Storia di un cane.

March 6th, 2012

1997, Bill Clinton presidente degli Stati Uniti. Si parla un po’ ovunque di Buddy, un meraviglioso cucciolo di Labrador color cioccolata. Il First Dog si vede in tv, anche in Italia. Arriva alla Casa Bianca a dicembre di quell’anno. Mi documento, e scopro che quel cane viene anche definito cane-“baby-sitter”, per la sua bontà e capacità di sapere gestire anche i bambini più rognosi. In quel periodo sono fidanzato con A., seconda storia, più calma dopo le turbolenze losangelesine. Vivo in una casa sfitta di mia nonna, con uno splendido giardino di 150 metri quadrati. Il desiderio di avere un cane era una cosa che mi portavo dietro dalle superiori. Ma i miei non vollero mai prendersi questo impegno. Non dimenticherò mai di quando, una volta, raccolsi una trovatella in strada, ma mia madre e mio padre non mi permisero di tenerla. In quell’anno avevo già iniziato a lavorare, mentre studiavo. Insegnavo inglese in una scuola privata. Così, un giorno (ho ritrovato lo scontrino, era il 21 gennaio 1998), dopo essermi confrontato con A., salimmo in auto – Alfa 73 grigio scuro di mio padre – destinazione centro commerciale Sic, all’Eur. Non mi ricordo come venni a sapere dell’esistenza di questo negozio – non avevo ancora internet, c’era il passaparola, fatto di “ho sentito che c’è…”. In vetrina, oltre a cagnetti di taglia piccola, c’era un solo labrador. Color crema. Ma io lo volevo chocolate. Niente da fare. Bisognava ordinarlo, perché di quel colore arrivavano solo dall’Inghilterra. Presi in braccio quello scriciolo di due mesi. Profumava di cucciolo. Ricordo ancora il prezzo: 1.300.000 lire. Il suo nome da pedigree era “Eck”. Ovviamente non mi piaceva. Era nato a Budapest, il 24 novembre del 1997. La mamma si chiamava Fatima, il papà non ricordo (ora lo rileggo nel certificato: Belizar). Tornammo a casa felici. Io guidavo, mentre A. si teneva il pupo in braccio. Era di una dolcezza disarmante. Come tutti i cuccioli, del resto. Il nome lo scelsi in fretta: River. Ero tornato da poco da Los Angeles, e portavo ancora vivo, dentro di me, il ricordo del più noto River Phoenix. E poi mi piaceva l’idea del fiume, della forza, la continuità, la costanza. E, quindi, il primo, vero River sei stato tu.

Il primo anno fu tosto. Io ero spesso fuori, a casa c’era soprattutto A. Non era casa “nostra”, ma era sicuramente il nostro nido. Io fuori per le lezioni, A. che cercava di fargli capire che i bisogni non andavano fatti in casa. Ci mise moltissimo ad impararlo – penso almeno 7/8 mesi. Ricordo che non lo lasciavo mai da solo in giardino, dopo che, un giorno, vidi una signora infilare la mano nel cancello per accarezzarlo. Ero geloso di lui ma, soprattutto, temevo che qualcuno gli potesse dare qualche polpetta avvelenata. Capitava e, purtroppo, capita ancora oggi. Fu grazie al cane che i miei conobbero A. Una volta, dovendo partire, glielo lasciai, visto che anche lui aveva un giardino molto grande. I miei si diedero il cambio con lui, e se lo andarono a prendere a casa. Fu uno dei pochi miei fidanzati che abbiano mai conosciuto. Il cane, intanto, cresceva bene. Testardo, più di me. Maleducato. E affamato, sempre. Una volta io ed A. lo portammo in pineta e lui riuscì a scovare la carcassa di un topo morto. Venne da noi con questa roba in bocca, la coda che gli penzolava tra i denti. Sembrava felice, il puzzone. Se lo mangiò tutto. Il veterinario ci disse che essendo stato vaccinato contro la leptospirosi, non avrebbe avuto problemi.

La storia con A. finì, e io e topo rimanemmo soli. A posteriori, direi che River è stato anche e soprattutto il cane dei miei fidanzati, nel senso che è sempre stato anche un compagno di una “entità-coppia”. Da soli, ci siam sentiti un po’ monchi, entrambi. A un paio di anni, divenuto sempre più discolo, decisi di farlo addestrare. La cifra era proibitiva: 1.500.000 per tre mesi di corso. Fu un disastro totale, nel senso che i diktat dell’allenatore parevano rimbalzargli. O meglio: fingeva di impararli, per poi dimenticarsene il giorno dopo. A me non piacevano i suoi metodi: quando lo tirava con veemenza col collare a strozzo, non riuscivo a guardare. Al termine dell’addestramento, aveva imparato a sedersi. Ma niente di più. In fondo ero felice: non volevo un automa, uno di quei cani che sanno ripetere pure le tabelline. Meglio un coatto di periferia (anzi, un cavallo pazzo, come lo aveva soprannominato la signora che viveva sotto casa dei miei genitori, in seguito alle sue numerose corse casalinghe).

In quel periodo, rischiò anche un brutto incidente. Eravamo a villa Borghese, e come sempre faceva, se ne correva come un folle, senza guardarsi intorno. Colpì una ragazza dietro le ginocchia, facendola cadere in terra, di sedere. Panico. Temevo si fosse rotta qualcosa, anche perché ce ne mise un po’ a rialzarsi. E, invece, tutto ok. Il giorno dopo andai in una compagnia di assicurazione (la Toro) e lo feci assicurare per i danni a terzi: 100.000 lire l’anno, con una copertura di mezzo miliardo di lire. Una garanzia, con una scheggia impazzite al guinzaglio. La sua prima vacanza fuori Roma fu in Umbria, in un agriturismo, sempre con A.. Là ne combinò di tutti i colori. Dal furto delle pantofole nell’alloggio di una coppia di olandesi nostri vicini; alla quasi rottura degli annaffiatori (li mordeva); fino alla quasi rottura di un enorme vetro (non lo aveva visto, e ci corse contro). Era davvero una peste.

Per un periodo tornai a vivere con i miei – a mia nonna serviva la casa. Loro lo trattavano come un altro figlio, viziandolo. Era un nuovo bambino. Fu una tragedia: lo abituarono a salire sul divano, ad abbaiare quando si mangiava, per attirare la nostra attenzione, e un’altra serie di cose scostumate (ah, anche bere dal bidet). L’addestramento si rivelò la più grande bufala della sua vita, un po’ come i prodotti dimagranti che, in quegli anni, Wanna Marchi vendeva in tv. La notte dormiva sempre con me, in camera. Si infilava sotto al letto, e ogni tanto la sua testa spuntava fuori da un telo decorativo che circondava la base.

E’ quando inizio a lavorare come giornalista, che non riesco più a trascorrere molto tempo con lui. Giornate intere fuori – chi fa il freelance, conosce bene quel genere di vita – e rientri stressati. Su una cosa il cane non mi dava mai problemi: gli orari delle uscite, sia la mattina che la sera. Non ha mai pianto all’alba per fare pipì. La domenica sapeva aspettare anche fino alle dodici. Un santo. Quando mi svegliavo, iniziava a fissarmi, come a dire: “daiiii, che mi scappa, però ti aspetto, sbrigati”. In quel periodo, ci fa prendere un brutto spavento: un forasacco gli si infila nel caso. Mentre stiamo facendo la nostra passeggiata, all’improvviso inizia a starnutire. Non smette e a un certo punto inizia anche a sanguinare. Panico. Corsa dal veterinario, che decide di fargli un’anestesia totale, per estrarre il forasacco dal naso. Ricordo la fatica che facemmo io ed A. per metterlo ancora addormentato sul sedile posteriore, facendo attenzione alle zampine. Durante il viaggio inizio ad alzare la testa e guardarci. “Hey, che mi avete fatto?”.

Col lavoro, riesco a potermi permettere un affitto. E’ un monolocale, molto spazioso, una specie di loft, in via di Ripetta. Splendido. Nonostante le dimensioni – circa 40 metri quadrati – stavamo benissimo. Qua conosco M., la mia terza storia. Lui è un tipo da gatti, ma con il topo entra subito in confidenza. Ricordo le passeggiate in via del Corso e piazza del Popolo, ma anche sul Lungotevere: mi sentivo sempre di camminare dentro ad una cartolina. Villa Borghese è a due passi. A dire il vero, non amo scioglierlo libero. Nonostante l’addestramento, un’altra cosa che non ha MAI imparato a fare, è stato tornare quando glielo dicevo. Insomma: era capace anche di attraversare una strada. Una volta – non ricordo esattamente dove – bloccai il traffico: mi misi in mezzo alla strada e urlai STOP, solo perché topo stava facendo il pazzo, zigzagando ovunque. Con M. facciamo la seconda vacanza del topo: sempre in agriturismo (difficile andare altrove…), ma stavolta in Toscana. E’ capodanno. Il cane sembra essere uno dei pochi quadrupedi a non aver paura dei botti. Cammina sereno in strada, mentre quello che, allo scoppio di un petardo, sussulta come una signorina, sono io. La gente si stupisce. E’ un cane solare, attira complimenti, ha sempre voglia di fare le feste, a tutti. Non è assolutamente un cane da guardia: lo capisco quando l’appartamento riceve una visita dei ladri. Rientro dal lavoro alle 20, e trovo la finestra spalancata. Spariti abiti, ma rimasti televisore e pc. Sul tavolo, una scatola di biscotti, mezza consumata: i ladri lo avevano corrotto. Comunque fui felice di trovarlo scodinzolante, in fondo gli avrebbero anche potuto fare del male. Lui non aveva capito proprio nulla. Secondo me voleva dirmi: “Hey, quando non c’eri sono passati dei tizi che mi hanno fatto giocare un po’! Erano così gentili, mi hanno pure dato da mangiare”. In quel periodo, fa prendere un brutto spavento a me ed M.. Correndo dietro ad una boxerina, nei giardini di piazza Augusto Imperatore, si tagliuzza il polpastrello. Quello è il suo secondo intervento in anestesia totale. Si decide di asportarlo. Zampina fasciata, collare della vergogna, e via. Pochi giorni dopo l’intervento, è di nuovo in pista a fare il pazzo. Nel 2004 un altro spavento. Ha una specie di paresi di una parte del muso. Io sono fuori per lavoro, i miei lo portano da un neurologo canino. Nulla di serio, si pensa ad un problema alla tiroide. Il medico prescrive analisi del sangue, ma quando ritorno sta già meglio. La paresi se ne va, e topo è sempre in pista. Per lui, faccio anche una corsa in ospedale il 24 dicembre, poco dopo la mezzanotte: si è spezzato un’unghia, che continua a sanguinare. Gliela strappano, senza anestesia. Ricordo ancora il lamento soffocato. Ma, per fortuna, nulla di più: splendida fascetta rosa a coprire la zampetta. Molto fashion.

Gli anni scorrono veloci. Così veloci, che non mi rendo conto che invecchia. Ma lui è un giovane dentro, sempre. Arrivano L. e la mia ultima storia. Col primo non familiarizza molto – in realtà è L. a starsene un po’ sulle sue. Diciamo che lui non ama i cani, e questi, quando sono di fronte a soggetti diffidenti, tendono a rispondere con l’indifferenza. In realtà, il cane fa amicizia con tutti. E’ affettuoso a prescindere. La sua bontà è disarmante, a tratti anche eccessiva.

Dal monolocale, passo all’attico di piazzale degli Eroi. Grande terrazza, che diventa presto la sua terrazza. Nei periodi in cui non sono fidanzato, e devo partire per l’estero, mi affido a due bravissimi e gentilissimi dog sitter. In 14 anni non l’ho mai e poi mai voluto lasciare in una clinica. Troppo stress. In casa loro vivono meglio il distacco, circondati dai soliti oggetti. Ricordo ancora la mia primissima partenza all’estero: il giorno dopo si ammalò, una brutta bronchite, e per il veterinario i due eventi erano correlati. Quella volta lo avevo lasciato dai miei, li chiamavo più volte al giorno per sapere come stesse. E quando tornavo, era un bagno di saliva con la lingua zuppa.

Di vacanze insieme ne abbiam fatte diverse. Ricordo un’estate al Giglio. Una settimana e un solo grosso spavento. Dopo cena, gli faccio fare un bagnetto, ma dopo aver nuotato per qualche metro, resta incastrato nella rete che delimita la zona dei bambini. Panico: io ho lo stomaco pieno e in spiaggia non c’è nessuno. Il cane è fermo, muove le zampe, ma non riesce ad andare avanti. Decido di spostarmi, mettendomi in diagonale, rispetto a lui: lo chiamo e per fortuna riesce a liberarsi. Abbraccio liberatorio. Qualche minuto dopo, troverà il modo di rubare una ciabatta ad una signora che, a qualche centinaio di metri, era seduta in spiaggia. Farsela ridare è sempre un’impresa. Come quando – agriturismo toscano, quella volta ero con M. – entra in un pollaio e addenta un pollo morto. Sì, morto. Abbiamo tentato in ogni modo di farcelo ridare: sgridandolo, sculacciandolo e, infine, offrendogli cioccolata. Niente da fare. Se l’è mangiata. Chiamo il veterinario, che è molto laconico: “Se il pollo è morto per cause naturali, al cane non succederà nulla”. Per due giorni non mangia, e vomita piume. Ma, per fortuna, si riprende pure stavolta. Con L. andiamo in agriturismo a Umbertide (giornate meravigliose) e, un’estate, all’Isola di Ischia. Quest’ultima volta hotel, camera grande con terrazzo spazioso (ma tanto lui voleva sempre stare con noi): ricordo il fugone, un giorno, verso le piscine, sono riuscito ad afferrarlo pochi metri prima che si tuffasse. Non oso immaginare cosa sarebbe successo.

In casa, la sua posizione preferita, ma molto trasgressiva, è sul letto oppure sul divano. Sa che non lo dovrebbe fare, ma se ne frega. Così, quando non c’è nessuno nella stanza, si mette comodo, per scendere al volo non appena qualcuno lo vede. Che grandissimo paraculo. Rarissime volte, lo facevo sedere tra noi sul divano: ma resisteva poco, perché in tre si stava un po’ scomodi. Negli anni a venire, finisce un’altra volta sul lettino operatorio: una ciste nella zona perianale va rimossa, inizialmente si pensa ad un tumore (ipotesi poi smentita dall’esame istologico). Il veterinario teme che possa essere un tumore. Intervento delicato, non è più un giovincello, gli tengo la zampa mentre gli fa l’anestesia. Il medico ci avvisa: “Più passano gli anni, e più le anestesie sono rischiose”. Tutto bene, sedere nuovo, bau in splendida forma. L’ultima anestesia è per rimuovergli il tartaro dei denti. Intervento necessario (anche io pensavo fosse una cosa estetica), perché nelle sue condizioni, rischiava di dargli problemi anche al cuore. Ricordo un pomeriggio intero a dormire, in salotto, prima che gli effetti del farmaco gli passassero. Era ancora di più adorabile, in quello stato di coccolosità permanente.

L’ultima vacanza fatta con lui, fuori Roma, è al Conero. I viaggi in macchina, con lui, non sono mai faticosi e si comporta sempre bene. Una sola volta – il primo viaggio con A. – ha vomitato in auto. Ah, l’odore delle crocchette rimesse, indimenticabile. Le altre volte è sempre stato un passeggero modello. Ogni tanto guardava fuori dal finestrino, più spesso appoggiava il muso sul sedile di uno dei due, e dormicchiava. Mi rendo conto che è invecchiato, quando, dopo avergli tirato un bastone, lui non riesce a trovarlo. Ha la cataratta, anche se annusa-annusa alla fine al bastone ci arriva. Il fiuto è sempre rimasto ottimo. Del resto, il Labrador, detto anche cane-fogna, deve pur raccattare la roba da mangiare, no? Ah, quante sgridate, in strada. Il rischio delle polpette avvelenate, a Roma, è sempre alto. Ma quando si camminava, la sua testa era china, alla ricerca delle ciotoline che le gattare nascondono sotto le auto per i mici. Sembrava che aspettasse di uscire non per fare i bisogni, ma per aprire la caccia al mangime dei mici.

I primi seri acciacchi legati all’anzianità arrivano nel maggio dell’anno scorso. Problemi alle zampe posteriori – artrosi – e ai reni (non riesce più a trattenere la pipì per una giornata/notte intera). Il veterinario gli prescrive due farmaci: uno per i reni e il cuore (il Fortekor), un altro per le articolazioni (Cosequin). Costo mensile, circa 130 euro. Deve anche cambiare mangime, prendendo solo quello specifico per cani con problemi renali. Un salasso, e mi chiedo come avrei fatto se non avessi avuto uno stipendio che mi permetteva un buon budget per il quadrupede. Dopo qualche mese di cura, sembra stare meglio. Chiaramente va più piano, niente più corse, ma la camminata è da anziano simpatico. Che, ogni tanto, cerca pure di fare il provolone con le cagnette. Capitolo femmine: il topo è vergine. Non mi sono mai messo d’accordo con nessuno, e lui non ha mai mostrato tutta questa volontà di accoppiarsi. Non voglio dire che fosse gay, per carità, anche se coi maschietti si è sempre trovato bene. Rapporti anche burrascosi, qualche ringhiata, ma alla fine amiciforever.

A luglio dell’anno scorso il micio, salvato da un cassonetto insieme a tre fratellini (questi ultimi dati in affidamento a due river-lettori). All’inizio – chi mi segue lo ricorderà – un dramma. Lui gli si avventa contro, ringhiando. Spruzzi di diarrea di micio contro il muro. Poi diventano amici. Inseparabili. Diciamo che è miao a stargli sempre attaccato. A salirgli sopra, facendogli dei massaggini sulla schiena. Lui abbozza. Gli ultimi mesi passano veloci. Topo sta sempre più male. Lo vedo spegnersi, davanti a me. Ma è lo stesso processo di una candela che, dopo aver bruciato tutta la sua esistenza, spegne gradualmente la fiammella. Inutile opporsi, perché la cera sta per finire.

River è stato una spalla. Paziente. Dio quanto è stato paziente. Star dietro agli orari di un giornalista nevrotico, alla sua tormenta vita professionale e, soprattutto, sentimental-sessuale, non è deve essere stato facile. Santo River. Siamo partiti dal giardino enorme, passati per un monolocale, poi l’attico (ah, quanto odiavi quel salotto troppo caldo, eh!), infine l’ultima casa. Hai vissuto questi cambiamenti come delle operazioni necessarie per starmi accanto. A ogni viaggio all’estero che ho fatto, mi hai aspettato. Sia quando ti lasciavo ai dog sitter, che i primi tempi ai miei genitori. Non mi hai mai tenuto il muso, non sapevi cosa volesse dire. Eri sempre felice di rivedermi. Hai conosciuto quattro dei miei cinque fidanzati, più quelli passeggeri. Quando incontravo qualcuno, ascoltavi silenzioso i nostri rendez vous. E chissà se avrai pensato: “Io, invece, non faccio mai sesso”. La gente mi chiedeva come mai ti tenessi nascosto da loro: non era gelosia, è che tu facevi sempre le feste a tutti, e non volevo condividerti con persone che non avrei più rivisto. Se mi chiedevano il tuo nome, per non dire quello vero, ne inventavo sempre uno diverso: il più gettonato era “Sunny”. Detestavi sentirmi litigare con altre persone. Tutte le volte che in casa si discuteva, arrivavi tu, ti piazzavi in mezzo e iniziavi ad abbaiare. Anche l’anno scorso, quando la voce era quella di un anzianotto, non rinunciavi a dire: “Piantatela di litigare, fate la pace”. Non hai mai morso nessuno. Ti saresti lasciato uccidere, pur di mordere. L’autodifesa, per te, era un concetto mai imparato. I tuoi genitori erano buoni come te, è nel Dna della vostra razza. Fessacchiotti amici del mondo intero. A volte potevi essere geloso, ma sempre in maniera soft: capitava quando, in strada, mi fermavo ad accarezzare qualche altro cane. Allora arrivavi, e iniziavi ad annusarlo, a volte anche spostandomi col muso. Ricorda ancora quando ti portavamo fuori in due, e io mi allontanavo un attimo – magari per andare al bancomat – tu ti fermavi, e mi seguivi con lo sguardo.

Avrei voluto scrivere ancora tanto. Mi sarò sicuramente dimenticato di qualche altra tua malefatta. Non smetterò mai di ricordarti. E tu continuerai a vivere accanto a me, anzi, dentro di me. Sarai il ricordo di quell’unico amore incondizionato che una creatura vivente possa mai provare nei confronti di un uomo. Senza mai chiedere nulla in cambio.

Grazie puzzone. La tua ciotola adesso la usa il gatto. Tanto ti veniva sempre a rubare le cosine, e tu lo lasciavi fare, farloccone ;)

(grazie, a chi ha commentato, a chi mi ha twittato il suo affetto, alle e-mail, dolci carezze virtuali. we are a family. E grazie a Rita dalla Chiesa, che ieri, a Forum, ha salutato topolone – al minuto 29)

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101 Responses to “Storia di un cane.”

  1. Rosa (SexPot) Says:

    Che bella storia d’amore ^_^

  2. C. Says:

    Ho sempre immaginato che si chiamasse River, come te. Anche io ho scelto come nick il nome della pelosa che ho amato come una figlia.
    La vostra è stata una bellissima storia d’amore…

  3. Marco Says:

    Te lo dico, così non vale. Ancora lacrime.
    Letto tutto d’un fiato.
    Non avendo mai avuto un cane mi sento, quasi, fuori luogo nel commentare. Eppure l’amore reciproco tra voi arriva e forte; lo si percepisce chiaramente dalle tue parole e piangere diventa uno sfogo spontaneo ed empatico che si fa fatica a trattenere.
    Grazie per questa storia. La vostra.
    Un abbraccio.

  4. Exe Says:

    Bellissima storia. Conoscere il suo vero nome è stato pazzesco.

  5. Emgiac Says:

    Tu sei straordinario! Lui è straordinario! Lieto di averti letto, averlo conosciuto attraverso di te. Come dico sempre gli animali sono migliori di noi.
    Un abbraccio.

  6. gigi84 Says:

    Però dai, non ci fare piangere più :( Sei un’ottima persona, lo sappiamo, ma in questi momenti abbiamo la conferma. Conoscevo solo l’ultima fase della tua vita con Bau. Ora ne so molto di più e non mi stupisco di nulla. Hai dato tanto amore a Bau. Lui a te. Spero che da lassù Bau ti faccia un bel regalo, te lo meriti. :) Un abbraccio Riv!

  7. efy Says:

    la foto più bella tra queste?? dentro la macchina coi sedili beige! faccia da discoletto! :’) cucciolo lui! purtroppo la vita è così.. studiando medicina, vedo parecchia gente che muore.. bisogna prenderla così com’è come la naturale fine di un ciclo. in bocca al lupo per tutto! river ti sarà eternamente grato per l’amore che ha ricevuto e tu sarai eternamente grato di averlo fatto entrare nella tua vita!

  8. Alessio Says:

    Mi sono commosso…

  9. Valeria Says:

    Grazie River di aver condiviso tutto questo con noi.
    Grazie di averci detto come si chiamava quell’angiolotto.
    Mi hai fatto piangere.
    Strapazza gatto da parte mia, anche lui si sentirà un po’ solo.

  10. emme Says:

    Forse solo chi ha un cane può capire l’Amore che scorre tra le parole di questo tuo emozionato / emozionante racconto! Grazie per averlo condiviso… un abbraccio!

  11. dianthus Says:

    In questi giorni non ho visitato il tuo blog col timore di leggere tale notizia..
    tutta la comprensione e l’affetto di una sconosciuta lettrice

  12. Motorhead Says:

    Ciao River,
    in gamba e coraggio, i nostri animali diventano con gli anni amici, compagni di vita, quasi parenti.
    Il dolore è molto forte, il vuoto grande.
    Coraggio, siamo tutti vicino a te.

  13. Lolò Says:

    Anche io ho fatto la foto al guinzaglio dopo..
    Ma non è l’unica cosa che rimane. Lo sai

  14. Daniele Says:

    Grazie per aver voluto condividere, Riv.
    Un abbraccio, che fa sempre bene, in questo momento, di più.
    Daniele

  15. Davide Says:

    Non sei grande, sei immenso! Nonostante la commozione, il tuo tributo a River è così dolce che li fa ridere gli occhi lucidi! We are a family e River ci sarà sempre :)

  16. Paolo Says:

    Ho sempre amato i cani, pur non avendone mai avuto uno. Ora, anche grazie alla vostra storia, li amo ancora di più… grazie

  17. cuoreconleantenne Says:

    :-)

  18. Rafael Says:

    Tenero Riv.

    Io non ho cani ora, prima un dalmata, ma sono sempre a contatto con due giovincelli di una mia amica, che sono quasi come miei.

    Tenendo conto che hanno 2 anni una e 7 mesi l’altro, ci terranno compagnia almeno fino ai nostri 36/37 anni…
    Che strano!

  19. Alex Says:

    Più che una storia d’amore mi sembra una bellissima storia familiare perchè, dopotutto, era un membro della famiglia esattamente come lo è un essere umano.

    RIP River

  20. Adry Says:

    River… lo sai, lo sapevo.
    questo racconto mi ha commosso tantissimo.
    Mi hai fatto piangere, mi hai fatto ridere e mi hai fatto ripiangere.
    La vita è così.
    Grazie di aver condiviso questo con noi. Grazie.

  21. luca_parma Says:

    grazie per le tue parole. mi sono scese tante lacrime!

  22. H_W Says:

    Solo chi ha un cane può capire il rapporto simbiotico che si crea con loro… danno tutto l’affetto di cui si ha bisogno in cambio di poco. È durissima quando vengono a mancare ma trovare la forza di rialzarsi è anche un modo per onorare la loro memoria.
    Impossibile non commuoversi leggendo questo racconto…
    Un Ciao ai due River…

  23. federico Says:

    Mi hai commosso…Tenerissimo!!! Solo chi ha un cane può capire il rapporto d amore che si crea!! Ciao e un abbraccione!! :)

  24. AndreaM Says:

    è una bellissima storia la vostra :)<3

  25. Alex Says:

    River, sapresti dirmi a che minuto del video si parla di topolone? Mi piacerebbe vederlo senza sorbirmi Forum che non é tra i miei programmi preferiti ;)

  26. river Says:

    Al minuto 29 circa.

  27. ex-xxcz Says:

    Un abbraccio, River

  28. greenfra Says:

    Ho iniziato a leggere col sorriso e adesso ho le lacerime che mi scendono. Te l’ho già detto mancherà pure a me…chiederti come sta e le sue foto dolci. <3 però ci sarà sempre nei tuoi ricordi :)
    p.s. non potevi mettergli altro nome e quasi quasi me lo immaginavo^^

  29. Alex Says:

    Piacevolissima lettura anche se di un racconto molto triste . La cosa bella per me e’ che River ora e’ diventato una parte di me e come i miei cani sarà indimenticabile. Abbraccio Alex

  30. danilo Says:

    quando ho sentito il saluto di rita dalla chiesa sapevo che topolone era lui… meglio ho subito pensato a lui e a te… non sto piangendo o forse provo a non farlo. :)
    grazie non so scrivere altro!

  31. Matteo Says:

    Grazie di aver condiviso tutto questo con noi.
    Ci hai permesso di conoscere la tua storia d’amore con il bel cucciolotto. Sapevo si chiamasse River, lo sapevo!
    Un abbraccio a te e un saluto a lui che sicuramente ti è vicino, ovunque sia. (:

  32. mat Says:

    ho un cane, 15 anni fatti a gennaio.
    sta male ma non sono ancora pronto e temo non lo sarò mai.
    ti rileggerò quando accadrà, nella speranza che possa essermi d’aiuto.

  33. Francesco Says:

    River, perdonami, ma non sono riuscito a leggere la storia. Anche io ho una cagnolina, un incrocio tra Yorkshire e Barboncino di quasi 11 anni che ormai fa parte della vita della famiglia, della mia vita. Per me è come una sorella e non riesco ad immaginare il momento in cui lei non sarà più a scondizolare dalla cuccia perchè, pigrona com’è, pretende che io le vada vicino a salutarla ogni volta che ritorno a casa.
    Non riesco a immaginare la mia vita senza di lei.
    Per questo comprendo il tuo dolore e ti sono vicino. Ti mando un fortissimo abbraccio e ti consiglio di non essere triste: conserva i meravigliosi ricordi che hai di lui. Così non smetterà mai di vivere :)

  34. soulboy Says:

    Letto tutto d’un fiato; hai davvero deciso di farmi commuovere ogni volta. :)

    Il topolone somiglia moltissimo nel carattere alla mia cagnolona di 7 anni, una “cucciolona” incrocio tra pit bull e pastore tedesco (che in questo momento sta scorazzando come una “cavalla pazza” in giardino! :D); si somigliano anche per quanto riguarda il post anestesia :P (due esi fa circa, ultima operazione e spavento!).

    Da quello che scrivi – e ci hai sempre raccontato -, si percepisce, anche attraverso la sterilità di un monitor, tutto l’amore che reciprocamente vi siete donati in questi anni, ed è una cosa bellissima.

    Ti lascio un forte abbraccio.

  35. lady aonymous Says:

    adoro vedere la foto di bau rassegnato alle “torture” di miao…
    ho sempre letto sempre di lui e mi sono commossa come fosse stato il mio cane!

  36. filippo Says:

    ritrovo tanti episodi vissuti con la mia cocker. anche lei itinerante e poliglotta per causa mia ma tanto tanto paziente e tanto tanto affamata. la lettura della vostra storia mi ha dato un senso si pace dopo le lacrime dei post precedenti. Grazie Rivers (bau e umano)!

  37. Alessandro Says:

    grande river… intendo sia te che bau….

  38. prime Says:

    da un paio di giorni non visitavo più il tuo blog, per lo stesso motivo per cui qualcuno non ritira le raccomandate per paura di ricevere una multa. le cose spiacevoli però non si evitano non recandosi all’ufficio postale. o non digitando un http. è assurdo e meraviglioso come tu riesca a rendere partecipi tutti di ciò che ti succede, di cosa provi, di come ti senti. e cosi facendo ci coinvolgi tutti. leggendo l’ultimo tuo post credo che in tanti avranno avuto gli occhi lucidi come me. anche se non ci conosciamo volevo dirti che ti voglio bene e, anche se è difficile, è necessario pensare alle cose belle che hai condiviso con bau, piuttosto che alla sua assenza. bau è entrato nella tua vita perchè insieme sareste stati falici, come mi sembra di capire sia stato per molto tempo: ed è questo ciò che conta veramente.

  39. Rha Says:

    Mi spiace,
    capisco che significa perder qualcuno che si ama. Alla fine ha vissuto pienamente la sua vita canina, ed è morto di vecchiaia nell’affetto che meritava. Molte persone che conosco hanno dovuto dire addio ai loro pelosoni pur essendo questi in giovane età. Pare che alcune razze siano predisposte a tumori senza scampo!
    Per sdrammatizzare, consiglio un fermo immagine al minuto 30:23…chissà se anche il cucciolo inquadrato sarà adottabile! ^.^

  40. angela Says:

    ..non ho avuto mai il coraggio di scriverti..ma oggi lo faccio..era affezionata a bau..ogni volta che vedevo una sua foto..o un post legato a lui ne ero felice..oggi leggendo la sua storia ho pianto molto..come quando hai detto che non c’era più..guardo il mio cane e penso a quanto voglio godermelo..come hai fatto tu..non so più che scriverti sembra tutto stupido..è stato un piacere leggere la sua storia grazie di averla condivisa con tutti noi. un bacio*

  41. loran Says:

    La vita passata con un animale domestico è densa di momenti belli, meno belli, spesso dolcissimi a volte estenuanti e forse è proprio per questo che è un esperienza meravigliosa di relazione con un altro essere vivente.

  42. mm Says:

    io commento molto raramente, ma le storie di puzzone mi hanno sempre fatto emozionare, forse per il mio forte desiderio di avere un cane. e questa volta mi hai fatto piangere…

  43. Riccardo Says:

    Grazie.
    Grazie per questi meravigliosi ricordi. Ho rivissuto la perdita del mio primo cane.
    Dolorossismo.. i suoi occhi che mi guardavano per salutarmi, qualche giorno prima della sua partenza.

    Un abbraccio.

  44. Giugi Says:

    Ho pianto. Sto piangendo ancora nel rileggere quello che hai scritto. Come sai anch’io ho un bel sacco di pulci di 16 anni e in questi ultimi mesi, in cui non è stato molto bene, la paura e l’ansia di perderlo hanno preso il sopravvento.
    Ognuno ha le sue cose, i suoi impegni: il lavoro, gli amici, il fidanzato, i viaggi, ecc..; i cani hanno solo noi. E l’Amore che ci danno è la cosa più grande che ci possa essere, è l’amore più incondizionato che esista. Grazie della tua bella storia Riv…

  45. billi Says:

    ciao River, sono un lettore “silenzioso” del tuo blog e ieri quando ho letto il post sono rimasto incollato al monitor, con un filo di stordimento. ho pensato ad H., il labrador del mio fidanzato, al quale sono legatissimo, un amore di cane, ed ognuno di loro è così. sono rimasto stordito appunto. la cosa bella delle storie d’amore, come quella che lega il cane al suo padrone, è che è impossibile scrutarne le proporzioni.

    Ciao Topolone

  46. Lucas Says:

    Commovente, sei un grande.

  47. chopin Says:

    Quel cane è stato l costante della tua vita.

  48. Marisa Says:

    Mi hai fatto piangere River, e non succedeva da tanto tempo.
    Un grosso abbraccio.

  49. razzo Says:

    io temevo cioè che hai scritto perchè rivivo i miei 30 anni in compagnia dei miei amati pelosoni, ma dovevi farlo, scrivere della storia del proprio amico inseparabile è un atto dovuto io non l’ho mai scritta ma spesso raccontata. Sempre con quel nodo in gola leggo il racconto e sono certo che il cagnolone ringrazierà per questo ennesimo gesto di affetto nei suoi confronti. Ora è una bella sfera di luce che ti ruota attorno…e non si spegnerà mai.

  50. mikimanson Says:

    <3

  51. Fabietto Says:

    e vabbè…….sto piangendo.
    Un abbraccio grande a te e Miao

  52. spettatore Says:

    Stasera si piange.
    Però è una storia bellissima, e il ricordo di River merita anche un sorriso.
    Grazie di cuore per averla condivisa.
    :)

  53. zarro Says:

    era veramente una canaglia il tuo River :-) bei ricordi.

  54. chiara Says:

    un racconto struggente, fatto di dolcezze, sorrisi e lacrime.il mio microbau ha solo due anni..e spero un giorno di vederlo invecchiare anche io.un bacio.

  55. ale Says:

    Come può Dio, o chi x lui, darci emozioni così belle e togliercele?… sono arrabbiato . Mi dispiace per bau e mi dispiace per te, perchè sei un bravo ragazzone e non te lo meritavi. È una storia bellissima ma che porta a galla la sensazione di perdita e impotenza che è capitato a tutti. Spero che sia a giocare in cielo con il mio papà…

  56. Fausto Says:

    Gli hai dato tanto ma mai quanto lui abbia dato a te.

    E’ la storia di tutti noi che abbiamo un compagno pelosone.

  57. Luca Says:

    È una bella storia, diversamente da altri che si sono commossi non la trovo triste, è un bel racconto sereno innanzitutto, il racconto di una vita. Bello

  58. Francesco Baldassarri Says:

    Io ho solo da dire “Grazie!”.
    Grazie di cuore a River-Blogger per aver condiviso con noi sui affezionati lettori questo capitolo triste e segnante della sua vita,
    Grazie di cuore a River-Topolone per essere stato un fratello, un amico, un fidanzato forse e un compagno di vita,
    e Grazie anche ai River-Lettori, a chi ha letto e chi ha commentato, mi prendo io stesso, da lettore qualsiasi, la libertà di ringraziare tutti voi per i messaggi bellissimi che avete lasciato: questa è l’Italia che ci piace, quella umana ed affezionata.
    L’empatia ci ha trascinato tutti in questi giorni: io ho pianto durante vari intervalli della giornata come un bambino, singhiozzando come non mi capitava da anni, avendo vissuto una storia simile.

    River, rinnovo l’abbraccio che continuo a farti da venerdì e le mie più sentite condoglianze.

  59. Alessandro Says:

    grazie!

  60. marco Says:

    L’ho letto tutto d’un fiato. Mi sono commosso. Un abbraccio.

  61. MrX Says:

    Il tuo cane non poteva trovare amico migliore… mi hai commosso… anzi lo ha fatto lui

  62. Teo Says:

    I nostri fratelli pelosi ci danno in pochi anni più di quanto un qualsiasi essere umano riesca a darci in tutta una vita… Ti capisco in pieno Riv, mi hai fatto rivivere la mia storia, grazie! E per questo ti abbraccio forte e ti mando una carezza; Micio sicuramente ti darà l’aiuto maggiore a stoppare le lacrime, ad un certo punto!

  63. Fabio Says:

    Ciao Bau, buon viaggio.
    River sorridi, gli hai dato una vita bellissima.

  64. aleh Says:

    Davvero mi commuovo e immagino quanto sia dura. ma che meravigliosa amicizia avete avuto! siete stati fortunati!

  65. clolove Says:

    considerato che i labrador vengono addestrati anche per fare da guida ai ciechi, posso dire che il tuo era veramente un ciclone, ma ovviamente buonissimo, il nome lo avevo immaginato ma non ne ero certa. Complimenti per come hai raccontato lla sua storia. baci anche all’innominato miao ancora.

  66. Shion86 Says:

    :’) mi hai fatto commuovere. Un saluto a bau che è lassù e un abbraccio a te.

  67. fabio Says:

    ….non mi sono mai considerato un amante degli animali….ma la tua storia mi ha devastato…vedere le foto del tuo vane da cucciolo e poi..adesso…ho visto le foto mentre tenevi la zampa…mi sento male,ho pianto…forse non ho mai voluto un cane per non soffrire cosi..ma forse è più forte quello che ti lasciano che vale la pena soffrire, mi sono chiesto perchè debbano vivere cosi poco…….ti hanno scritto mille cose bellissime che questa mia sarà ininfluente ma mi è venuta fuori così, di pancia…..ti auguro di superare presto il tuo dolore e che si possa trasformare in un ricordo bellissimo….vorrei farti una domanda? ne prenderai un altro? un mio amico è nella stessa tua situazione e non sa cosa fare, gli sembra di tradire il suo amico scomparso. ti abbraccio. PS hai un sito favoloso, prima di andare a lavoro controllo facebook e te!

  68. lemmy Says:

    gli hai dato e ti ha dato una vita bella
    s

  69. Fabrizio Parigi Says:

    BELLO, BELLO, BELLO …..

  70. Artlandis Says:

    ….come un bellissimo film, dal finale dolceamaro che ti lascia pieno dentro però. Di emozioni e, se possibile, di ricordi.. anche se non ci appartengono direttamente sono con noi, tra un post e l’altro…….

  71. Beps Says:

    Grazie.Conoscere la sua storia è davvero un passo importante x te e per noi.grazie per averla condivisa.

  72. Johnny Says:

    La storia di River mi ha commosso tanto. Grazie per averla condivisa. Mi dispiace tanto che oggi non sia ancora qui con noi. Un abbraccio a te

  73. Micol Says:

    Solo te riesci a desc”river”e la vita di una amore in un post e dargli tutta questa forza. Oggi Bau, anzi River è anche un po’ il nostro cucciolo, gli vogliamo troppo bene. Grazie Riv!

  74. virgi Says:

    ricordo che un giorno una persona ti chiese quale fosse il nome di bau e hai detto che volevi tenerti per te questa cosa..oggi l’hai detto..grzie..siamo diventati la tua famiglia virtuale…fatti forza

  75. Marcolol Says:

    Mi dispiace molto :((((((

  76. sabrina Says:

    I nostri amici pelosoni, cani, gatti & affini rimangono cuccioli per sempre, a pochi mesi come a 15 anni, sono sempre i nostri bambini; è per questo che è doloroso oltre ogni immaginazione quando ci lasciano. Allo stesso tempo tutto quello che possiamo e dobbiamo fare per loro è incredibilmente facile e naturale: amarli incondizionatamente. Un bacio ai due River che fanno ormai parte della mia quotidianità.

  77. Edward1984 Says:

    River: idea del fiume, della forza, la continuità, la costanza…Ora tocca a te, il secondo. Un abbraccio e un augurio.

  78. dert86 Says:

    un bellissimo,bravissimo e fedelissimo compagno di vita.

  79. alby Says:

    mi vien quasi da piangere a leggere il tuo post… posso ben capire il vuoto lasciato da un compagno che per molti anni non ha fatto semplicemente da sfondo alle tue giornate, ma che è stato parte di te in ogni attimo a partire dal momento in cui i vostri occhi si sono incontrati… wow… il legame che a volte si crea con un animale (e chiamarlo animale in contesti come questo è sicuramente riduttivo) lascia senza fiato e davvero è difficilmente descrivibile. un grande grande abbraccio river… sia a te che al river che ti ha fatto tanto compagnia e che continuerà a fartene con il ricordo del suo musetto!

  80. io Says:

    ancora un abbraccio e una carezza a tutti e due…

  81. Linus Says:

    Nel video di Forum ci sei anche tu Riv… o mi sbaglio? In ogni caso sei un ragazzo fortunato: tanti ti vogliono davvero bene e questo triste evento lo ha dimostrato in modo inequivocabile.

  82. Nali Says:

    Stavolta davvero il mio commento è una goccia nel mare….ma non potevo fare a meno di salutare River…. Attraverso di lui ho ripercorso anche la mia storia,in cui il tuo blog era un punto fermo che mi ha tenuto compagnia nei momenti di sconforto… Con voi ho condiviso la tua inconfondibile ironia e sognato mille volte la libertà… Saluti a te e addio
    Al

  83. Nali Says:

    addio al topolone.
    Mi è dispiaciuto non ricevere mai una tua
    Risposta. Ciao

  84. Filippo Says:

    Non piangevo da moltissimo tempo, davvero.
    Un abbraccio

  85. qwerty Says:

    Mi hai fatto piangere. Ti voglio bene.

  86. Chiara Says:

    :) un abbraccio

  87. nicola Says:

    Quando vado in ferie all’estero lascio i miei due figli in pensione,con trattamento vip:)) e io e il mio compagno quando siamo in albergo e la mattina ci svegliamo sentiamo la mancanza delle due pesti che saltano sul letto per darci il buongiorno,sentiamo la loro mancanza durante la giornata,e quando ritorniamo in italia la prima cosa è andarli a prendere.Il pastore tedesco che abbiamo da 6 anni,è il mio angelo custode.Tanti momenti bui superati grazie alla sua presenza,ai suoi sguardi amorevoli,al suo amore.Solo il pensiero di perderlo mi fà stare male.Quando quel giorno arriverà una parte di me se ne andrà con lui,perchè loro diventano una parte di NOI.Mi dispiace per river e mi spiace per te…..

  88. angelonero Says:

    Bisognerebbe far sapere ai cuori quando cominciare a spezzarsi. Lunga vita a te, River.. ti stringo al cuore.

  89. Ferzan22 Says:

    Grazie di aver condiviso con noi questa splendida storia d’amore incondizionato.. Ti voglio bene Riv, a tutti e due..

  90. monica Says:

    La foto del piccolo River al tavolo è da innamoramento istantaneo e indelebile: e infatti parli di lui come di una lunga storia d’amore. Mi piace come ne parli intrecciandolo a tutti i momenti della tua vita, perché si capisce quanto ne abbia fatto parte, quanto sia stato la tua costante di tutti questi anni. Un bacio a te e uno anche al miciotto.

  91. ALIAS Says:

    Un post che mi ha fatto capire molte cose. Grazie.

  92. Michele Says:

    mi hai lasciato una bellissima sensazione.
    Il Riverdog (vabbè dai ci siamo andati tutti vicini col nome :) ) ha fatto compagnia indiretta anche a tutti noi e credo di poterti dire serenamente che ti siamo tutti vicino.

  93. orsamaggiore Says:

    so di non essere gradito qui
    ho pianto in tutti i tuoi post, ho vissuto la stessa cosa due anni fa
    solo un consiglio, tienitelo per te se vuoi, pendine subito un altro, le tue energie saranno rivolte alla vita e solo i ricordi alla morte. credimi, io ho fatto così su consiglio delmio veterinario e mai scelta fu piu’ azzeccata…lo so che non ti interessa ,ma ti sono tanto vicino

  94. alex Says:

    mi dispiace davvero tanto, dev’essere dura ora.. però da una parte puoi ritenerti fortunato, almeno tu sai cos’è l’amore incondizionato di un cane, cosa che molti di noi non sanno (e chissà se lo sapranno mai)..

  95. Marco Says:

    Post stupendo e dolcissimo :-)
    Sai che non sapevo che bau si chiamasse River?! Il primo, vero River, come giustamente dici.
    Facci sapere come stai…

  96. Alessandra Says:

    Non passavo di qua da millenni. Da quando il tuo cane aveva cominciato a stare male e in contemporanea il mio gatto. Non volevo leggere di tristezze e dolorosa rassegnazione al tempo e alla vita, almeno non in doppio binario. Il mio gatto ha saputo comunicare in breve tempo che non voleva più stare qui e mi sono sorpresa più forte che mai ad accettare la Vita. E oggi leggo di River. Il caso non esiste eh? Oggi sono consapevole e serena riguardo il Distacco e nonostante la commozione, so che sia il mio Howie che il tuo River potevano dire quale bella vita si faccia ad essere un gatto/cane di Ale e River. Un abbraccio forte forte!!!

  97. tieto Says:

    …piango e piango e piango.. l’idea che questo cucciolo abbia passato tutta la sua vita con te è molto bella, e mentre l’essere umano -dotato di ragione- cambia partner, l’animale rimane paradossalmente fedele…che storia fantastica. Forza e coraggio River :)

  98. rocambolesque Says:

    RiverS

  99. Gabriella Says:

    Ti seguo da tempo ma raramente lascio commenti. questa volta sento di doverlo fare perché ho letto la storia del tuo cane e ho pianto,molto. So cosa significa perdere chi hai amato più di te stesso…quello che riesco a esprimere è quasi nulla ma…se è vero che esiste un paradiso per gli uomini, figuriamoci per gli animali. Ti abbraccio :)

  100. Dodi82 Says:

    mi sono commosso davvero tanto e ti sono vicino, anche io 2 anni fa ho detto ciao al mio cucciolo. Stai sicuro che un giorno lo rivedrai e ti darà ancora tutto l amore incondizionato che solo un animale ti può dare!
    Ciao

  101. Marco Says:

    Ho pianto come una fontana…che bellissima storia e che bella persona che sei tu.

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