto – avevo anche iniziato un folle progetto per portare in scena, a Los Angeles, “Dinner Party”. Vivevo là, per amore, e avevo parlato col suo curatore-erede, e la traduzione – insieme al mio fidanzato-attore di allora – era partita. Mi piaceva l’idea di far rivivere Pier nella stessa città in cui era morto River Phoenix, due anni dopo di lui. C’era pure qualcuno disposto a finanziare il progetto (le cose made in Italy incuriosivano molto). L’esperienza americana si concluse con l’amore, e non se ne fece più nulla. Il testo che preferisco rimane “Pao Pao”, quello che ti fa venir voglia di perderti nel cameratismo gayo della leva obbligatoria. Vorrei riprendere in mano Camere Separate, e rileggerlo. Questo post lo ricorda così, con alcune delle sue citazioni, dalle opere e dalle interviste. Nella speranza che chi non lo ha letto, si avvicini alla sua poesia.

Lo amo alla follia, ma questo non basta, accidenti non basta proprio. Tutto il mio amore s’era rivoltato improvvisamente in una zona desolata di angoscia, che può fare di più un uomo quando ama oltre l’amore?

Le persone non dovrebero amarsi. Mai. Attacca il tuo cuore a una povera bestia, a un paesaggio, a un albero, a uno scoglio. A un libro a un quadro. Ma non inchiodarlo addosso a una persona. Mai. Finirà sempre che ti lascerà!

L’amore è come un dono degli dei che si muove sulle ali del vento sempre inafferrabile e sempre inseguito; l’amore non è mai là dove lo cerchiamo e vola via da dove lo crediamo. Proprio per questo e dell’amore e degli dei dobbiamo imparare a fare senza. Perché tu ti perdi nel tuo amore, ti abbandoni nel tuo amore quando invece anche un bambino sa che egli è una macchina diversa da sua madre e che quindi non potrà mai più raggiungerla in pienezza e completezza e invece tu vuoi completamente perderti nelle braccia dei tuoi amanti, dimenticarti, innestarti su di una storia meravigliosa proprio perché non tua. Ma noi siamo macchine e l’unico modo per non soffrire dell’amore è lasciare che le storie ti sfiorino, ti accarezzino, ti penetrino quel minimo che è possibile. Non puoi voler di più. È impossibile voler di più. Devi lasciarti solamente sfiorare dal tuo amore, se fai tanto di alimentarlo bruci, come stai bruciando ora.

Leo non aveva mai creduto al valore dell’accettazione. Non gli importava, teoricamente, essere accettato, nè legittimato da nessuno. Era in se stesso che traeva valore e legge. Non dall’esterno. A nessuno avrebbe mai e poi mai concesso questo diritto. Lui esisteva. E questo era tutto.

Nessuno mi bacerà più come il grande Erik e nessuno mi farà soffrire tanto quando ci lasceremo..chissà se è stata una bella storia, una delle tante che sempre ci auguriamo accada, il cui solo pensiero basta a spingerci la notte alla ricerca di quel cesto di braccia fingendo con noi stessi.

Ma sa che non lo potrà mai amare: con l’amore ci ha provato e ha perso. Lui si sente in pace solo nella sua solitudine, accudito dai suoi amici..d’altra parte quale bestiale coercizione spinge gli uomini a cercarsi, affannosamente, brutalmente per rapinarsi e ferirsi a vicenda?

Nessuno può tenere distanti due persone che si appartengono e che si stanno cercando, forse anche da molto tempo e da molto distante.

Non mi piacciono gli addii, ho imparato a scantonarli; non esiste nulla di definitivo figuriamoci gli addii e i fazzoletti e le strizzate di mano.

Dentro le persone esistono luoghi che nessuno può immaginarsi di raggiungere. Non sai se siano di disperazione o di vita. Forse sono la stessa cosa sovrapposta.

Quando nasce l’uomo è tenero e debole, quando muore è duro e rigido. I diecimila esseri, piante e alberi, durante la vita sono teneri e fragili: quando muoiono sono secchi e appassiti. Perchè ciò che è duro e forte è servo della morte, ciò che è tenero e debole è servo della vita.

Eppure io che ho lasciato perdere tante volte “qualcosa” per avere soltanto niente, ora mi sto accontentando di qualcosa. E sento che mi basta . E a mio modo sono felice. Amo profondamente Aelred, lo giustifico e lo capisco anche se soffro. Ma se soffro è un problema mio. Io so che mi ama.

Vorrebbe spiegare che sì, Thomas gli manca e di questo sta soffrendo. Ma che non avverte la propria solitudine come una disperazione. Si sta concentrando su di sè, nelle proprie fantasie e nei propri ricordi. Sta cercando di abbracciare la parte più vera di se stesso recuperandola attraverso il ricordo, la riflessione, il silenzio.

Volevo imparare a non soffrire per la sua assenza; lasciavo vagare nella mia testa i pensieri di cuore come leggere condensazioni di umori, li spingevo e li soffiavo dentro di me, li lasciavo girare e circolare, permettevo loro di espandersi ed estinguersi. Non offrivo resistenze, non li volevo trattenere, non mi volevo arrestare in loro. Stavo cercando di non soffrire. Solo così potevo evitare una tempesta.

Notte raminga e fuggitiva lanciata veloce lungo le strade d’Emilia a spolmonare quello che ho dentro, notte solitaria e vagabonda a pensierare in auto verso la prateria, lasciare che le storie riempiano la testa che poi si riposa, come stare sulle piazze a spiare la gente che passeggia e fa salotto e guarda in aria, tante fantasie una sopra l’altra, però non s’affatica nulla.

Non so se il mio destino sarà rifiorire e trapiantarmi come sempre su altre storie e altri incroci e di là di nuovo splendere e mischiarmi e intrecciarmi, oppure seccarmi e morire, e dio mio finire e non conoscere più quei riciclaggi di me che mi facevano stare bene, e dirmi sono contento, basta un territorio di diffusione di affetto e sarò sempre salvo.

Un amore terminato è peggio di un impero devastato, tutto un tramonto verso i secoli bui.

Forse si amano proprio da quel tremendo momento in cui hanno sentito l’impossibilità del loro amore. Si amano, ora, perché si sono già lasciati.

La guerra, la vera guerra, dice Klaus, è questa: non l’odio che getta le persone l’una contro l’altra, ma soltanto la distanza che separa le persone che si amano.

La sua stanza profumata di incensi avrebbe echeggiato la musica di: Peter Gabriel, Leonard Cohen, Banco, Guccini, Tim Buckley, Lolli, Rocchi, Pink Floyd, De Andrè, Bob Dylan, Carol King, P.Smith.. Il giorno in cui Pasolini fu ammazzato si sarebbe raccolto in silenzio ascoltando commosso “Pablo” di De Gregori. Solitudine, tristezza, malinconia erano sentimenti che non lo spaventavano.

Per gli uomini la cosa più difficile è proprio stabilire un contatto con il mondo degli altri: uscire e incontrarsi con sincerità.

Sono anni che ormai viaggio solo. Conosco l’infinita pena del viaggiatore solitario..ma difenderò sempre questo mio diritto di essere solo, uno come tanti, nella mia completezza

Sapeva fin dall’inizio, che mai lui avrebbe potuto essere” tutto” Per questo chiamava il loro amore “camere separate”. Lui viveva il contatto con Thomas come sapendo intimamente che prima o poi si sarebbero lasciati. La separazione era una forza costruttiva della loro relazione.

Pier dormirà con Marco, farà l’amore con lui, lo abbraccerà, lo guarderà tranquillo nei movimenti del sonno. A Pier piace guardare l’amico che dorme..ha l’impressione che dorma anche per lui.

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19 Responses to “In memoria di Pier Vittorio Tondelli.”

  1. DG_VICTIMS Says:

    “Non mi piacciono gli addii, ho imparato a scantonarli; non esiste nulla di definitivo figuriamoci gli addii e i fazzoletti e le strizzate di mano” una frase memorabile. Pure io ogni tanto rileggo Camere Separate ed ogni volta mi da qualcosa in più.

  2. arcere Says:

    a me sembra un pò pessimista

  3. Edward1984 Says:

    Questo post-ricordo ti fa onore Riv.

  4. Robbrian Says:

    Camere separate è un libro bellissimo e doloroso,l’ho riletto l’anno scorso(ho ancora la prima edizione rilegata.
    Pao pao piace molto anche a me,mi ci ritrovo e ritrovo la mia generazione.
    Grazie River per averlo ricordato.
    In Italia ci dimentichiamo sempre troppo in fretta…

  5. LOVEppears91 Says:

    Grazie per avermi fatto scoprire questo scrittore :)

  6. Beps Says:

    Pao Pao:per me classe 1964 un must.

  7. Parzival Says:

    Pao Pao lo lessi proprio a militare, e fu una folgorazione: in quelle pagine c’era tutto quello che stavo vivendo.

  8. Fert Says:

    Bellissimo post! Grazie a River e a Tondelli!!

  9. quadrifoglio Says:

    interessante.
    non conoscevo questo Tondelli.
    mi sono ritrovato in molti dei suoi versi.
    grazie river.

  10. leonardo 1970 Says:

    Grazie River per questo ricordo, concordo in pieno su Pao Pao, folgorante
    alla galleria di citazioni ne vorrei aggiungere una che mi segue da sempre, presa lì dove tutto ebbe inizio

    Agosto trascorre lento, solo, la notte a girare per la campagna e contare i pioppi sugli argini e bere. Il Gigi ora starà dormendo, la mia scommessa è persa. Non importa… Sulla mia terra, semplicemente ciò che sono mi aiuterà a vivere.

  11. Motorhead Says:

    Bravissimo River, oggi ricordi un gigante.

    Ha avuto un’influenza gigantesca ed assorbente su Brizzi, che ha avuto un’influenza gigantesca ed assorbente sul mio modo di scrivere, quindi – anche se indirettamente – gli devo molto.

    Proprio questa mattina rileggevo le cronache karpigiane del weekend post-moderno, per caso, e ora tu ne parli.

    Bravo River, bravissimo.

  12. PI Says:

    Altri Libertini… lo regalo tutti gli anni a qualcuno per Natale

  13. tahar Says:

    bravo river..
    Mi inquieta che alcuni non lo conoscano, eppure è molto bello (e rassicurante) vedere che anche così si possa far conoscere questo grande personaggio.

  14. Swann Says:

    Tondelli era ed è uno scrittore stupendo. Grazie di averci ricordato la ricorrenza. Lo farò a mia volta come posso!

  15. azorzi75 Says:

    Caro River, riesci sempre a entrare nel cuore delle persone con i tuoi post, questo per me è una specie del “Il grande freddo”, ho letto e amato Tondelli e proprio la settimana scorsa, nel luogo dove mi stò ricreando una vita mia, ho conosciuto un gruppo di amici di Tondelli, suoi coetanei, dai loro racconti, pensare che da vivo era isolato nel suo paese, Correggio nel cuore della rossa provincia reggiana, e che la sua famiglia si vergognava di lui, si può capisce quanto importante e liberatoria sia stata la sua narrativa. Da tuo coetaneo,anche per me la presenza di Tondelli è sempre stata una presenza importante,anche se sempre indiretta, una presenza che, non solo nella letteratura, mi ha segnato.
    PS. Altri racconti ed atmosfere, ma ora nel mondo attuale, chi a mio avviso ne ha preso il testimone è Walter Siti.

  16. handphoenix Says:

    grazie, mi mancano libri a tematica omosessuale. ne hai altri da consigliare? please

  17. gdc Says:

    consiglio senz’altro anch’io Walter Siti anche se il suo disincanto a mio avviso è l’esatto contrario della poesia di Tondelli

  18. Marco_RE Says:

    Per me il modo per ricordarlo è leggere e rilegere allo sfinimento questo suo passo tratto da “Biglietti agli amici”
    OTTAVA ORA DELLA NOTTE

    Biglietto numero otto

    Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quest’abbraccio e non chiedere altro perchè la sua vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante altre volte e poi una volta sarà l’ultima, ma tu dici, stasera, adesso, non è già l’ultima volta? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perchè se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l’amore è niente di più, sei tu che confondi l’amore con la vita.

  19. Dave Says:

    Stupendo

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