Remembering Keith Haring.

February 16th, 2012

Il 16 febbraio di 22 anni fa, moriva Keith Haring, artista pop, che aveva fatto dell’”arte alla portata di tutti” la sua filosofia di vita. Chi è stato a casa mia, sa quanto mi piacciano i suoi disegni, le sue colorate icone, tutte dipinte con quel pennarello color eternità, che le rende sempre attuali, proiettandole anche nel futuro. Mi piace ricordarlo con uno spezzone tratto dal documentario che racconta la sua vita, stroncata dall’Aids all’età di 32 anni. Keith credeva nell’arte di strada, forse è stato lui l’antesignano dei graffitari metropolitani, odiati da chi li considera deturpatori del bene pubblico, amati da chi – come me – li vede come dei coloratori della vita. Non si contano le volte in cui Keith è stato arrestato o multato dalla polizia. Eppure continuava sempre a sfidare le legge. Perché, spiega in questa clip, amava gli effetti immediati e pratici di quel lavoro: parlare, sentire, interagire con le persone che lo osservavano e, spesso, commentavano le sue opere. Era l’arte pop-olare, tra la gente, con la gente.

Prima o poi farò un salto a Pisa alla chiesa di Sant’Antonio Abate, dove è ancora presente l’opera “Tuttomondo”. A Roma, invece, le sue opere “pubbliche” sono state cancellate: nel 1982 aveva realizzato dei graffiti sullo zoccolo del Palazzo delle Esposizioni (rimossi per la visita di Gorbaciov e conseguente pulizia palazzo); un mega-graffito 6×2 lo aveva disegnato lungo la linea A della metropolitana di Roma, tra Flaminio-Lepanto (cancellato nel 2001).

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16 Responses to “Remembering Keith Haring.”

  1. Rha Says:

    Io ho dato il primo bacio ad un ragazzo proprio sotto il graffito di K. Haring a Pisa, mi piace pensare aver avuto come sfondo romantico di quel momento impacciato quell’opera. L’arte, per fortuna, ha sempre affiancato la mia vita. Mi associo al ricordo dell’artista e di quel ragazzo (anche lui scoparso a quell’età), bassino, con un forte accento sardo. Mi tenne le mani ed accompagnò le sue labbra alle mie in una tenera consapevolezza della mia identità affettiva!
    Kiss-art…ben venga! ABUSATENE SENZA MODERAZIONE!;-)

  2. Alessandro Says:

    Come tutte le cose, quando ho iniziato a vederlo pure sulle mutande della benetton ha iniziato un po a stufarmi…

  3. Alessandro Ferrara Says:

    Io ho i teli da mare con su le sue stampe. Lo adoro.

  4. mewaii Says:

    fu la prima mostra che andai a vedere di mia spontanea volontà… era al Chiostro del Bramante a Roma, location suggestiva… ancora ricordo le forti sensazioni!

  5. FrenchConn Says:

    Grande grande grande che ricordi in questo anniversario il mitico Keith!!! Mi sono avvicinato all’arte proprio a questi bellissimi disegni che hanno voluto raccontare, informare, colorare e far riflettere le persone su temi importanti, all’epoca cruciali!!

    Non l’avrei mai detto che tu amassi questo tipo di arte aka StreetArt. Ne approfitto per segnalarti alcuni artisti che, secondo me, hanno continuato lo spirito di Haring. I link li avevo già riportati nel post delle foto di Firenze e li ricopio:
    http://banksy.co.uk
    http://blublu.org/
    http://osgemeos.com.br/
    …Enjoy!!!!

  6. river Says:

    French, io ADORO la street art.

  7. Xaver Says:

    Cancellare un graffito di Keith Haring è pura cecità

  8. FrenchConn Says:

    :-))
    Non so perchè ma proprio non lo pensavo. Un giorno ti manderò un po’ di link di street artist che ho scovato sulla rete da un paio di anni a questa parte. Non mi sembrava educato spiattellare una ventina di indirizzi su di un commento!, :-P

  9. G. Says:

    ti seguo praticamente da sempre.. E ora che ho scoperto che abbiamo una passione in comune, il mitico Keith Haring, lo faccio ancora più volentieri.
    un bacio

  10. andrea Says:

    Ma sul serio sono stati cancellati di recente? Sapevano quello che stavano facendo? Pazzesco…

  11. azorzi75 Says:

    Ma pure questa River! Mio fratello mi portò da New York il famoso Swatch di Haring, ero in terza media, diventai il più figo della scuola, mi ricordo che quell’orologio fu per me per anni una specie di coperta di Linus. E’ stato un simbolo degli anni 80′, e purtroppo, dell’Aids, quando era uno stigma sociale.

  12. alfredo Says:

    “Tuttomondo” lascia senza fiato! Guardarlo da vicino… Guardarlo e contemporaneamente sorseggiare un caffé nel bar di fronte immaginando il grande Keith indaffarato a lavorare su quella inutile parete per trasformarla in un’opera d’arte è un’esperienza impagabile.

  13. Gigio Says:

    Beh non mi stupisce che sian stati cancellati…siamo pur sempre in Italia, quella che si è fermata a Canova e che finanzia Hirst
    Grazie Riv per questo post. Anche se come diceva Alessandro dopo un po’ è diventato pane per piccioni…
    Se può interessarti c’è anche un documentario (visto tempo fa su Rai5 credo) che parlava dei vari “graffitari” famosi e come organizzavano una mostra (era un po’ come Mtv Made) =D Buona giornata

  14. alfredo Says:

    <> Keith Haring

  15. Edward1984 Says:

    Ogni volta che sono a Pisa passò di lì. Merita riv.

  16. Paolo [NotScared] e Miguél !!! l Says:

    Grandissimo Haring, mi ricordo che rimasi di stucco quando sentii la notizia del murales cancellato a Roma una decina d’anni fa. (madò però ora che l’ho detto mi sento vecchio :-( )

    Tra le varie cose ricordo il fighissimo murale di Milwakee portato alla villa reale di Monza qualche anno fa.

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