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Si vanta di essere l’unica scuola di inglese, nel Regno Unito, riservata esclusivamente ad un pubblico gay. La “Rainbow English School” si trova a Dalston e promette “classi piccole”, in un contesto “amichevole e friendly”. Quindi: “Se sei gay e vuoi imparare l’inglese, questa è la scuola che fa per te”, recita la pagina Facebook.

E poi oltre alle classi hanno pure la dark room. Atroce.

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“Il momento in cui ha rubato il mio cellulare, ha rubato anche il mio cuore”. Cult.

Chi è il pilota #gnocco.

March 31st, 2014

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Qualche giorno fa avevo postato la foto di un pilota appassionato di Selfie. Non ci è voluto molto a trovare il suo profilo Twitter: si chiama Carlos Morales e lavora per la compagnia aerea messicana Volaris.

Nell’ultima foto, ci regala anche la vista delle sue – ovviamente splendide – ascelle.

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Diagramma molto realistico – e anche abbastanza esaustivo – sul tipo di persone che si trovano su Facebook (brava Isotta!)

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Patrick Schwarzenegger (#gnocco) è stato fotografato oggi a Miami, dove si trova per le vacanze di primavera insieme ad un gruppo di compagni di college (uno, foto sopra, con #guancerosse). Il ragazzo è nella piscina dell’hotel Fontainebleau, intento a rimorchiare a destra e manca. Con successo, suppongo.

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Il tennista serbo Novak Đoković, classe 1987, è finito al centro di un piccolo scandalo in patria: qualcuno, infatti, avrebbe ricevuto e diffuso una selfie dei gioielli del giocatore (qui la foto).

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Ehm. I miei complimenti. Navighiamo intorno ai 21 centimetri sicuro, eh.

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L’appuntamento con “24 ore al pronto soccorso“, alle 2 di notte, è ormai fisso. Full immersion nei drammi altrui, spesso a lieto fine. Backstage di piccole tragedie quotidiane, faro nelle vite di infermieri e medici alle prese con la morte, angeli custodi di persone che, in quel pronto soccorso, lottano per vivere. A colpirmi, ieri, non è la storia dello #gnocco 19enne che si è stritolato il pene rimanendo incastrato tra una barca ed un ponte (pene ovviamente censurato: anche se hanno mostrato la faccia choccata di madre e padre). Ma quella di una coppia, innamorata da 52 anni. Amore dagli anni del college. Lei la più bella dell’università, che viene corteggiata finché non cede. Arriva al pronto soccorso dopo essere svenuta. E’ debolissima, pallida, gli occhi scavati. Ha una forma terminale di cancro al seno. Le metastasi le hanno attaccato le ossa. Spesso non riesce più a camminare. Il marito ovviamente le è accanto, la guarda preoccupato, consapevole di quello che potrebbe accadere da un momento all’altro. Lei non fa altro che scusarsi e preoccuparsi per lui. “Siediti, riposati”, gli dice. “Mi dispiace che la gente si debba preoccupare per me”, sussurra all’infermiera, che è andata a prenderle due sacche di sangue per una trasfusione urgente. E’ dolce e serena, quando parla. I suoi occhi sono quelli di una persona che la morte vuol portarsi via, ma che, in fondo, non vuole mollare. Si tengono la mano.

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Dopo le cure, torna a casa. La intervistano. “A 80 anni continuo a voler vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo”, dice.

E a me viene sempre in mente quella frase delle Fate Ignoranti: “Che stupidi che siamo… Quanti inviti respinti, quanti… quante frasi non dette, quanti sguardi non ricambiati… Molte volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno”.

Se solo non fossimo concentrati sempre su noi stessi, ma ci aprissimo ad accogliere le donazioni di felicità gratuite e non richieste.

Lo stretching a due.

March 28th, 2014

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Uno dei due, secondo me, non sta molto comodo.

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Ci sono persone che anche se passano svariati anni senza che ci si veda o ci si senta – ad eccezione delle email – tu hai sempre l’impressione che ti possano essere vicine. Nel caso del bisogno o, anche semplicemente, per raccontare loro cosa ti sta accadendo. Le rivedi e puoi riprendere il discorso esattamente nello stesso punto in cui lo avevi lasciato, e loro ti capiranno lo stesso.

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E’ così con Giovanni. Insieme a lui, oggi, ci siamo ricordati di quella folle estate del 2008 (ieri? almost), in cui, bombolette spray alla mano, abbiamo scritto sul muro (nella foto sopra, prima della “firma”) che divide Betlemme in due. Sotto gli occhi vigili di un soldato (armato), River-blog, alla fine, s’è materializzato sotto forma di graffito. Due pazzi. E, ovviamente, lo rifarei tutto. Anche se a Roma non si prova lo stesso brivido ;)

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Spagnolo. #gnocco. Ecco, da lui mi farei tenere la mano, in aereo. Uhm.

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Non sono gay, ovviamente. Però si trovano a dover/voler interagire, per sport o per scherzo o 4 fun, col lato B del proprio brother. E noi a guardarli.

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E se non sbaglio, ha pure le guanciotte rosse.

Nuotatori e trasparenze.

March 27th, 2014

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Ma se ne sarà reso conto?