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Moses Storm voleva festeggiare il suo compleanno, lo scorso 6 maggio, in maniera originale: con una festa “esclusiva” in un fast food all’interno dell’aeroporto di Los Angeles. Ma non nella zona esterna, bensì quella oltre i controlli di sicurezza. Area super-blindata, quindi (“cosa c’è di più esclusivo?”, faceva notare). Condizione indispensabile per partecipare, l’aver acquistato un qualsiasi biglietto aereo. Moses ha così creato una pagina Facebook, inviando inviti a tutti i suoi amici: in tutto, 167 persone hanno detto che avrebbero partecipato. Il giorno del compleanno Moses è emozionato come un bambino. Va nel fast-food, dopo essersi cambiato in bagno e occupa un tavolo grande (da almeno 15 posti), e aspetta. Aspetta così tanto che dopo un po’ la cameriera gli fa notare che non può occupare da solo un tavolo così grande. E lo “declassa”. Ma Moses non si dà per vinto. “Cavoli, perché 167 persone hanno detto che sarebbero venute alla mia festa?”. Ma non c’è niente da fare. Al ristorante Chilli non si fa vedere nessuno.

Colpo di scena finale. Il personale del fast-food decide di offrirgli una torta. Moses raccoglie gli auguri delle persone che ha incrociato quel giorno speciale, persone reali. E lui è felice di aver ricevuto quegli auguri così paradossalmente sinceri.

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7 Responses to “Storia di un compleanno in aeroporto.”

  1. Aran Banjo Says:

    Che sfigato !!

  2. bnason Says:

    non sono veri amici, i veri amici trovano il tempo per festeggiarti

  3. teogarno Says:

    E meno male che non si sono presentati! Pensa che casino se 167 persone mancano all’appello nel momento di salire a bordo: roba che la TSA chiude l’aeroporto chiedendosi cosa succede. Senza contare che un biglietto qualsiasi costa $200+ e se proprio gli andava di dar via soldi (lui è 167 altre persone) poteva pensare ad un soggetto più meritevole che US Airways &co. Secondo me sto tipo è un pistola.

  4. abbi Says:

    La capacità autolesionistica dell’essere umano è sempre stupefacente…

  5. Aran Banjo Says:

    soprattutto manco si vergogna a rendere pubblica ‘sta puttanata che ha fatto

  6. Zorro2 Says:

    Un posto più triste non lo poteva trovare.Ciao

  7. nefas Says:

    ma sfigato davvero..

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