La pubblicità è quello che è, ma va segnalata perché ci regala un Bergamasco a torso nudo in cucina.

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Arrivo al Gay Village per l’inaugurazione della nuova stazione (la tredicesima…) intorno a mezzanotte, dopo le solite sfiancantissime 13 ore di lavoro. Soliti parcheggiatori abusivi, zero auto dei vigili urbani, speriamo che si sveglino prima di settembre. All’ingresso c’è il delirio: roba mai vista neanche per i due schiuma party dell’anno scorso. La coda per fare i biglietti è spropositata. Per la verità, i buttafuori fanno poca selezione, ma da quello che ho capito devono ancora dare degli “aggiustamenti” al servizio di vigilanza in entrata. La struttura, dentro, non è cambiata molto: due piste da ballo, un paio di bar, un ristorante, una riproduzione di un tempio greco per i Gay Games che partiranno stasera, qualche stand. Dentro, la ressa, ovunque. Il privè della pista commerciale è uguale – per dimensioni e collocazione – , non è pieno, per fortuna. Qualcuno di Amici, un nuotatore giovinastro biondino (che mi dicono essere abbastanza forte) con amico moro, e poi le due regine incontrastate: Vladimir Luxuria, di fiori vestita e Alessia Marcuzzi, la vera scoperta (per me). Conosciuta dopo il suo intervento sul palco (“come spiego ai miei figli chi sono i gay? Dico loro che vuol dire innamorarsi”), molto alla mano e ballerina: a un certo punto si è messa ad ancheggiare con una drag queen storica del Village. Si balla, e tanto. Salire sul palco e vedere il pubblico in pista è sempre suggestivo, quella marea di persone mi emoziona. Riconosco ragazzi che ho già incrociato, mi piace credere che in quel posto si formi una specie di famiglia che, per tre mesi l’anno, si ritrova là. Gli organizzatori sono contenti: in tutto, ieri, c’erano 7mila persone. Un successo.

Non mi stancherò mai di ripetere che ogni etero che va a ballare al Village è un omofobo di meno.

E che questa stagione possa riservarmi qualche sorpresa. Caccia al fidanzato, partita.

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Per quelli fieri di essere passivi (sì, ci vuole dignità pure ad ammettere roba così naturale) e desiderosi di migliorarsi, ecco una rubrica da non perdere: cinque posizioni yoga per diventare un passivo perfetto. “Tutti vogliono fare del buon sesso, ma bisogna allenarsi”, spiega l’estensore di questa mini-guida. E ancora: “Bisogna essere elastici e resistenti, solo allora si proverà più piacere”. Qui il pezzo con tutte le foto.

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Buoni esercizi a tutti :-)

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Tomas Gajdos ha 17 anni, è slovacco ed era arrivato a Londra per lavorare in una società di autonoleggio. Poi un giorno è stato scoperto sulla metropolitana da un agente di moda e così è iniziata – per caso – la sua carriera. In questo video racconta tutte le difficoltà di questo mondo cannibale, che divora (e brucia) i giovani e in cui pochi riescono a rimanere in sella per molto tempo. Il New York Times racconta la sua prima Fashio week, i casting, le aspettative.

Già arrampicarsi e rischiare la morte è dura. Farlo in slip, poi. Ehm (grazie Antonio!).

Anonimi/2. Ingresso vasche.

June 18th, 2014

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Ma quello a destra?

Anonimi/1. Nel dormitorio.

June 18th, 2014

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Gli ingredienti di questa puntata di malattie imbarazzanti (che mi sono perso, mea culpa, mea santissima culpa), sono i seguenti: rugbysti + nudi, + spogliatoi + peni + misure. Roba da infarto istantaneo. Il biondo Christian Jessen spiega a un gruppo di giocatori di rugby come misurare il loro pene: si parte dalla constatazione che molti uomini sono convinti, spesso a torto, di avercelo piccolo. E così, il medico chiede loro di misurarlo da flaccido e da eretto. Da queste parti, siamo rimasti colpiti dalla cavia di questo test: tal Robert Pulley, biondo e gnocco. Dopo questo video, è diventato una specie di celebrità sui siti gay, e non solo. E, in effetti, promette molto, molto bene. Clap clap.

Per raccogliere fondi contro l’infibulazione (e per sensibilizzare il web su questa orrenda pratica), tre ragazzi americani si sono piazzati in riva al mare con uno speciale apparecchio a forma fallica, che serve a stimolare la vagina (si chiama Sybian). Intanto mi stupisce il fatto che tante ragazze accettino di godere in pubblico (da noi?) ma, soprattutto, mi sorprende che molte si lamentino del fatto che il loro fidanzato non riesce a procurare lo stesso piacere. Ehm. (al termine dell’esperimento, sono stati raccolti oltre 1300 dollari).

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Casa nuova, primi mobili.

June 16th, 2014

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Domenica mi consegneranno le chiavi della casa a Monteverde. Un po’ sono emozionato, anche se, trattandosi del quarto trasloco in tre anni, sono abbastanza anestetizzato ai brividi collegati a un cambio abitazione. Visto che la casa è completamente vuota (non ho capito se mi lasceranno un grande mobile in un ripostiglio), dovrò iniziare ad arredarla. Sono partito dal letto e, seguendo il consiglio di un amico, l’ho preso su Made.com. I prezzi mi sembrano discreti, i materiali pure, forse i tempi di consegna lasciano un po’ a desiderare: questo letto mi arriverà in 8/9 settimane. Ma il rosso era davvero irresistibile. Indeciso fino all’ultimo tra la larghezza 140 e 160, alla fine ho voluto essere ottimista: meglio un due piazze comode. Gli altri mobili li comprerò gradualmente, mese per mese.

Trastevere come Kabul.

June 16th, 2014

Stanotte, ore 4. I tuoni non mi svegliano, in genere. Non stanotte, quando sembrava di essere sotto ad un bombardamento. Il cielo che si illumina (foto sotto), il gatto che è indifferente (ma come fa?), io che mi sento più solo del solito.

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E il sonno che non torna più.