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E, quindi, come s’era ampiamente capito e come già si vociferava (ché il web è una gran pettegola, adoro!), River! si ripeterà. Intendo quell’appuntamento blog-convocato di gggente che vuole vedersiparlareballare nel nome di River. Alla fine, la decisione è stata facilissima da prendere, non sto a fare qui la sceneggiata sui dubbi che mi frenavano: quello che mi ha spinto a ripetere l’appuntamento è, banalmente, quella sensazione di vuoto che ho avuto dentro di me nelle 48 ore successive la serata del 18 dicembre. Le idee sono già molto chiare, il team River! si è già messo al lavoro. Ci saranno delle conferme musicali, oltre a quella del luogo (il Seven non si tocca!), e un tema portante: quello dei tuffi. Perché diciamolo: dopo Tom Daley, il suo coming out, la sua storia d’amore, il mondo dei tuffi ha iniziato a piacerci un po’ di più. E così, si celebrerà la bellezza dei corpi dei tuffatori, i loro costumini aderenti e, in fondo, la loro apertura mentale sui temi Glbt (testata sul campo dal sottoscritto). Come? Non solo ospiti speciali, ma anche una scenografia a tema. E, alla consolle, per la prima volta, ci sarà un tuffatore italiano che aiuterà a fare dei salti molto speciali: una scommessa per lui e per noi, ma siamo certi che non deluderà il pubblico.

Stay tuned.

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One Response to “River! e la celebrazione dei tuffi.”

  1. Luigi Says:

    Anche Matthew Mitcham è gay, carino e ha anche vinto l’oro alle Olimpiadi di Pechino (l’unico non cinese quell’anno a vincerne una!)…

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