Coco mancava da un po’. Eccola alle prese – a modo suo – con l’uragano.

La campagna si chiama Iedereen is Anders (“Everyone is Different”) ed è rivolta ai giovani gay in Olanda: quelli che hanno difficoltà a fare coming out, a farsi accettare dai famigliari e dagli amici, a gestire le negatività del mondo circostante. Sul sito, consigli e numeri di telefono utili.

Buongiorno blog!

Altro store, altri addominali esposti: Abercrombie sbarca a Monaco, con la consueta dose di door-boys e commessi (a torso nudo e infradito, nonostante il freddo tedesco).

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Lo youtuber “The Fortress” è specializzato negli esercizi per rinforzare dosarli, bicipiti, tricipiti e deltoidi, per fare il cosiddetto “planche”. In questi dieci minuti di tutorial spiega come allenarsi al meglio.

Perché qui, ovviamente, siam tutti interessati all’esercizio fisico.

E’ sempre ouch.

In the name of Lorella.

October 30th, 2012

Non sono mai stato un bravo ballerino (anche senza bravo e senza aspirante, direi anzi una frana totale, sempre e comunque), nel senso più ampio del termine – e non mi sono mai applicato per diventarlo. Ammiro chi la danza (e il ritmo) ce li ha nel sangue, e riesce a muovere il proprio corpo assecondando gli ordini musicali di questa o quella canzone. Qualche tentativo, però, l’ho fatto. Casa dei miei, l’età a cavallo tra le medie e le superiori, una sessualità abbastanza definita (nei film porno guardavo lui – quelli gay non osavo noleggiarli – e negli spogliatoi del liceo avevo sempre gli occhi puntati sul punto migliore), e tanti punti di domanda. C’era una certezza catodica (e non solo), in quegli anni, e si chiamava Lorella Cuccarini. Oltre a Raffaella Carrà, sempre sia lodata, e che dio ce la conservi ancora, lei e il suo caschetto. Una delle canzoni colonna sonora del periodo dei brufoli, delle seghe fatte pensando agli n compagni di classe, e dei panini alla marmellata con the (nero o alla menta) preparati da mamma – quella che t’abbraccia quando esci di casa per andare a scuola e che al ritorno ti fa trovar pronta la pasta al pomodoro, e tu un po’ ti ci abitui e non farai neanche in tempo a rimpiangere tutto ciò che già sei adulto – è “Io Ballerò”, sigla di apertura di Festival. La riascolto per la prima volta stasera, link pubblicato da qualcuno sul suo profilo Facebook (grazie), e subito si trascina dietro un ricordo dopo l’altro, grappoli di emozioni. Brutte e belle. E mi fa pensare a quando avevo quella voglia di ballare – senza mamma e papà in casa – davanti allo specchio e non solo (ne avevo uno solo, grande, in bagno, ma la stanza era un po’ piccola, e quindi il più delle volte dovevo accontentarmi del riflesso del vetro in salotto), imitando le sue mosse, con una goffaggine commovente (ne ero però consapevole, avevo capito che non sarei mai finito su un palco, nossignore). Le parole le ricordo ancora – “dammi un ritmo dai, dammi la vita”, quante volte l’ho canticchiato in quel passato che mi sembra un capitolo chiuso? – anche quei movimenti che cercavo di riprodurre, con risultati quasi sempre disastrosi. Però ci credevo, eccome se non ci credevo, e per quei tre minuti di canzone mi sentivo un po’ Lorella anche io. Ricordo che mi piaceva il suo vestitino colorato – sindrome Rainbow ? – sempre diverso da quello degli altri ballerini – più scuri, la regina doveva essere lei – e io, invece, dovevo combattere con mamma per una t-shirt dai colori troppo accesi o le scarpe slacciate o la camicia fuori dai pantaloni oppure i capelli con le meches nell’unico tentativo mai fatto in vita mia dal parrucchiere, etero eh, alle superiori (il “ma dove vai conciato così” mi ha tormentato per anni). “Dammi un ritmo dai, dammi la vita”, lo diceva e ci credeva davvero, e voleva invitarci a seguirla. E volevo essere come lei, circondato da una decina di ballerini, belli, giovani (ah, anche io lo ero, quindi direi più che giovani *coetanei*) e bravi e tutti sincronizzati nel nome di Lorella, che alzano le gambe come fossero piume e mi chiedo se anche dietro le quinte si muovano tutti come una truppa armoniosa. Io che a malapena riuscivo a toccare con le mani le punte dei miei piedi – lo streching, questo sconosciuto, anche quando facevo agonista a tennis. E chissà quei ballerini se, tornati a casa, dovevano spiegare a mamma il perché di quegli abiti colorati, e larghi (anni Ottanta rulez) e un po’ kitsch. Ma penso di no, loro potevano farlo, erano liberi di essere artisti. Ricordo anche i capelli di Lorella, mai scomposti, che si muovevano con lei e tornavano sempre al loro posto, evviva la lacca a chili.

Grazie Lorella, per aver colorato quei pomeriggi alla ricerca di qualcosa che hai contribuito a tirar fuori da me :-)

Buona notte blog.

Compagni di vita crescono.

October 29th, 2012

Una raccolta di foto di cani e gatti, con i loro padroni, a distanza di anni. Dieci, quindici e anche venti. Compagni di vita, rispettosi, fedeli, sinceri.

Queste foto mi hanno toccato. Perché ogni tanto lui mi manca.

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Tutto ad un tratto, New York è vicina, vicinissima. Sembra, infatti, che l’uragano Sandy stia sul punto di arrivare a Roma, Napoli o Genova. Delirio informativo – da due giorni. La natura fa pura, e tutto il mondo è paese.

Per questo scelgo queste foto della Reuters – servizi impressionanti – che, invece, raccontano l’attesa dell’uragano dei surfisti-menefreghisti.

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Grazie a Tom Daley scopro che esiste Keek, un sito per la condivisione di brevi video. Per annunciare ai suoi fan che si è appena creato un account, il bel tuffatore (un po’ esibizionista) ha pubblicato una sua foto nudo, con cartello e coordinate Keek.

Buona notte blog!

Mr Gemi è un river-lettore che vive a New York. E al quale ho chiesto di inviarmi, quando può, scatti (riveriani) di curiosità on the road o nella metropolitana. Iniziamo con questo look anatomico.

Il tutorial più gross che ci sia (sotto il video).

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Cinque anni fa arriva Twitter, e la Cbs realizza un servizio per spiegare questa “cosa incredibilmente strana”. La novità più grossa, nelle parole del giornalista, era data dalla possibilità di twittare dal cellulare. Servizio malinconico.

(sono arrivato su Twitter proprio nel 2007, un po’ per esperimento e all’inizio l’ho usato molto poco)