L’estate è dietro l’angolo. Tempo di vacanze, certo. Ma anche di villaggi rainbow. I due più grandi eventi queer del centro-Italia e del Nord-Est hanno già iniziato a scaldare i motori, la macchina organizzativa si è messa in moto da tempo. Per il Padova Pride Village sarà l’ottava edizione, la quattordicesima per Gay Village, il precursore indiscusso di questo tipo di villaggio. Si parte nella stessa settimana: Padova inizia il 19, un giorno dopo Roma.

Il Village di Padova, che chiuderà i battenti il 6 settembre, si affiderà, per la sua sigla – che è uno dei fiori all’occhiello di questo evento – a Roberto Casalino, autore che ha firmato pezzi per molti grandi cantanti italiani (Marco Mengoni, per citarne uno solo). Quanto alla struttura, che sarà realizzata sempre nello stesso posto (in Fiera), questa sfrutterà led, mapping e laser. E, ovviamente, si punterà molto sugli ospiti esterni: dopo il colpaccio di Conchita Wurst, ospite della scorsa edizione, anche quest’anno si vorrebbe un artista internazionale.

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A Roma sono già iniziati i rilievi nell’area, la stessa degli ultimi anni: il parco del Ninfeo all’Eur, su via delle Tre Fontane. Ci saranno delle novità. Da tempo, gli organizzatori sognano di realizzare una terza pista, che si aggiungerebbe a quella pop e house: riusciranno questa volta a portare a coronamento il loro sogno?  Io spero di sì. Inoltre, la superficie che ospiterà la manifestazione sarà ancora più grande. Così come saranno più grandi i privé, per delle vasche che saranno ancora più interessanti. I contatti con gli ospiti – cantanti e attori – sono già partiti, tutti coordinati da Vladimir Luxuria, confermata nel ruolo di direttrice artistica.

Ci vediamo il 18 giugno, alle 22. :-)

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