“Ho 17 anni e non amo molto parlare. Sono un anarchico, odio la guerra, la politica e la religione organizzata. I miei dicono che sono un asociale perché non voglio andare all’ università. Non ci voglio andare perché non voglio essere indottrinato. Mi bastano le idee che ho. Amo leggere e passare le giornate in campagna da mia nonna. Per questo sarei un disadattato?”

Un giorno questo dolore ti sarà utile” arriva oggi nei cinema italiani. Atteso, dal sottoscritto, da quanti hanno già letto l’omonimo romanzo di Peter Cameron e da quelli che in questa frase-auspicio vorrebbero trovare la certezza di un benessere e una serenità ancora da venire. Prodotto da Elda Ferri per Jean Vigo Italia (in co-produzione con gli Stati Uniti e in collaborazione con Rai Cinema), racconta la storia di quello che potrebbe essere definito un nuovo, malinconico, irrequieto e più attuale giovane Holden, durante una caldissima estate newyorchese, addolcita dalle note di Elisa – autrice della colonna sonora.

James (Toby Regbo) vive in una famiglia abbastanza singolare. La madre Marjorie ha una galleria d’arte dove espone bidoni della spazzatura e colleziona mariti: ha appena abbandonato il terzo. Il padre Paul esce solo con donne che potrebbero essergli figlie. Al contrario, la sorella Gillian (Deborah Ann Woll, protagonista di True Blood) ha una relazione con il suo professore di semiotica e non riesce a innamorarsi di uomini che non abbiano almeno il doppio della sua età. Intanto già prepara le sue memorie, sicura che saranno un best seller. Solo Nanette, la nonna enigmatica e anticonformista, riesce a comprendere lo spaesamento di un diciassettenne inquieto alla ricerca dell’ identità, sullo sfondo di una New York ricca di personaggi sconcertanti. La difficoltà di James nell’uniformarsi a una presunta “normalità”, lo porta a commettere gravi errori: entrare in una chat per cuori solitari e proporre un appuntamento al buio al direttore della galleria in cui lavora. O ritrovarsi incastrato in una tragicomica gita scolastica per cervelli superdotati. Il ragazzo viene mandato in terapia da una life coach di origini cinesi (Lucy Liu), che pratica metodi decisamente non convenzionali. Dopo un’iniziale diffidenza, James comincia a rovistare nel suo io per allontanare il pericolo di sprecare inutilmente la propria intelligenza. E finisce per porsi una domanda alla quale urge dare una risposta: “Se io sono un disadattato, allora gli altri cosa sono?”

Anti-eroe irriverente e politicamente scorretto, James non ha nessun disegno di avvenire, come gli chiedono i genitori. E. in questo, è un modello in cui tanti ragazzi riusciranno certamente identificarsi. James sa solo che non vuole percorrere lo stesso cammino dei genitori, al punto di preferire immaginarsi ciabattino piuttosto che speculatore di borsa.

C’è sempre stato un momento, nella vita di tutti noi, in cui ci siamo sentiti un po’ giovane Holden.

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7 Responses to “Il dolore utile, nei cinema da oggi.”

  1. Paolo [NotScared] e Miguél !!! l Says:

    In genere non amo i film sui teenager (e non sono filo-teen) ma devo dire che mi sembra piuttosto interessante.

  2. Michele Says:

    Mi hanno regalato il libro questo Natale. Letto in poche ore.
    Come molti libri che mi piacciono li apprezzo solamente dopo alcuni giorni/settimane dalla chiusura e questo è uno di quelli senza dubbio.
    Temo per il film però.

  3. chopin Says:

    Se scrivessi un’autbiografia inizierebbe con le stesse identiche parole. Inquietante. .__.

  4. lele Says:

    Crescere in una famiglia liberal, ricca e intellettuale di Manhattan e sentirsi comunque un finocchietto incompreso: ho odiato questo personaggio dall’inizio alla fine del libro.

  5. Kafka Says:

    Dolciotto il viso del protagonista

  6. Gigio Says:

    Mi ispirava non poco il trailer, forse per Lucy Liu, ora che so che è tratto da un libro, i miei sospetti di un film simile a “Correndo con le forbici in mano” (che m’è tanto piaciuto) sono più che mai confermate. Lo vedrò!

  7. truth Says:

    E’ un film davvero carino, guardatelo. Ne parlo anche nel mio blog, qui

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