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Tutto, o quasi, era pronto: il nome (“Settima Onda”), la collocazione nella fascia pomeridiana. Persino lo staff – autori e collaboratori a vari livelli – che da tempo aveva iniziato a lavorare al programma. Poi, ieri, la comunicazione (non ufficiale) di Urbano Cairo, patron de La7: il programma di Rita Dalla Chiesa non si farà più. Una doccia fredda e inaspettata. La Dalla Chiesa ha aspettato 24 ore prima di parlare in via ufficiale. In verità, già ieri sera, aveva affidato alla pagina Facebook un primo commento, molto amareggiato:

“Non commento la decisione dell’editore di cancellare la mia trasmissione su La7. Ma voglio ringraziare tutte le persone che ci hanno creduto e che ci hanno lavorato fino a stamattina. Persone che adesso, come tantissimi altri, purtroppo, si ritrovano senza lavoro. A loro tutto il mio affetto e la mia riconoscenza per l’entusiasmo, i sorrisi e la professionalita’. Grazie a tutti, ragazzi!”

Oggi, invece, sentito anche il manager, Lucio Presta, la conduttrice ha deciso di alzare la voce e di fari sentire. «Se La7 dovesse cassare Settima Onda sarà scontro», ha tuonato la Dalla Chiesa, che ha abbandonato il suo programma storico – Forum – per migrare sulla rete guidata recentemente acquistata da Cairo. «Si tratta di una trasmissione del pomeriggio alla quale Rita ha lavorato con grande impegno e passione – sottolinea Presta- e che, dopo alcuni rinvii, era pronta per il decollo, a presidio del pomeriggio della rete». «Se dovessi ricevere una conferma scritta e l’ipotesi di cancellazione dovesse risultare ufficialmente, allora sarò costretta a portare Cairo e e la sua rete avanti i giudici», annuncia Dalla Chiesa. Presta ricorda anche la conduttrice per lavorare a ‘Settima Ondà ha «rinunciato a reiterate proposte di Mediaset» e «non si può credere – aggiunge – che all’ultimo momento, pare per motivi di budget, l’attività artistica e l’immagine di Rita possano subire un danno tanto grave quanto ingiustificato». «Voglio augurarmi che tutto questo non abbia seguito e che non debba essere costretta a tutelare il mio buon diritto in Tribunale», conclude la conduttrice.

Una brutta storia. Un trattamento che una professionista della tv – che da queste parti si stima, soprattutto per la sua umanità – non meritava di ricevere.

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4 Responses to “Rita Dalla Chiesa, Cairo e l’umiliazione del programma cancellato.”

  1. Alessio Says:

    Qualunque persona, coi soldi, è convinta di poter giocare alla tv.
    E non avere idea di quanto possa costare un programma televisivo è veramente da incompetenti.
    Tutta la mia stima e la mia solidarietà a Rita.

  2. alderani Says:

    un abbraccio a Rita… non mollare!

  3. Aleka's Attic Says:

    Ho sempre amato Rita ma ritengo che sia abbia fatto un grave errore a lasciare Mediaset. É giusto essere aziendalisti… e anche un po’ realisti, visto il micro share che faceva la Parodi l’anno scorso nello stesso slot. Pensava per caso di arrivare ad 10% di share? È anche vero che Mediaset é nota per sfruttare personaggi per anni e poi lasciarli a casa. Cmq mi spiace.

  4. Matteo Says:

    Non è giustificabile un trattamento come questo, sono solidale con la povera Rita, anche se non reggo la sua aria da catechista e il suo programma settima onda così come tutti gli altri che ha fatto non lo avrei mai guardato… ma un po’ di facce nuove no?

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