Il parlamentare spagnolo Toni Cantó sta facendo discutere, in questi giorni, per aver preso parte ad un film con scene esplicite di sesso Glbt. E, soprattutto, per aver rivendicato questa scelta con orgoglio. La pellicola, dal titolo “La partida”, racconta la vita degli escort de l’Havana. Il politico interpreta il ruolo di un turista del sesso. Il film è stato girato nel 2011, prima che Cantò diventasse parlamentare. Ma poco cambia: “Avrei accettato la parte anche se fossi stato già parlamentare”.

Segnalo l’iniziativa del Lions Football team di Bergamo contro l’omofobia. Tanta carne e un po’ di lati B interessanti.

Bravi!

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Questa mattina i giocatori della Lazio hanno visitato una scuola romana, in via Appia Pignatelli. Giuseppe Biava, Stefano Mauri, Josip Elez, Maurizio Manzini e Olimpia, accompagnati da una (coattissima) aquila.

I miei personalissimi applausi vanno al croato Elez, #gnocco.

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Lo #gnocco di Subito.it.

March 19th, 2014

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Con la ripresa della Caccia al buco, son tornato a battere i soliti Kijiji (che resta il top), Porta Portese e Subito. E in quest’ultimo caso, son rimasto colpito dalla pubblicità con #gnocco. Peccato solo per le sopracciglia spinzettate.

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Causa orari di lavoro inconciliabili, non vedo mai “Verdetto finale” (anche perché, per me, l’unico e vero “Forum” era quello condotto da Rita dalla Chiesa). Una trasmissione che, di tanto in tanto, affronta anche casi di persone Glbt. Oggi, ad esempio, si è parlato di un bimbo “colpevole” di preferire i giochi delle femminucce. Il papà era in crisi, per il fatto che il bimbo (di 9 anni) mostrasse delle “inclinazioni omosessuali” (nota agli autori: si chiama “orientamento) e che la mamma, mannaggia a lei, lo “assecondasse” (invece di sgridarlo?). Conclusione: il padre chiede che il figlio venga affidato a lui. La mamma lo difende, dicendo che “è solo molto sensibile”.

Qua siamo ai luoghi comuni da “Il Vizietto”, altro che Il Verdetto.

La notizia sarebbe che un surfista di 27 anni si è scontrato con un delfino, al largo delle coste australiane (l’animale gli ha centrato la zona pelvica). A corollario della notizia, il fatto che John Wolfson sia #gnocco e abbia pure le guanciotte rosse.

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Quando il cancro ai polmoni che aveva colpito l’80enne Betty Simpson ha preso una piega che non lasciava più sperare in nulla di buono, il bis-nipote Zach ha pensato di farle un regalo. Per documentare i suoi ultimi giorni di vita e farla sentire meno sola. Ha creato un account, su Instagram, che, in pochi giorni, ha superato i 160mila follower, ed è finito sui media di mezzo mondo. E questo grazie al volto sorridente e all’espressione scanzonata di questa dolce nonnina.

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Le nonne, queste straordinarie creature, di una dolcezza senza eguali.

Caccia al buco reloaded.

March 17th, 2014

Tre case in tre anni. Da Prati a piazza Fiume, passando per Coppedè e, approdando, infine a Trastevere. Tanti errori (piani intermedi, camere confinanti), qualche incidente (il crollo del soffitto di un bagno), ma alla fine penso di aver trovato il quartiere che fa per me. La zona di San Cosimato è tranquilla quanto basta, fuori dal caos di Santa Maria in Trastevere e piazza Trilussa, per dirne due; il parcheggio si trova, la gente mi piace, per quel giusto mix tra turisti e indigeni. Trastevere non si cambia, quindi. Ma la casa sì. Perché?

– La padrona sta dando segnali di forti squilibri psichici. Si è prima stranita perché avevo fatto (come d’intesa con lei alla firma del contratto) la voltura dei contratti di Edison ed Eni. Voltura che è andata a buon fine, almeno per quanto mi riguarda: peccato che le due aziende le abbiano mandato delle bollette, per errore, e lei le abbia pagate. Comunicandomelo 9 mesi dopo. Non solo: il condominio me lo ha inviato in un’unica soluzione (dopo 11 mesi che sto qui), per un totale di 900 euro. Siamo arrivati a un punto che ci scriviamo solo e-mail. E non sono di cortesia.

– I cinquanta metri quadrati iniziano a starmi stretti. La casa è cool, giovane, colorata. Ma piccola. E non ha uno spazio esterno: non chiedo un terrazzo da Grande Bellezza, ma una quindicina di metri quadrati sì.

– Ci penso da mesi e sarei arrivato alla conclusione di voler prendere un altro cane. Ma solo con gli adeguati spazi.

E, quindi, la Caccia al buco è ripresa, in maniera molto soft. Per adesso con scarsi risultati. Non è facile trovare 1) un ultimo piano (niente persone sopra, dopo brutte esperienze con donne-con-tacchi-alle-7-di-mattina) che abbia 2) almeno una stanza angolare che non confina con nessun altro appartamento. Ho visto un attichetto a via delle Mantellate (troppo piccolo), anche se la zona è deliziosa; e un ultimo piano a via Manara: tutte le stanze confinavano con altri appartamenti e, soprattutto, era da ristrutturare. In ogni caso, niente fretta. La prossima vorrei che durasse almeno due anni.

Fingers crossed.

La dura vita dello gnocco.

March 17th, 2014

Ogni tanto ci penso. A quanto sia dura la vita dello gnocco, più o meno consapevole di esserlo. Ci penso quando qualcuna di queste creature, plasmate, chissà perché, come si disegnerebbe una divinità greca, passa per casa mia. Non per caso, ovviamente. Li guardi, e ti chiedi se siano consapevoli di quanto la loro vita sia tremendamente più facile. Insomma, non dico che possono avere tutto quello che vogliono, ma siamo lì. Sono quasi sempre loro a condurre il gioco, il “se e quando vederci”. E, ovviamente, ci si adegua volentieri ai loro desiderata.

– Gli gnocchi, generalmente, non sono passati per la fase traumatica adolescenziale dei compagni-bulletti: sei bello, quindi sei vincente e intoccabile;

– neanche per quella dei brufoli (gli gnocchi non sanno cosa siano queste cose che hanno afflitto noi creature terrene);

– hanno superato la fase della masturbazione molto presto, praticamente non l’hanno mai vissuta. Uno di loro, candidamente, mi ha risposto una volta che “è fatica sprecata” e che lui veniva soltanto con un’altra persona;

– alle superiori, la sua massima preoccupazione è stato il ranking nella classifica annuale degli gnocchi, quella stilata dalle ragazze e che circola più o meno clandestinamente;

– in palestra possono dire di essere fonte di distrazione per quella fetta di maschi gay che, negli spogliatoi, al loro passaggio smettono di inspirare ed espirare (a tal proposito, cito lo gnocco che, lo scorso mese, s’è stranito con un ragazzo che lo aveva fotografato appena uscito dalla doccia);

– sessualmente parlando, lo gnocco deve essere molto oculato nelle eiaculazioni: potendo virtualmente farsi tutt*, ma avendo dei normali limiti biologici (ecco, in quello è simile agli esseri umani tradizionali), sa che non può correre il rischio di fare cilecca. Che poi, detto sinceramente, allo gnocco si perdona pure una eventuale défaillance;

– lo gnocco non deve combattere con l’ansia da prestazione: la bellezza compensa tutto, ma proprio tutto. Anche la stupidità (ehm) o, eventualmente, misure non proprio da Rocco Siffredi. Se il maschio normale è sempre là a chiedersi se quegli X centimetri siano sufficienti a fare il figo fuori dalla doccia negli spogliatoi, lo gnocco sa che anche con 14 centimetri continuerà ad essere perfetto;

– non conoscono il corteggiamento, visto che a loro si spalancano, quasi in automatico, tutti i pertugi disponibili, maschili e femminili;

– la singletudine, non pervenuta. Conoscono soltanto la singletudine come vera scelta autonoma e realmente consapevole, per esigenze trombative;

– mentre nell’esemplare normale di maschio i piedi sono una grossa incognita, nello gnocco non si corrono rischi: perfetti anche questi;

– sarà una coincidenza, ma lo gnocco non sa cosa siano i cattivi odori. Il buon profumo è intrinseco alla sua natura. Anche quando suda, emana una inconfondibile essenza di gnoccaggine; le ascelle sembrano uscite da un negozio di Chanel (giuro: le ho annusate e non ho MAI sentito un qualcosa che potesse ricordare anche solo vagamente l’acidità sudorosa);

– lo gnocco fa sempre sport. E anche se non lo fa, non ingrassa. Gli addominali gli sono stati consegnati così, fanno parte della dotazione di serie, tipo airbag incluso;

– è l’unico al quale non puoi dire “quanto te la tiri”. Se la tira, tu lo sai, e ti comporti di conseguenza.

Ecco,

Col joy stick in mano.

March 17th, 2014

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#guancerosse

Gerdi McKenna ha 11 amiche molto speciali. Un mese fa, quando le è stato diagnosticato il cancro al seno, una di loro ha pensato di organizzare una foto-ricordo molto speciale: per far sentire Gerdi meno “diversa”, insieme alle altre 10, sono andate dal parrucchiere e si sono rasate la testa. E alla fine Gerdi si è sentita meno sola.

L’Abbondanza.

March 16th, 2014

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Serie B/2. Placcaggi.

March 15th, 2014

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Match Cittadella vs Carpi.