L’aspetti. Credi di vederlo. E ci credi. Vai avanti, a piccoli passi da gigante. Ingrani la prima e poi, a un certo punto, passi direttamente in quarta, sempre più veloce. La strada è prima piana, poi è in discesa, sei quasi obbligato a correre, rincorrendo la fantasia. Coltivi l’attesa per il messaggio che arriverà (e all’inizio arriva sempre, e non c’è una mai una volta che lui ti deluda), l’invito (e sarà un sì) per il prossimo appuntamento, il bacio, i venti minuti di sesso che tu vorresti chiamare amore, ma no, è troppo presto. Vai avanti ancora. Poi ti svegli, non sei sudato, ma molto lucido. E ti rendi conto che stavi aspettando la persona sbagliata. Che lui, in realtà, non stava aspettando te, ma che è uscito con te come si salirebbe su un tram. Tre fermate, poi via, verso la vera destinazione, altrove, lontano da te. E allora ricominci ad aspettare, il prossimo. Oppure no. C’è il giorno, oggi, questo preciso momento, ore 18.32, in cui ti dici che sei stanco. Che non vuoi più essere il tram di nessuno, la nave guida dell’ennesimo gay confuso o ex etero che in te vede chissà cosa. Chi è la tua guida? Nessuno. Hai smesso di cercarla, perché sai che la bussola te la devi costruire te, sennò vai a sbattere, e ti farai male.

E sono questi passaggi, questi flash affettivi, veloci quanto un orgasmo, a segnarti come il tatuaggio di una ferita, che vedi solo tu. A spingerti a smettere di crederci. Ne ho incontrati, in questa estate che deve ancora finire. C’è stato lo #stagista, sì, quello che con te voleva fare cose, andare in posti, viaggiare, con la fantasia e le parole e le promesse pronunciate in un pub col fumo denso che mi faceva lacrimare e la musica che ci costringeva a parlarci nelle orecchie. Si è dormito insieme, ci si è baciati, baci profondi, quelli per cui la sua gola non ti sembra abbastanza profonda da contenerti. Si è mangiato al ristorante, camminato per Testaccio, girovagato a San Lorenzo, e poi puff. Quando tu hai una settimana off lui sparisce. Spunta un altro, forse il suo vero ragazzo, un altro passaggio da prendere al volo, senza dirti nulla. In fondo chi sei? Nessuno. Chiudi il capitolo, glielo dici, e lui ti chiede “perché te ne vai così?”. Tre giorni dopo lo vedi in un locale mentre si bacia con un altro ragazzo. Si è ripreso in fretta, voltata pagina, il libro dello smignotteggiamento è una storia infinita quanto l’ipocrisia. E poi lo #studentedicinema, l’ennesimo arrivato nella casella email per approfondire, conoscere, vedere, parlare con quella persona che ha imparato a conoscere con la saga di #coinquilinoetero. Si sta anche bene insieme, dopo essercisi scritti per un mese, lui lontano, io a Roma. E la promessa di vedersi che si concretizza, in un letto, in un abbraccio, breve. Quanto basta per rendersi conto anche anche lui ha un altro, un’altra storia, un’altra meta. E allora via. Altri racconti da raccogliere, altri hashtag, perché non è facile sintetizzare una persona con una parola, ma è bello, abbiamo tutti un’etichetta attaccata, e allora troviamolo il brand esistenziale che racconta dove e cosa siamo in questo mondo. Io, probabilmente, sarò il #blogger per molti, il #sognatorecoglione di me stesso. Che aspetta, sì, ma che oggi è stanco di guardare al prossimo arrivo. L’attesa. Per l’sms. Il messaggio su Whatsapp. L’incontro. L’emozione del vedersi, in centro. E poi l’ultima, pochi giorni fa. Un format che mi ricorda altre storie finite bene, con persone come lui. Lui ex etero, un po’ paraculo (tipo che mi ha dato il nome finto), belloccio, laureato in fase di trasferimento all’estero. E allora te lo ripeti, che non ti va più, che non puoi essere la sua guida, che non lo vuoi essere, perché lui cosa ti darà in cambio? L’affetto, è vero, è un darsi, senza chiedere una ricevuta o un rimborso. Ma è anche un voler ricevere, essere investiti dall’affetto senza freni e inibizioni, e senza venire feriti dal freno a mano tirato, da quell’esitazione che tu senti di non meritare, nessuno la merita. Alla fine di lunga attesa dovrebbe esserci un premio, lo dicono le favole dal lieto fine, e tu ci credi ancora. Vorrei correre, ingranare la quinta, freni rotti, e sì, probabilmente andare a sbattere. And if a double-decker bus crashes into us. In due è meglio, il dolore sublima l’amore, e le ferite sono trofei che uniscono.

Ma per adesso contro quel pulman sono andato a sbattere sempre da solo.

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31 Responses to “Le aspettative e la stanchezza.”

  1. Andrea Says:

    Vero. La stanchezza. Tanta Riv. :***

  2. Andrea Giuseppe Capanna Says:

    E chi l’ha detto che per correre bisogna essere in due? comincia tu tesoro, prenditi cura di te, bastati un po’. Il resto viene da solo. Così è successo a me.
    Bacio

  3. Rosa Says:

    :*

  4. Ivo P. Says:

    “tempi moderni ” come un film, oggi il nostro mondo è così,etero o gay ,tutto uguale, non siamo solo noi .
    Forse le persone giuste stanno in chi ha già fatto tutti questi incontri fast food , ed è maturato ,oppure in chi in questo mondo si affaccia per la prima volta,e vede tutto rosa come in un film,il primo incontro ,il primo amore ,quello che si giura per la vita, poi la vita ti fa passare davanti e mcdonald e li vuoi assaggiare tutto ,e la storia della vita si interrompe.

  5. EmanueleSperelli Says:

    ” In due è meglio, il dolore sublima l’amore, e le ferite sono trofei che uniscono”

    Che frase stupenda!
    E.

  6. G. Says:

    Faccio il cinico. La parentesi etero te la cerchi da solo. E sai più di tutti quali frutti si possano mai ricavare da una liaison del genere. Per il resto che dire? Secondo me dipende dalle intenzioni con cui si comincia una conoscenza. Se alla prima sera te lo porti a letto, difficile che ti veda come il ragazzo serio che vuole qualcosa di più corposo rispetto ad un fugace amplesso nel letto del semi-sconosciuto di turno. Le parole sono tante, belle da usare. Ma spesso lasciano il tempo che trovano, evaporando al semplice batter d’ali d’una farfalla iperattiva. Chi cerca trova. E se non si trova, forse e dico forse, è perché non si vuole veramente trovare qualcosa.
    Con me andresti sul sicuro per esempio. Ultimamente sono per il fatalismo sfrenato. Quindi sarà colpa del destino :P

  7. lu Says:

    Ma di quanti hai bisogno? Quanti di questi incontri fugaci hanno la possibilità di essere gli amori della tua vita?? Un pô di realismo su! L’amore cresce pian piano, non è una scopata dopo un ciao! È parole, sguardi, baci desiderati che non si ha il coraggio di dare e che alla fine arrivano, veri, voluti, passionali. È far l’amore dopo che si sono esplorati i corpi, dopo che l’intimità è divenuta comune…. L’amore richiede tempo… Ma pare che non ci sia più la pazienza per l’amore… Tutto e subito… È andato perduto il piacere del bacio negato, del desiderio che cresce… Quanto è bello invece!!

  8. fu Says:

    Io sono nuovo, ti seguo da pochissimo ad essere sincero….anche io sono proprio come te in quest ultimo periodo, stanco e abbastanza disilluso

  9. riverblog Says:

    Luca, in alcuni casi ci si è scritti, anche per un mese.

    La pazienza c’è. Ma c’è troppa stanchezza.

  10. Zv Says:

    Ciao piccolo grande Rvr,
    mi dispiace dover leggere queste cose, e quanto odio vederti stare male, perchè per me sei un vincente, e ti seguo da molto, tanto, e so che al di là della tua porta di casa nuova c’è un omino che ti aspetta, che aspetta solo di poterti abbracciare l’anima perchè vedo del buono in te. E’ giusto anche a volte essere superficiali e farsi una gran bella ******* ma tu nn meriti questo.

    Io dopo ben 6 anni, pieni di mordi e fuggi, fidanzati presi e persi e poi ripresi, corna e cornuti, ti dico ho trovato una personcina speciale da un anno e spero che continui così_ Gli ho parlato di te e della mail che hai gentilmente rigirato in mondovisione ;) ma sono felice, se tu sei felice di una piccola goccia nel mare, un piccolo fan che ha trovato la voce per dirti che non devi mollare mai.

    La vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia. :D

    Ti voglio bene piccolo grande Rìv.

  11. Limonata ChaCha Says:

    Forse hai semplicemente paura di incontrare te stesso e pensare che il “problema” sia altrove – nell’altro (una nuova maschera) invece che nell’Altro (il tuo volto più autentico e vero, quello privo di ogni sovrastruttura) – ti aiuta a sublimare quel timore.

  12. fert Says:

    http://4.bp.blogspot.com/_Bxu2kHSW6aw/TRY_2k_BZFI/AAAAAAAAHTU/eYxZ1Ae1fqc/s1600/2.jpg

  13. lu Says:

    Ci si può scrivere per mesi ma questo non sostituisce gli sguardi, i contatti, le parole… bisogna darsi tempo, mettendo da parte il pensiero che ogni nuova conoscenza sia l’amore della vita

  14. Rosy Says:

    Sei cosi’ tenero. Courage mon ami.

  15. abbi Says:

    Un mese è un battito di ciglia.
    Qualche volta perché da un seme si possa raccogliere una spiga ci vuole molto più tempo e pazienza.
    Chi vuole il pane, non raccoglie fiori di campo.

  16. Eddie Says:

    “Il dolore sublima l’amore” … quantèvvero!
    Sii te stesso grande piccolo Riv, non mollare mai: mi dico sempre “e se fosse domani molleresti tutto proprio ora?” Forza, un abbraccio da chi ti segue da otto anni ormai e che solo da poco riesce a scriverti … ti sento così vicino!

  17. Giuseppe Says:

    Non ricordo nemmeno come sono arrivato qui.
    Pero’ ho letto il tuo post.
    Non ho resistito, solo due righe.
    Mi sono trovato più o meno nella tua stessa situazione, un tempo.
    Poi ho incontrato Francesco, per caso, dal pescivendolo.
    E, nel posto che non m’aspettavo, ho incontrato l’uomo che non m’aspettavo ma che aspettavo da una vita intera.
    Stiamo insieme da 7 anni, conviviamo da 2.
    Le cose cambiano, si muovono.
    Penso che anche tu meriti il meglio.
    Buona vita,
    Giuseppe.

  18. Beps Says:

    Caro River,
    non so mai,dopo tutti questi anni che “ti conosco”,se cerchi una risposta da noi o se solo vuoi vomitare la tua frustrazione. River, staccati dalla monotonia degli incontri occasionali per cercare un fidanzato,troverai sempre chi mente a se stesso. Oppure cerca davvero solo sesso e vivresti anche le occasioni più serenamente.Inizia tu per primo a mettere una causa , un gesto diverso e vedrai che gli effetti non mancheranno.La soluzione è sempre davanti a noi, basta ammettere le nostre azioni.
    Io a quasi 50 anni ho imparato che la vita ti offre tutto..basta aprirsi. E non fare battute cazzute…

  19. Macsib Says:

    comunque leggerti è un piacere, anche quando parli di strazianti stati d’animo dai quali, nonostante tutto, nessuno di noi è, è stato, immune.

  20. Dave Says:

    magari smetti di dare della mignotta a chiunque ti molli e per un attimo ti metti in discussione te.

  21. riverblog Says:

    Dave caro, a chi avrei dato della mignotta?

  22. Jim Says:

    Sei abbastanza grande da essere pienamente consapevole che molti degli incontri che hai sono soltanto finalizzati al sesso. Se lo fai è perché ne senti la necessità (i motivi li sai da solo) ; detto questo penso che se vuoi qualcosa in più non è detto che tu non possa trovarla anche attraverso questo canale, anche se personalmente la vedo poco percorribile come strada. In ogni caso capisco l’essere demoralizzato, ci si passa un po’ tutti. Io preferisco non tentare di colmare quel vuoto con qualche scappatella che poi non fa altro che aumentare la sensazione di solitudine, ma è un modo come un altro per vivere la propria singletudine.

  23. A.lip.LE Says:

    Boh, la fase “oddio come vorrei avere un moroso, una storia seria, trovare l’uomo della mia vita” la passiamo tutti.
    E’ chiaro, nessuno vuole rimanere solo per il resto della vita e le scappatelle stancano.
    Però concordo con chi ha commentato un po’ sopra. Non diamo la colpa agli altri se dopo una notte (o nel tuo caso già più fortunato, qualche notte) di sano sesso ci si ritrova una sera a casa da soli pensando che la vita è triste perchè nessuno ti piglia.
    Siamo noi a cercarcela.
    E te lo dice uno che come te ha passato questi momenti un sacco di volte. Ci si ferma un attimo, ci si dice “basta cancello Grindr, Gayromeo ecc ecc. e mi decido a conoscere una bella persona per costruire qualcosa di vero e profondo.
    Sappiamo però entrambi che la pausa dura un mese al massimo poi si ricomincia con Grindr a cercare un vicino di casa frocio (scusate il francesismo ma io uso questa parola in modo amichevole) con cui divertirci.
    Perchè di questo si tratta, divertimento. Soprattutto per te, che non ti sei tirato indietro a mostrare al mondo quanto ti divertivi con 1,2,5 ragazzi in una estate, postando foto e aspettandoti i nostri commenti a volte invidiosi a volte un po’ da morti di fame.
    Guardiamoci in faccia River (e davvero, sono anche io nella tua stessa fase) e prendiamo atto di ciò che siamo e di ciò che vogliamo.
    Vuoi davvero che qualcuno ti prenda più sul serio e non basi la conoscenza sul sesso? Parte tutto da te. Non cerchiamo l’uomo della nostra vita su Grindr perchè sappiamo che chi sta lì prima o poi cade nella tentazione del sesso facile.
    C’è chi ha scritto “beh se fai sesso la prima sera cosa ti aspetti?”. io non sono d’accordo, o meglio, lo sono solo in parte. Si può fare sesso la prima sera, ma se la cosa è partita naturalmente. non se prima di uscire ti sei fatto un clistere, perché “sai non vorrei che poi quando lo facciamo accada qualcosa di vergognoso”, o se hai messo a posto la camera prima di uscire perchè “beh potrebbe sempre finire qui la serata”.
    Parte tutto da noi caro River.
    Non possiamo dare la colpa allo stagista che è sparito quando anche per te è partito tutto come un divertimento. Certo, magari ha peccato un po’ di tatto, ma chi non è mai sparito dopo un po’ di sesso?

    Scusa gli errori se ci sono ma ho voluto scrivere di getto quello che mi è passato nella testa dopo aver letto il post. Sono sicuro di non aver detto tutto e che non sono neanche stato molto chiaro. Quindi aspettati un altro commento :)

  24. riverblog Says:

    Secondo me toppate (scientemente) su una cosa: le trombate, gli one night stand, non escludono che uno voglia cercare altro. Trombare è bello, e lo sapete anche voi ;)

  25. A.lip.LE Says:

    Verissimo! Però poi ti arrabbi quando vedi lo stagista con un altro…non era un one night stand?
    E’ questo che dico. Va benissimo se vuoi divertirti, e se vuoi farlo nell’attesa di trovare quello giusto.
    Però non cercare quello giusto tra le tue trombate.
    Ti sei lamentato di volere affetto e non solo darlo. Probabilmente lo stai indirizzando male.

    E una cosa che ho notato in me è che se il poco tempo che ho lo dedico a conoscere persone per divertimento, è difficile averne altro per dedicarmi a una persona. Tutto qui.

  26. Gianluca Says:

    Ciao River, che dire, è un momento in cui soffro come un cane la mancanza di umanità e spontaneità delle persone. Puoi fare anche la scopata del secolo, ma al “ciao alla prossima” il senso di solitudine aumenta. Mancano i gesti di affetto, di reale interesse per l’altro, come persona, e non stò parlando per forza di di una relazione, ormai le persone non sono più disposte ad investire tempo nell’amicizia, figuriamoci in qualcosa di più serio. Riguardo il primo approccio a livello sessuale, io non lo trovo per forza penalizzante per approfondire una conoscenza poi.

  27. RAZZO Says:

    per me non è fondamentale stare per forza con qualcuno e nemmeno trombare con tutti boh

  28. spil Says:

    Io combatto con la tua stessa situazione da troppi mesi, gente conosciuta sui vari siti che si fa viva per del misero divertimento. Forse pretendo troppo, forse mi illudo che in certi posti si possa trovare qualcuno di serio, qualcuno che vuole di più.

  29. Allen86 Says:

    La persona giusta si può trovare sempre e ovunque. Sia quando meno te lo aspetti, sia quando più te lo aspetti, anche quando credi di essere stanco e di aver perso le speranze.
    In tutte le conoscenze che hai avuto sto periodo semplicemente non eri convinto, e lo sai anche tu.
    Quando si è convinti e presi si lascia perdere grindr e tutti gli altri contatti di possibili scopate e ci si focalizza solo su quella persona.
    Ti voglio dare un consiglio però… Lascia stare presunti etero, curiosi o simili. Sono per molte ragioni più attraenti, è vero, ma il più delle volte sono nocivi alla nostra stabilità mentale e emotiva.

  30. Apollo Says:

    Ovvia premessa: qui si sa solo quello che tu hai scelto di far sapere, tra blog twitter ecc., e su quello si basa ogni commento. Ciò detto, su, siamo un po’ onesti: quanti larghi hai dato a quella povera bestia di #stagista quando ti elemosinava una seratina tra voi, un cinemino, qualsiasi cosa pur di passare un po’ di tempo insieme in intimità? E tu ancora, di fatto, a irriderne (qui e su twitter, mostrando le vostre conversazioni) i modi un po’ goffi e impacciati, a trattarlo quasi con sufficienza, come fosse il tuo stagista personale, e a negarti due volte su tre perché o il gayvillage o #studentecinema o il pischello di turno… e te credo che alla fine s’è stancato e s’è guardato intorno! E ancora (qui sopra: “Si è ripreso in fretta, voltata pagina, il libro dello smignotteggiamento è una storia infinita quanto l’ipocrisia”) dai a lui della mignotta e dell’ipocrita? E su, sforziamoci di essere un po’ più equilibrati… se qualcuno t’interessa glielo dimostri, mentre se lo tratti con distacco, giocandoci come il gatto col topo, è perché lo consideri solo un trastullo temporaneo, una sinecura emotiva, insomma un mero divertissement, con cui dilettarsi e magari fantasticare anche un po’ quando non c’è di meglio, ma da riporre in soffitta non appena abbia esaurito la sua funzione. E lo dico per esperienza, perché anche a me, come credo quasi a tutti, è capitato di avere un “satellite” nei tempi di magra, ma almeno, esaurita la sua funzione “di fatto” di intrattenitore, non gli ho rifilato pure quella di capro espiatorio per la fine della frequentazione.
    Scusa la schiettezza, ma è quello che penso: niente di personale, ovviamente (non sono #stagista, e non ci siamo mai conosciuti…).

  31. A.lip.LE Says:

    un giorno saprò scrivere bene come Apollo e mi spiegherò così bene anche io :)
    Quoto e concordo con ciò che hai scritto qui sopra

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