Fotografare binari, treni, stazioni ferroviarie e metropolitane è reato. Qualcosa sapevo, perché quando mi è capitato di realizzare dei servizi in metropolitana, mi ricordo sempre che i colleghi che dovevano fare le riprese tendevano ad usare delle telecamere/macchine fotografiche non particolarmente appariscenti. Non conoscevo, nello specifico, le leggi. Scopro oggi, grazie ad un assurdo caso che vede per protagonista la nostra ATAC, che un regio decreto del 1941 (esatto: di 71 anni fa) prevede espresso divieto di effettuare fotografie nelle stazioni ferroviarie. Vittima di questo decreto, un avvocato che, oggi, ha osato scattare delle foto agli ascensori e alle scale mobili alla fermata Casal Bernocchi, della Roma-Lido. La vigilanza – inflessibile – lo ha identificato e ora Atac (l’azienda capitolina dei trasporti) lo denuncerà.

Quindi: invece che pensare ai treni che non passano mai, ai treni sgangherati e senza aria condizionata che i romani e i turisti devono sorbirsi ogni giorno, alla nuovissima tratta della B 1 che funziona un giorno sì e uno no, agli autobus che sembrano usciti da un film di Fantozzi – e mi fermo qui – Atac paga qualcuno per identificare un cittadino che stava scattando delle banalissime foto. Tipo quelle che potreste scattare a degli amici. Ad un cane. Ad una piantina appoggiata sulla banchina.

Non è una barzelletta. Roma, 2012. Regno di Alemanno.

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15 Responses to “Vietato scattare foto in stazione, la folle denuncia di Atac.”

  1. Zorro2 Says:

    l’ATAC dovrebbe pensare prima ai propri autisti coatti che parlano al cellulare in continuazione e sono sempre in ritardo, in quell’azienda hanno la faccia come il c…o ciao

  2. Anonymous Says:

    scusa, che cosa c’entra alemanno, se il decreto è stato fatto 71 anni fa?

  3. river Says:

    Non c’arrivi da solo? Sai quante leggi, ormai datate, non vengono applicate oggi? Perché, magari, son cambiati i costumi ed esiste quella cosa chiamata buon senso. (

  4. Alegix Says:

    … veramente a me volevano sequestrare il cellulare per aver scattato una foto al tabellone delle fermate della stazione Cavour. Di fronte alla mia resistenza mista a incredulità, sono stato invitato neanche troppo gentilmente a cancellare la foto. Sono passati esattamente 6 anni: Credo che Alemanno almeno in questo c’entri ben poco

  5. etero Says:

    Tra l’altro, dalla notizia di corriere.it, sembrerebbe una vaga ritorsione contro un cittadino che aveva già segnalato un disservizio dell’Atac (infatti prima viene riconosciuto con le telecamere, poi scatta la denuncia) In che mani siamo…

  6. river Says:

    Ale, ti invidio la memoria!

  7. b.flow Says:

    “Tipo quelle che potreste scattare a degli amici. Ad un cane. Ad una piantina appoggiata sulla banchina.” —> I polpacci di qualche affascinante biondino… xD

  8. Le_observer Says:

    Voi che siete a Roma, organizzate un flash-mob con 500-1000 persone che fotografano allo stesso tempo in diverse stazioni simbolo… voglio vedere cosa fanno…

  9. twins Says:

    A me è successo a Roma Termini circa 12 anni fa….. foto di gruppo davanti l’ingresso e solerti addetti delle FS ci intimarono di smettere di fare fotografie perchè è vietato! da quel giorno le ho sempre fatte di nascosto……..

  10. Aran Banjo Says:

    In realta’ c’e’ sempre stato questo divieto… solo che la gente ora si sente in diritto di fotografare tutto quello che vuole solo perche’ nei cellulari ci sono raffinatissime macchine fotografiche…

    Se non sbaglio il divieto e’ esteso anche ad Ospedali, Scuole…. e non so quale altri edifici pubblici…

  11. river Says:

    Segnalo la campagna di Affari Italiani:

    http://affaritaliani.libero.it/roma/atac-fate-le-foto-noi-le-pubblichiamo-30082012.html

  12. edelP Says:

    Questa legge non mi fà ombra, si tratta pur sempre di una protezione di punti sensibili ed è sempre meglio eccedere in prudenza. Le leggi da abolire con estrema urgenza, ad esempio, sono quelle che ancora impongono un aumento dei carburanti a favore dei terremotati di TUTTI gli eventi sismici del dopoguerra e che non arrivano più a destinazione (ammesso l’abbiano mai fatto) oppure enti tipo quello di assistenza agli orfani di Adua (se non erro regnava ancora Umberto I) attivo, di certo, fino a pochi anni orsono…

  13. Gigio Says:

    Non vorrei sbagliarmi, ma anche a Berlino o da qualche altra parte c’è questo divieto nelle metropolitane =S

  14. Matt Says:

    La legge esiste si, al di là di Alemanno. Infatti poco tempo fa a Milano un mio amico è stato portato negli uffici della PolFer per identificazione dopo che aveva fatto alcuen foto con l’Iphone (!!!) al treno in partenza.
    Sarà anche una legge giusta per proteggere i luoghi caldi dal terrorismo (anche se nata durante il fascismo quindi in tempo bellico) ma io fossi nei poliziotti mi concentrerei sulle decine di borseggiatori e di senzatetto ubriachi che stazionano 60 metri più indietro, all’ingresso della stazione.

  15. Paolo [NotScared] Says:

    Spezzo una lancia ‘in favore’ di Alemanno, è così dappertutto, anche al Nord. E mi pare anche in molti luoghi all’estero.

    Il problema é che si tratta come sempre di un modo con cui le varie aziende cercano d’impedire di documentare i disservizi ed i problemi, un po’ ‘A casa mia posso fare tutto quello che voglio.’ Ma anche no.

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