Pisa, quando i muri parlano.

August 27th, 2012

Quando i muri parlano. Cioè sempre, nelle grandi città. Racconti rabbiosi, d’amore, a volte banalmente inutili, altri artistici ma anche politici. I graffiti dividono – creatività o vandalismo? -, io li considero da sempre una voce insostituibile dei nostri paesaggi urbani. Colori e storie, se fatti bene. Per questo ho apprezzato il pezzo-inchiesta firmato su Il Tirreno (Pisa) da un giovane giornalista (Cesare Bonifazi Martinozzi), che ha voluto documentare i racconti dei muri della sua città. La stessa in cui Keith Haring, nel 1989, ha firmato il suo murales, “TuttoMondo” (sua ultima opera pubblica). Al pezzo pubblicato sull’edizione on-line viene accompagnata una bella fotogallery, che vuole raccontare (ovviamente in maniera parziale) le mille sfaccettature della street art. Ne scelgo quattro, le altre qui.

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11 Responses to “Pisa, quando i muri parlano.”

  1. FrenchConn Says:

    :-))))

  2. chopin Says:

    Se lo facevano gli antichi romani perché noi no? Un giorno qualcuno studierà le nostre vernici come noi oggi studiamo le iscrizioni antiche. :P

  3. ale Says:

    potevi anche passare a salutarmi, sempre il solito!

  4. ale Says:

    c’e una scritta sugli scogli al mare che dice: “io non sono nessuno, ma nessuno sarà mai come me” bellissima, la prima parte “io non sono nessuno” io l’avrei scritta “io sono come gli altri”…. io sono come gli altri ma nessuno sarà come me.

  5. b.flow Says:

    Manca la nota filosofica in una celebre traversa di via san Martino. “La vita è come un tappeto di ca**i… se scivoli sicuramente lo prendi nel culo”…

  6. Kafka Says:

    Vita autografa. Emoziona per la semplicità per l’assurda verità. Non penso abbia la potenza di una opera d’arte, tuttavia ha una poetica profonda intrinseca. mepiaace!

  7. doppiaT Says:

    Ecco, ora mi fai venire la nostalgia di Pisa, lasciata dopo sette anni a fine luglio!
    Ricordo la scritta ‘Se l’affitto è alto, è lecito occupare!’ sul fianco della Normale prima che venisse ristrutturata.

  8. Ismaele Says:

    A me fa sempre ridere una variante di una di queste, se non sbaglio su un muro di Scienze Politiche:

    “Muro pulito popolo muto. Filippeschi imbianchino”

    (Filippeschi è il sindaco di Pisa, per chi non lo sapesse)

  9. pippi Says:

    La più bella manca. In una strada che partiva da piazza santa caterina c’era scritto
    “Scaramellozzi?”

  10. paolo Says:

    A me piacerebbe che ciascuno di voi, quando all’estero, guardassse i muri delle città..non parlo di estreme periferie..ma dei centri urbani e poi riguardasse con attenzione i muri di tutti gli edifici dei centri urbani italiani..sono uno scarabocchio unico..tags di artisti falliti ed incapaci..un bel murales lo condivido (anche se non sopra un muro di una palazzina di un privato) ci sono difatti centinaia di edifici e zone semi abbandonate e brutti..MA delle banali tags o frasette da “diario di jim morrison” NO NO E NO!è uno scempio..forse i vostri occhi si sono oramai abituati ma quanddo viaggi o vivi all’estero vedi la differenza e ti piange il cuore. conclusione: questo articolo mi pare fomentare ulteriormente l’inciviltà e l’ignoranza. (e sia chiaro che non sono nè di destra nè bigotto etc..è proprio buon senso, rispetto e gusto estetico)

  11. TittiCanarinoMannaro Says:

    a me invece piacerebbe sapere come vanno a finire certe frasi dammmore che si trovano scritte con la data vicino… tipo X non mi lasciare perdonami tuo Y
    cose così mi lasciano nell’incertezza e sta cosa mi “strugge” :-\

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