Il brasiliano Arthur Sales, noto soprattutto per la campagna di Armani Exchange, in una video-presentazione sulle note di “We are young”. Naturalmente bello.

Sull’erba/Sdraiato.

April 30th, 2012

Sull’erba/Seduto.

April 30th, 2012

Doveva essere la puntata di Belen e De Martino, il giorno dopo l’incidente e, invece, è stata la puntata del forfait di Alain Delon e degli sbadigli. Noiosa e, soprattutto, dominata sempre più da un pongoregolamento incomprensibile, per il pubblico e persino per Maria. Eppure gli ascolti premiano ancora il programma, in crescita.

- Appreso il forfait di Alain Delon, Maria si è subito data da fare per avere un altro grande nome. Non è stata fortunata e si è dovuta accontentare di Garko.

- Gli zigomi di Garko erano francamente imbarazzanti. Conteneveno lo stesso silicone presente nelle labbra di Valeria Marini.

- Enrico Brignano pareva un alieno: che c’entra col programma? E meno male che i tre (il terzo manco mi ricordo che fosse: so solo che, per farsi notare, ha puntato su orride scarpe da ginnastica rosse).

- Lo strip tease (farlocco) di inizio puntata è stato una poracciata immonda. Anche se la scena di Maria in intimo è da cult-Blob. Le domande – che ovviamente Maria conosceva – sono state perfidissime. Una, in particolare, ha lanciato messaggio diretto a Piersilvio Berlusconi. “Amici passerà a Sky?”. Maria sceglie di non rispondere.

- Maria è entrata in studio esibendo guanto leather tipo Michael Jackson. Paura.

- Emma canta “Bella senz’anima”: scelta ovvia. Faceva prima a entrare in studio e dire: “Belen è una troia e lui è una merda”. L’ha presa bene, benissimo.

- Carta dedica la sua dolce canzonina di Venditti ad una ragazza. Sì, certo. La visagista.

- Annalisa un po’ sottotono. Look sempre anni Sessanta, occhi dolci dolci e lacrime finali: l’eliminazione, con il popolo delle bimbeminkia contro, era difficile da evitare. Peccato.

- Gli sketch di Brignano – due – pallosissimi. Forse il secondo, sul sesso, più digeribile. Ma secondo me col programma non c’entrava niente. Ma la regia inquadrava spesso Maria che sghignazzava, per convincerci del contrario.

- Tra Nunzio e Giuseppe la scelta è dura, anonimi tutti e due, ballerini così così. Ma Giuseppe è più televisivo. Certo, da qui a vincere il programma ce ne ne passa.

- A metà puntata Maria non ha detto una parola sul caso Belen-De Martino. Un po’ ipocrita, visto che tanta gente era là (davanti allo schermo) per loro due. Non fare la sostenuta, quando ci sguazzi pure te in queste polemiche, su.

- Il primo a entrare è un ammaccatissimo De Martino, ricoperto di cerotti. Belen viene fatta entrare successivamente durante la pubblicità, per evitare i fischi del pubblico. Sai che imbarazzo. Stucchevolissime inquadrature a due della regia. Lei non dice praticamente nulla. Arrivederci e grazie, liquidati così.

- In un momento di caos per il regolamento, Maria dice: “Dovete scusarmi, ma governare il tutto è difficile. E non solo quello che vedete, ma anche ciò che avviene dietro le quinte”. Emma che tenta di uccidere Belen?

- Gerardo ha iniziato a stancare. Baffetti che sembrano due sgommate di bicicletta, voce persa chissà dove. Molto più bravo Carlo.

- Guardare Valeria cantare e dover prendere una Travelgum. Il mal di mare. Esibizione pessima, uscita meritata.

- Potere bimbominkiesco: è dall’inizio del serale che le golden se le aggiudica tutte Carta. Tutte.

- Prima della fine del programma devo sapere chi ha disegnato le tutine dei ragazzi: cambiatale, manco ai magazzini Mas.

- Amoroso non dovrebbe sempre voler strafare: urla, ma non esagerare, sei brava lo stesso.

- Carta quando canta parla. Insomma, canta come parla. Male. E le sue stecche hanno fatto saltare i punti di Belen.

- Qualcuno ha notato che dopo l’incidente Belen è uscita dall’ospedale con stampella e gamba fasciata; in studio camminava regolarmente.

- Pongoregolamento, un delirio. Più di una volta Maria si è rivolta al badante Zanforlin, per chiedere lumi. E ha pure sbagliato. Spiegarlo al pubblico è troppo, vero? A voler pensare male, viene il dubbio che se lo aggiustino di puntata in puntata.

- Allarme Valerio Scanu: la prossima puntata si sfideranno i big eliminati, per un ripescaggio. AIUTO.

- I giornalisti della giuria sono giornalisti o valletti di Maria?

- Da quando Maria ha svelato che Annalisa non la saluta in mensa e se ne sta per cavoli suoi, mi sta ancora più simpatica.

- Francesca brava, ovvio, il classico richiede studi, dedizione, Celentano docet: ma può fare “spettacolo”? La ragazza è poco personaggio.

- Siccome la Clerici ha chiuso presto, anche Maria non ha sforato la mezzanotte e mezza. Meglio: stavo sbadigliando.

- Twitter fiacchetto ieri: 4/5 trending topic dedicati ad Amici. Ma prima posizione occupata non in maniera stabile.

- Ascolti in crescita: 5.158.000 telespettatori con share 24.10%. Clerici: 16.86% share e media 3.901.000 telespettatori.

Lo confesso: da quando ne ho parlato la prima volta, mi sono autosorpreso a canticchiarla nei momenti più impensati. Ha effetti rivitalizzanti. Alcuni la definiscono la canzone più gaya del 2012. Per me è la più simpaticamente cazzeggiona.

In questo lipdub, le drag queen, i baristi e i cubisti di West Hollywood (quartiere supergayo a Los Angeles) omaggiano “Call me maybe” di Carly Rae Jepsen.

La vita dello Youtuber WatchBenSing è radicalmente cambiata da quanto Katy Perry lo ha fatto salire sul palco con lei. Il ragazzo, infatti, si è innamorato e ora vuole rivederla a tutti i costi. Ecco la simpatica e ironica ode alla cantante.

Los Angeles, la spiaggia. Sospiri.

Belen-De Martino, appunti.

April 28th, 2012

- Dopo l’incidente di ieri sera, alla stazione Termini, anche oggi la maledizione delle 19: la notizia che ribalta le impaginazioni dei giornali e scalette dei tg, con smadonnamento di quanti erano già pronti ad uscire un’ora dopo.

- Lo snobismo non è realistico. Sì, Belen-De Martino valgono un titolo, meritano un’apertura di pagina nei giornali. Perché la gente vuole leggerezza, si identifica con questo o quel personaggio e ne vuole seguire le vicende. A me la loro storia fa orrore, come mi fanno orrore i due personaggi (De Martino non dal punto di vista fisico…). Ma, per vendere, i giornali devono scrivere di loro. Le dotte discussioni sui massimi sistemi non valgono l’euro e 20 del quotidiano. Il bello del web, poi, è che basta un click per cambiare notizia.

- Il peso/influenza di “Amici” e dei suoi personaggi lo si capisce in due momenti: quando, a un’ora dall’inizio del programma del sabato sera, più della metà dei trending topic di Twitter sono monopolizzati; quando, un’ora dopo la diffusione della notizia del ricovero (che poi ricovero non era) di Belen e De Martino al Sandro Pertini, davanti all’ospedale sono confluiti più di 20 tra giornalisti e operatori. Mediaset, Rai, persino quelli dello snobissimo Tg di Enrico Mentana, passando per tutti i giornali.

- Personale sanitario nel panico: i vip, in genere, li mandano al Gemelli. Difficile gestire gli interpreti del gossip del momento.

- Curioso che Belen abbia potuto fumare all’interno del Sandro Pertini (come dimostra la foto sopra © Mario Proto). Anche se fosse stato un corridoio, se non erro è vietato, o no?

- Belen e De Martino insieme sulla moto: ma qualche giorno fa, lei non aveva detto che era già tutto finito?

- Per i maligni, Corona avrebbe fatto carte false per avere in esclusiva le foto dell’incidente.

- Per gli stessi maligni di cui sopra, #Emmaportasfiga.

- Gaffes dell’Ansa, in un suo lancio: la coppia incidentata era formata da “Belen e Fabrizio“.

- Fotografi frustrati: dopo i divieti di ieri di Trenitalia (vietato avvicinarsi ai treni incidentati), quelli della direzione sanitaria, che ha tenuto tutti fuori dall’ospedale.

- Più di una persona in fila in ospedale si è lamentata della presenza dei giornalisti. Poi domani, quelle stesse persone corrono in edicola a cercare le foto di Belen e De Martino.

- L’Ansa ha visto rosso: inizialmente è stata battuta la notizia di un trasporto in ospedale come codice rosso. Roba seria. Così non era: il codice è sempre stato giallo.

- Il momento più divertente della serata è stato il toto-punti: pare che Belen ne abbia ricevuti 15 su un braccio e 5 sull’altro (per altri, 13 su un braccio e 5 sull’altro, ma ci sono versioni discordanti); per De Martino alcuni punti sul naso e un paio sul braccio (qui non c’è stata precisione).

- Giallo foto: la manager della Belen la avrebbe volentieri fatta fotografare. Non dentro l’ospedale (vedi divieto ospedale). Così, con alcuni fotografi ci si è messi d’accordo:  “Quando andremo via, faremo rallentare auto in vostra prossimità”.

- Unico testimone dell’incidente è un fan-stalker. Sì: un ragazzo che pedinava De Martino, e che lo aveva aspettato fuori dagli studi in cui i due avevano concluso le prove per la puntata di sabato sera. Usciti da là, li ha seguiti, e ha assistito all’incidente. Incredibile la sua dichiarazione resa ai colleghi: “E’ tutta colpa di Belen. Sicuramente stavano andando nella sua suite d’albergo”. E ancora: “Sono molto affezionato a Stefano”. Bah.

- Quando il manager di Stefano è arrivato in ospedale, appena ha visto il testimone-stalker ha esclamato: “E tu che ci fai qui?”.

- Scommetti che domani Maria fa il botto di ascolti?

Con ciò buona notte blog.

Vanity Fair, storia di copertina: Monica Bellucci che dice no alla chirugia plastica. Come darle torto? Tanto c’è Photoshop.

Summer time in Rome.

April 27th, 2012

Roma, caldo, estate. Cambio-stagione da un giorno all’altro. E, infatti, ho sentito moltissime persone influenzate (io me la son cavata con mal di gola e raffreddore). In ogni caso, oggi, sole che spaccava le pietre. Come dimostra anche questa foto scattata da Lucio (che ringrazio), a piazza Mastai. I due ragazzi sono i protagonisti di uno spot (non identificato).

Quando ormai si è diventati degli squali affamati/esperti nella ricerca di una casa, la percentuale di “sòle” (i.e. fregature) si riduce drasticamente. I vari “esclusivo”, “affascinante”, “da vedere” non mi incantano più. Poche case viste, poche piaciute, per una sola ho avviato una timidissima trattativa (piazza Annibaliano, bell’attico, bagno messo maluccio: 1100 + 150 di condominio mensili, intrattabili, ciao core). La maggior parte degli affitti è concentrata nella zona di Monteverde, Vecchio e Nuovo ma anche Ponte Milvio. Quartieri che non conosco benissimo, e che – causa assenza metro – non mi hanno mai ispirato più di tanto. Non ho ancora voglia di tornare a guidare un motorino, troppa paura. Nella mia cara, vecchia Prati, un solo attico, senza ascensore e interamente arredato (ho i miei mobili). Così, alla fine – anche per fare un trasloco più indolore possibile (not too far away), mi sono orientato verso la mia zona attuale. E ieri ho visitato, in mattinata, una bella casa nella zona di Corso Trieste. 50 metri quadrati interni, 17 metri quadrati di terrazzo (una delizia). Non confina con altri appartamenti: solo il terrazzo, ma c’è muro divisorio. Salone spazioso (tavolo + divano), cucina molto piccola (niente lavastoviglie, ma tutto nuovo di zecca), ma con affaccio diretto su terrazzino; camera da letto con grande armadio a muro e letto matrimoniale; bagno allungato e grande doccia in muratura. Rifinita, aria condizionata e allarme (che non potrò usare, visto che micio lo farebbe scattare). Riscaldamento autonomo. Unico difetto: salone un po’ buio. Piaciuta da subito, l’ho rivisitata nel pomeriggio, e ho subito fatto la proposta in linea con mio affitto attuale. In serata mi hanno chiamato e mi hanno detto che l’hanno accettata: la proprietaria vive a Londra, dove lavora per un organismo internazionale. Ho dovuto mediare sulla data di ingresso: dove mi trovo ora ho pagato fino al 30 maggio, ma in quella nuova potrò entrare dal 15. Contratto si firma prossima settimana. Palazzo con appena 10 appartamenti. Il parcheggio continuerà ad essere un problema, temo.

L’idea di dover impacchettare di nuovo tutto mi terrorizza, letteralmente. Penso che anche per micio sarà un piccolo trauma (a proposito: sul terrazzo non ce lo potrò far andare, temo che se ne vada in giro per tetti). Ma almeno riavrò un terrazzo.

Incidente alla stazione Termini, due treni si scontrano, feriti. Nulla di grave, thank God. Appunti di un’ora di straordinarie cazzate della comunicazione di Trenitalia (che, a quanto pare, ha iniziato la sua involontaria campagna di promozione a ItaloTreno).

- Ai fotografi è stato impedito da subito di avvicinarsi al luogo dell’incidente. Manco fosse esploso un reattore nucleare a Fukushima. Lontani. Addirittura, alcuni uomini della sicurezza hanno messo le mani davanti ai loro obiettivi. Una follia, nell’era del citizen journalism. Fortuna che esistono i teleobiettivi.

- Difesa di Trenitalia: “Stavano soccorrendo delle persone, i fotografi avrebbero ostacolato le operazioni dei vigili del fuoco”. Tesi singolare, visto che i fotografi – occhi fondamentali della gente ma anche dei giornalisti – devono poter contare su un accesso alle cosiddette “all areas”. La censura fotografica equivale al suicidio comunicativo: ci sarà sempre un fotografo che riuscirà a catturare l’immagine che si vuole nascondere. E così è stato.

- Inizialmente Trenitalia dice che non c’è stato nessuno scontro, ma che i treni si sono solo sfiorati. Quindici minuti dopo, i treni si sono toccati su una fiancata. Spostamenti comunicativi che hanno il sapore della presa in giro.

- I feriti sono tutti lievi: come a dire, non è successo nulla, la vita va avanti, è normale che due treni si accartoccino così.

- La barzelletta dell’anno è quella sul ferimento del macchinista (vedi sopra comunicato stampa): “L’uomo si è ferito ad un ginocchio, in maniera lieve, urtando il bagaglio di un passeggero, fuori dal treno”. Nero su bianco. In un libro per gli aspiranti uffici stampa, questa spiegazione dovrebbe essere messe alla voce “cose da non dire”.

- La circolazione ferroviaria ha subito pochi disagi: falso. Bastava leggere i tabelloni con i ritardi. E, soprattutto, bastava parlare con i passeggeri dei treni in transito, che hanno ricevuto poche e scarne comunicazioni.

- Il personale di Trenitalia ferito, in maniera lieve, è stato inutilmente avvicinato dai giornalisti: “Ci è stato detto che non possiamo rilasciare dichiarazioni“. Dalle immagini alle parole, la comunicazione censoria colpisce ancora.

- Non è successo nulla, bene così. Ma è un diritto dei cittadini sapere come sia possibile che in uno dei maggiori scali ferroviari italiani sia potuto accadere qualcosa del genere. Giusto perché di incidenti ferroviari si può morire, e ci è già bastata la Costa Concordia quest’anno.

(foto post scelta a caso da river, guess why?)

Dall’Australia alla Nuova Zelanda: stessi elementi, vestiti invertiti. Sweet. Diciamo che c’è molta confidenza tra di loro (foto sotto).

Sotto, una esilarante parodia della boy band impegnata nel su tour mondiale.

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Un tripudio di guance rosse e peli pubici in piacevole eccesso: il dietro le quinte della campagna della N2N, linea di intimo made in Los Angeles.