A me Adele piace così com’è. Robusta, sicuramente non magra. Per questo inorridisco di fronte a qualsiasi lavoro estremo di Photoshop. I primi erano stati quelli di Vogue. Ora tocca ai nostri di Vanity Fair, che usano la stessa foto dei loro colleghi americani. Che è passato per la testa del photo editor?

Prima fanno i progressisti con la campagna pro-gay (“no coppie di serie B”), e adesso fanno passare la Adele “naturale” per una donna di serie C, sostituendola per questo con l’immagine di una donna che rispetti i canoni delle riviste di moda Conde Nast. Le Adele di tutta Italia dovrebbero far partire la campagna #noPhotoshop.

14 Responses to “La sosia di Adele su Vanity Fair (#noPhotoshop).”

  1. Marco Says:

    Tra l’altro certe modifiche riescono a rendere vacuo ogni sguardo.
    Una bella statua di marmo alla Canova, bianca, liscia…Anzi…quelle almeno trasmetto qualcosa, questa foto il nulla.

  2. edelP Says:

    Un altro paio di ritocchi e potevano usare una mia foto, nessuno si sarebbe accorto della sostituzione.

  3. razzo Says:

    ma qual’è il senso di mettere foto innaturali? Adele poi ha un bel viso indipendentemente dalle sue forme perchè dimagrirlo artificialemnte???

  4. DG_VICTIMS Says:

    Ma oramai photoshop è l’ordine del giorno per le immagini di copertina, non ultimo un servizio di JLo dove le hanno fatto una vita da vespa …. forse il nature è fuori moda?

  5. Alessandro Ferrara Says:

    Secono me è molto carina, è dimagrita e si vede!

  6. Naman Says:

    Vabbehhhhhhh ma pure Arisa nel servizio su Vanity l’han tirata fuori una gnocca spaziale….

    Negli anni ’80 c’erano le spalline. Negli anni 2mila il photoshop. Va così. Inutile prendersela.

  7. Nicolò Levi Says:

    No, scusatemi, capisco il photoshop che viene usato per eliminare qualche imperfezione o ritoccare alcune parti (il ché diventa comprensibile per dei buoni servizi in copertina), ma qui Adele è stata proprio trasformata. Cioè, labbra turgide e rifatte, zigomi prominenti, girovita quasi la metà delle spalle. Voglio dire, è palesemente supermodificata. E il servizio diventa a quel punto ridicolo e addirittura grottesco.

  8. ross Says:

    Usano photoshop anche su modelle 20enni bellissime e magrissime, non usarlo su Adele sarebbe stata la vera discriminazione, a mio parere. Comunque sono d’accordo sul moderare l’esagerazione.

  9. G. Says:

    A me piace moltissimo così, credo che Adele visto il suo attuale successo abbia il pieno controllo della sua immagine e se avesse voluto apparire diversa non avrebbe fatto il servizio fotografico o approvato la copertina, tanto più che è effettivamente molto dimagrita rispetto all’anno scorso e che appare dimagrita e con questa immagine (trucco e parrucco da diva, etc.) anche nelle recenti apparizioni pubbliche come ai grammys 2012.

    Evidentemente il successo le ha dato una maggiore sicurezza in se stessa e l’ha spinta a migliorarsi anche fisicamente, già aveva un bellissimo viso ma era davvero eccessivamente in sovrappeso (e non credo a chi dice che chi sia così in sovrappeso si senta a suo agio nel proprio corpo) mentre adesso si sta lentamente trasformando in una bellissima ragazza sempre formosa ma più sana, ben venga così forse avrà meno delusioni amorose in futuro!

  10. ale Says:

    sono contrario a photoshop. completamente. il traguardo della perfezione e il controllo estremo portano alla pazzia. Pazzia indotta dalla consapevolezza che non si potrà mai raggiungere tale perfezione, che spetta a qualcosa che è altro da noi.

  11. Valeria Says:

    Io non lo comprerò.

    Sai che io non avevo nemmeno capito che fosse lei?

  12. Alessio Says:

    Photoshop più che ritoccare le dive ormai ritocca il mancato talento dei fotografi.

  13. ale Says:

    “Interiors” di W. Allen

  14. Paolo [NotScared] e Miguél !!! l Says:

    Trovo un po’ patetico che una tizia che ha venduto milioni e milioni di dischi grazie al suo aspetto fisico “inusuale”, esattamente come fece Susan Boyle (con disco vomitevole, quello di Adele almeno è piacevole), una volta raggiunto il successo permetta questo stravolgimento della propria immagine. Ma magari sono i suoi manager che lo impongono.
    Mi piace invece l’ipotesi di G. sulla sicurezza ritrovata, ma non ci credo molto.

    @ Alessio: Concordo anche con te.

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