photo 123_1 1.jpg

Con il check-in all’atto della prenotazione, le compagnie aeree (mi) hanno risparmiato da tempo l’ansia della caccia al posto migliore. Che, nel caso mio, è rigorosamente davanti. Sia perché gli Airbus hanno una fastidiosa sensazione di scodinzolamento che si avverte esclusivamente nelle file dietro, e sia perché ho la sensazione di avere più possibilità di salvarmi. Ridicolo, lo so. Ma tant’è. Quanto al posto, corridoio tutta la vita, anche se, in fase di atterraggio mi piace sbirciare di fuori. Il problema del finestrino è che quando ci si deve alzare – e io mi alzo in continuazione – bisogna sempre chiedere permesso.

Posti presi. Cerco di non focalizzarmi sull’ansia.

No tags for this post.

10 Responses to “#RiverInLondon/Corridoio o finestrino, easy choice.”

  1. LucaM Says:

    comunque, statisticamente si salvano di più quelli che si siedono dietro.

    Appoggio la preferenza per il corridoio, ma non perché mi devo alzare (mi alzo rarissimamente durante un viaggio) ma perché nell’angolo al finestrino mi sento un po’ intrappolato, preferisco avere un lato libero.

  2. Lilboy94 Says:

    Rivvvvvvvv rilassateeeeeeeee.
    Non leggere più nulla che riguarda aerei, statistiche, scodinzolamenti etc etc

  3. SebastianMc Says:

    Un articolo che avrei potuto scrivere pure io. Avrei aggiunto solo che la notte prima non dormo nemmeno con una botta in testa…

  4. Max Says:

    Eccezion fatta per la metrologia, la statistica è la matematica applicata all’arte antica del pettegolezzo. Ossia mi faccio i cavoli di un numero maggiore possibile di persone, profilandole per età, sesso e abitudini per dimostrare che sono un grande, ahah.

    A quarantanni suonati, come un bambino piccolo, ogni volta che prendo l’aereo mi stupisco che l’uomo abbia imparato a volare, da ingegnere elettronico, pur fidandomi dei colleghi meccanici, ho il terrore ogni volta che salgo su un terno ad alta velocità perchè ripenso che la tenuta dell’intero treno sul binario è affidata a 28mm di bordino metallico sulla ruota.

    Come diceva lo scrittore Douglas Adams: Signore, Signore, Signore, Proteggimi dal sapere quel che non ho bisogno di sapere…

  5. mx Says:

    io prendo l’aereo molto spesso, nell’ultimo anno circa 50 volte (tra l’altro tra londra e milano)
    Non sopporto la gente che deve alzarsi di continuo su un volo di 1 ora e 25 minuti.. Ma dove devi andare? al cesso a controllare cosa?
    l’aereo è un buco, stai al tuo posto e fai vivere in pace quelli intorno a te

  6. riverblog Says:

    Mx, amore, in business c’è spazio per sgranchirsi le gambe. Ma immagino tu sia poco pratico.

  7. londonluke Says:

    Anch’io preferisco il corridoio per potermi muovere liberamente. Il mio vero terrore in aereo sono i bambini. Capisco che devono viaggiare pure loro, ma in quelle ore di volo in cui vorrei rilassarmi o dormire avere dei bambini che urlano, piangono o fanno i capricci e’ un incubo. Sigh

  8. Max Says:

    Parlo da persona a cui pace stare in aereo ( troppo facile!), ma la classica pennichella in dormiveglia no? Il rumore è da autobus, le turbolenze cullano, due tappini indiscreti sulle orecchie contro i passeggeri molesti un piccolo cuscino o lo zainetto, la cintura stretta (che non ho voglia di prendere a testate la cappelliera se c’è un sobbalzo, ah ah) e vai di finestrino tutto il viaggio.

    Un gatorade o similari un’ore prima di partire con sosta al bagno, l’emozione del decollo e poi rrroonf, di solito fino a quando non toglie potenza e inizia il sentiero di discesa, li mi sveglio in modo definitivo, (anche perchè c’è gente che inizia a tirare giù il bagaglio a mano quando si sta ancora a 5mila piedi)

  9. clolove Says:

    Forse non sono stata attenta ma il micio da chi starà?

  10. riverblog Says:

    Ci sarà una cat-sitter!

Leave a Reply