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Lucas soffre di una rarissima sindrome ma, nonostante ciò, non gli è stato assegnato un cane-guida. Così il padre, un ex poliziotto, ne ha adottato uno da un canile del Tennesse e lo ha educato. Il risultato è un legame indissolubile.

Sotto, le altre nove.

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Una bambina malata di cancro disegna sullo specchio il suo desiderio.

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Hawkeye segue, fino all’ultimo, il suo compagno di vita, l’ufficiale Jon T. Tumilson, morto in guerra.

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Un padre e un figlio, negli anni.

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L’amore di Taylor e Danielle Morris supera ogni ostacolo.

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Christian Golczynski, otto anni, accetta la speciale benemerenza riservata al papà, il marine Marc Golczynski.

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Pranzano ancora assieme, tutti i giorni, anche se lui non c’è più.

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Una mamma, malata di cancro, assiste alle nozze della figlia, via Skype.

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Un uomo insegna alla compagna l’alfabeto, dopo che questa ha perso completamente la memoria.

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Il primo abbraccio. E l’ultimo saluto.

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9 Responses to “Dieci storie che non si dimenticano.”

  1. Manuela Says:

    River…per questo e per tante altre cose che hai scritto, anche quello che non scrivi ma lasci comunque trasparire…ti voglio bene.

  2. Filly Says:

    un giorno ti costringerò ad abbracciarmi per consolarmi per tutte le volte in cui mi hai fatto piangere..

  3. Eddie Says:

    ti voglio bene anche io, un abbraccio sensibile, come sei tu!

  4. orsamaggiore Says:

    è da tre giorni che piango per cose mie e adesso questo mi ha dato il colpo di grazia. purtroppo io tutto quel coraggio per vivere non ce l’ho, ho solo voglia di morire perchè non ce la faccio più di tutto sto dolore che sta in me e attorno a me e che mi impedisce di vedere tutto il bello della vita.

  5. Eddie Says:

    orsamaggiore: guarda che dobbiamo riscoprire le cose piccole, belle e ordinarie; solo che alle volte siamo presi dal vortice del quotidiano e non ne siamo capaci. Avevo trovato una volta in rete un report di uno che si era messo a chiedere alla gente per strada se sapeva di che colore fosse il cielo quella mattina: praticamente pochissimi ci avevano fatto caso e gli avevano risposto. Da allora, come nei fumetti di Asterix, ogni mattina io guardo il cielo in alto: ne assaporo il colore, cerco di coglierne l’unicità, poi esco felice pensando … che è ancora lassù, e non mi è ancora caduto addosso … e ti assicuro che in mezzo a tutto il dolore che ci circonda riesci almeno a sopravvivere. :-)

  6. orsamaggiore Says:

    eddie: ti sembra giusto” riuscire almeno a sopravvivere”? io voglio vivere, nel bene e nel male, non solo nel male, perchè allora è meglio il niente.
    tu avrai sicuramente un carattere più forte, solido, ottimista e una situazione di vita migliore della mia. io non sono più giovanissimo, ho superato i 50 e ne ho viste veramente di ogni colore. non voglio fare la vittima di niente e di nessuno, ma sono proprio stufo, credimi
    grazie della bella e incoraggiante risposta. stefano

  7. Eddie Says:

    caro Stefano, condivido e – se posso – ti mando un forte abbraccio! Se sei amico di River, avrai senz’altro un’alta sensibilità, e quindi capirai quanto voglio riuscire a trasmetterti. Non siamo vecchi, nè vittime, nè altro: siamo “capitani del nostro destino” diceva Mandela. Io ho svariati anni di esperienza, e batoste prese che viste a distanza mi fanno dire: ma come ho fatto? Ma ora sono qui, e certamente domani avremo fatto un altro pezzo di strada. Guarda che viviamo già nel bene, è che alle volte facciamo MOLTA fatica a vederlo. Credimi. Grazie Riv dell’ospitalità

  8. orsamaggiore Says:

    grazie a riv dell’ospitalità, ma credo che un blog intelligente serva anche a questo, ma soprattutto GRAZIE A TE EDDIE, che hai usato tempo ed energia per dirmi delle cose belle ma che, ormai, non hanno più effetto su di me, poichè l’uinca cosa che vorrei (ma con una mamma anziana non posso ancora fare) è morire. un grosso abbraccio.

  9. Eddie Says:

    Stefano! ora l’abbraccio te lo do’ fortissimo io …. nel mio caso una mamma non tanto anziana che se n’è andata anni fa mi ha lasciato dentro una voglia di vivere incontenibile ed indescrivibile che ora nulla riesce a scalfire! Spero con questo abbraccio di riuscire a contagiarti in parte, così come riesce River col suo blog. La morte sarà l’ultimo atto che affroneteremo, ma ora è meglio vivere, credimi. Spero di poterne parlare magari di fronte ad un bel tramonto, ad una buona birra o perdendosi in uno sguardo dolcissimo …

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