La morte nel pozzo, a 26 anni.
March 1st, 2012

Di lavoro si muore, ogni giorno. Morti che, spesso, non fanno notizia. Anche noi giornalisti ci siamo abituati alla matematica della morte. Si contano, dall’inizio dell’anno, questi cadaveri col casco (quando si rispettano le norme in materia di sicurezza) e la tuta da lavoro. Una strage lenta ma inesorabile, di fronte alla quale anche i sindacati sembrano impotenti. Morire, mentre, spesso, si fatica per per arrivare a fine mese.
Luigi aveva 26 anni. Era di un piccolo paesino campano, Arzano (NA). Fidanzato. La pagina Facebook della ragazza porta il loro nome congiunto. Lavorava in uno dei cantieri per la realizzazione della metro C, sulla via Casilina. Era stato assunto 10 giorni fa, il 22 febbraio. Lavorava per la nostra mobilità, per aiutarci a muoverci meglio, portando a compimento un’opera essenziale per la capitale. Luigi è caduto in un pozzo, profondo 30 metri. L’incidente è avvenuto ieri sera. I carabinieri hanno sequestrato il cantiere. Da subito, le sue condizioni sono apparse disperate. Così disperate, che si è subito capito che neanche la donazione degli organi sarebbe stata possibile. Le ferite erano tremende, ha riferito chi era presente sul posto. I medici non sono neanche riusciti ad operarlo. La sua agonia è durata meno di 12 ore. Stamattina, i medici dell’Umberto I hanno dichiarato la sua morte cerebrale. Nel pomeriggio, il decesso. La salma sarà portata nel suo paese d’origine. Domani, per un giorno, si fermeranno i cantieri della metro C.
Il mio pensiero, oggi, non va solo alla musica di Lucio Dalla, ma anche a chi, ogni giorno, rischia la vita, per vivere dignitosamente e costruirsi un futuro migliore.



March 1st, 2012 at 7:36 pm
Impossibile commentare una vita che cessa a 26 anni ….. solo un profondo silenzio
March 1st, 2012 at 10:54 pm
No, infatti, è impossibile. In quelle condizioni, poi. Ciao Luigi.
March 1st, 2012 at 11:13 pm
Grazie per questo post.