Dieci anni dopo, festa da G.

April 19th, 2014

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La prima mail te l’ho scritta nel 2004“. Un flash, una frase buttata là, mentre si ragionava, ieri sera, sul tempo che ci si conosce. Casa tua, festa di compleanno, l’alcol alleggerisce la mente, ragazzi rigorosamente anni Ottanta (non made in, ma born in: eppure con un videoregistratore in bella mostra in libreria) abbracciati e abbracciosi, qua e là qualche #gnocco degno di attenzione (uno: tirocinante medico, biondo e un po’ cupo, che quando ti parlava dell’attività al pronto soccorso gli saresti voluto svenire davanti), poster alle pareti che parlano di te, di voi. Oggi di anni ne hai 27. E, quindi, quella prima mail me l’hai scritta a 17, quando studiavi alle superiori, far from Rome, e vagavi chiedendoti cosa sarebbe stato di te. Ho digitato nel motore di ricerca di Gmail l’acronimo che avevi usato per comporre la tua mail, e non ho trovato i nostri primissimi contatti. Si parte dal 2005. Rileggo alcuni di quei messaggi, me ne ero completamente dimenticato, dettagli di te che oggi non racconteresti più. Penso che te ne girerò alcuni. Paura del futuro – e il futuro diventato oggi, ti ha tranquillizzato? – e ricerca di un faro, qualcosa da seguire, con sicurezza e determinazione. Ci siamo incontrati, e da allora ci siamo scritti. Una di quelle amicizie indipendenti dalla frequentazione, perché la pigrizia e l’essere un po’ orso, unite a degli orari di lavoro antisociali, non aiutano. Hai condiviso pezzi importanti di me – L., Allstarboy, e relative rotture – e io pezzi di te. E, ogni volta, è quasi un riassunto delle puntate precedenti. Un comporre lettere su un enorme cruciverba, sudoku degli affetti, aggiornamenti e-motivi di vita, anche se poi, alla fine, l’unica risposta che dovrebbe importare è quella: “sì, sono felice”. Non ce lo siamo chiesti, perché, almeno nel caso tuo, si vede e si sente. Siete – tu e il tuo ragazzo – felici. E io son contento con e per voi. Rileggo quelle mail, la paura di chi scrive a River pensando di trovare un po’ di conforto alle asprezze di qualche momento no, come se scrivesse ad una sorta di confessore immateriale e spirituale, un’ancora alla quale ci si appiglia nel maremagnum di una vita sentimental-sessuale che muove i suoi primi passi. Io che non sono neanche l’ancora di me stesso, e chissà mai quando e se ormeggerò in qualche porto sereno. “Vorrei sentirti felice”, concludi una delle mail randomiche sulle quali ho cliccato.  L’ultima festa alla quale ti ho visto, è stata tre anni fa. “Lo scrivi un post anche su oggi?”, mi hai detto ieri, mentre mi chiedevo se in quel febbraio del 2011, quando ero ancora fidanzato, fossi veramente felice, per una volta. La risposta non ce l’ho, neanche se rivedo oggi le foto di quella serata. La felicità, in fondo, può essere una maschera, ma è quella interiore non si vede mai.

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Dieci anni, oggi hai la tua casa, il tuo mondo, i coinquilini, il lavoro, una carriera che mi sembra abbastanza delineata, con le solite incertezze tutte made in Italy. In fondo, rivedo in te lo stesso e identico ragazzo di quei primi tempi, e, quindi, quei dieci anni mi sembran giorni, e noi siamo gli stessi, una torre di Lego che è cresciuta, altre altezze ed altri punti di vista, ma la sua sommità è il risultato della somma di tanti pezzi di passato, senza i quali crollerebbe tutto. Sei cresciuto, è vero, sicuramente cambiato, anche se a rileggerti, chiudendo gli occhi, potrei immaginarti mentre pronunci quelle stesse e identiche frasi, oggi.

E sì, ci sono fili impercettibili e invisibili ai più, che ci uniscono a delle persone, e quando le rivedi son lo specchio della tua vita passata. Legàmi che aiutano a ricordarci di quello che siamo stati e di come siamo cresciuti.

E, comunque, anche io vorrei ancora sentirmi felice.

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7 Responses to “Dieci anni dopo, festa da G.”

  1. F. Says:

    Bel post riv.

  2. F. Says:

    auguri!

  3. Eddie Says:

    Auguri Riv!

  4. river Says:

    Ehm…ma mica festeggiavo io…Era il compleanno di G. :-)

  5. F. Says:

    Ma gli auguri erano per la Pasqua :D

  6. MrX Says:

    Sei pura emozione… lo dico e lo ripeto… andresti preservato come patrimono dell’Unesco… leggerti fa venire i brividi per l’emozione di quella malinconia che traspare e si lancia nella gioia di vivere che si fonde con la vita… sei un universo di emozione. Grazie

  7. Eddie Says:

    Gli auguri erano per la Pasqua … e per le emozioni che sai trasmettere, tua grande ed enorme qualità. Grazie Riv

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