Muri, affetto, Natale. Auguri.
December 24th, 2012

A Natale c’è questo grande muro che, pur nella sua invisibilità, riesci quasi a toccare. Io e loro. Mamma e papà da un lato, e un ragazzo che non è mai riuscito, o ha saputo, aprirsi. Di anni, dalla mia fuga domestica, ne sono passati 13. Fuga verso la libertà. Col primo stipendio. Il primo monolocale. E, soprattutto, nessuno che ti obbligava a tornare a casa “entro le…”. Anche se di anni ne avevo 25. Coprifuoco imposto e sofferto, fino all’ultimo. Fuga di un figlio unico che aveva, dentro di sé, qualcosa che – erano gli anni Novanta, senza il web e pochi locali friendly - era difficile da accettare. Da me stesso, prima ancora che dagli altri. Si viveva in silenzio, lasciando crescere dentro qualcosa che, prima o poi, sarebbe esploso. Ora esplode prima, ma il processo interiore è molto simile. Eravamo divisi da questo grande muro, buio e melnoso, che però faceva passare le domande dell’Inquisizione, non impediva a mia madre di frugare tra i miei fogli, alla ricerca di prove che qualcosa non andava. E io, per i miei, non andavo. Dopo tanti anni e molti coming out, il muro rimane ancora. Forse abbellitto da qualche fiore dipinto da qualche graffitaro inconscio. Ci si autocensura, non parlando di certi argomenti. Tabù conversazionali, insidiosissime bucce di banane piazzate tra un “che hai fatto ieri” e un “cosa fai dopo il cenone”. E fingendo che tutto vada bene, quando, in realtà, non ci si parla mai. Pasti consumati per essere terminati il prima possibile. Anche oggi, anche adesso che scrivo queste righe, mentre loro sono di là, con un ospite. La camera è la stessa. Quella dell’adolescenza vissuta mostrando un lato di me che non era vero. Vissuta a metà. C’è ancora lo stesso letto, lo stesso armadio in ciliegio che abbiamo fatto fare su misura, persino i libri delle superiori. Rimane il rimpianto, e il giochino dei tanti, infiniti ”se avessi…”. Con la scusa che ho paura di guardarmi intorno (e avanti), coltivo e mantengo, con tenacia, il difetto di guardami indietro in continuazione, e di fantasticare su come sarebbe stata la mia vita, col senno di poi. In questa cameretta non c’era questo pc (ora lo usa mio padre, ha persino Facebook), e chissà come sarebbero state diverse le cose, se avessi potuto urlare da qualche parte, su Twitter o un blog “voglio amare un ragazzo”. E, invece, ci si accontentava dei tempi dilatati del fermo posta, delle attese infinite nei localacci squallidi e puzzolenti, delle passeggiate nei parchi. Non lo capiranno mai, e non ce l’ho con loro. Non ha senso giocare al gioco del rinfaccio, dell’accusarsi reciprocamente di colpe che non sono colpe. Ho dovuto accettare, impotente, la tua relazione malata con l’alcol. Ho cercato di parlartene in ogni modo. Hai anche avuto il coraggio di dirmi che la colpa era mia. Ovviamente la colpa è della nostra, mia e vostra, debolezza. A me gli attacchi di panico, a te la voglia di scappare dalla realtà. Ricordo la prima bottiglia che ho trovato. Vino. L’avevi nascosta in lavatrice. E poi nell’armadio. Nella scarpiera. Nel cesto della biancheria. Le trovato, e le versavo io. Altre volte te le facevo trovare sul tavolo. Niente. Ho cercato di volerti bene, come ho potuto. A volte anche quando non volevo più bene a me stesso. E non è sempre facile. Sicuramente non sono riuscito a fartelo capire, sempre. Sono un figlio imperfetto, spesso hai detto ingrato, una litania che ho già sentito in tante altre famiglie. La recriminazione è un sport diffuso. Ma ti voglio bene lo stesso.
E stasera siamo qui, a cercare di ascoltar racconti di vite parallele, che dovrebbero essere intrecciate, mentre guardandoci negli occhi vedo due persone che mi hanno fatto diventare quello che sono. Nel bene e nel male. E alle quali sarò grato, a vita. Quest’anno hai rifatto l’albero. Avevi smesso, dopo la morte di nonna. Il Natale, per te, è stata un’occasione per fare la famiglia normale. Quella che non litiga e non battibecca. Per me, era sempre la festa dei silenzi, delle cose non dette. Solo quando si univano i nostri parenti – non accadeva ogni anno – il silenzio veniva sopraffatto dalla confusione (santa) del gruppo. L’albero è in salotto, davanti al nostro tavolo. Le palle sono le stesse – anche quelle a forma di mela -, anche la stella in cima. Quando ero piccolo, mi divertivo a farle scivolare giù, quando, per il caldo, l’albero piano piano perdeva gli aghi. Il presepe non lo fate più. Ricordo che andavo ogni anno con nonna al mercatino di piazza Navona, a comprare nuove statuine e casette… Anno dopo anno il presepe si allargava, fino a quando non si scontrò col Piano regolatore di casa: spazi finiti, stop alle nuove costruzioni. E poi c’era quell’odore di Natale che, ogni tanto, mi dava l’illusione di vivere in una famiglia felice. Oggi direi che eravamo, che siamo, diversamente felici.
Come sono grato a chi mi legge, con affetto e attenzione, ormai dal 2003. Ogni giorno, o una volta a settimana, o chissà quando. A chi mi scrive e condivide – e al quale, chiedo sempre scusa, non riesco a rispondere con la stessa attenzione e passione. A tutte queste persone (vorrei nominarle una ad una, certi nick sono di casa, volti, storie familiari), a chi un tempo c’è stato e ha scelto di non esserci più, nè virtualmente e né nella realtà, auguro una buona festa. Laicamente. Una festa felice, serena. In cui potersi far volere bene.
Buon Natale.



December 24th, 2012 at 10:15 pm
Buon Natale anche a te, River!
December 24th, 2012 at 10:23 pm
ti ho pensato e ti penso, caro riv. ti abbraccio…e cerca di guardare avanti, il passato ci serve per crescere e diventare migliori
December 24th, 2012 at 10:46 pm
Bellissime parole Riv! Auguri da parte mia.
December 25th, 2012 at 12:48 am
Buon Natale e… buon qualsiasi giorno, se veramente si riuscirà a mantenere un po’ di serenità che non dovrebbe derivare solo dalle palle dell’albero ma da qualcosa in più che dovremmo sempre avere dentro…
December 25th, 2012 at 1:01 am
Buone feste a te, River.
December 25th, 2012 at 1:12 am
Caspita. Le bottiglie negli armadi e, come variante, in camera, dietro al pianoforte, ce le ho anch’io.
Spero si sia ripreso da qualsiasi cosa avesse.
December 25th, 2012 at 1:18 am
A me ogni Natale torna in mente quella volta in cui ho fatto l’asinello nel presepe vivente al mio paesello giù in calabria, sulla sila, per 48 ore almeno all’addiaccio. Ricordo che ogni volta che alitavo in faccia al tizio che impersonava il bambinello o si allontanava di scatto dalla mangiatoia o si “addormentava” coi pugni chiusi sul petto e le gambe stirate per una buona mezz’ora, sotto gli occhi interrogativi dei paesani che passavano per vederci. Comunque, Buon Natale e Buona Pace a tutti.
December 25th, 2012 at 2:01 am
alla fine è natale per tutti… buon natale!
December 25th, 2012 at 2:33 am
Un sereno Natale a te.
December 25th, 2012 at 9:20 am
Auguroni River un abbraccio!
December 25th, 2012 at 9:38 am
Auguri Riv!
December 25th, 2012 at 9:56 am
Buon Natale River.
December 25th, 2012 at 10:11 am
Che tu possa passare serene feste. Il Natale, considerato da tutti festa della famiglia, è per me sempre più spesso tempo di bilanci e di tristezza. Non so come mai, ma mi infonde una malinconia incredibile. E non mi posso certo lamentare di chi mi vuole bene e mi circonda, da questo punto di vista posso essere solo fortunato.
Mi piace il “diversamente felici”. Forse io sono così, diversamente felice.
Un abbraccio.
December 25th, 2012 at 12:05 pm
ciao bello, auguri!
December 25th, 2012 at 1:33 pm
Grazie River. Il tuo blog continua ad esser un prezioso compagno di viaggio e di emozioni. Quest’anno mi sento più solo del solito e le paure sono tante. Ma cerco di andare avanti. Buon Natale a te e a tutti quelli che passano da queste parti.
December 25th, 2012 at 2:41 pm
Buon Natale River!
December 25th, 2012 at 4:45 pm
Mi ritrovo in qualche aspetto, per quanto nella mia famiglia non si sia mai arrivati ad aspetti drammatici o patologici, anzi si è ritrovato un equilibrio un po’ di facciata ma sicuramente rasserenante. Ma leggerti mi mette ugualmente rabbia. Quanto sarebbe più semplice comunicare (anche in modo imperfetto) anzichè covare malessere nel silenzio? Quanto veramente lo vogliamo? Io non credo che sia troppo tardi, sempre meglio che rimpiangere il dialogo quando non ci saranno più. Non so se scrivo più a te o più a me, ad ogni modo buone feste.
December 25th, 2012 at 5:04 pm
Durante le feste mi rendo conto che infondo spesso, l’unica cosa che ci manca è l’affetto.
Buone Feste anche a te e a tutti quelli che leggeranno.
December 25th, 2012 at 5:24 pm
Buon natale a tutti!!!!
December 25th, 2012 at 5:27 pm
BUON NATALE RIVER . . . TI VOGLIO BENE . . . UN BACIO IMMENSO . . . TANTA GIOIA . . . ALLEGRIA . . . FELICITA’ . . . SOLARITA’ E TANTO DIVERTIMENTO . . . BACIO BACIO BACIO . .. TI SEGUO SEMPRE CON AFFETTO <3
December 25th, 2012 at 6:10 pm
buon natale riv…e magari chissà alla befana ci incontreremo…tra il carbone e i bastoncini di zucchero…perché il nero diciamocelo ci sta a pennello e fa tanto colazione da tiffany…bacio grande
December 25th, 2012 at 7:38 pm
Buone Feste & tanto affetto!
Quassù ti si vuole bene, neh!
December 25th, 2012 at 8:51 pm
Buon Natale River !
December 25th, 2012 at 9:55 pm
Molti della loro generazione non erano educati a ricevere/dare amore incondizionato e ne hanno lumi solo ora che si sentono piu vulnerabili. I loro figli imperfetti hanno un bivio:
- continuare la tradizione di famiglia (amore condizionato, ricatti psicologici ecc con i loro partner e amici)
- sforzarsi ad una nuova abitudine… Amore incondizoonato vreso le persone a cui si vuole bene compresi noi stessi e i ns vecchietti imperfetti :-)
Muri di anni nn vengono giu (soprattutto sotto le feste quando le nevrosi familiari raggiungono il culmine), ma attraversiamoli negli altri giorni! E tra le righe leggo che sei gia on the right path! Dai, sorprendiamo i ns vecchietti, noi siamo spesso piu forti (=emotivamente maturi) di loro!
Riv, cercavo la magia del mio natale (quella che fa scaldare il cuore e ti porti dentro) e l ho trovata nel tuo messaggio.
Un carissimo abbraccio.
December 25th, 2012 at 11:35 pm
Caro River, Molto malinconico il tuo post, esattamente come talvolta riesce ad esserlo il Natale. Ciò accade quando ci si accorge di essere molto lontani dall”essere la famiglia felice del mulino bianco. E allora ti butti giù e ti impegni in finti impegni(addobbi, aperitivi etc etc) tutto purché evitare di pensare ad una sorella che esagera con l’alchool ormai anche di giorno, o un padre che inizia a mostrare evidenti i segni della prematura demenza, una scricciolo di madre, tanto indifesa in apparenza ma che dopo 36 anni nn perde mai l’occasione di sottlineare negativamente il tuo essere diversamente abile all’amore, o un fratello che è evidentemente a disagio con la sua nuova famiglia e cela con fatica una rabbia e una violenza antica. Allora via in preparativi bulimici sperando di colmare terribili vuoti d’affetto con pantagruelici pasti, oppure immaginando che le risate delle bimbe che scartano una quantità sovradimensionata di regali possano sovrastare quella terribile sensazione di disagio quando siamo vicini tutti insieme. Auguri
December 25th, 2012 at 11:54 pm
River leggendo le tue parole mi sembra di rivivere la mia storia . Un padre (tuttora) infelice, un figlio che si trova di fronte un muro e che fugge via a 18 anni da una triste realtà di provincia . Un muro che ancora esiste e che ogni anno, ogni natale, cresce, con nuovi mattoni. Tante volte mi chiedo come sarebbe stato il mio rapporto con loro se non avessi fatto quel coming-out che ha ucciso tutti i loro sogni, tutte le aspettative che riponevano nel loro unico figlio. Chissà, ma io sono fiero di averlo fatto, senza alcun rimpianto, e di essere come sono. Ma il silenzio di oggi e’, purtroppo, ancora doloroso.
December 26th, 2012 at 2:29 am
di tutte le parole che hai detto mi e’ rimasto il suono della parola muro…un muro che a volte vivono anche i normalissimi etero. forse, come hanno commentato, era la loro generazione, forse eravamo noi, forse…forse… boh! so che io mi sforzo tanto di ricordarmi e di essere diversa coi miei figli. a volte con successo, a volte meno… ma sapere che mio figlio sceglie di venire a casa, con la sua ragazza, invece che in qualche motel…beh mi da l’illusione che forse qualcosa ho saputo fare. Ci si sforza da entrambe le parti, credimi River. E’ che purtroppo non si nasce con libretto di istruzioni annesso e certi argomenti erano tabu’ davvero fino a poco tempo fa. Ho spesso pensato e mi sono resa conto che IO, che mi sono educata alla diversita’, non avrei avuto problemi, ma molte persone della mia famiglia di origine si. E probabilmente ci sarebbe stato di nuovo quel muro,di origine diversa, ma pur sempre un muro… Auguri scribacchino.
Tanti auguri, anche se con il caldo che ho, faccio fatica a sentirlo natale!!!!
December 26th, 2012 at 11:36 am
Buon Natale Riv….
December 26th, 2012 at 12:16 pm
Carissimo River, ti seguo ormai da diversi anni, anche se non ho mai avuto il coraggio di risponderti. Sei stato per me un riferimento continuo, alle volte avrei risposto forse troppo di getto, altre volte ti avrei quasi coccolato come un amico di lunga data rivisto dopo anni. Molte volte faccio fatica ad esprimermi ed ecco che sei tu che mi prepari su un piatto le parole, gli stati d’animo, le reazioni : come vorrei riassumere qui tutti questi anni, e tutto quanto mi è passato dentro. Quest’ultimo racconto ha fatto sì che anch’io finalmente possa dirti il mio “ci sono” e far sì che ci si possa riconoscere in quel vero modo di volersi bene che va oltre ogni discriminazione, di qualsiasi tipo essa sia. Buon Natale River, e spero presto di presentarmi come si deve. Un bacio a tutti
December 26th, 2012 at 1:50 pm
Buone feste anche se oggi lavori!! :)
December 26th, 2012 at 11:53 pm
auguri sinceri caro Riv. ! (nonostante il ritardo ..)
December 27th, 2012 at 9:38 am
buon natale River
:-)
non ti faccio i complimenti anche io per “quello” e “come” lo hai scritto, altrimenti va a finire che ti credi uno scrittore….vero ! ah ah ah ah :-D grazie, :-)
December 27th, 2012 at 2:05 pm
Tanti affettuosi auguri, Riv
December 27th, 2012 at 7:28 pm
Auguri, Riv.
December 28th, 2012 at 9:48 am
Auguroni
December 29th, 2012 at 2:29 am
Meglio tardi che mai…Buone Feste! :-)
December 29th, 2012 at 11:49 am
Beh Auguri di buon Natale, ma anche di buone ferie!
Non sono sicuro, credo che il muro possa c’entrare con l’essere gay. Forse è stato aumentato dalla difficoltà a dire ai propri genitori di esserlo, ma era già li prima. Forse perchè a volte avere dei figli significa avere qualcuno che ci conosce, bene e profondamente. E a volte questo spaventa.
Anche con i miei c’è un bel muro, credo graffitato dal fatto che sono gay e che per molto non l’ho detto ( a loro ovviamente e con incredibili e violente recriminazioni); ma sono quasi sicuro ci sarebbe stato anche se fossi stato etero ( o altro).
Buon Natale ancora!
December 30th, 2012 at 5:25 pm
Auguri di cuore… mi rivedo nelle tue parole e ti auguro ogni bene. Tu hai il dono di farmi venire la pelle d’oca quando leggo le cose che scrivi… la sofferenza ti ha reso il bello che sei oggi. Grazie di cuore, perchè tanti come me insieme a te si sentono meno soli. TVB anche se non ci conosciamo ma è come se ti conoscessi da sempre. Grazie :-)