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Questa è la storia di Hazelnut. Una bambina di due anni e mezzo che un brutto giorno ha scoperto di avere un neuroblastoma. E’ il cancro dei bambini, perché colpisce prevalentemente neonati e bimbi fino ai 10 anni di età. Un perché non c’è. Neanche Dio, se c’è, può spiegarlo a lei e ai genitori. Il male c’è, e basta. Come tutti i bambini che vedono in faccia la morte, ogni giorno, e che già sanno cosa vuole dire, Hazelnut ha continuato a sorridere. Nonostante i massacranti cicli di chemio, nonostante i lunghi periodi in rianimazione, quando sembrava che tutto stesse per finire e che il suo cuoricino dovesse smettere di faticare. Da mesi, ormai, seguo le sue vicende sul blog che i genitori hanno creato, all’inizio di questa tremenda diagnosi. Ci vado ogni tanto, e ho sempre paura di cliccare sull’ultimo post. E poi ci sono le foto. Tremende, ma anche belle. Le ferite sul corpo e sul volto, quella piccola testa senza capelli, e i cavi attaccati alle braccia e che le escono dalla bocca nei momenti più difficili. Sono belle, perché, ogni tanto, spunta fuori il suo sorriso, nei momenti più impensabili. Sul letto d’ospedale, circondata dalle infermiere e dai medici, angeli custodi di questi pazienti straordinari, o durante la chemio. E a Natale, quando i genitori sono riusciti nel miracolo di portarla a casa. Di lei hanno scritto i media l’anno scorso, quando, sulla vetrata della sua stanza di ospedale, i genitori scrissero “speditemi pizza”, con il numero della stanza. Tanto che da allora, Hazelnut è diventata la bambina “send pizza”. L’ultimo post, con gli aggiornamenti sanitari, è del 30 gennaio. Terminati i cicli di chemio e superato un trapianto di cellule staminali, la piccola si è dovuta sottoporre alle temibili analisi per verificare lo stato di avanzamento della malattia. I risultati sono stati incoraggianti. C’è solo una piccola “macchia” nel rene, ma il medico non è stato in grado di dire se sia il focolare di qualcosa di brutto. Mamma e papà, però, sono contenti. Lei sorride, e ti guarda sempre con l’aria di chi è contenta di esserci, ogni giorno.

Questo post è dedicato ai piccoli giganti leoni che, ogni giorno, lottano per regalarci altri sorrisi.

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2 Responses to “Storia di un piccolo gigante che combatte contro la morte.”

  1. RAZZO Says:

    impossibile restare indifferenti…

  2. Aran Banjo Says:

    un vero gigante… una vera super-eroina
    GRANDE GRANDE…

    e nonostante l’eta’ ci insegna tante cose

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