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Causa orari di lavoro inconciliabili, non vedo mai “Verdetto finale” (anche perché, per me, l’unico e vero “Forum” era quello condotto da Rita dalla Chiesa). Una trasmissione che, di tanto in tanto, affronta anche casi di persone Glbt. Oggi, ad esempio, si è parlato di un bimbo “colpevole” di preferire i giochi delle femminucce. Il papà era in crisi, per il fatto che il bimbo (di 9 anni) mostrasse delle “inclinazioni omosessuali” (nota agli autori: si chiama “orientamento) e che la mamma, mannaggia a lei, lo “assecondasse” (invece di sgridarlo?). Conclusione: il padre chiede che il figlio venga affidato a lui. La mamma lo difende, dicendo che “è solo molto sensibile”.

Qua siamo ai luoghi comuni da “Il Vizietto”, altro che Il Verdetto.

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10 Responses to ““Verdetto finale” e i luoghi comuni da “Vizietto”.”

  1. Andrea Giuseppe Capanna Says:

    E una volta ottenuto l’affido, questo padre, cosa avrebbe fatto per “curarlo”? Lo avrebbe portato a sparare ai castori o a giocare a calcio? :/

  2. Zorro2 Says:

    Per rimanere in “topic” giorni fa un mio amico mi ha inviato un articolo agghiacciante di un padre che avrebbe ucciso di botte il figlio di 8 anni perchè a detta sua efemminato, non ho letto l’articolo, non ce l’ho fatta e non lo trovo più, possibile che un tale fatto di cronaca abbia avuto un’eco così debole? Nessuno ne parla…ciao

  3. Leo Says:

    Notare che viene sottolineato come cosa preoccupante il fatto che il bambino “non fa il bulletto”.
    Io comunque non solo giocavo con le macchinine ma addirittura con quelle pistole giocattolo che “sparavano” piccole cartucce esplosive (oggi proibitissime, i “meno giovani” forse le ricorderanno). Eppure…

  4. M@t Says:

    Uno di quei programmi di alta cultura che però viene seguito purtroppo…fortuna sono tutti attori…
    Anche io avevo le pistole che sparavano quelle cartucce gialle e giocavo con camion e macchinine però con le amiche non disdegnavo le bambole… Dovrei essere bisex secondo i ragionamenti del “padre” della trasmissione… Sembra la puntata dei simpson dove homer crede che bart sia gay…

  5. cuoreconleantenne Says:

    è una trasmissione orrenda… non solo piena di luoghi comuni… ma anche di moralismo finto… e la presentatrice sta facendo la fine di molti altri personaggi televisivi: credere di essere portatrice di verità nelle case… una mia amica attrice ne fa almeno una puntata l’anno e se ne vergogna moltissimo…

  6. LucaM Says:

    Deprimente.
    Ed ovviamente sarà stato presentato con la dovuta retorica senza, che so, mettere uno psicologo in studio che dice che quei genitori sono ripieni di merda e simili cose ragionevoli.

  7. Apollo Says:

    Mai fregato niente né di macchinine né (tanto meno) di bambole: la mia grande passione erano i Lego.
    E comunque la figura paterna serve anche a offrire codici e modelli di comportamento differenti e complementari rispetto a quelli femminili: non vedo lo scandalo. Fin che la personalità non si è completamente formata, trovo sacrosanto cercare di fornire al bambino altri stimoli, prima che finisca per sovrapporre completamente la propria identità a quella materna. Norman Bates non mi pare un gran modello cui ispirarsi.

  8. spiritoaspro Says:

    Caro Apollo,
    indovina un po’, ci sono anche figure femminili che ricoprono completamente il ruolo di padre. In sostanza sta tutto nell’intendersi, mi spiego meglio: a mio avviso le caratteristiche che tu identifichi in un padre non sono strutturalmente intrinseche in ogni individuo maschile adulto, ma sono solitamente appartenenti al genitore di sesso maschile perché la società ha sempre spinto in questa direzione. Conosco svariati casi dove è la madre che fa anche da genitore maschile perché il padre non è capace nemmeno di lavarsi le mutande da solo.

    Se tu intendi invece che un ragazzo deve apprendere le caratteristiche (non fisiche) che identificano il maschio dalla femmina, bhè, direi che stai commettendo in piccolo lo stesso errore del medico che vuole convertire i gay che ascoltano Adele, che è convinto di avere il manuale che descrive perfettamente cosa è maschio e cosa è femmina.

    Quel ragazzo probabilmente non sarà un attaccabrighe o uno sciupafemmine semplicemente perché avrà altre propensioni, come tanti altri maschi, anche etero. Non ci vedo nulla di male in persone come il ragazzino qui sopra descritto, anzi ritengo abbia caratteristiche estremamente positive: se ci fossero meno calciatori burini e più ragazzini come lui vivremmo in una società sicuramente più civile… si sa che è tutta colpa del testosterone, meno ce n’è meglio è.

  9. Apollo Says:

    @ spiritoaspro: commento parecchio fuori fuoco. Il punto del contendere, al di là della trasmissione più o meno cretina che l’ha generato, mi pare il diritto del padre di affiancare il proprio modello e “codice” maschile a quello femminile della madre, anche qualora a questa – come quasi sempre accade, alla faccia della società maschilista di cui strologa ogni giorno a reti unificate l’Internazionale Veterofemminista – sia stato affidato il figlio.
    Questo non significa certo che il bambino debba essere “convertito” o “raddrizzato” a forza: semplicemente, mi sembra che in questa discussione stia prevalendo la sindrome del tifoso (“Uno di noi! Uno di noi!”) rispetto alla spassionata considerazione del bene del bambino, che non è certo quello di illanguidire in un ambiente esclusivamente femminile, bensì quello di avere di fronte a sé un solido paradigma alternativo da considerare e al quale potersi ispirare, davvero liberamente.
    Il ruolo del bravo genitore non è quello di assecondare sempre e comunque il figlio, ma di offrirgli una valida alternativa e consentirgli una scelta personale: è questa la differenza che passa tra allevare (un figlio) e addestrare (un cane).

  10. spiritoaspro Says:

    il mio commento non è affatto fuori fuoco, credo ci sia un problema di comprensione. Sostieni che il padre ha un ‘codice’ maschile diverso da quello ‘femminile’ e, dedotto che non stiamo parlando di caratteristiche fisiche ma comportamentali/attitudinali/psicologiche, mi domando cosa sia questo codice maschile.

    Se per codice maschile intendi tutto ciò che identifica la virilità (concetto fluttuante a seconda del periodo e della società di riferimento) come l’uomo che insegna a giocare a pallone, a farsi valere nella società, che risolve i problemi, che porta a casa i soldi per il sostentamento e simili, bhè, stai ragionando per stereotipi. Queste caratteristiche possono essere proprie di entrambi i generi, al massimo la società ha spinto perché tali caratteristiche venissero enfatizzate in un genere piuttosto che in un altro. Se per codice maschile intendi altro, sarebbe il caso di esplicarlo.

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