Piazza San Cosimato. Solito ristorante dove vado (quasi) ogni sera, a farmi coccolare e ad evitare l’odiosa trafila spesa-fornelli-piatti (perché mangiare fuori ti fa risparmiare una cosa: il tempo). Al tavolo accanto al mio, un gruppo, made in Milan, rumoroso, nonostante la mezzanotte richieda un tono rispettoso della luna che ci osserva. Tre donne e due uomini, amici, sui 50 anni. Si parla di ex. Male. Anzi, gli ex sono il Male. Del resto, lo sono ontologicamente parlando. Se così non fosse, non sarebbero ex, e li ameremmo e staremmo ancora a fare l’amore con loro. Parlano dei loro problemi, da fidanzati. Una, in particolare, quella più lamentosa e forse con l’accento più molesto, racconta che il compagno si lamentava spesso, anzi, sempre. E che lei lo aveva mandato dallo psicoterapeuta, a curarsi un po’, lei, che era tanto sana. “Pensate che la mattina mi svegliavo e lui iniziava a dire che la vita fa schifo”. La soluzione? “Io mi mettevo là, prendevo un foglio di carta, e gli dicevo: ‘facciamo l’elenco delle cose buone'”. Ed ecco che lei, la sana, ti snocciola l’elenco, tra i commenti sconvolti degli altri. “Intanto hai mamma e papà vivi. Ti hanno comprato una casa”. A questo punto ci mette un commento post-separazione: “Mortacci tua, non ci devi neanche pagare un mutuo”. Ché evidentemente a lei questa cosa dava fastidio, rosicona che non sei altro. Prosegue con la lista: “Sei diventato dirigente a 35 anni. Hai la macchina aziendale. Sei sano – e questa cosa dovrebbe stare al primo posto. E hai una donna splendida”. Pausa. “Che però non ti adora”. Tutti a ridere. E la senti, lei, fiera di essersi liberata di quel depresso cronico, che, evidentemente, non la sapeva più rendere felice, e non la capiva, e non sapeva guardare il sole e sorridere, e queste stronzate da stronzette che fanno yoga per sentirsi più vicine alla natura. Lui non le permetteva di ridere come ha fatto stasera, accanto a me, in una piazza di Trastevere. Ha scelto di stuprare il ricordo di un amore, di rivedere e far rivivere la sua storia attraverso la lente distorta delle recriminazioni e non di quella più amarognola della nostalgia, come invece capita a me.

Non parlo male dei miei ex. E, anzi, verso tutti – quelli che ho lasciato e quelli che hanno lasciato me, in maniera più o meno delicata (ma la delicatezza può esistere quando finisce l’amore?) – provo ancora un sentimento di affetto che mi porterebbe, probabilmente, ad abbracciarli d’istinto. Perché i ricordi non si riscrivono, ma devono rimanere scolpiti dentro di noi, come dei fermi immagine dei giorni in cui si sorrideva insieme, e le nostre mani fremevano per intrecciarsi. Oggi non si sta più insieme, e quindi lui non poteva essere quello perfetto per me, e viceversa (e chissà se esiste, questa perfezione amorosa). Ma quello che dobbiamo ricordare, oggi, è il giorno del primo bacio (e io li ricordo tutti e cinque, delle storie d’amore, e non solo di quelle), quando facevamo all’amore, e uno entrava dentro l’altro, le serate passate a parlarsi, senza pensare a quello che sarebbe successo domani, perché ci importava solo di quel bacio con le lingue che erano una cosa sola.

No, non parlerò mai di voi in una tavolata rumorosa, ridendo sguaiatamente di quello che non ha funzionato tra noi.

Buona notte blog.

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11 Responses to “Parlando degli ex, al ristorante.”

  1. Andrea Giuseppe Capanna Says:

    Giusto settimana scorsa ho incontrato per caso il mio ex, ero al cinema con Max, che ha pensato bene di cominciare a farmi domande sulla mia storia precedente. Dopo sette anni davo per assodato che non ne avremmo parlato, e io non chiedo, non mi interessa. Gli ho detto chiaramente che non avrei parlato del o dei miei ex. Non ho aggiunto che non lo faccio perché ne parlerei con affetto, e succederebbe un casino.

  2. Nico Says:

    River ma si dimenticano veramente gli ex? E’ così facile togliere dalla testa la persona che hai amato più di te stesso e che ti ha trattato a pesci in faccia,lasciandoti per giunta con uno squallido messaggio su Facebook? Io non riesco ancora e sono solo passati 7 mesi. Come devo fà? :D

  3. Klaus Says:

    Ti leggo da 5 anni, non ho mai avuto il “coraggio” di scrivere o commentare ma sono proprio contento che hai deciso di riprendere a scrivere sul blog!
    In quanto a ex non ho molta esperienza in capitolo, perché sono fidanzato da 3 anni, però la penso esattamente come te. Di un amore finito penso sia importante ricordare i bei momenti passati insieme piuttosto che le liti e le discussioni.

  4. Filly Says:

    capisco perfettamente il tuo punto di vista. e tendo generalmente a condividerlo.
    il mio primo amore (un amore liceale durato 3 anni, dal secondo al quinto) ha fatto scelte molto diverse dalle mie, mi ha criticata, mi ha delusa e mi ha ferita e tuttora sta con la persona per la quale voleva già lasciarmi quando eravamo innamorati. ogni tanto mi lascio andare a lamenti molto ironici nei suoi confronti ma gli auguro veramente ogni bene.

    il successivo (l’ultimo prima dell’attuale) è stata una storia breve, intensa, fatta di litigi e di passione. è stato il primo con cui io abbia fatto l’amore. non ne ho mai parlato veramente male perché mi ha spezzato il cuore più e più volte. l’ultima decidendo di morire in un incidente aereo 3 anni fa..

    chiunque abbia attraversato la vita di un altro resta nel bene e nel male come una tacca incisa dentro il petto che serve ad andare avanti e voltare pagina, a crescere e a fare frutto di tutte le esperienze.

  5. Thomas Says:

    Ti adoro.

  6. Eddie Says:

    Ti seguo da anni : scrivi e trasmetti i sentimenti in maniera spettacolare, meriti sempre una carezza, anche se non ti conosco. Ti abbraccio a distanza e ti ringrazio soprattutto per le delicatezza che sai mettere nell’esprimere sentimenti altissimi ! Unbacio

  7. river Says:

    Eddie, carezza raccolta. Grazie :)

  8. Riccardo Says:

    È troppo presto per dire cosa sarà dei ricordi che avrò di lui, so solo che l’ho amato più di me stesso sentendomi dire che è sbagliato amare l’altro più di sè e che lui avrebbe sempre pensato prima a sè stesso che a NOI… Ed ora la cosa che mi fa più bene è non sentirlo.

    …anche se se mi chiamasse risponderei, e ogni tanto ci spero. Come siamo complicati, Riv… Un bacio

  9. william Says:

    mah…tu fai ovviamente quello che te pare. liberissimo di non parlare degli ex. ma le storie sono tutte diverse. e spesso succede che ci si lasci nel livore e nell’odio. io non covo assolutamente avversione per il mio ex che per due anni mi ha rovinato la vita (ovviamente con la mia connivenza) ma evito come la peste i discorsi che lo riguardino. tuttavia quando mi trovo mio malgrado a parlarne, sputo merda e veleno. sono passati tanti anni, ormai non mi interessa più, ma non posso far finta che non sia successo nulla e credo che lui continui a meritarsi tutte gli insulti e gli sproloqui che ogni volta mi partono dal profondo delle viscere!!

  10. Eddie Says:

    Grazie River, sei proprio speciale ! Un giorno poi potremmo postare le nostre delusioni, le gioie incomprese, i sogni lasciati a metà …. ma certamente è meglio tenersi ben dentro nel cuore quei flash di felicità che certe altre situazioni ci hanno donato. E come veri amici saper trasmetterle, quasi per osmosi, e contagiarsi vicendevolmente. Un forte abbraccio :)

  11. Ful Says:

    Ciò che dici lo pensano in molti, e l’hai espresso con una delicatezza ed una sensibilità rara, che spesso mostri nei tuoi post. E’ bello abbracciare col pensiero gli ex, parte di noi e della nostra vita. Ma è più facile, più “comune” odiare, perché odio e amore sono per molti due facce collegate ed alternative. Come se la vita fosse solo bianco e nero, e nessuna sfumatura, nessun colore..

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