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Arrivo al Gay Village per l’inaugurazione della nuova stazione (la tredicesima…) intorno a mezzanotte, dopo le solite sfiancantissime 13 ore di lavoro. Soliti parcheggiatori abusivi, zero auto dei vigili urbani, speriamo che si sveglino prima di settembre. All’ingresso c’è il delirio: roba mai vista neanche per i due schiuma party dell’anno scorso. La coda per fare i biglietti è spropositata. Per la verità, i buttafuori fanno poca selezione, ma da quello che ho capito devono ancora dare degli “aggiustamenti” al servizio di vigilanza in entrata. La struttura, dentro, non è cambiata molto: due piste da ballo, un paio di bar, un ristorante, una riproduzione di un tempio greco per i Gay Games che partiranno stasera, qualche stand. Dentro, la ressa, ovunque. Il privè della pista commerciale è uguale – per dimensioni e collocazione – , non è pieno, per fortuna. Qualcuno di Amici, un nuotatore giovinastro biondino (che mi dicono essere abbastanza forte) con amico moro, e poi le due regine incontrastate: Vladimir Luxuria, di fiori vestita e Alessia Marcuzzi, la vera scoperta (per me). Conosciuta dopo il suo intervento sul palco (“come spiego ai miei figli chi sono i gay? Dico loro che vuol dire innamorarsi”), molto alla mano e ballerina: a un certo punto si è messa ad ancheggiare con una drag queen storica del Village. Si balla, e tanto. Salire sul palco e vedere il pubblico in pista è sempre suggestivo, quella marea di persone mi emoziona. Riconosco ragazzi che ho già incrociato, mi piace credere che in quel posto si formi una specie di famiglia che, per tre mesi l’anno, si ritrova là. Gli organizzatori sono contenti: in tutto, ieri, c’erano 7mila persone. Un successo.

Non mi stancherò mai di ripetere che ogni etero che va a ballare al Village è un omofobo di meno.

E che questa stagione possa riservarmi qualche sorpresa. Caccia al fidanzato, partita.

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7 Responses to “Gayvillage 2014, inaugurazione col botto.”

  1. E_ Says:

    ‘Ogni etero che va a ballare al Village è un omofobo di meno’ tranne quello che ha dato uno schiaffo a un ragazzetto gay e quell altro che ha detto a me e al mio amico ‘froci di merda’. Tutta bella gente insomma.

  2. river Says:

    Lo hai detto alla vigilanza?

  3. E_ Says:

    Come tutti gli anni fanno spallucce. Mi dispiace dirlo ma dove c’è un gay di solito c’è un omofobo. È paradossale.

  4. Tahar Says:

    Scusa River, ma io spessissimo sento parlare del village come di un posto ormai del tutto snaturato.
    Mi sembra un luogo dove è più facile incontrare un coatto ti guarda male perchè sei gay e magari “interessato” piuttosto che il contrario. E quante ne ho sentite così..
    La selezione appunto, è del tutto inesistente. Chi paga entra, punto.
    Molto frequenti gli atti di violenza fuori del village riportati in questi anni sui giornali oltre che ne racconti.
    Volevo sapere se ne fossi al corrente e cosa ne pensassi visto che anche la politica dei prezzi per entrare e bere è al limite del disumano.
    Io lo snobbo da anni, ma visto che ti sento entusiasta e mi piace leggerti magari mi fai pure cambiare idea ;)
    Un abbraccio

  5. river Says:

    Tahar, io sono per l’apertura dei luoghi gay agli etero. Posso dirti che la vigilanza è molto sensibili ai casi di aggressioni e insulti e – almeno questo è quello che mi hanno detto – sono sempre intervenuti per allontanare queste persone.

    Mi senti entusiasta perché io respiro un bel clima e mi diverto sempre :)

  6. Tahar Says:

    L’apertura agli etero per me è talmente ovvia che forse avevo mancato di specificarlo. ;)
    Vediamo un pó, non vorrei che istituzionalmente razzolassero bene e nella pratica chiudessero troppo spesso gli occhi.
    In ogni caso grazie per la risposta.
    Baci

  7. aleh Says:

    ma tu vuoi veramente trovare il fidanzato d’estate al gay village? ma davvero?

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