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Qualcuno, tra i lettori più fedeli, ricorderà lo spazio “AskRiver” la classica rubrica delle lettere, interrotta per carenza di tempo (e, forse, stanchezza del sottoscritto). Correva l’anno 2007, è durata poco più di un anno (e un brivido corre sulla mia schiena, sapendo che sono passati sette anni, mentre a me sembra ieri). Ma negli ultimi tempi, mail dopo mail, risposta dopo risposta, in privato, ho capito che alcuni scambi potevano interessare tante persone con problemi/questioni analoghe. E, quindi, riecco AskRiver: mi sforzerò di rispondere alle mail più significative (non me la tiro, ma il tempo per il blog va rosicchiato all’interno di 12 ore di lavoro “serio”). La mia mail, per chi non lo sapesse, è river@river-blog.com

“Hey River! Mi presento. Chiamami pure Manu. 18 anni compiuti alla fine del 2014, sono un “cucciolo di orso”. Largo come un armadio, non bassissimo ma nemmeno alto, occhi grigi e capelli e pelo biondo cenere. Abito in un piccolo paesino nel veneto. Qui a tutti tento di far pensare che sono etero, in questo ambiente sarei finito se si convincessero del contrario. Vivere nascosti é difficile, devi resistere alla tentazione di fare a pugni con chi insulta ‘froci, trans e gente malata nel cervello’, come dicono loro. Non devi mostrare emozioni rispetto a questi argomenti se non odio. La gente odia tutto quello che non conosce. L’ignoranza é un virus che ti contagia se cresci in un ambiente favorevole, e a volte nemmeno l’istruzione serve a curarti. A volte vorrei parlare con qualcuno della mia età, vorrei cazzeggiare e divertirmi con qualcuno che mi capisca, ma in realtà mi sento come in mezzo a un deserto. Certo, ci sono i social e tutto il resto, ma mi manca da morire il contatto fisico. Mi sento terribilmente solo. Certo, anche vivere apertamente non dev’essere facile. Ma credo che i lati positivi compensino facilmente a quelli che sono i lati negativi. Comunque, volevo ringraziarti per quelli che sono i tuoi post sul blog, twitter, fb, instagram e le live su periscope. Tengono un sacco compagnia. E mi fanno sperare di avere, un giorno, una vita tutta da assaporare. Buonanotte Riv, sei un amico”.

Caro Manu, ricordati sempre di una cosa: sei tu ad essere nel giusto. Non dimenticartelo mai, anche quando ti insulteranno, umiliandoti e – spero che non ti accada mai – cercheranno di alzare le mani contro di te. Chi ti dà del malato, è il primo ad esserlo. Il mio consiglio è semplice: non rimanere solo. Trova degli alleati. I ragazzi come te sono molti. Mai provato con Grindr? E’ vero, è un’applicazione sostanzialmente “scopereccia”, ma può aiutarti a conoscere dei coetanei. Non isolarti. Il web, i blog, i racconti on-line posso essere di aiuto, ma tu hai bisogno di persone in carne ed ossa, gente da abbracciare e da chiamare quando ti è successo qualcosa di brutto. Forza. Ti abbraccio forte.

P.s. Manu mi ha autorizzato a pubblicare la sua mail, eccola: dexxter@outlook.it

Che dire? Applausi.

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Della giornata di audizioni di domenica, rimarranno impressi nei fortunati presenti nel backstage, gli occhi di Alessandro Cattelan. Il più sexy e simpatico (e bravo).

E quando mi ha risposto su Instagram mi sono bagnato tutto.

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Dell’invasione dei Gay Pride che, sabato scorso, ha colorato la Penisola con vari appuntamenti nelle principali città, da Bologna a Milano (e nessuno può togliermi dalla testa che aver cancellato il Pride Nazionale abbia tolto forza mediatica al movimento Glbt), scelgo una foto. Arriva da Palermo, e la racconta la locale sezione di Arcigay:

“In corso Vittorio Emanuele c’è una signora con i capelli bianchi, vestita di nero, che ogni anno aspetta la parata del pride con gioia. Mette una sedia davanti casa, per stare più comoda, e aspetta. Nel 2013 ha salutato i partecipanti con in mano dei fiori. Quest’anno è la protagonista di queste foto, in cui guarda ammaliata ed affettuosa la nostra Erotika”.

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La seconda foto, sotto, arriva da Londra, e testimonia la vicinanza (anche fisica) della polizia al Pride. E su questo c’è ancora molto da lavorare in Italia.

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Adoro i miei amici: solo loro sanno come farmi felice. Questo è un pensiero di Psiko per River: #gnocco con ascelle notevoli. <3

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E’ salito per la prima volta sul palco del GayVillage. Non per caso, perché era un sogno che coltivava da tanto tempo. Emozionato. E io più di lui, come se mi fossi dovuto esibire anche io. Appuntamento all’1.30 nella sala pop, affollata, nonostante l’apertura straordinariadomenicale annunciata un po’ tardino. Accanto a lui, oltre agli immancabili ballerini (peccato che non ci fossero Carmine o Francesco, i miei preferiti), la grande Kristine e, come dj, il mitico Brezet. Accoglienza davvero calorosa, da parte di tutti, davanti e dietro il palco. Giusva si è sentito subito a casa e ha fatto di tutto per far sentire il pubblico a casa sua. Non si è fermato un attimo, dalle 2.30 alle 4. Un motore inarrestabile, una carica di energia contagiosa (che alla fine dell’esibizione s’è ritrovato quasi senza voce ). Del gruppo-fan facevano parte Belaid, Tuffatore e Psiko, oltre ad una serie di padovani venuti in trasferta. Alle 3, selfie-saluto dal palco dedicato ai river-lettori.

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E io ad applaudirlo, fiero di lui :)

Rugby/Spogliatoio in campo.

June 28th, 2015

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Inconvenienti da wrestling.

June 28th, 2015

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Direi che è un #trecolonne.

I miracolati.

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Fatiche editoriali.

June 26th, 2015

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Le notizie sarebbero due: 1) Che Marco Carta scrive libri; 2) Che ha una storia da raccontare. #help

Rimming al Grande Fratello.

June 25th, 2015

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Durante una sessione al gioco della bottiglia, nella versione inglese del Grande Fratello, un concorrente eterosessuale ha dato la possibilità ad un coinquilino gay di leccargli il lato B (qui il video).

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Comunque sì, il rimming mi piace molto.

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Alcuni da ridere. Molti da piangere. Così vi imparate ad andare al mare, tiè.

Ryan Durant è un giovane giocatore di hockey su ghiaccio che ha inscenato un simpatico balletto negli spogliatoi.