Roma Tre, facoltà di ingegneria meccanica: uno studente inizia ad inveire contro il professore. Uno di quegli sfoghi che tanti sognano di fare, ma che preferiscono rinviare sine die, magari a dopo la laurea. L’oggetto del contendere è la bocciatura del ragazzo e alcune sue frasi sono notevoli (“a me me fate perdere la vita qui, e lei non me la ridà”).

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15 Responses to “Scontro studente-professore a Roma Tre.”

  1. b.flow Says:

    92 minuti di applausi

  2. Sushy Says:

    Certo bisognerebbe aver assistito all’esame. Se il ragazzo non ha risposto correttamente non vedo perché dovrebbe lamentarsi. Se nel giusto potrebbe, a mio giudizio, portare avanti la sua protesta con le dovute maniere. Una maggiore selezione universitaria (fatta con criteri di oggettività) dà garanzie al futuro di tutti.

  3. simone Says:

    Lamentarsi della qualità di jun corso dopo esser stato bocciato è da ipocrita. Quello che più mi da fastidio è il dilagare dell’idea del “tutto è dovuto” “decido io tutto, mi giudico anche”. E tra qualche anno magari lo studente si lamenterà di essere senza lavoro

  4. andrea Says:

    Concordo con Sushy: nn avete idea di cosa si sente a volte durante gli esami. Una volta ho sentito dire da un canditato dopo la bocciatura “Ma devo proprio ritornare? La sua materia mi fa schifo…”

  5. Paolo Says:

    Gente da buttare fuori dall’università, subito e senza rimpianti. Se vuole fare il capopopolo, il capo-curva o il masaniello, troverà tanti utili settori in cui dedicarsi, non l’università e non ingegneria.

    Oppure, tra tutti questi river-lettori, c’è qualcuno che vuole guidare un’auto i cui freni sono progettati da uno che si comporta così?

  6. etero Says:

    in fondo mi fanno tenerezza sti pischelli…non si rendono conto di quello che li aspetta dopo, proprio neanche un briciolo…una volta un prof mi disse: più schiaffi prendete qua, meno ne prendete fuori.

  7. LucaM Says:

    sono tendenzialmente d’accordo con la maggioranza dei commentatori (etero, Sushy, simone) anche se ogni tanto i professori davvero stronzi capitano -ma comunque sia non fai la sparata condizionata ad una bocciatura!

  8. Max Says:

    Aspettiamo il giovane a braccia aperte nel mondo del lavoro, dove dovrà gudagnarsi il rispetto di colleghi e datori di lavoro mostrandisi attivo, utile, ma non irrispettoso, arrogante, arrivista, lecchino, approfittatore etc. operando a favore dell’azienda ma senza azioni che non comportino detrimento alcuno dei rapporti con clienti, colleghi e superiori.

    Nessun datore di lavoro lo caccerà, ma un “mi dispiace ma abbiamo deciso di non rinnovarle il contratto, può andarsene anche oggi” avrà un effetto molto più imponente sul suo giovane stomaco delicato.

    Forse questi giovani rampanti non comprendono che agli esami puoi sempre ripresentarti, ma finita l’università (pagata il più delle volte da mami e papi) la pacchia finisce.

  9. Manu__ Says:

    Mi sento in dovere di spezzare una lancia in favore del ragazzo, dopo una serie di commenti a senso unico. Non so, come tu qui, quali siano stati i precedenti che hanno fatto decidere al ragazzo di sfogarsi con questi toni, ma una cosa la so di certo: ci sono professori – e nel mio percorso universitario, ormai concluso da qualche anno, ne ho incontrati a bizzeffe – che tutto meriterebbero dalla vita ma non di stare in aula universitaria ad insegnare; professori incapaci di organizzare un corso che sia degno di essere tale; esami e metri di giudizio ad personam, basati solo sulla simpatia o antipatia del candidato/a. E si potrebbe continuare per ore.

    Non accetto il paragone con il mondo del lavoro. Se quello è una giungla, dove manca completamente il rispetto verso il prossimo, non è detto che debba essere così in qualsiasi altro ambiente e che non debbano essere denunciati situazioni al limite dello spiacevole solo ed esclusivamente perché “dopo sarà peggio”. Ma che significa? Il ragazzo avrà dimostrato arroganza, ma nei commenti che precedono il mio noto una leggera tendenza a dar ragione al Professore perché si tratta del classico uomo incravattato, apparentemente perbene, calmo e sereno.

  10. Vanessa Says:

    Neanche io, limitatamente a quello che si sente nel video, mi sento di dare contro allo studente. A quest’ultimo si è chiusa la vena per il termine con cui il professore lo ha bocciato (“ti caccio” o simili), perché se la ridacchia e soprattutto perché pare non abbia tenuto le regolari lezioni (magari per stare dietro al secondo lavoro) in programma ma ha lasciato gli studenti, per tutta l’estate, in balia di alcuni appunti ritenuti non buoni. Mi sembrano ragioni sufficienti per arrabbiarsi. Poi, personalmente, non so se l’avrei fatto o meno.
    E comunque è impossibile non intuire che il mondo, anzi la giungla del lavoro sia diversa e milioni di volte più dura della vita da studente.

  11. Vanessa Says:

    …e la totale assenza di una reazione emotiva come di un tentativo di replica da parte del professore la dice tutta sull’elemento che è…

  12. LucaM Says:

    @Manu, non so dove hai notato nei commenti precedenti la “leggera tendenza a dar ragione al Professore perché si tratta del classico uomo incravattato” perché mi sembra che se c’è una cosa totalmente assente dalla discussione è quella.

  13. simone Says:

    E’ vero esistono professori pessimi, ma ribadisco quello che ho già scritto, lamentarsi della qualità di un corso solo dopo la bocciatura è da ipocriti. Non si può sperare di “passare l’esame” e poi chi s’è visto s’è visto. Se lo studente ci teneva davvero alla sua preparazione avrebbe dovuto confrontare, in modi ben più pacati, il prof durante il corso, a fine lezione.

  14. Vanessa Says:

    Hai piena ragione Simone, soprattutto nella tua ultima frase. Chissà se quello studente ha provato a contattare il professore durante la preparazione dell’esame, facendogli presenti difficoltà e dubbi…

  15. Max Says:

    Non dico che l’università sia un centro di reclutamento dei Marines, ma un posto dove farsi le ossa di sicuro, non a caso i docenti che meglio ricordo sono quelli più duri (e imparziali).

    La docente di analisi matematica, che dovetti affrontare per ben 6 volte ci disse a inizio costo che solo uno su 10 sarebbe passato all’anno successivo (e ebbe ragione), capitava di prendere 28 allo scritto ed essere bocciati all’orale e dove rifare l’esame da capo. In uno degli esami, con la massima educazione mi disse: “Ha considerato la possibilità di cambiare facoltà? Forse Ingegneria non fa per lei, questa è la mia opinione”.
    Di fronte ad un mio sfogo pacato sulle difficoltà d’esame, sulla poca chiarezza di alcuni argementi spiegati e sull’inopportunità di comunicarmi così a bruciapelo la sua “opinione”, la sua risposta fu lapidaria quanto professionale:
    “Se ho torto, me lo dimostri in sede di esame nella prossima sessione”

    Una maestra di vita che ancora ricordo e che ancora mi saluta, sebbene siano passati 20 anni.

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