Penso che tutti, qui dentro, abbiano sentito parlare dei Moti di Stonewall e dell’inizio della ribellione di gay e transgender all’oppressione da parte della polizia di New York. La rivolta – che segna simbolicamente la nascita del movimento Glbt – avviene la notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969. A guidarla è Sylvia Rivera, attivista deceduta nel 2002. In questo video, ricorda quella notte, gli scontri con la polizia, la loro rabbia, ma, cosa assai più importante, risponde ai gay che vorrebbero dei Gay Pride “sobri”, senza le “carnevalate”. Rivera rivendica il ruolo delle persone transgender nella nascita del movimento: “Mi fa arrabbiare il fatto che la comunità gay non rispetti il fatto che una delle persone che lottò per la libertà di ogni omosessuale fosse una transessuale. Capisco che molti gay abbiano dei problemi, ma se quelle persone non fossero state quella sera allo Stonewall, non sarebbe mai esistita alcuna liberazione gay”.

Il Gay Pride deve essere libertà: di sfilare in giacca e cravatta e con le tette al vento. E nessuno persona deve ergersi a giudice. Abbiamo tutt* la stessa dignità.

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12 Responses to “Stonewall, Sylvia Rivera e un grazie alle transessuali.”

  1. Kimi Says:

    Ma così diventa tremendamente più difficile farlo (farsi) accettare al cittadino medio, che sappiamo bene che tipo di immagine stereotipata abbia in mente (grazie anche ai media e la “cultura” da bar).
    E’ un tema combattuto. Difficile dire se sia più giusta una o l’altra visione.
    Forse il problema è anche un altro. Si è talmente abusato di manifestazioni in questi anni che ormai è davvero difficile che lascino un qualche segno. Non a caso gli operai non vanno più in piazza, ma sui tetti.

    Ad ogni modo, va bene scendere in piazza una volta l’anno per cercare di sensibilizzare e perché no, rivendicare il proprio orgoglio, ma poi siamo sicuri che ci sia un seguito nel resto dei 364 giorni dell’anno? Per un giorno tutti uniti, ma poi ci si protegge davvero a vicenda nelle sfide quotidiane come una vera comunità?

  2. loran Says:

    No che poi se in italia stiamo ancora a dibattere su questo, dire che stiamo indietro e che ci occupiamo di cose marginali, è veramente poco.

    Negli Stati Uniti come sfilano? Ognuno come gli pare.
    Hanno raggiunto maggiori risultati che da noi? Si.

    Allora il raggiungimento dei diritti non è questione di come si sfila ma dell’impegno di tutti e della politica.

  3. Gabriele Says:

    Non vedo perché transessuale dovrebbe esser sinonimo di carnevalate. Quando si parla di evitare queste ultime, si intende evitare inutili provocazioni da circo che niente hanno a che fare con l’essere gay o transgender. La provocazione ad ogni costo da’ fastidio, a mio parere. Non il gay o il trans in se’. E andare in giro con le tette al vento, scusami tanto, ma non lo ritengo proprio opportuno. Ci sono usi e costumi comuni alla collettività e non vedo perché qualcuno dovrebbe sfilare con le tette al vento mentre mia madre (tanto per fare un esempio) non può andare al supeercato nuda.

  4. river Says:

    Perché al supermercato non c’è una festa. Non spariamo cazzate.

  5. Luca_Co Says:

    Completamente d’accordo. In giro per l’Europa i Pride sono delle grandissime feste, a cui partecipano tutti: ad Amsterdam ho visto famigliole al completo (con bimbi d’ogni età) e coppie di ogni fascia d’età assistere alla parata e far festa. E alla parata partecipano tutti, ognuno agghindato come crede, e non si ha l’impressione che sia una carnevalata ma solo una grande festa dove si celebra l’uguaglianza. Certo il fatto che alla parata partecipi anche un carro (anzi, ad Amsterdam sono barche, non carri) della polizia, dell’esercito, della municipalità, a significare che tutte queste realtà appoggiano e partecipano della festa dell’orgoglio forse aiuta anche a trasmettere il giusto messaggio.

  6. Kimi Says:

    Però se si esagera con la festa poi non si può pretendere di essere presi sul serio dal cittadino medio (quello che poi con il suo voto condiziona la politica e quindi le decisioni che verranno prese, o meglio, quelle che NON verranno prese).
    Come nella vita di tutti i giorni, io sono convinto che bisogna adattare il proprio linguaggio in relazione all’interlocutore. Per dire, al bambino per spiegargli il corpo gli fai vedere “Esplorando il corpo umano”, non lo porti direttamente all’obitorio, sebbene qui avrebbe una visione della realtà concreta.

    Insomma, qua niente cambia, anzi, a volte si ha l’impressione che in alcune realtà peggiori. E’ davvero solo colpa della politica? Io credo di no, anche perché dietro alla politica ci siamo tutti noi.

  7. gabriele Says:

    Kimi, concordo in pieno

  8. VEGA AMORE Says:

    GRAZIE RIVER . .. COME SEMPRE . . . HO PUBBLICATO IL VIDEO E QUANTO SEQUE . . ADESSO SUL MIO PROFILO DI FB . . .

    . . . SENZA NESSUNA DRAGQUEEN O NESSUNA TRANSESSUALE . . . IN QUEL FAMOSO 28 GIUGNO 1969 . . . NON SAREBBE MAI NATA LA RIVOLTA GAY . . . CHE HA DATO VITA AL MOVIMENTO GAY E AD OGNI GAY PRIDE . . . E TU CHE LA CONSIDERI SOLO UNA CARNEVALATA . . . NON CAPISCI UN CAZZO . . . E SEI SOLO UN COGLIONE . . . E CAPISCI SOLO QUELLO CHE TI FA COMODO . . . MA è COSA ANCOR PIU’ PEGGIORE . . . CHE TU SEI GAY, LESBICA E TRANS COME ME . . . CON TANTO DI COMPAGNO . . . TI RIFUITI DI ANDARE A MANIFESTARE . . . SOLO GLI STUPIDI NON CAMBIANO MAI IDEA . . . GRANDISSIMA SILVYA RIVERA . . . E GRANDISSIMI TUTTI QUEI RAGAZZI E QUELLE RAGAZZE CHE HANNO LOTTATO E LOTTANO PER QUESTI FAMOSISSIMI DIRITTI NEGATI . . .

  9. Ro Says:

    Di gay Pride in giro per il mondo ne ho visti. Gay, lesbiche e trans tutti assieme, grandi feste e rivendicazioni politiche allo stesso tempo.
    Con le tette al vento li vedo solo in Italia.
    Se vogliamo rivendicare dei diritti facciamolo in modo di risultare credibili.
    Se dev’essere la festa di tutti, anche dei bambini, sfiliamo tutti e cerchiamo di rispettare chi si unisce a noi. Magari le tette mostriamole in altra sede.
    Mi rendo conto che il Pride non sia una manifestazione di Finmeccanica, ma almeno evitiamo le volgarità, quelle per le quali siamo i primi a criticare la tv e i nostri politici

  10. Luca_Co Says:

    “Però se si esagera con la festa poi non si può pretendere di essere presi sul serio”
    Ma che vuol dire? Se ad una festa, magari solo una volta l’anno, esagero con l’alcool, per voi divento in automatico un ubriacone e quindi non sono più serio come assicuratore?

    Una festa dell’orgoglio è un modo per mostrare a tutti ciò che si è, ognuno singolarmente: c’è chi si traveste, chi schecca, chi non fa nient’altro che essere se stesso…

    E’ ipocrita dire “so che esistono le drag queen (i travestiti, gli omosessuali, etc) ma per carità, che non si mostrino in pubblico, neanche una volta l’anno, e restino rinchiusi nei loro locali”

  11. Kimi Says:

    Punto uno: se deve essere solo una festa per divertirsi, c’è il gay village per questo; poi però che non ci si lamenti se a qualcuno sembrerà solo una carnevalata.

    Punto due: nessuno ha detto di escludere nessuno. Come dice Ro, se si vogliono le famiglie con i bambini e se davvero si vuol raggiungere quelle persone ancora così dannatamente ostili, bisogna manifestare in un certo modo (qualcuno ha per caso visto eccessi alla manifestazione “se non ora quando”?); non deve essere nemmeno una marcia funebre, ovviamente.

    Con il muro contro muro non si otterrà mai niente. Per farsi comprendere bisogna rendersi comprensibili, che non vuol dire snaturarsi, ma comportarsi come si fa tutti i giorni, come a fare la spesa.
    Capisco che alcuni non condividano affatto questo pensiero, ma siamo ancora molto molto indietro. Gli eccessi in questo momento è meglio accantonarli perché danno solo il pretesto per sminuire e banalizzare la manifestazione.

    Poi sarò minoranza a pensarla così, ma alla luce delle recenti violenze c’è poco da festeggiare. Sarebbe ora di manifestare con determinazione per gridare un sonoro BASTA. E concedetemi la provocazione, ma non lo si può fare sculettando madonna dall’alto di un carro. C’è un momento per la protesta ed uno per il divertimento.

  12. da Says:

    Quest’anno il pride di bologna si e’ fatto sentire per il mercatino solidale a favore dell’emilia. Avanti cosi’!!! Vogliamo entrar in societa’ con i ns diritti? Diamo noi qualcosa per primi, affianchiamo come comunita’ lgbt hrandi iniziative di solidarieta’, spiazziamoli!

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