Cambio-ruota in slip.

March 27th, 2014

L’unica volta che io ho forato, ho chiamato l’Aci.

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Ogni occasione sembra essere buona per i ragazzi del Queensland per praticare il wakeboarding (fusione tra snowboard e sci d’acqua): anche le strade allagate, dopo le piogge monsoniche.

Ma tipo a Torbella dopo un’acquazzone?

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Della vicenda dell’aereo misteriosamente sparito e precipitato nell’Oceano Indiano si è scritto di tutto. Non ho, però, letto una sola riga su Russell Adams, lo #gnocco della Royal Australian Air Force che sta conducendo le ricerche dei resti del velivolo. Il materiale fotografico su di lui non manca, tra conferenze stampa e interviste. E, ovviamente, non è sfuggito a River (e a qualche media straniero).

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Altra puntata da non perdere di “Whoa, dude!”: questa è dedicata ai mitici boner. Quelli che ti risparmiano di chiederti se il ragazzo sia messo bene o male.

Premio coerenza su #grindr.

March 25th, 2014

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Questo li batte davvero tutti.

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Le lingue (dei belli) son belle e, quindi, ecco una nuova serie di post dedicati al tema.

Si parte con il match Latina-Modena (serie B).

Un altro video ispirato alla “serie-virale” baciotrasconosciuti: questo è in versione gay e arriva dalla Nuova Zelanda. Lo promuove l’associazione “Love you condom“.

Mi piace immaginare che da alcuni di questi baci sia nato un amore. E sospirare.

Week-end grillino.

March 24th, 2014

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Non sono mai entrato in contatto diretto con l’universo grillino, se non attraverso post, articoli, polemiche varie lette in giro sulla rete. Qualche colloquio randomico col politico di turno, tanti pruriti a sentir Grillo in tv. Per questo, quando sono entrato in contatto – via blog – con un consigliere comunale apparently very smart, gli ho aperto con piacere le porte della casa riveriana. Un po’ terrorizzato – insomma, il mondo grillino all’esterno pare un po’ Scientology – prima di affrontare una discussioni sui perché e sui per come M5s. Dai nostri confronti trasteverini ho ricavato alcune pillole.

– La cosa che senz’altro mi ha stupito di più, è il fatto che questo consigliere rinunciasse al suo stipendio. Poca roba (praticamente rimborsi). Ma la cosa che ti fa rimanere a bocca aperta è che, sostanzialmente, ci rimetta: tra benzina, cellulare e altri costi sostenuti dal movimento. Detto che per me questo è sbagliato (il tempo si paga e i professionisti, con cv ed esperienza alle spalle, a ragione vanno retribuiti).

– Come si può fare politica senza guadagnarci nulla? Semplice: interpretando la politica come un’opera di volontariato. E questo era il suo approccio: lui ha un lavoro principale, grazie al quale si mantiene e poi, alcune ore a settimana, vengono dedicate all’amministrazione della cosa pubblica.

Confronti con i cittadini: sono settimanali. Caschi il mondo, i consiglieri eletti devono dare la possibilità ai cittadini di far loro delle domande. Non solo via web.

– Se la politica viene vissuta come volontariato, quindi non può essere interpretata come l’unico scopo della propria vita. Ai grillini non piacciono i politici di professione. Da qui, il limite ai due mandati, di ogni genere (dai Comuni al Parlamento). E poco importa se sia stato bravissimo e la gente abbia apprezzato il tuo lavoro: la regola è ferrea e non ammette deroghe, almeno non per adesso. Anche su questo non eravamo d’accordo, perché penso che l’esperienza, acquisita anno dopo anno, sia un bene e non debba essere confusa con il più volgare attaccamento alla poltrona del trombone di turno.

– La decisioni principali, le proposte di delibere, le mozioni e ogni atto ufficiale che riguardi gli interessi della collettività, vengono solitamente decise nelle riunioni (i cosiddetti Meetup), sia con i cittadini che con i militanti. L’azione di “governo” o l’opposizione (quasi sempre la seconda, visto che il M5s non fa mai alleanze) sono, quindi, frutto di un’azione collegiale. Nel bene e nel male. E ai partiti “tradizionali” i grillini rimproverano proprio questo: l’assenza di confronto con la loro base.

– Il rapporto con i giornalisti – esclusi quelli che aprono le porte delle loro case – son difficili, turbolenti, basati spesso sull’incomprensione reciproca. Gli uni accusano gli altri di non prestare attenzione alle loro iniziative o di parlarne solo in maniera strumentale; gli altri, ovviamente, rispondono che non è facile occuparsi di chi lo insulta in continuazione. Insomma, il cane che si morde la coda.

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Parentesi politica a parte, è stata strana la sensazione di dormire di nuovo (non nella stessa casa, ma nello stesso letto) con qualcuno. E il romanticismo non c’entra. Ormai siamo adulti, a certe cose non crediamo più, cogliamo ciò che la vita ci dà, senza romanzarlo troppo o infiocchettarlo con significati che non ha. Divoro esperienze, mi nutro delle storie delle persone in cui mi imbatto, cerco di provare emozioni che mi fanno star bene. Come se non ci fosse un domani.

 

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Per rispondere alla domanda “ma qualcuno ti vede mai quando scatti foto con il cellulare in strada?”, sì, qualche volta capita :-)

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Fanno un lavoro (visto che vengono pagati) tra i più difficili. Devono convincere la gente: 1) a starli a sentire per almeno tre minuti; 2) ad aprire il portafogli e a dare qualcosa. Quando poi si sistemano alla stazione Termini, dove generalmente si va sempre di fretta o, comunque, si ha la testa da un’altra parte, ti fermeresti solo per dar loro una soddisfazione. O per rifarti gli occhi :-)

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Non sono riuscito a vedere neanche una puntata di “Fuoriclasse 2“, causa orari di lavoro inconciliabili, ma, di link in link, mi sono imbattuto in uno dei protagonisti: Andrea Arcangeli. Originario di Pescara, classe 1993, dopo essersi trasferito a Roma (e iscritto alla Sapienza), si è affidato ad un’agenzia di spettacolo e ha iniziato a fare i primi provini e a muovere i primi passi nel mondo del teatro. Ma il suo primo vero colpo è quello con la fiction Rai, dove interpreta la parte di Michele Tramola, figlio di Luciana Littizzetto. E’ un personaggio un po’ sfigatino, mezzo nerd appassionato di videogiochi, con un unico grande amico. Di puntata in puntata finirà con l’innamorarsi di una ragazza (sigh).

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Applausi e tanti in bocca al lupo.

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Mille checche ti aspettano.

March 21st, 2014

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Ingenuità lessicale del marketing.