Ieri sera, tornato dal lavoro, ho scoperto per puro caso una serie che mi ha tenuto incollato al cellulare per due ore. Sono crollato solo perché erano le due di notte. Si chiama “Worst place to be a pilot”, ed è andata in onda l’anno scorso su Channel 4 (e poi è stata ripresa in Germania). Una sola serie – e temo non ne abbiano in cantiere una seconda – con quattro episodi, che raccontano la vita dei giovanissimi aspiranti piloti, spesso inglesi, che vanno in Indonesia a lavorare per la Susi Air. La piccola compagnia, che usa solo aerei da tipo 3-4 posti, serve le isole indonesiane e, spesso, collega anche le tribù più remote, che non saprebbero come rifornirsi di cibo e medicine. Qui i piloti possono iniziare ad accumulare ore di volo, in condizioni di lavoro davvero folli. Il meteo è tra più imprevedibili, le piste di atterrraggio e decollo sono spesso “artigianali” e realizzate a mano dalle tribù; niente torri di controllo che ti assistono durante il volo; niente assistenti di volo o personale di terra. Spesso su un aereo c’è un solo pilota. Io già mi sono invaghito di Sam Quinn, biondino 25enne, ex cuoco. Tutti i piloti, qui, sognano un giorno di poter lavorare per una grande compagnia aerea. Anche perché le statistiche relative alla sicurezza della Susi Air non sono tra le più incoraggianti. Nella serie, di tanto in tanto, vengono inquadrati gli aerei precipitati sulle montagne, e i piloti li osservano dal loro cockpit. La serie mi ha colpito per le storie di questi ragazzi, che sono disposti a volare dall’altra parte del mondo e a lavorare in condizioni proibitive – sempre col sorriso in faccia – pur di realizzare il loro sogno. Un esempio.

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E’ ovvio dire che sui quei cosi non ci salirei manco morto, vero? Al limite se Sam mi tiene la mano.

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4 Responses to “Il posto peggiore al mondo per un pilota di aerei.”

  1. LucaM Says:

    se ti tenesse la mano non ne avrebbe due sulla cloche, meglio di no :P

  2. Marco Says:

    Una ventina d’anni fa ho volato su un aereo-giocattolo del genere per un volo interno tra due isole di Capo Verde. Una settimana prima ne era caduto uno identico… Io non ho paura di volare, ma non è stata un’esperienza piacevole. Il mio amico, di carnagione scusa, era bianco come un fantasma e aveva un’espressione di vero terrore sul viso. Ah, dimenticavo, arrivati a destinazione la pista era in terra battuta ;-)

  3. G. (l'altro) Says:

    Se ti piace il genere, ti consiglio anche questo:

    https://www.youtube.com/watch?v=w-F-cBF5ZbQ

    È un documentario di alcuni anni fa in cui la parte del protagonista è del mitico DC-3 “Dakota”.

    Personalmente volare mi piace, forse perché non ho mai avuto problemi, e tempo fa ero anche un appassionato: quei vecchi DC-3 arrugginiti penso che farebbero paura anche a me, ma al tempo stesso vorrei troppo farmici un giro perché sono a buon diritto parte della storia dell’aviazione. Un altro “arnese” su cui vorrei fare un giro è un B-17 della Seconda guerra mondiale (sul Tubo si trovano diversi video); mi sarebbe piaciuto il Concorde, ma quando volava ero ragazzino e comunque costerebbe troppo.

    Ho volato in elicottero sopra New York e sul Grand Canyon con un aereo da 19 posti (DHC-6). Mi manca ancora l’idrovolante: ce ne sono di carinissimi per i collegamenti fra i vari atolli delle Maldive. Chissà, magari un giorno… :)

  4. Tahar Says:

    Ma che video fichissimo, grazie per averlo pubblicato!!!
    Certo Riv che tu sei proprio masochista eh… ejejejeje
    Dopo anni lo posso dire con certezza!!! :)
    Fra 3 giorni farò 30 ore di volo sparse per mezzo pianeta, ti penserò e ti continuerò a seguire anche da li ejejej

    Ciaooo !!!!

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